TUTTI I CRISTIANI DI SIRIA CONTRO I RIBELLI. NESSUNO A FAVORE. ASPETTANO UN AIUTO. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
uno degli assunti di base del conflitto siriano che la politica dell’amministrazione Obama ha propagandato, è stato l’assioma utilizzato anche in Irak: poiché in Siria i sunniti sono maggioranza, essi devono esprimere il governo.

È falso e gli ho dedicato più di un post per dimostrarlo, numeri alla mano. Innanzitutto il discrimine politico del paese non è mai stata la religione: ce ne sono sedici in zona e in duemila anni non hanno mai litigato, se non quando sono venuti dei fanatici dall’Occidente.

Il blocco di governo oggi al potere in Siria è costituito da un cartello di minoranze di cui fanno parte anche una gran fetta di sunniti ( lo è il vice presidente) , cristiani delle varie confessioni, gli sciiti e, ovviamente gli alawiti. La somma delle minoranze ha prodotto un blocco politico coeso, laico e nazionale.

Che questo blocco sia moderato e maggioritario nel paese, è dimostrato dal fatto che altrimenti non avrebbe potuto reggere ad oltre due anni di lotte, vessazioni, sacrifici.

L’arcivescovo cattolico di rito greco, Jean Bart, è di nazionalità francese e porta il cognome di un intrepido navigatore e corsaro bretone e di una corazzata che è stata a lungo l’Ammiraglia della flotta francese nel dopoguerra.

il Presidente francese, lo dice il nome, Hollande, è di evidenti origini straniere.
Niente di strano, Maria e Caterina dei Medici e Mazarino erano italiani. Napoleone lo era di origine e hanno saputo capire lo spirito nazionale.
Hollande, dal progetto di legge sulle pensioni all’idea di far guerra, non riesce a entrare in sintonia coi compatrioti. Jean Bart ne è la prova.

Nel link, oltre ad una serie di notizie dei maristi, una congregazione molto presente nel Levante, troverete una omelia, che per ciascuno di noi può anche chiamarsi requisitoria, contro le prese di posizione del governo del suo paese ed a difesa del suo gregge.
In due anni e con tutti i loro soldi gli USA non sono riusciti a trovare un cristiano del Levante – magari protestante – che abbia preso posizione per i ribelli.
Anche Obama non è in sintonia con i cittadini USA al punto che il70% di essi è contrario all’avventura siriana.
Per il presidente USA non essere sulla lunghezza d’onda dei cristiani degli Stati Uniti è un po’ più grave, specie da quando gli rimproverano, oltre al genitore e al nonno, un fratellastro keniota con agganci anche economici coi fratelli mussulmani.

tagliata fuori dal mondo – Aleppo | 1 settembre 2013
Omelia di Mons. Jean- Clement Jeanbart , Arcivescovo greco- cattolico di Aleppo 25 agosto 2013
Aleppo consacrata al Cuore Immacolato di Maria – ZENIT- 22 Agosto 2013 –
http://oraprosiria.blogspot.it/2013/09/aleppo-questa-lettera-sara-un-annuncio.html

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Commenti

  • gicecca  On settembre 4, 2013 at 6:11 am

    Veramente drammatico. GiC

  • abrahammoriah  On settembre 4, 2013 at 6:51 am

    4 settembre 2013

    Un altro degli assunti base dell’amministrazione Obama è che piuttosto avere a che fare con uno stato inviso o ritenuto non più utile, è meglio non avere alcuno stato (Egitto e Libia docent). una visione del mondo a “groviera” dove ad aree occupate da stati amici o tuttalpiù neutri (a rischio però di diventare nemici) seguono aree “no state zone”. L’ “unilateralismo tecno-bellico” USA concepisce il mondo che non riesce assimilare ai propri dettami come una campo di battaglia indispensabile per mantenere inalterato col resto del mondo un rapporto di forze reso sempre più precario in ragione della sua declinante forza economica.

    Massimo Morigi

    • antoniochedice  On settembre 4, 2013 at 9:15 am

      Tra i paesi non più utili, non puoi mettere il canale di Suez….

  • ray.issa  On settembre 4, 2013 at 8:09 am

    Nei vostri commenti, dimenticate Israele e la lobby ebrea in America.. Obama fa la guerra per proteggere Israele anche se meglio di Assad come vicino non lo troveranno mai

  • abrahammoriah  On settembre 4, 2013 at 8:34 am

    4 settembre 2013

    E, infatti, la capacità di Obama ad ascoltare cattivi consiglieri è la più chiara metafora di un paese, gli Stati uniti, che all’hubris che li ha sempre contraddistinti, uniscono ora la consapevolezza del loro declinante ruolo economico a livello globale. Purtroppo questa consapevolezza non ha generato comportamenti adeguati e responsabili ma il tentativo, di cui nei prossimi anni vedremo ulteriori episodi, di fuoruscire da questa situazione attraverso un turbo-bellicismo inteso a punire il villain di turno creato dall’ (interessato) maneicheismo statunitense.

    Massimo Morigi

  • abrahammoriah  On settembre 4, 2013 at 8:37 am

    errata corrige: manicheismo

  • abrahammoriah  On settembre 4, 2013 at 1:13 pm

    Re commento a mio post di antoniochedice

    Condivido precisazione, nel caso dell’ Egitto meglio scrivere: regime ritenuto non più utile ( quello che è seguito se non è stata la liquidazione di quello stato, è stata la sua liquefazione politica, se non è zuppa…).

  • piero laporta  On settembre 4, 2013 at 2:14 pm

    non sono ribelli, sono mercenari, cioé un’altra cosa

    • antoniochedice  On settembre 4, 2013 at 2:29 pm

      Vero, mi correggo.

