COSA VOGLIONO DALLA SIRIA VERAMENTE. di Antonio de Martini

Vediamo che da ieri sera le notizie di tipo assolutorio nei confronti di Assad e della Siria hanno cominciato a fluire , sono nate ipotesi di agenti chimici usati senza permesso da comandi inferiori, ipotesi di errori umani, dichiarazioni di “intercettazioni umane” che addebitano la colpa a ” ribelli “,
culminate nella dichiarazione di John Kerry, proprio lui, fatta a France 24 oggi che “la soluzione della crisi siriana è politica e non militare”.
in serata, sono arrivate le notizie precise: proposta russa ( ore 16) di far controllare l’arsenale chimico all’ ONU O ALTRE ENTITA INTERNAZIONALI ; immediato commento favorevole del premier inglese David Cameron, accettazione fulminea ( ore 18) dei siriani e silenzio religioso di Israele.
Durata degli amichevoli scambi di opinione: tre ore scarse.

Dopo aver cercato di spiegare – sopratutto a me stesso – quali siano i meandri politico-militari attraverso cui l’amministrazione Obama cerca di sottrarsi alla bancarotta fraudolenta innescata dalla dichiarazione di non convertibilità del dollaro resa da Richard Nixon a ferragosto del 1971, vediamo di tornare sul campo di battaglia reale, dove non c’è disinformazione, ONU o altra distrazione che tenga.
Che vogliono dalla Siria? Vogliono una cambiale per tranquillizzare Israele. Senza questa garanzia non c’è pace per nessuno.

L’impianto strategico su cui poggia la politica militare di Israele consiste nell’aver acquisito – e voler mantenere- il dominio dell’aria e ostentare una certa sicurezza che il mondo reagirebbe piuttosto tiepidamente di fronte ad un uso israeliano dell’arma nucleare a scopo di difesa strategica, specie in caso di attacco convergente da nord e da sud.

Premesso che un attacco di sorpresa concentrico sarebbe possibile solo all’arma bianca e che – ammesso e non concesso che Israele non riesca a manovrare per linee interne battendo gli avversari separatamente come nel 1967 – quale sarebbe la strategia di contrasto da parte araba?

L’ Egitto, avendo accettato la smilitarizzazione del Sinai e la fornitura di armi dagli USA non dispone, neanche volendo, di mezzi aeronavali per organizzare uno sbarco o altra offensiva sulla costa. Di fatto è impotente.

La Giordania dispone della Legione Araba, ottima ad uso interno, ma inefficace in una guerra moderna combattuta anche con mezzi elettronici.

La Siria è la sola che abbia adottato una politica militare ed un approvvigionamento suscettibili di impensierire seriamente Tel Aviv perché oltre ad aver potenziato lo strumento antiaereo con oltre 4.000 cannoni e circa cento batterie di missili terra-aria, dispone di un confine comune non smilitarizzato, di una classe di ufficiali all’altezza di qualsiasi esercito europeo e di una delle migliori fanterie del mondo, trattandosi di contadini capaci di contendere il terreno palmo a palmo con lo stesso accanimento delle ammiratissime fanterie polacche.

L’arma più temibile in mano alla Siria sono i gas anche perché sono la sola risposta strategica valida all’arma nucleare.
L’impatto degli agenti biologici e chimici ha una valenza micidiale equivalente a quella nucleare ed una efficacia anche psicologica specie su una popolazione storicamente urticata dalla sola parola.

Il colpo sarebbe senza parata: il gas è inodoro, spesso trasparente e il ricorso alle maschere è aleatorio in particolare per persone non specializzate nella guerra NBC e capaci di indossare le protezioni in tempi da primato.

Resta un elemento di dubbio dei traduttori perché da una parte si parla di rinunzia alle armi chimiche e dall’altra di accettazione di controlli internazionali. C’è una differenza che vale una pace..
Una scelta comunque tanto significativa da spingere a chiederci quale sia il prezzo che Obama pagherà a Putin per questa mediazione.

Su Russia Behond the headlines ( RBTH) un professore di “politica russa ed europea” presso l’universita del Kent ( http://rbth.ru/author/Richard+Sakwa) ha postato il 26 agosto una proposta ( ” Cosa la Russia può offrire all’Ovest”). In pratica, si tratta di nuova agenda nei rapporti russo-americani basata su una nuova – paritaria- collaborazione.
A mio parere e a integrazione dell’Agenda, ricordo che in Asia, è in arrivo la FREE TRADE ZONE proposta da Pechino, c’è il ruolo della Russia in Medio Oriente , dove Lavrov potrebbe mediare con successo anche con l’Iran.

Un altro punto focale della nuova agenda Russo americana potrebbe essere la rinunzia americana ai tentativi di creare basi missilistiche in Europa ed ai tentativi di penetrazione in Georgia o di disturbo delle Olimpiadi invernali di Sochi minacciati nemmeno tanto velatamente dai sauditi.

Assad , che non ha mai pensato o detto di voler impiegare i gas contro Israele
( anzi non ha mai nemmeno ammesso di avere dei depositi di gas) esce certamente vincitore agli occhi degli arabi.

