DALLA MAGNA CARTA AL MAGNA-MAGNA. OVVERO CHI TRASCURA IL CONSENSO NAZIONALE FINISCE MOLTO MALE. di Antonio de Martini

John Kerry continua a ripetere che questa guerra non è come l’Irak o come l’Afganistan. ha ragione
A me pare che questa guerra per noi italiani ricordi la subalternità del fascismo a Hitler che lo spinse ad iniziative avventuriste senza il consenso degli italiani e poi alla morte.

Dalla guerra italo-turca del 1912 ad oggi, tutti i grandi appuntamenti della storia – l’8 settembre tra questi – hanno visto l’Italia divisa in due ed ogni singola parte suddivisa in tendenze che prima si chiamavano fazioni, poi partiti, infine correnti ed oggi fondazioni. I più ” trendy” li chiamano think tank che vuol dire serbatoio di pensiero ma a guardar dentro si trovano solo ambizioni, affarucci e refurtive.

La ragione principale di questa situazione -la non coesione nazionale che ci impedisce di essere soggetto sovrano – dipende dalla lunga abitudine a non dibattere liberamente le scelte politiche che ogni governante in sella vede come un pericolo per la sua personale

sopravvivenza politica ed economica ed ogni oppositore come opportunità di strumentalizzazione date le frequenti amnesie degli spettatori italiani che a pancia piena sembrano incapaci di memoria e raziocinio. Poi si ricomincia al grido di chi ha dato ha dato e chi ha avuto, ha avuto.

Se sei messo in minoranza in un dibattito, finisci al rogo e poi si ricomincia senza analisi dell’accaduto. Quindi niente dibattito

Due dei grandi punti di forza della Magna Carta che hanno assicurato agli inglesi una invidiabile e secolare coerenza nazionale, credo siano consistiti

a) nel fatto di attribuire al Parlamento il potere di approvazione delle spese proposte dal re, che ha molti poteri ma non denari.

b) il criterio di conteggio dei voti di assemblea che oggi si chiamerebbe legge elettorale, che dice ” una testa, un voto”.

Da noi, oggigiorno avviene il contrario: è il re ( potere esecutivo) a cercare di frenare le spese ed i rappresentanti ( non più della classe che paga le tasse) cercano di far stanziare denari su cui
ottengono un aggio calcolato ed erogato in varie forme dai beneficiati.

Di conseguenza diventa pericoloso che i cittadini pagatori delle tasse possano designare liberamente il loro rappresentanti e diventa strategico, per restare al potere, il controllo dei media che “formano” la pubblica opinione.

L’equilibrio italiano è stato raggiunto su queste basi: tu mi nomini in un posto di potere economico,
Io rubo e ti fornisco i denari necessari per assicurarti il consenso che ti mantiene al potere.
I politici cui ripugna ( o sono impossibilitati) approvvigionarsi dalle casse dello stato, finiscono per accettare denari dallo straniero.

L’aspirante ladro di stato è indispensabile che non sia un genio, altrimenti potrebbe essere tentato di tradirmi e quindi mi sentirò tanto più sicuro quanto mi avvarrò di un cretino o magari di un soggetto penalmente ricattabile.

Il sistema è certamente immorale e perverso, ma ha dimostrato di reggere per decenni.

La ragione della crisi odierna di questo marchingegno è che quando nasce, per qualsivoglia motivo, una situazione di vera emergenza , in genere un evento traumatico quale una guerra esterna o una congiuntura economica sfavorevole, il sistema si inceppa a causa del risveglio dei taxpayers – non mi va di chiamarli cittadini – che interferiscono nei processi decisionali vedendo in pericolo le loro esistenze.

Pretendono improvvisamente di dire la loro immedesimandosi nella parte della bella addormentata che si risveglia per il bacio di un principe azzurro, molto spesso straniero.
Di qui classi dirigenti inadeguate e docili che si trovano ” improvvisamente” alle prese con gente assetata di sangue.

Ieri un maestro elementare col genero incapace sistemato agli esteri ( che credo non avesse nemmeno la licenza magistrale) decisero di entrare in guerra credendo fosse un episodio di breve durata e senza conseguenze.
Oggi un nipote col subappalto del governo e lo zio con quello dell’opposizione che credono di gestire un affare di famiglia e si stanno impegnando ( con la solita cronica ambiguità lessicale) a sostenere un’azione di guerra fuori dalla legalità internazionale contro un paese amico col quale commerciamo da tremila anni, pensando sia senza conseguenze.
Gli italiani la loro volontà di pace l’hanno espressa – come accade nei momenti di calamità – ieri in piazza, rivolgendosi alla chiesa.

