Archivi Categorie: Politica Estera

CRISI DEL MALI: LA FRANCIA ENTRA IN NIGER E PRESIDIA LE MINIERE DI URANIO. BAMAKO OGGI E ALGERI DOMANI ? di Antonio de Martini

David Cameron è sbarcato in Algeria e Libia per una visita lampo: il 30 a Algeri e , visto che c’era, il 31 gennaio è passato anche a Tripoli in Libia per conferire col primo ministro Ali Zeidan e col ministro dell’interno Ashour Souhail.

François Hollande, visto anche lui si trovava già in Mali con una colonna di mezzi corazzati, ha pensato bene di sconfinare nel vicino NIGER Continua a leggere

IL 7 FEBBRAIO FALLIRÀ IL TENTATIVO DI COMPROMESSO SUL BILANCIO 2013-2020 DELLA UNIONE EUROPEA

Per il settennio 2013-2020 gli uffici competenti della Unione Europea avevano presentato un bilancio di 1060 miliardi di euro.
Ci fu una levata di scudi, specie contro gli aumenti ai 55.000 dipendenti ( il raddoppio in sette anni), da parte di quasi tutti i partners ” strangolati” fino a un mese prima.
Il premier britannico David Cameron ha subito annunziato il suo veto, dichiarando che era impensabile che l’Europa, dopo aver imposto l’austerità a tutti gli associati, facesse una eccezione per se stessa e i suoi dipendenti.
Il primo tentativo del presidente Barroso di proporre un ribasso a 985 miliardi non è stato preso in considerazione da nessuno. Continua a leggere

ECCO DUE PROPOSTE CHE REGALIAMO AI “PROTAGONISTI” DELLA CAMPAGNA ELETTORALE. CORAGGIO: SONO RISPARMIOSE! di Antonio de Martini

Se la campagna elettorale va avanti di questo passo, il giorno delle votazioni troverete all’ingresso della cabina elettorale un assegno circolare col rimborso delle tasse pagate.
Si tratta in realtà della conseguenza del fatto che nessuno dei partiti ha una visione d’insieme.
Offrono sconti di tasse, aumento del tetto dei mille euro per i pagamenti in contanti, deducibilitá degli scontrini del caffè, matrimoni monosesso, ritocchi alla legge su questo e su quello…..

Non si governa così.

Occupandomi in questo blog prevalentemente di politica estera, è probabile che mi sia riuscito più facile che ad altri riuscire a dare un’idea del nostro – miserevole – posizionamento nel contesto mondiale.

Vista ” dall’alto” la situazione è chiara: una classe dirigente – si fa per dire – costituita dai caporali dei già inadeguati politici cacciati nel 1992/3, si preoccupa di contrastanti minuzie all’altezza della propria impreparazione.
Un partito con autentica cultura di governo, proporrebbe agli elettori, educandoli, di affrontare una serie di priorità vere, coerenti con la situazione esistente.

Ecco i due esempi. Continua a leggere

ARABIA SAUDITA. IL PRINCIPE MUQRIN BEN ABDELAZIZ AL SAUD DIVENTA PRINCIPE EREDITARIO DEL PRINCIPE EREDITARIO. di Antonio de Martini

Col re ottantanovenne reduce dalla quarta operazione chirurgica e un principe ereditario, Salman ben Abdelaziz, ottantasette primavere suonate ( e suonato anche lui dall’Alzehimer ormai evidente) , assume rilievo particolare la nomina, avvenuta oggi, a ” secondo vice primo ministro” del principe Muqrin ben Abdelaziz al Saud, sessantasette anni ( è il più giovane tra i figli superstiti di Ibn Saud ) . Continua a leggere

L’ARPÌA BIRMANA: IL CLUB DEI PAESI CREDITORI ABBUONA IL DEBITO DEL MYANMAR DI OLTRE 13 MILIARDI DI DOLLARI. PERCHE LA GRECIA NO? di Antonio de Martini

Il Club di Parigi, costituito dai principali paesi creditori di debiti contratti da paesi , in genere appartenenti alla parte del mondo definita “in via di sviluppo”, ha annunziato di aver ristrutturato il debito della Birmania.

L’ accordo con i creditori internazionali per ridurre il debito estero ammonta a circa 6 miliardi di dollari. Un ulteriore mezzo miliardo abbondante è stato abbuonato dalla Norvegia. Il Giappone che non fa parte del “Club di Parigi” ha assecondato la manovra impegnandosi ad azzerare tre miliardi di dollari di debiti contratti dal regime Birmano.

