L’AMMODERNAMENTO DELL’ISLAM DA ATATURK A BARAK OBAMA. di Antonio de Martini

Il generale Mustafa Kemal Pascià, detto Ataturk – padre dei turchi – è ricordato perché rappresenta l’archetipo del dittatore ” illuminato” che , in maniera molto energica e pragmatica, ammodernò l’islam con le buone e con le cattive, dando alla Turchia il posto che ha occupato fino ad oggi nel mondo.
Il tentativo di Atatürk fece concorrenza a quello britannico ( svolto più nel mondo arabo) che, con la generazione degli ” effendi” tentò senza successo di dar vita a una generazione imitatrice dell’occidente, capace di guidare – eterodiretta – il Vicino Oriente nell’interesse di Albione.

Esistono molti libri sul tentativo inglese – poi americano – di modernizzare il mondo arabo/mussulmano ma la letteratura sulla formidabile rivoluzione con cui Ataturk fece fare al sonnacchioso impero un balzo di sei secoli in quindici anni è scarsa e perlopiù caricaturale.

Il motivo va ricercato nella superiore capacità di comunicazione dei britannici, nella diffusione dell’inglese e nel fatto che Mustafa Kemal è il generale che durante la prima guerra mondiale sventò il tentativo inglese di sbarco a Gallipoli per impossessarsi del Bosforo.
Gli inglesi osannano volentieri Rommel perché lo hanno battuto, ma tacciono su Ataturk che li ha buttati a mare.

PER INNOVARE L’ISLAM CI VUOLE UN MUSSULMANO COLTO FORTE E RISPETTATO.

L’esperimento dei giovani turchi ( nel nome, l’influenza dei carbonari italiani) nacque dalle ceneri della decadenza del Califfato e delle ripetute sconfitte nelle guerre balcaniche e in quella mondiale.
Formatisi a contatto con militari tedeschi e italiani, i militari turchi comprendevano la necessità di innovare profondamente la mentalità e di conseguenza tutte le strutture del paese anche contro le due forze di conservazione più restie : i preti e le donne.
La religione islamica non prevede l’esistenza di un clero, ma il posto è stato occupato dai “sagrestani” e dai giurisperiti che col tempo hanno assunto una posizione che oggi si direbbe di
” opinion leader”.
Non possono toccare la legge, ne gestire il sacro, ma dare consigli se richiesti…

Oggi, cominciamo a conoscere queste persone come gli Imam, o gli Ayatollah ( versione persiana), ma mentre nel mondo mussulmano vengono scelti dalla e nella comunità,
qui in occidente ci sono spesso degli esagitati ( autoproclamati) che non vengono selezionati
dai fedeli sparpagliati per ogni dove, né formati adeguatamente: gli opinion leader li scelgono i media dando loro spazio in funzione di dichiarazioni incendiarie che fanno audience con le conseguenze che vediamo.
Ataturk usò con costoro il pugno di ferro ad ogni accenno di resilienza.

Altro centro di resistenza sociale al cambiamento da piegare , ma con dolcezza, furono le donne. queste, custodi delle tradizioni in qualsiasi comunità , non intendevano abbandonare il certo per l’incerto.
Per avvicinare i turchi all’occidente, abolito il Califfato e creata la Repubblica, il primo grande passo simbolico e sostanziale di distacco dalla decadenza fu l’abolizione dell’alfabeto arabo e l’adozione obbligatoria e in breve tempo dell’alfabeto latino preferito al cirillico che pure fu preso in considerazione.

Il secondo provvedimento fu la proibizione di lanciare l’appello alla preghiera dai minareti cinque volte al giorno e quella di vestire abiti “orientali” ( il fez) e sacerdotali ( anche ai cattolici) in pubblico ( divieto tuttora vigente anche se contestato dal partito di Erdoghan).

A fronte dell’innovazione forzata e alle reazioni che ne seguirono, i giovani turchi reagirono con intensità variabile, manganellando il copricapo a chi ostentava il Tarbush ( Fez) nelle pubbliche vie, mandando al creatore gli Imam che si ostinavano a lanciare l’appello alle preghiere lanciandoli dal minareto, senza toccare i cittadini.
Ai plateali gesti suicidi, la risposta fu l’impiccagione dell’Imam competente per territorio.

Le donne, riottose per vocazione, furono aggirate con una manovra strategica geniale: si decretò che esse potessero vestire come meglio credevano, obbligando però le prostitute a portare il burka per ragioni di protezione della moralità pubblica.
Fu così che i burka scomparvero dal paese in un baleno e col beneplacito dei mariti.

Notate la differenza, la politica americana di questo periodo ha fatto l’esattore contrario: si è alleata con il clero ( riconoscendo come interlocutori i vari Ayatollah Sadr, Sistani e Komeini) e con le donne offrendo loro una non agognata eguaglianza, invitando le a spogliarsi del velo con suggestioni estetico-consumistiche e ha ucciso con bombardamenti indiscriminati i cittadini piuttosto che limitarsi a colpire selettivamente gli “opinion leaders” seminatori di zizania.

Il sistema Atatürk è nato da menti permeate di cultura islamica ,preoccupate di preservare l’interesse nazionale, monitorando in casa le reazioni delle proprie donne al ritorno dal bazar, prescindendo dai canoni del perbenismo comune, con in mente un modello da costruire e conoscendo i bastioni da abbattere.

LE RIFORME DEVONO ESSERE RADICALI E NON PORTARE AFFARI E CORRUZIONE.

Il sistema americano, prescindendo dai danni materiali e morali causati che constatiamo quotidianamente, risente della non comprensione della realtà umana, culturale e religiosa in cui opera e si nota che ha fatto tesoro di quasi tutti i pregiudizi occidentali che l’orientalismo più ignorante ha radicato nella nostra cultura.
Hanno avuto come consiglieri specialisti e studiosi principalmente israeliani, il che equivale a ristrutturare la squadra della Roma consigliandosi con un laziale.

Hanno voluto trapiantare il New Mexico in terra d’islam suscitando stupore, incomprensione, indignazione.
Non hanno potuto certo cambiare l’alfabeto – che avrebbe aperto a tutti il meglio della cultura occidentale – offrendo invece la TV e le sue suggestioni consumiste.

La gente ha così conosciuto il Grande Fratello, ma pochissimi hanno letto Shakespeare o Voltaire.
Hanno appiattito l’abbigliamento, distruggendo il tessuto artigianale dei vari paesi a favore della civiltà dei jeans e Coca Cola.

Hanno combattuto la poligamia, ma girano con le amanti lasciando le mogli in Patria.
Tollerano la pedofilia sistematica dei ricchi sauditi che vengono in Egitto quasi solo per questo.
Hanno presentato l’abuso dell’ alcool e le pratiche omosessuali come elemento di libertà, il che potrà anche essere vero in California, ma non nel Kurdistan.

Hanno accettato e contribuito ad rafforzare l’autorità del clero come confermarono in Italia tanti Podestà fascisti, credendo di assicurare la continuità.
Hanno Imposto tempi e forme di rapida emancipazione femminile che hanno avuto più sapore di stupro che di amore.
L’incomprensione è la madre dell’odio. Prima erano odiati da Ben Laden. Adesso sono odiati da tutti.

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Commenti

  • luigiza  Il settembre 12, 2013 alle 6:24 am

    Il sistema americano, prescindendo dai danni materiali e morali causati che constatiamo quotidianamente, risente della non comprensione della realtà umana, culturale e religiosa in cui opera ..

    Bravo Demartini, così si scrive perchè quella é la realtà della mentalità americana, al contempo rozza, ignorante di storia e paradossalmente pure ingenua oltre che idealista.

    Potrebbero fare grandi cose per gli abitanti del pianeta Terra ma é ormai palese che non sono adatti alla di lui guida.
    Eccellono in altri campi, che vi si dedichino anima e corpo ma che la smettano di pretendere di imporre ordine, il loro ordine, nel mondo.

  • luigiza  Il settembre 12, 2013 alle 6:28 am

    Hanno accettato e contribuito ad rafforzare l’autorità del clero come confermarono in Italia tanti Podestà fascisti, credendo di assicurare la continuità.

    Bravo, bravissimo sig. Antonio.
    Lei ha perfettamente capito.
    Si limita ad alludere in questo post come anche in altri precedenti, e ne comprendo la ragione, ma lei é uno dei pochissimi che ha capito l’origine del disastro.

    • antoniochedice  Il settembre 12, 2013 alle 7:00 am

      Non alludo, mi interessa pi il presente che analizzare il passato. Lo faccio quando serve per capire le situazioni attuali ed evito di farmi attirare in diatribe da persone che vivono con lo sguardo rivolto al passato come i dannati di Dante.

      • luigiza  Il settembre 12, 2013 alle 7:12 am

        La mia non era una honey trap :-))

      • antoniochedice  Il settembre 12, 2013 alle 7:26 am

        Inch Allah

  • nikitesoroni  Il settembre 12, 2013 alle 9:32 am

    Mi rendo conto che mi ripeto, ma penso che sia bello poter dire (cosa rara al giorno d’oggi) che un articolo piace.
    Mi piace questo post! Adesso capisco meglio perché amici miei turchi amano Ataturk. Un genio. Decisamente.
    Purtroppo anche noi abbiamo subito il rullo compressore della propaganda americana, solo che noi lo abbiamo abbracciato… da molti anni non vivo in Italia, ma da quello che leggo e da quello che sento le rare volte in cui torno, non abbiamo più un’identità culturale. Siamo diventati un suburbio americano.

