TRE NOSTRI MILITARI MORTI IN AFGANISTAN E DUE IN PERICOLO DI VITA, MENTRE IL GOVERNO FA L’INDIANO. di Antonio de Martini

Il Presidente della Repubblica Napolitano ha una splendida occasione per dimostrare che non è al servizio delle banche – come ha dichiarato oggi – ma vuole e può servire gli interessi del paese.

Sabato e domenica, , mentre avevo in avaria il solito IPad, sono accaduti due fatti che hanno coinvolto le nostre Forze Armate.

Tre membri del nostro contingente in Afganistan sono morti nell’ennesimo incidente automobilistico di questa sciagurata avventura nella quale ci siamo impegnati a restare fino al 2014, mentre i promotori americani della guerra hanno già annunziato il loro ritiro entro il 2013.

Il secondo episodio, solo apparentemente più drammatico, è consistito nell’arresto da parte delle autorità indiane di due militari del battaglione San Marco ( eredi dei “fanti da mar”della Serenissima), accusati di aver ucciso due pescatorri al largo della costa, mentre erano a bordo di una petroliera della flotta D’Amico, con base di armamento a Napoli.

Le inchieste rispettive chiariranno la meccanica dei due luttuosi eventi. Mi preme piuttosto evidenziare alcuni elementi che non possono essere sottaciuti , dato che ormai si tratta di eventi a lugubre cadenza ritmica.

Trovo più grave l’incidente automobilistico che l’arresto dei marò, con la complice pavidità di un nuovo Schettino che si è arreso al primo invito. ( Il Ministro e il suo capo di SM evidentemente non sanno che, se si offre una scorta militare, è questa che deve assumere il comando della nave.) Si tratta infatti dell’ennesimo “infortunio sul lavoro” che accade in Afganistan ai nostri soldati. Segno evidente di addestramento carente nell’uso di automezzi ” fuori pista “.

Una buona metà dei nostri “eroi ” sono morti in questo modo e – cosa ancor più grave – sono , specie i primi a cadere,stati onorati come fossero morti in combattimento, distorcendo nella pubblica opinione lo stesso concetto di eroismo al servizio della Patria, mettendo in ridicolo rispetto a nemici e alleati le nostre forze Armate e la capacità degli italiani di guidare un mezzo senza fare danni a se e agli altri.

Il problema della pirateria al largo delle coste somale, lo abbiamo affrontato più volte anche recentemente ed ho scritto che il servizio antipirateria dovrebbero farlo società private a pagamento, dato che gli armatori hanno i mezzi per pagarseli.

Fare servizio di polizia in acque internazionali – a parte il fatto che il servizio spetterebbe casomai , appunto, alla polizia o ai carabinieri – specie da parte degli italiani è una spesa inutile dato che nel mar rosso transitano al massimo 600 navi italiane all’anno ( in media meno di due al giorno). Sarebbe un risparmio per il bilancio dello Stato.

Perché c’erano i marò del battaglione S Marco? dove erano stanziati? In Afganistan? Sono stati imbarcati dove e sarebbero sbarcati dove?

La RAI TV non ha permesso di capire se tutto il reparto fosse remunerato con seicento euro al giorno o se era un rimborso personale ( se erano in sei , cento euro al giorno è una elemosina), ma ha dato una notizia interessante: i militari erano stati imbarcati in forza di un accordo dell’ultimo momento del governo uscente firmato tra il Ministro IGNAZIO LARUSSA e , non si capisce bene, se l’associazione degli armatori o la sola flotta D’Amato.Ce lo dicano.

E’ imperativo anche sapere se la nave era stata assicurata contro la pirateria e da che punto a che punto geografico. Sarebbe utilissimo anche conoscere il nome della assicurazione e del controassicuratore.

Il mio sospetto è che si tratti dell’ennesima scelta autoritaria di IGNAZIO LARUSSA che è, come noto, anche l’avvocato del gruppo assicurativo LIGRESTI.

Sappiamo che gli armatori pagano ai privati circa ottanta/centomila euro a viaggio per essere scortati nella zona pericolosa e in cambio di questo pagamento, ottengono forti sconti sul premio assicurativo da pagare. Tutte le flotte usano società di sicurezza brtanniche che si avvalgono di professionisti sud africani o ucraini.

Solo noi italiani che non abbiamo una flotta per recuperare i militari eventualmente sequestrati ( e sopratutto ci manca una Tatcher) usiamo militari come fossero attendenti. Si comincia con lo spedire la moglie a far la spesa con l’auto blu e si finisce per mandare soldati d’Italia a dare la protezione agli amici e agli amici degli amici.

A proposito della regione del Kerala che ha alzato il polverone: si tratta di una regione con capitale Cochin ( non Cochi) da sempre governata dal partito comunista indiano.

Aspettiamo notizie. Chiare.

Annunci
I trackback sono chiusi, ma puoi postare un commento.

Commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: