DALLA FRANCIA ARRIVA LA CIRCONCISIONE PER TUTTI. MA NON HO CAPITO COSA TAGLIANO. di Antonio de Martini

Ogni volta che vado al mercato di piazza Vittorio ( a Roma) a comprare il pesce e respirare un po’ di oriente, mi fermo al bancone del pesce di un commerciante dello Sri Lanka che offre buoni prezzi e qualità.
È dotato ( il pescivendolo) di una barba rada e lunga, come quelle che i frati cappuccini e altre sottospecie monoteiste usano portare a testimonianza della loro pietas, nel senso latino del termine.
Ovviamente lo prendo garbatamente in giro chiedendogli il motivo dell’utilizzo di questo ornamento pilifero anche in estate e in climi torridi.

L’astuto commerciante, per non parlare di religione argomento che potrebbe mettere gli affari a repentaglio, usava spiegarmi che si tratta di una buona pratica ( best practise) che fortifica denti e gengive ed a riprova esibisce una ortopanoramica da far invidia alla pubblicità di un dentifricio.

Da quando siamo diventati più amici – una trentina di spigole fa – ammicca languidamente rivelandomi che si tratta di un possente afrodisiaco naturale, nega significati religiosi e a riprova del suo spirito aperto e laico mi mostra uno ( solo) dei suoi addetti al bancone privo dell’onore del mento.

Mi sono ricordato di questi battibecchi quando ho trovato nel Figaro salute di oggi un articolo di assoluta novità che informa che esiste un nuovo mezzo di lotta al virus dell’HIV, vulgo AIDS: la circoncisione.

L’esperimento pare sia stato condotto in Sud Africa su circa 3300 soggetti scelti in una Bidonville chiamata Orange Farm di 110.000 persone e avrebbe consentito di constatare una riduzione di casi di contaminazione in una percentuale variabile tra il 57% e il 61.

Questo studio – francese – sarebbe stato condotto dall’Inserm-ANRS e pubblicato martedi scorso nella rivista PLOS MEDICINE.

Nel corso della ricerca è risultato che il 15% degli abitanti ( islamici?) era già stato circonciso ( dato 2007) nel 2011 il nuovo dato era del 53%, ci dice il prof Bertran Auvert direttore della stravagante ricerca senza però specificare se il fenomeno sia dovuto a una espansione dell’Islam o a un salvifico passaparola.

A titolo cautelativo, i ricercatori hanno propagandato questa azione invitando però tutti gli interpellati a non rinunziare al profilattico e ad adottare quindi una doppia precauzione.

Il capo ricerca summenzionato, ci informa altresì che è accertato che il sistema funziona solo in 14 paesi dell’area africana australe e unicamente per contatti eterosessuali.
Me ne felicito, ma mi chiedo per quale ragionamento sia giunto a tali conclusioni.
Per la parte omofoba, mi pare evidente che in una Bidonville sud africana deve essere difficile ammettere contatti omosex ed è certo più facile definirsi etero.

Ma il vero dubbio – in realtà due – che assume aspetti per me tormentosi è quale ragionamento lo avrà condotto ad attribuire il calo del numero dei contatti infettivi alla circoncisione e non al preservativo, dato che erano compresenti e lui non c’era.
L’altro dubbio: come mai nei paesi mussulmani ( Egitto, Sudan, Pakistan ecc) e in Israele, non era mai stata diagnosticata una minore incidenza del morbo, visto che in quei paesi erano già tutti circoncisi.

Ma il professare Auvert, oltre alla borsa del ministero della salute, cosa ha tagliato?

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Commenti

  • gicecca  On settembre 5, 2013 at 7:24 am

    Un primo punto su questa interessante questione, che non avrei mai pensato fosse sollevata in questo blog (ma con AdM non si sa mai) é che lo studio su Plos Med non é recente, ma addirittura del 2005: “Randomized, Controlled Intervention Trial of Male Circumcision for Reduction of HIV Infection Risk: The ANRS 1265 Trial,Bertran Auvert, Dirk Taljaard, Emmanuel Lagarde, Joëlle Sobngwi-Tambekou, Rémi Sitta, Adrian Puren, Research Article | 25 Oct 2005 | PLoS Medicine, doi:10.1371/journal.pmed.0020298; altri studi ma dello stesso gruppo, sono stati condotti nel 2006, mentre nel 2008 sempre Auvert et al. hanno calcolato l’impatto economico della pratica e dei suoi effetti sulla diffusione dell’AIDS. Gli autori non spiegano come la correlazione da loro osservata possa essere giustificata (le ipotesi che lanciano sono per lo meno dubbie e un po fantasiose) e sullo studio gravano alcuni dubbi metodologici.
    Comunque il gruppo é multinazionale (USA, Svizzera, Sud Africa, oltre che Francia). Non mi pare, ma non ho controllato, che al di fuori del gruppo altri si siano posti il problema. Delle correlazioni si deve sempre diffidare, ma a occhio mi ricordo che alla circoncisione in passato erano stati attribuiti altri effetti, tra cui un minor numero di tumori localizzati. Comunque alla mia età resto cattolico e non circonciso. GiC

    • antoniochedice  On settembre 5, 2013 at 7:35 am

      Grazie Gic.
      La notizia è uscita sul Figaro di ieri dove c’era una interessante intervista con Assad.

  • gicecca  On settembre 5, 2013 at 9:18 am

    L’intervista ad Assad l’avevo letta, la notizia del lavoro no. GiC

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