Una precisazione su Israele, Dick Cheney, i francesi e i moralisti in genere.

http://corrieredellacollera.com
una mia frase parentetica nello scorso post ha suscitato piu attenzione del periodo principale e dell’argomento cardine.
Citavo Cheney, Rothshild e Murdoch come partners di una concessione petrolifera sulle alture del Golan che Israele stessa riconosce essere territorio siriano occupato.
Da piu parti e con intenti diversi mi si chiede la fonte.
Eccola: http://genie.com/media/genie-energy-in-the-media/

Si tratta del bilancio di una società nel cui Strategic Advisory Board si trovano

l’ex vice presidente USA Dick Cheney ( già segretario alla Difesa nella prima guerra del golfo)il magnate Rupert Murdoch e Jim Courter ex parlamentare repubblicano.

Tra gli investment managers si trovano Jacob Rothschild, presidente del J Rothschild Group e Michel Steinhart uno dei principali finanziatori di Birthright Israel una organizzazione che supporta finanziariamente l’immigrazione di giovani in Israele per supplire al deficit demografico del paese che rischia di scomparire negli anni a causa delle migrazioni verso Canada, Australia e Stati Uniti.

Nel corso del bilancio potrete trovare l’accento al pozzo del Golan, basta vedere il link interno taggato ” Second quarter 2013″.
“At Genie Oil and Gas, we continue to make progress in our projects. At Afek, our oil and gas project in the Golan Heights, we plan to begin a series of geophysical tests to evaluate the resource during the third quarter, and undertake an exploratory drilling program beginning in mid-2014. ”

Perché l’ho citato? Intanto sarà l’ultima volta perché ho altro da fare e queste micropolemiche mi rubano tempo prezioso. Poi chi non crede alla mia buona fede, non ha che da tornare alla TV.

Seconda ragione: quando si conosce la posizione politica di un protagonista dei nostri destini, bisogna anche essere in grado di sapere se lo fa per interesse personale o per idealismo.

In questo caso specifico si tratta di persone tutte risolutamente contrarie alla restituzione dei territori conquistati nel 1967 ( esistono due risoluzioni ONU in proposito) alla Siria e questo può prolungare la guerra con altri morti.

Lo fanno per difendere i loro interessi personali e sono disposti a far morire delle persone per proteggere il loro investimento ottenuto con autorizzazioni illegali dovute a traffico di influenza politica.

Terza ragione: lo faccio per spiegare con n esempio concreto a più di uno dei lettori che spesso mi sollecitano a denunzie varie che non accetto segnalazioni prive di prove.
Ecco le prove di quel che ho detto e la prova che si possono trovare i documenti.

Sono anche irritato per i continui accenni anglosassoni alla ” corruzione italiana” e intendo reagire mostrando da qual pulpito venga la predica..

Comincerò quindi a segnalare questi appartenenti alla ” banda degli onesti” e le segnalazioni interesseranno anche i cugini francesi, altri presuntuosi automodelli di virtù, per i quali valga la statistica pubblicata sul settimanale Nouvel Observateur dello scorso sabato che ci ha detto che i sequestri di contanti alla frontiera svizzera sono aumentati del 550% in coincidenza con gli aumenti delle tasse decisi da quel governo.

Adesso smetteranno di parlare degli evasori fiscali nostrani che, almeno, non sono così fessi da farsi prendere dai doganieri ( svizzeri poi…).
Se ci convinciamo di non essere peggio degli altri, finiremo anche per convincerci che non ci meritiamo la peggior classe politica del mondo civile e tutto tornerà ad essere possibile.