Israele, tolta l’ipoteca siriana dalla propria sicurezza avrebbe difficoltà a non firmare la pace con i palestinesi restituendo i territori presi nel 1967 ( compreso il Golan dove una società petrolifera con Dick Cheney vice presidente, Rupert Murdoch e Rothshild azionisti hanno appena ottenuto una concessione petrolifera importante) e magari anche il trattato di non proliferazione nucleare .

Questo aprirebbe la via a denuclearizzare anche l’Iran.

I have a Dream ( nel senso di io) oppure Yes we Can?
Lo scopriremo anche troppo presto.

Annunci
Trackbacks are closed, but you can post a comment.

Commenti

  • Orazio  On settembre 9, 2013 at 11:08 pm

    Sarebbe bello, ma ne dubito.
    Ai soldi non ci rinunciano così, semplicemente.

    • antoniochedice  On settembre 10, 2013 at 12:27 am

      Al contrario, un accordo renderebbe fruibile Leviathan, il grosso giacimento.
      D’altronde se Kerry ha bluffato, lo scopriremo ” fin troppo presto” come ho scritto.

  • Armando Stavole  On settembre 9, 2013 at 11:42 pm

    Tutto giusto, ma mi pare che lo stato d’Israele non sia riconosciuto dagli arabi. O sbaglio? Che faremmo noi se i nostri confinanti non ci riconoscessero come stato sovrano? Putacaso avessimo gli attributi necessari per farci rispettare? Al petrolio mi pare che nessuno voglia rinunciare, o c’e’ qualcuno che gliene freghi? L’importante e’ che si fermi quella macchinetta che ci avrebbe fatto rimpiangere le altre guerre mondiali. Eppoi si usi la ragione, visto che siamo ancora in quella situazione di stallo poiche’ non vedo veramente come si potrebbe essere vincitori, Einstein docet!

    • antoniochedice  On settembre 10, 2013 at 12:06 am

      È riconosciuto dall’Egitto, Marocco, Giordania. Ha rapporti commerciali col Katar e il Sudan ha cooperato con Israele per il ponte aereo con cui hanno “importato” i falascià.
      Ma cosa c’entra, mi scusi, questa considerazione con il tema del post?

  • Eresiarca  On settembre 10, 2013 at 8:21 am

    Adesso speriamo che anche la Siria non si faccia infinocchiare come l’Iraq con la storia delle “ispezioni”, mirate essenzialmente a verificare che non vi siano armi chimiche, per poi procedere all’attacco. Detto questo, se la Russia dovesse abbandonare la Siria in qualche modo, chi si fiderà più di lei?

  • Roberto  On settembre 10, 2013 at 9:11 am

    saresti un grande Ministro degli Esteri anche ae Bonino sta operando bene

  • Francesco Venanzi  On settembre 10, 2013 at 11:48 am

    Il controllo internazionale e/o la distruzione delle armi chimiche e biologiche siriane è la chiave di volta. Si elimina così, invece che con l’intervento dei missili americani, il deterrente che impedirebbe a Israele di attaccare le basi atomiche iraniane. Ma dovrebbe parallelamente realizzarsi anche il controllo o la distruzione delle basi iraniane dedicate alla produzione della bomba. Altrimenti, si faciliterebbe semplicemente l’attacco israeliano. Il negoziato deve essere globale nell’area.

    • antoniochedice  On settembre 10, 2013 at 12:00 pm

      I gas Siriani servono alla Siria.
      L’Iran e’ impegnarto a difendere la Siria, non viceversa.
      Hai ragione che il negoziato debba essere globale. Questione palestinese inclusa.

  • gicecca  On settembre 10, 2013 at 2:02 pm

    Sul problema Iran e usi pacifici del nucleare, attiro l’attenzione sul fatto che in Giappone il problema del giorno é ancora la fuoriuscita di acqua contaminata da radioattività dopo il terremoto di Fukushima, per il quale fervono idee ad alto costo (barriere ghiacciate etc). l’Iran é anch’esso zona altamente sismica, con almeno 5 o 6 gravi terremoti negli ultimi 15 anni. Se la fonte energetica per gli ayatollah andasse veramente a divenire il nucleare, addirittura come priorità intoccabile per usi pacifici, i problemi non sarebbero tanto minori. Se poi il nucleare servisse per altri scopi, sarebbe anche peggio. Visti poi i risultati dell’ONU, non solo in questo campo, creare un’altra entità internazionale un poco più fattiva non sarebbe poi gran danno. Magari che non fosse, come al solito, la usuale commissione inutile. GiC

  • Luca  On settembre 11, 2013 at 9:59 am

    La politica in medio oriente della quale l’AIPAC è portavoce e nella quale sovente sono stati trascinati il governo e il congresso americano trova sempre più critici. Che hanno il coraggio di uscire allo scoperto.
    http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2013/09/aipac-obama-syria-israel.html
    Questo può significare che il clima sta cambiando. Che si aprono possibilità di tipo multipolare.

  • donato  On settembre 11, 2013 at 10:40 pm

    Domanda:se Asad viene rimpiazzato da altro esponente del Baath i sauditi i qatarioti ed i turchi si placheranno?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: