LA STRANA COPPIA: PUTIN E PAPA FRANCESCO. di Oreste Grani

Caro Tonino, non siamo ancora al lieto fine evocato nell’incipit dedicato al grande Frank Capra del tuo post IL BOMBARDAMENTO DI DAMASCO HA GIA’ FATTO UNA VITTIMA ILLUSTRE: BARAK OBAMA. http://corrieredellacollera.com ma qualcosa si è mosso in quella direzione da te, pessimisticamente, scartata a tavolino.

Prendiamo atto, con piacere, che il Presidente degli USA, chiunque esso sia, secondo quanto gli è stato detto e ridetto, da molti anni, da autorevoli esponenti dell’Intelligence, deve prendere decisioni in un mondo, ormai, trasformato e che non tornerà più ad essere proprietà esclusiva statunitense.
Teniamo conto, con doveroso ottimismo, che realtà politiche complesse, autonome nelle scelte, irrompono e “sparigliano”.

Su questo tema ti posto qualche riga di riflessione sulla Russia e sulla mossa di apertura, scacchisticamente parlando, appena fatta a proposito dell’amatissima Siria.
Amata da Putin e da Papa Francesco. Difficile, di questi tempi, resistere a questa “strana coppia”. Come sai questa espressione non è un titolo di Frank Capra ma evoca una commedia di Neil Simon.

La Russia ha mostrato di non sentirsi affatto intimorita dalla potenza americana e proprio perché non può (ancora) competere alla pari compete da impari cioè con le regole dell’asimmetria. Sia nella vicenda Snowden che in queste ore pre belliche in Siria, la Russia si è cucinata gli USA. USA che sembrano sempre più confusi e prigionieri di luoghi comuni.

Gli stereotipi sono limiti culturali e gli statunitensi sembrano esserne sempre più prigionieri. Si trovano in LIMES, (gennaio 2010) a firma di Fabio Mini, sotto il titolo “Paura di non fare paura”, queste considerazioni semplici ma di aiuto per poter credere che “todo cambia” :”…dopo l’89,gli Stati Uniti rimanevano la sola superpotenza e potevano finalmente aspirare a costruire quell’ordine globale tanto vicino a quello imperiale che vagheggiavano proprio mentre predicavano la libertà del mercato, la globalizzazione e l’esportazione della democrazia nel resto del mondo. Il XXI doveva essere il secolo americano, senza dubbi e senza condomini …

invece … come l’impero del primo augusto imperatore cinese Qin Shi Huangdi, che sarebbe dovuto durare diecimila anni, è durato appena 17 anni, il progetto americano di un nuovo impero è durato meno di vent’anni. Con la differenza che mentre Qin Shi Huangdi durante il suo regno riuscì ad unificare l’impero e stabilire nell’ambito del governo una cultura della legalità che non verrà mai dimenticata, il progetto americano non si è mai distaccato dalla dimensione onirica, ha provocato divisioni e crisi, ha fatto scempio della legalità ed è stato la causa del suo stesso declino precoce.

La Storia spesso impone svolte impreviste. Quanto sta accadendo in queste ore è sicuramente una di quelle svolte. Così, a me sembra.

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Commenti

  • gicecca  On settembre 10, 2013 at 3:28 pm

    Nei grandi momenti occorrono o occorrerebbero grandi uomini. Franklin Delano Roosevelt e Churchill lo furono. Bisogna vedere come la storia giudicherà, qualunque sia la loro decisione finale, Barak Obama e Vladimir Putin. Papa Francesco credo sarà giudicato su altre basi. GiC

  • Mario Maldini  On settembre 10, 2013 at 3:45 pm

    Che sia Obama l’atteso ( non solo dai barbari) Romolo Augustolo ?

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