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Commenti

  • Luca  On settembre 10, 2013 at 1:25 am

    Favorire l’immigrazione verso Israele non è soltanto un rimedio all’esodo (al contro esodo). Si tratta anche di arginare – peraltro senza successo – l’incombente disequilibrio interno tra ebrei e arabi.
    In Israele è noto il cosiddetto paradosso del “triangolo impossibile”. Delle tre condizioni che farebbero di Israele uno stato che un ebreo sognerebbe per i propri figli, al massimo due possono essere realizzate contemporaneamente.
    Le tre condizioni sono: la democrazia (nel senso di democraticità sostanziale ma anche nel senso di sistema di rappresentanza che conta le teste e non l’appartenenza a razze, religioni o altre credenze), l’ebraicità dello Stato (l’idea di uno Stato degli ebrei per gli ebrei è il motivo per cui Israele è stato fondato), la sicurezza.
    Lo statistico Sergio Della Pergola rileva quanto i tassi di natalità in Israele siano diversi tra ebrei e arabi. Gli ebrei hanno una media di 2,6 figli, gli arabi una media di 4,5. Ciò significa che su una popolazione complessiva di circa 10 milioni di abitanti gli ebrei sono pari al 53%, mentre gli arabi sono il 47%. Con l’attuale tasso di crescita demografica in cinque anni le due popolazioni saranno equivalenti. Poi inizierà l’era della maggioranza araba. Che cambierà proporzionalmente le maggioranze anche alla Knesset e al governo, se continueranno a essere democraticamente rappresentati.
    Quel giorno, a meno che il processo non venga arrestato prima, Israele sarà uno stato per lo più arabo, non più prevalentemente ebraico. Non è detto che la politica di sicurezza rimarrà quella attuale. Se il processo verrà invece arrestato, Israele non sarà uno stato democratico.
    Sarebbe interessante dedicare più studi e attenzione a quel momento. Perché è previsto come imminente e perché è potenzialmente in grado di determinare cambiamenti assai rilevanti negli assetti del medio oriente così come oggi li conosciamo.
    Forse ne risulterebbe un po’ incrinata persino la capacità di alcuni oligopolisti del settore energetico mondiale di condizionare la politica estera di alcuni governi medio orientali (e non solo), fino quasi a coincidenza con le strategie e i propri fini aziendali.

  • Mario Maldini  On settembre 10, 2013 at 7:38 am

    Credo vada precisata la stima che il precedente lettore, nel suo documentato in-
    tervento, indica sulla popolazione di Israele. Il quadro è giusto nella sostanza, ma, a fronte di circa 5,4 milioni di ebrei che vivono in Israele, nei confini ante ’67
    dello stato ebraico vivono 1,6 milioni di arabi,che sono cittadini di Israele. Gli altri
    3 milioni, che compongono il quadro demografico descritto, abitano la c.d. West
    Bank, presa alla Giordania quell’anno; essi non sono cittadini di Israele.
    La parità fra ebrei e arabi è vicina dal punto di vista della convivenza di popolazione nella medesima area, lontana dal punto di vista della rappresen-
    tanza e della cittadinanza.

  • Luca  On settembre 10, 2013 at 9:02 am

    Precisazione doverosa e corretta. Quanto a rappresentanza, nell’ambito dell’opzione “due stati, due popoli” il tema non si porrà ancora per lungo tempo. Questa soluzione, non a caso, sembra oggi ancora l’unica ad avere saltuariamente semaforo verde. Salvo poi constatare che le contropartite pretese per la sua applicazione concreta la rendono poco più di una speculazione.
    L’alternativa democratica laica è però quella di “uno stato, due popoli”. Sostenuta più in Israele che all’estero. Da tutti coloro che sono stufi di uno stato di conflitto interno permanente e che non hanno ancora l’immaginazione sequestrata dal paradigma terrore – protezione coltivato da tutti gli ultimi governi. Conflitto che lacera il tessuto sociale, non soltanto tra ebrei, arabi e minoranze, ma anche e soprattutto tra ebrei confessionali ed ebrei laici.
    E’ questa l’opzione che pone in modo centrale il tema della rappresentatività nel seno degli organi di governo.
    Praticarla vorrebbe dire però trovarsi ad abitare in un Israele davvero laico, che scopre nelle identità ricchezza e non soltanto confine.
    Quando gli Israeliani saranno davvero stufi di soprav-vivere (o emigrare, sovente con la scusa di impegni di lavoro all’estero) come sono costretti a fare ora, allora se ne riparlerà.

  • niki  On settembre 10, 2013 at 9:34 am

    “Se ci convinciamo di non essere peggio degli altri, finiremo anche per convincerci che non ci meritiamo la peggior classe politica del mondo civile e tutto tornerà ad essere possibile.”
    Grazie di scrivere queste cose.

    • antoniochedice  On settembre 10, 2013 at 9:51 am

      Grazie di leggerle

  • Anafesto  On settembre 10, 2013 at 10:30 pm

    “Se ci convinciamo di non essere peggio degli altri, finiremo anche per convincerci che non ci meritiamo la peggior classe politica del mondo civile e tutto tornerà ad essere possibile.”
    Nella media, non siamo certo peggiori degli altri, anzi …. abbiamo solo la memoria troppo corta!

    • antoniochedice  On settembre 10, 2013 at 10:36 pm

      ” per essere felici bisogna avere buona salute e cattiva memoria”
      Ingrid Bergman

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