Non sembrano incattiviti per non essere stati nemmeno consultati. Non sembrano.

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Commenti

  • abrahammoriah  On settembre 8, 2013 at 12:12 pm

    8 settembre 2013

    Contro la Siria è in corso – sotto risibili pretesti tipo quello di Mussolini che per giustificare l’aggressione alla Grecia ebbe l’ardire di dichiarare che storicamente la Grecia aveva sempre odiato l’Italia (cambiano i regimi e oggi alle giustificazioni “storiche” gli stati democratici per far guerra debbono accampare giustificazioni “umanitarie”) – una vile aggressione della quale, se portata a termine con successo, oltre che il povero popolo siriano, anche l’Italia pagherà un salatissimo conto. Per dirla con poche parole: è interesse morale e geostrategico dell’Italia che il piano americano di rovesciare Assad sia sventato. E questo finora nessun politico italiano e nessun organo di informazione ha avuto il coraggio di dirlo. Ma stanno giocando col fuoco.

    Massimo Morigi

  • roberto buffagni  On settembre 8, 2013 at 12:35 pm

    Galeazzo Ciano aveva fatto il liceo, e s’era iscritto a Giurisprudenza (senza finirla): neanche la scusa dell’ignoranza, aveva.
    A parte questo minimo particolare, non si potrebbe dir meglio.
    Dopo la vigliaccheria autolesionista dell’aggressione alla Libia, stiamo rilanciando a un tavolo da gioco che scambiamo per un pokerino tra amici, ma dove invece ci si gioca tutto, anche quello che non possediamo: il futuro dei figli.
    Guardo la data di oggi, e mi tornano alla mente le parole che scrisse Carlo Fecia di Cossato nell’ultima lettera alla madre: “Tu conosci cosa succede ora in Italia e capisci come siamo stati indegnamente traditi e ci troviamo ad aver commesso un gesto ignobile senza alcun risultato”.

    • antoniochedice  On settembre 8, 2013 at 1:05 pm

      A parte che essendo il figlio di Galeazzo temo laurea non fosse meritatissima, sono d’accordo con Fecia di Cossato solo in parte. Avrei usto l’arma diversamente.

  • robertobuffagni  On settembre 8, 2013 at 1:34 pm

    Più che d’accordo, di suicidi assistiti dallo Stato ne abbiamo anche troppi.

  • Francesco Venanzi  On settembre 8, 2013 at 2:13 pm

    Quando sarà stato accertato che i missili americani hanno distrutto le basi militari siriane dalle quali potevano partire le azioni di rappresaglia contro Israele (comprese quelle di Hezbollah dal Libano), e prima che il potenziale offensivo siriano possa essere ricostituito grazie agli aiuti promessi da Putin, Israele attaccherà con i suoi missili e aerei l’Iran per distruggere tutti i centri del programma atomico iraniano. Ciò potrebbe verificarsi, quindi, in Ottobre. E’ un progetto strategico concepito due o tre anni fa quando sono aumentate le preoccupazioni sul programma atomico iraniano, e avviato un paio di anni fa in Tunisia, poi Libia, poi Egitto ed ora in Siria. Se così sarà, Israele – forte anche dell’autonomia energetica dovuta ai giacimenti trovati nelle sue acque – diverrà l’unica vera potenza temibile nel Medio Oriente. Che i negoziati con i palestinesi finiscano ora in un fiasco, appare ovvio nella prospettiva che tra un paio di mesi potranno essere condotti da una posizione di maggior forza.

    • antoniochedice  On settembre 8, 2013 at 3:02 pm

      Ipotesi non peregrina, ma Israele dovra’ rinunziare a dormire per il resto dei secoli e il prossimo rivale sarebbe il Pakistan e cosi via
      Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

  • abrahammoriah  On settembre 8, 2013 at 3:38 pm

    8 settembre 2013

    E’ di tutta evidenza che il piano di destabilizzazione del Medioriente denunciato da Francesco Venanzi, vedrebbe in Europa come prima vittima l’Italia (per essere chiari: a rischio la sua stessa integrità territoriale), in un quadro politico-militare in cui l’ Alleanza atlantica sarebbe utile come un frigorifero al Polo nord. Chissà qual è il pensiero in proposito degli attuali massimi chierici dell’italico bipolarismo disneyano.

    Massimo Morigi

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