  • Giuseppe  On settembre 4, 2013 at 3:22 pm

    Sig. De Martini non vorrei contraddirla, ma a me pare che un cristiano del levante in sostanziale linea coi ribelli esista: è il gesuita, rapito settimane fa, Paolo Dall’Oglio, romano di 58 anni, conosciuto per le sue posizioni contrarie a Damasco (lo scorso anno era stato espulso dal paese dove vive da circa 30 anni).
    Dall’Oglio ha rifondato il monastero cattolico Mar Musa (Monastero di San Mosè l’Abissino) nel deserto a nord della capitale siriana.
    Forse, la situazione è meno nitida di quanto appare dal suo pezzo.

    • antoniochedice  On settembre 4, 2013 at 5:03 pm

      Lei è proprio sfortunato.
      Ho avuto la ventura di collaborare con lo psichiatra Tonino Fancello che ha condotto una ricerca ed organizzato una mostra sul tema de ” IL MISTICISMO” e gli ho anche spedito una troupe TV ( senza alcuna difficoltà dall’ambasciata, anzi) a Mar Moussa, ho il libro in copia e le posso dire che:
      a) questo signore è andato a vivere in Siria dopo la sua disgraziata esperienza come dirigente di Lotta Continua.
      b) ha preso i voti solo successivamente alla predetta esperienza.
      b) ha creato una comunità multi confessionale e multisesso di una ventina di persone, accogliendo chiunque si presentasse a chiedere ospitalità. Non so da dove provenissero i fondi usati per ricostruire e mantenere il convento in quella impervia bellissima contrada. Forse la provvidenza.
      c) allo scoppio delle ostilità non ha preso posizione, ma ha continuato ad ospitare chiunque ne facesse richiesta.
      d) lo hanno rimpatriato proprio per questo.
      e) la smania di partecipare in qualche forma ( pare sia una caratteristica familiare) lo ha spinto a tornare in loco in cerca di un ruolo che gli sfuggi negli anni settanta.
      f) più che un partigiano di questi mangiatori di cuori altrui, mi sembra un emulo di Rudolf Hess e del suo squinternato tentativo di mediazione tra Hitler e Churchill. D’altronde fu definito un mistico in tempi non sospetti.

      • Giuseppe  On settembre 5, 2013 at 11:15 am

        Sig. De Martini, non capisco perchè metterla sul personale dandomi dello “sfortunato”.
        Il Dall’Oglio sarà pure un ex di lotta continua e un fumoso pacifista sballinato, e forse proprio per questo strizza l’occhio ai ribelli e cerca di mediare, ma è sempre un sacerdote (la scomunica non mi pare pervenuta) e ciò incrina la supposizione che tutti i cristiani siano pro Assad.
        (Quanto a Hess, era tutt’atro che un tentativo squinternato: Giorgio Galli docet).
        Alla prossima.

      • antoniochedice  On settembre 5, 2013 at 11:30 am

        a)Secondo lei Hess era pro Churchill?
        b) quand’anche fosse scomunicato, resterebbe sempre un Cristiano.
        c) il voler promuovere la pace non significa affatto essere pro-Jihadisti. Spero che adesso colga il suo salto logico.
        Lo vede che è sfortunato?
        Naturalmente, assolutamente niente di personale. Come si sa, la fortuna è cieca.

      • giuseppe  On settembre 10, 2013 at 1:11 pm

        Mi scusi se vedo solo ora la sua rireplica, e chioso:

        a) Pro Churchill? MI stupisco di lei De Martini.
        Semmai Hess era legato ai nemici interni di Churchill, che poi non prevalsero: però, quando Hiitler lo “lancio”, la faida in Albione era ancora in corso.

        b) appunto.

        c) ma neppure pro Assad.

        E, suvvia, lasci stare la Fortuna, che non va mai invocata!

        Salute

      • antoniochedice  On settembre 10, 2013 at 1:28 pm

        Invochero’ dunque la jella (mia) incappo regolarmente in persone sprovviste di senso dell’umorismo.

  • abrahammoriah  On settembre 4, 2013 at 5:42 pm

    4 settembre 2013

    Oltre la sconsiderata politica bellicista del premio Nobel per la pace Obama, quello che si deve capire della vicenda siriana è che in questo paese sono saltati i delicati equilibri fra le sue varie componenti religioso-culturali, equilibri che concretamente, primo dello scoppio della guerra, erano stati garantiti in quel paese e che configuravano una situazione di fatto – prima ancora che de jure – di reale e praticata tolleranza fra queste componenti. Chi ha a cuore i valori profondi dell’occidente – la tolleranza è uno di questi anche se non bisogna dimenticare che l’occidente cristiano non ne ha assolutamente il monopolio – dovrebbe quindi cercare una soluzione mediatrice diretta alla ricomposizione di questo quadro ora infranto e non appoggiare con criminali azioni di guerra una parte anziché l’altra. Chi invece sotto l’ideologia della democrazia da esportazione e dei diritti umani solo teorici (ma non concretamente calati nella realtà di ogni singola situazione storica) vuole ripetere – decuplicato nella sua gravità – quanto è già successo in Libia ed in Egitto non ha che da accodarsi alla politica turbobellicista del signor Barack Hussein Obama.

    Massimo Morigi

  • roberto buffagni  On settembre 4, 2013 at 6:24 pm

    Segnalo questo “Q&A on the extraordinary aspects of the Syrian War” pubblicato su un sito tra i cui autori ci sono alcuni intelligenti ex analisti del Ministero della Difesa e dei servizi di intrelligence USA.
    http://fabiusmaximus.com/2013/09/04/syria-war-54608/

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