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L’AMMODERNAMENTO DELL’ISLAM DA ATATURK A BARAK OBAMA. di Antonio de Martini

Il generale Mustafa Kemal Pascià, detto Ataturk – padre dei turchi – è ricordato perché rappresenta l’archetipo del dittatore ” illuminato” che , in maniera molto energica e pragmatica, ammodernò l’islam con le buone e con le cattive, dando alla Turchia il posto che ha occupato fino ad oggi nel mondo.
Il tentativo di Atatürk fece concorrenza a quello britannico ( svolto più nel mondo arabo) che, con la generazione degli ” effendi” tentò senza successo di dar vita a una generazione imitatrice dell’occidente, capace di guidare – eterodiretta – il Vicino Oriente nell’interesse di Albione.

Esistono molti libri sul tentativo inglese – poi americano – di modernizzare il mondo arabo/mussulmano ma la letteratura sulla formidabile rivoluzione con cui Ataturk fece fare al sonnacchioso impero un balzo di sei secoli in quindici anni è scarsa e perlopiù caricaturale.

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CI AVVICINIAMO AI LIVELLI DI CIVILTÀ DEI PAESI NORDICI: TRA IL 2007 E IL 2011 IN GRECIA E IN ITALIA CRESCIUTI I SUICIDI.

Con un po’ di macabro umorismo, il solo che mi allieti , possiamo dire che finalmente vediamo il segno + in una statistica presentata nell’ultimo lustro.

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QUATTRO NUOVI SENATORI A VITA – PERSONE DEGNISSIME – NOMINATI GRAZIE A SILVIO BERLUSCONI. di Antonio de Martini

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MISTERO

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano li ha appena nominati: sono Claudio Abbado, Renzo Piano, Elena Cattaneo e Carlo Rubbia.
Scelte ineccepibili di italiani ineccepibili.
Si tratta di un evento inusitato e che stabilizza un precedente costituzionale.
Fino al settennato di Francesco Cossiga si era consolidata la interpretazione restrittiva del dettato costituzionale

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Una precisazione su Israele, Dick Cheney, i francesi e i moralisti in genere.

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una mia frase parentetica nello scorso post ha suscitato piu attenzione del periodo principale e dell’argomento cardine.
Citavo Cheney, Rothshild e Murdoch come partners di una concessione petrolifera sulle alture del Golan che Israele stessa riconosce essere territorio siriano occupato.
Da piu parti e con intenti diversi mi si chiede la fonte.
Eccola: http://genie.com/media/genie-energy-in-the-media/

Si tratta del bilancio di una società nel cui Strategic Advisory Board si trovano

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VERI DIPLOMATICI E VERE SIGNORE

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L’atteggiamento dei capi di Stato che a Pietroburgo hanno detto no a forme di intervento militare in Siria sotto qualsiasi forma e quello – apparentemente antitetico – dei ministri degli esteri degli stessi paesi che nella non lontana Vilnius hanno solidarizzato alla quasi unanimità con il segretario di Stato USA John Kerry, mi ha fatto ricordare un bon mot dedicato ai diplomatici e alle donne.

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DALLA MAGNA CARTA AL MAGNA-MAGNA. OVVERO CHI TRASCURA IL CONSENSO NAZIONALE FINISCE MOLTO MALE. di Antonio de Martini

John Kerry continua a ripetere che questa guerra non è come l’Irak o come l’Afganistan. ha ragione
A me pare che questa guerra per noi italiani ricordi la subalternità del fascismo a Hitler che lo spinse ad iniziative avventuriste senza il consenso degli italiani e poi alla morte.

Dalla guerra italo-turca del 1912 ad oggi, tutti i grandi appuntamenti della storia – l’8 settembre tra questi – hanno visto l’Italia divisa in due ed ogni singola parte suddivisa in tendenze che prima si chiamavano fazioni, poi partiti, infine correnti ed oggi fondazioni. I più ” trendy” li chiamano think tank che vuol dire serbatoio di pensiero ma a guardar dentro si trovano solo ambizioni, affarucci e refurtive.

La ragione principale di questa situazione -la non coesione nazionale che ci impedisce di essere soggetto sovrano – dipende dalla lunga abitudine a non dibattere liberamente le scelte politiche che ogni governante in sella vede come un pericolo per la sua personale

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TRA BERLUSCONI E ABU OMAR IL MAGISTRATO SCEGLIE CHI LIBERARE. di Antonio de Martini

Non è nelle mie abitudini pubblicare foto, ma faccio una eccezione tecnica per segnalare
La foto di un signore ( il primo a sinistra) rilasciato da una magistrata italiana dopo un tentativo di assalto armato all’ambasciata siriana a Roma il 10 febbraio 2012.

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LIBERTÀ PER TUTTI. ANCHE PER OBAMA. di Antonio de Martini

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Il ministro degli Affari Esteri Emma Bonino, sta entrando nel ruolo con un certo spirito di indipendenza ed è il primo membro di governo ad aver imposto un alt alle pressioni di Barak Obama fatte per ottenere la solita supina adesione alle sue estemporanee prese di posizione, ma adesso, francamente Emma esagera.

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DALLA FRANCIA ARRIVA LA CIRCONCISIONE PER TUTTI. MA NON HO CAPITO COSA TAGLIANO. di Antonio de Martini

Ogni volta che vado al mercato di piazza Vittorio ( a Roma) a comprare il pesce e respirare un po’ di oriente, mi fermo al bancone del pesce di un commerciante dello Sri Lanka che offre buoni prezzi e qualità.
È dotato ( il pescivendolo) di una barba rada e lunga, come quelle che i frati cappuccini e altre sottospecie monoteiste usano portare a testimonianza della loro pietas, nel senso latino del termine.
Ovviamente lo prendo garbatamente in giro chiedendogli il motivo dell’utilizzo di questo ornamento pilifero anche in estate e in climi torridi.

L’astuto commerciante, per non parlare di religione argomento che potrebbe mettere gli affari a repentaglio, usava spiegarmi che si tratta di una buona pratica ( best practise) che fortifica denti e gengive ed a riprova esibisce una ortopanoramica da far invidia alla pubblicità di un dentifricio.

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GRECIA : SQUILLI DI RIVOLTA FISCALE E STANCHEZZA. MEGLIO IL DEFAULT. di Antonio de Martini

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La raccolta fiscale in Grecia ammonta attualmente a circa un quarto di quanto previsto nel piano di salvataggio della Troika.
Mancano all’appello oltre sei miliardi degli incassi previsti, evidentemente calcolati con generosità.
Questo implicherebbe un ulteriore prestito di galleggiamento attorno ai quattro miliardi di euro nei primissimi mesi del 2014.
Fino al 22 settembre, data delle elezioni tedesche, l’argomento è tabù.
Si prevede che la Merkel abbia un successo personale, ma che la sua coalizione possa trovarsi in difficoltà sotto la pressione congiunta dell’opposizione, SPD e Die Linke, dei partiti minori – specie i verdi – e del nuovo partito anti euro.
Il governo Greco sta tentando di recuperare il gettito con le cattive, ma sembra destinato a fallire a causa della resistenza popolare che va coagulandosi.

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