CRISI DEL MALI: LA FRANCIA ENTRA IN NIGER E PRESIDIA LE MINIERE DI URANIO. BAMAKO OGGI E ALGERI DOMANI ? di Antonio de Martini

David Cameron è sbarcato in Algeria e Libia per una visita lampo: il 30 a Algeri e , visto che c’era, il 31 gennaio è passato anche a Tripoli in Libia per conferire col primo ministro Ali Zeidan e col ministro dell’interno Ashour Souhail.

François Hollande, visto anche lui si trovava già in Mali con una colonna di mezzi corazzati, ha pensato bene di sconfinare nel vicino NIGER
e – sempre per difendere i locali dai fondamentalisti islamici di AQMI – ha occupato militarmente tre località ( Akokan, Arlit e Agarez) in cui ci sono le miniere di uranio con oltre 2700 lavoratori locali, il che da la misura della dimensione dei giacimenti, sfruttati da AVEVA , la società francese che gestisce il nucleare in Francia.

Mario Monti , intanto, ha ritirato l’appoggio logistico – consistente in tre aerei e 24 uomini addetti al sostegno logistico della spedizione in Mali – data la situazione di crisi del ministero.
Il suo posto è stato preso dalla Germania – un altro paese la cui Costituzione vieta interventi militari all’estero- e sono curioso di sapere se il mezzo milione di euro stanziato a luglio scorso(!) per questa operazione che adesso non si farà più , verrà versato alla ragioneria dello stato oppure verrà dirottato verso, chessò, spese di rappresentanza.

Assistiamo sempre più meravigliati a questa ” Diplomazia dei volenterosi” che fanno con disinvoltura sconfinamenti, crociate democratiche e ” peace enforcing” senza farsi ritardare dai riti democratici di consultazione dei Parlamenti o dell’ONU: se qualcuno dei regnanti si trova in difficoltà per inattese proteste di cittadini, niente paura, si passa l’incombenza al paese vicino e maggiormente in grado di intervenire in barba ai criteri di legalità internazionale stabiliti due secoli fa al Congresso di Vienna.

Basta pronunziare la formula magica ” Al Kaida ” per potersi permettere tutto senza chiedere a nessuno.

Sempre più innervositi gli Algerini che hanno subito un nuovo attacco conclusosi con due morti e sette feriti a 80 km da Algeri ( nella zona di Bouira) e regolarmente firmato da AQIM ( al Kaida del Magreb islamico).

Questi attacchi seguono in genere offerte inglesi di assistenza tecnica antiterrorismo e precedono interventi umanitari per salvare le riserve energetiche dell’occidente.
Ad Algeri il nervosismo si è manifestato anche con le dimissioni dei due segretari generali dei due principali partiti ( FLN e RND) e con manifestazioni a favore di Abderrezak Bouhara indicato come simbolo del rinnovamento .

Per correre vieppiù ai ripari, il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika ha adottato – e finanziato – misure di sicurezza eccezionali lungo tutte le aree di confine e creato due nuovi comandi di scacchiere a Tamanrasset e a Ouargla verso la frontiera.

L’ordine, chiarissimo nella sua ambiguità , è di sparare contro chiunque dovesse varcare il confine.

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Commenti

  • abrahammoriah  Il febbraio 4, 2013 alle 11:08 pm

    4 febbraio 2013

    Non a caso all’Europa è stato assegnato il premio Nobel per la pace…

    Massimo Morigi

    • antoniochedice  Il febbraio 4, 2013 alle 11:10 pm

      Bada che la Francia ha attaccato nel nuovo anno, non in quello in cui l’Europa ha ritirato il premio.

  • abrahammoriah  Il febbraio 4, 2013 alle 11:15 pm

    Giusto, noblesse oblige…

  • urc  Il febbraio 4, 2013 alle 11:31 pm

    E’ un neocolonialismo dettato dalla necessità di disporre delle materie prime?

  • abrahammoriah  Il febbraio 5, 2013 alle 8:05 am

    5 febbraio 2013

    Si può chiamarlo come si vuole ma c’è una differenza rispetto al neocolonialismo che ha contrassegnato il secondo dopoguerra. Dopo il dissolvimento del blocco sovietico cadute le ragioni del containment e la necessità di disporre di aree geopolitiche il cui sviluppo facesse da antemurale al comunismo, i rapporti neocoloniali, oltre che verso le vecchie vittime che ancora non sono uscite dal sottosviluppo, si manifestano ora anche sui paesi deboli di queste aree un tempo privilegiate. Quello che sta succedendo in Africa ha la stessa matrice operativa del ruolo egemone e neocoloniale della Germania verso paesi del sud dell’Europa.

    Massimo Morigi

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