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MEDITERRANEO INQUIETO. VIGILIA DI SCONTRO. di Antonio de Martini

Benjamin Netanyahu è riuscito a resistere alla spinta americana mirante a mandarlo a casa.
La vittoria elettorale conferma la definizione che di lui danno i commentatori: ” un genio tattico e un idiota strategico”.
Vince le battaglie elettorali, ma non risolve la crisi palestinese che è la ragione per cui lo votano.
Intanto, non solo in Israele, gli analisti cominciano a interrogarsi apertamente sulla profondità del coinvolgimento americano in Medio Oriente e se il porvi limiti non sia un miglior modo di difendere anche gli interessi USA. Continua a leggere

MALI : DALLA GUERRA ASIMMETRICA, ALLA GUERRA CONTAGIOSA E – SORPESA – TUTTI E DUE I CONTENDENTI SI PREPARAVANO DA TEMPO ALLO SCONTRO. di Antonio de Martini

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La guerra dall’Afganistan ha tracimato in Pakistan ; dalla Siria , in Turchia e Libano; dal Mali, in Algeria e Burkina Faso; dalla Somalia, in Kenia.
Se non conoscete la storia della rana ( cinese ) nell’acqua calda, ditemelo che ve la racconto una prossima volta..

In Algeria, intanto, lo scontro prosegue: oltre l’impianto di produzione propriamente detto, esiste una sorta di villaggio costruito per gli addetti. I due ” compound ” distano circa 600 metri ( stando alla cartina) e uno dei due – la fabbrica – è ancora sotto il controllo degli attaccanti.
A questo punto, trenta morti in più o meno, non fanno differenza ai fini della valutazione politica che è molto complessa. Vediamola.

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L’ORDINE REGNA NEL SAHARA. MA ATTENTI, NON È UN NUOVO AFGANISTAN. È UN NUOVO VIETNAM. di Antonio de Martini

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Abu al Baraa, Tahar ben Chenab, Mokhtar belmokhtar, le varie agenzie indicano nomi e nazionalità differenti per il vertice del commando frettolosamente distrutto dall’esercito algerino, ansioso di chiudere la vicenda evitando ingerenze straniere nelle sue vicende interne: il premier inglese Cameron aveva ripetutamente intimato al governo algerino di informarlo preventivamente in caso di passaggio all’azione ma il Presidente algerino Abd el Aziz Bouteflika ammaestrato dall’esperienza libica, non ha abboccato e ha proceduto in solitaria.

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L’AMERICA SI INTERROGA SUL RIMPATRIO DELL’ORO TEDESCO. NOI CI INTERROGHIAMO SUL FATTO CHE IL GOVERNO USA QUESTO MESE NON HA PAGATO IL FONDO PENSIONE DEGLI STATALI. di Antonio de Martini

Ieri sera, con una buona giornata di ritardo rispetto al ” Corriere della Collera” la catena televisiva CNBC  dava notizia dell’ordine di rimpaterio dell’oro tedesco e, nel titolo,  si chiedeva se fosse il caso di preoccuparsi. Hanno due notizie in più: da Londra sono già stati ritirati 2/3 dei lingotti in ottobre e anche Hong Kong lo ha fatto anni fa..

Per parte nostra, siamo preoccupati della notizia apparsa su “Le Figaro” di stamattina secondo cui il governo americano non ha versato il dovuto alla cassa pensioni dei dipendenti federali, spiegando il fatto con l’obbligo di non dover superare il tetto di sppesa consentito dal Congresso che è di 16.394 miliardi di dollari. ( sedicimilatrecentonovantaquattro miliardi di dollari USA). L’altro anno successo col rinnovo dei Bond cinesi. Continua a leggere

AFRICA, LE MOTIVAZIONI DELL’INTERVENTO FRANCO-BRITANNICO IN MALI. di Antonio de Martini

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Ambienti vicini all’intervento franco-britannico fanno sapere che la decisione di intervenire anticipatamente rispetto al calendario fissato dai lavori delle Nazioni Unite, è dovuto a informazioni, definite molto attendibili, provenienti dall’intelligence USA che attribuivano intenti federativi e di coordinamento militare alle tre delle organizzazioni ” islamiste” presenti nel territorio dell’Africa sub sahariana: AQIM ( Al Kaida del Magreb Arabo) , gli Shabab dell’Africa Orientale ed il Boko Haram dell’area nigeriana . Continua a leggere