  • Anafesto  Il settembre 12, 2013 alle 11:04 am

    Ottimo post che dovrebbe essere letto da tutti gli italiani, i quali nella quasi totalità non sanno nemmeno chi sia Ataturk.
    Purtroppo con la pervasività della cultura a stelle e strisce, molti ignorano pure chi siano Voltaire o Sheakespeare (per rifarsi al post), in compenso sanno tutto sull’ultimo exploit (meglio se sessuale) dell’attrice o velina x o y e pretendono che disciplinatamente i figli si sottopongano ai test INVALSI o altri stupidi test, come quelli ad esempio necessari per l’ottenimento della patente di guida per citarne un’altro.

  • Mario Maldini  Il settembre 12, 2013 alle 3:25 pm

    Durante la prima Guerra Mondiale i franco-britannici cercarono di prendere i Dardanelli, al cui imbocco occidentale c’è la città di Gallipoli, non il Bosforo, che
    attraversa la città di Costantinopoli: Churchill voleva replicare, a parti invertite,la
    Guerra di Crimea. L’articolo su Ataturk è davvero memorabile, e conferma l’idea
    che fra i Tuoi ” torti ” c’è quello di non scrivere un libro su questi argomenti, anche per segnalare che l’Italia genera ancora quelle figure di mercante-guer-
    riero-intellettuale che per secoli dominarono il Levante, portando ovunque be-
    nefici e conoscenza. Mi piacerebbe leggere, quando possibile, una Tua compa-
    razione fra Ataturk, vivo nel cuore del suo popolo, e Giuseppe Mazzini, che gli
    italiani hanno quasi del tutto dimenticato.

  • fausto  Il settembre 16, 2013 alle 9:47 pm

    “…Le donne, riottose per vocazione, furono aggirate con una manovra strategica geniale: si decretò che esse potessero vestire come meglio credevano, obbligando però le prostitute a portare il burka per ragioni di protezione della moralità pubblica….”.

    Lo ammetto: ho riso per un paio di minuti. Costui più che uno statista era un umorista di razza!

    • antoniochedice  Il settembre 18, 2013 alle 9:34 am

      Direi un fine psicologo e forse un po’ omo. Ma questo mostra che al mondo serve di tutto.

  • oraetsemper  Il settembre 18, 2013 alle 10:05 am

    Scusate, ma Kemal Ataturk non era anche quello che aveva acconsentito allo sterminio degli Armeni? Per cortesia, mi vuole inquadrare anche questo dato?

    • antoniochedice  Il settembre 18, 2013 alle 4:48 pm

      Kemal Ataturk è arrivato al potere negli anni venti. L’oro causato armeno ha avuto inizio nel 1916, cioè prima.
      Detto questo, la ragione ( strategica) dello sterminio è nata in seguito alla ribellione armena in tutte le città dell’area sotto dominio turco, in appoggio agli sforzi che l’altra potenza cristiana coinvolta nel conflitto ( la Russia) stava svolgendo contro il sultano ottomano.
      I turchi decisero quindi la deportazione in massa delle popolazioni armene presenti lungo la loro frontiera orientale verso la Siria e il Libano che per parte loro stavano già soffrendo per una forte carestia.
      Il crollo della Russia e la conseguente uscita dalla guerra a seguito della rivoluzione, rese disponibili i militari turchi per la rappresaglia.
      Sono fuori Italia e non ho i numeri appresso, ma mi pare che il solo trasferimento costo la vita a oltre seicentomila persone.
      Il resto lo fecero la carestia, le malattie epidemiche e le violenze caratteristiche del paese e del periodo.
      Naturalmente non mi illudo che se Ataturk fosse arrivato al potere prima ne avrebbe risparmiati alcuni.
      Faceva parte dei ” giovani turchi” come Enver Pascià ed altri ed avrebbe fatto esattamente lo stesso.

      • antoniochedice  Il settembre 18, 2013 alle 10:03 pm

        Ovviamente intendevo olocausto.

  • oraetsemper  Il settembre 19, 2013 alle 8:24 am

    Grazie per la precisazione sulle date, ma, verosimilmente il capo dei giovani turchi che avevano deciso di sgombrare il paese dalla presenza dei cristiani armeni non poteva non essere altri che Kemal, a cui venne riconosciuto, in seguito, l’onore di guidare il paese verso altre magnifiche sorti e progressive….
    Mi pare di ricordare che anche in Germania gli ebrei dovevano essere spostati ad est e suppongo che anche in quel frangente la fame, le malattie e le violenze caratteristiche di un paese in guerra abbiano fatto il resto. Sembrerebbe di capire che quando l’umanesimo ateo prende il sopravvento il risultato è tragico per gli esseri umani a qualsiasi latitudine questo fatto si verifichi.

    • antoniochedice  Il settembre 19, 2013 alle 9:06 am

      La crudeltà è comune a tutti che la esercitano a turno.

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