ANTITERRORISMO: UNO SGUARDO COMPARATIVO CON LE MISURE FRANCESI. di Antonio de Martini

Il “pacchetto antiterrorismo” francese è stato reso noto ieri ed è esemplare di una improvvisazione non sterile, corretto nel metodo di presentazione all’elettorato e mostra di aver appreso alcune lezioni, specie sul controllo dei detenuti e dei sospetti. Continua a leggere

GUERRE ESTERNE E TERRORISMO. DUE STORIE DIVERSE . ( parte terza, la seconda è del 14 e la prima del13 /1). di Luca Tribertico

Il cerchio si chiude. Vedi ” Guerre esterne e terrorismo: due storie diverse”: storia numero uno.

Le decisioni di François Hollande ricevevano nel mese scorso un 19% dei consensi dei francesi. Nell’ultimo sondaggio sono schizzate al 40%.

(sondaggio Ifop-Fiducial: http://www.ifop.com/?option=com_publication&type=poll&id=2909)

Questo l’effetto degli attentati di Parigi sul rafforzamento del consenso del poco amato presidente della Repubblica francese:

http://static.guim.co.uk/ni/1421681508064/Hollandes_approval_rating.svg

A titolo di confronto, il consenso di G.W. Bush dopo gli attentati dell’11/9/2001:

http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/Pix/pictures/2015/1/19/1421682329689/Picture182.png

Continua a leggere

ANTITERRORISMO: È NATA UNA STELLA ( DI SCERIFFO) OPPURE È LA SOLITA TRUFFA ALL’ITALIANA ? BUONA LA SECONDA. di Antonio de Martini

Il primo segnale che il ministro Angelo Alfano voleva far concorrenza a Benjamin Netanyahu nel trasformare l’allerta Europea contro il fenomeno terrorista in una campagna elettorale personale senza curarsi della decenza, lo ebbi quando leggendo la stampa estera ho appreso che due terroristi della cosca belga erano stati fermati in Svizzera, mentre la stampa italiana usava il termine ” fermati alla frontiera” il che lasciava intendere che le nostre forze dell’ordine c’entrassero per qualcosa. Continua a leggere

MAURO MITA CI HA LASCIATI SOLI.

Domani alle 10 ( vedi fondo pagina nuova data) si terranno i funerali nella chiesa di S Cipriano a piazza Millesimo ( via Torrevecchia).
È stato il primo repubblicano a seguire Randolfo Pacciardi nel 1964 dichiarandosi a favore della Repubblica Presidenziale. Continua a leggere

PERCHÉ IL FRANCO SVIZZERO SI È SGANCIATO DALL’EURO. INTERVISTA ALL’ECONOMISTA GIORGIO VITANGELI . Secondo tentativo…

Per una svista il filmato della intervista a Vitangeli non è stato messo on line. Chiedo scusa e lo trovate ( spero) in questo link. Il filmato dura 10′ in tutto.

ESERCITO PROFESSIONALE E DI LEVA. COME AVVENNE LA SCELTA. di Alberto Zignani

Il generale Alberto Zignani è stato segretario generale della Difesa, ed è figlio di un eroe di guerra. Ora che ha dismesso l’uniforme,
mi ha spedito un commento a un post precedente.
La risposta richiava di non essere letta dato il tempo trascorso. La pubblico e condivido integralmente . ” Caro Antonio, le nostre Forze Armate (in particolare l’Esercito) hanno cercato in tutti i modi di scongiurare l’avvento dell’esercito professionale. Continua a leggere

IL RAPIMENTO E IL RISCATTO DELLE DUE VISTO DA WASHINGTON.

A commento della restituzione alle famiglie delle due “segnorinelle” pubblico il commento scritto nella Washington newsletter del giornalista Oscar Bartoli” che vive costì e al quale chiedo venia per questo ” prelievo”. Il testo è stato scritto in risposta a un lettore di Avellino. Continua a leggere

RASSEGNA STAMPA INTERNAZIONALE DEL SABATO di Gianni Ceccarelli

• Nella maggior parte degli Stati africani, sostiene un commento apparso il 9 gen su http://www.africa-confidential.com , preferisce siglare accordi di concessione con multinazionali rispetto a favorire imprese locali; il timore è infatti che l’accresciuto potere economico venga poi utilizzato in politica. La maggior parte degli uomini d’affari africani, infatti, ha come modello Harry Oppenheimer, per anni chairman dell’Anglo American Co. in Sud Africa, e non certo Nelson Mandela. Un caso attuale da valutare è quello di un progetto per una raffineria e un impianto petrochimico in Nigeria del valore di 9 miliardi di dollari, in cui il magnate locale Aliko Dangote pensa di investire personalmente un terzo della somma, raccogliendo poi all’estero il rimanente; l’idea era stata inizialmente bene accolta dal suo Governo, ma oggi sembra sia preferito un piano analogo ma sponsorizzato dell’Arabia Saudita, proprio per il timore governativo che l’interesse industriale favorisca poi un ingresso in politica del magnate.

• Le autorità del Niger hanno rifiutato di essere coinvolte nel tentativo di riprendere il controllo di una cittadina del nord est della Nigeria occupata dagli islamici di Boko Haram; la cittadina è vicina al confine con il Ciad ed è stata sede di un distaccamento di forze multinazionali. Anche il Ciad ha ritirato le sue milizie.
http://www.bbc.com/news/world-africa-
• Le province nordoccidentali della Cina – e in particolare quella dello Shaanxi che ha più di 36 milioni di abitanti – stanno pianificando un grandi investimento in infrastrutture atte e migliorare e incrementare le possibilità turistiche della regione che è posta sull’antica via della seta che unisce la Cina alle Nazioni dell’Asia Centrale. Il piano prevede un investimento di oltre 800 milioni di dollari (5 miliardi di yuan). Continua a leggere

Geopolitica primaria: nella guerra di Libia, gli Usa si stanno battendo per sopravvivere. La posta in gioco è il controllo sulla Cina. E c’entra anche lo Tsunami giapponese…… di Antonio de Martini

Marzo 2011. La Libia. Leggete i commenti. Tutti avevano capito tranne il governo?

Avatar di antoniochediceIL CORRIERE DELLA COLLERA

Il  Nord Africa  comprendente Egitto, Libia e Tunisia ha quasi quattromila Km di coste di fronte all’Italia e  non  si è mai trovato in  uno stato di rivoluzione-guerra senza che questa  si ripercuotesse su di noi, paese ponte tra Europa,  Africa e Levante.

View original post 467 altre parole

L’ITALIA E IL TERRORISMO MEDIORIENTALE. QUALI RISCHI CORRIAMO E PERCHE’. di Antonio de Martini

Tempestivo l’intervento della polizia belga che ha debellato una banda che stava per colpire. Un autentico peccato che ci siano sempre morti o fuggiaschi che impediscono di portare a fondo interrogatori suscettibili di individuare i mandanti.

Come è noto, i mandanti possono essere diversi da quelli cui intuitivamente va il pensiero della pubblica opinione e/o degli analisti-

A riprova, possiamo citare un fatto recente: l’ex senatore democratico USA, Bob Graham, ha organizzato una conferenza stampa assieme a due deputati in carica,  il repubblicano Walter Jones e il democratico Stephen Lynch e la co-presidente dell’associazione delle vittime dell’attacco alle due torri ( vittime e sopravvissuti) Terry Strada.

All’epoca dell’attacco alle due torri, Graham era presidente della commissione intelligence del Senato.e co-presidente della commissione di indagne conoscitiva della commissione stessa sul luttuoso evento. George Bush jr segretò 28 pagine della commissione d’inchiesta sull’11 settembre. All’epoca, Joe Biden, Hillary Clinton e John Kerry chiesero invano  di togliere il segreto per mettere in imbarazzo l’amministrazione repubblicana e adesso Graham, con un comitato bipartisan, chiede che le pagine vengano desegretate, forse perché la campagna elettorale si avvicina a grandi passi e si vuole imbarazzare Jeb Bush ( anche Graham è ex governatore della Florida).la cui famiglia è da anni in affari coi Ben Laden.

Il segreto posto dall’allora presidente verterebbe sul fatto ,  già raccontato da ” il corriere della collera”,( non sapevo fosse segreto)   che la moglie dell’ ambasciatore saudita ( principe Bandar bin Sultan ” Bush”)  avrebbe finanziato uno degli attentatori delle due torri, nel quadro delle attività di beneficenza che ogni musulmano è tenuto a fare annualmente. Apparentemente nulla di illegale, ma probabilmente si ritenne che non si dovesse coinvolgere la famiglia reale saudita. Bandar Bush fu spedito in Egitto in esilio per un periodo per poi approdare alla direzione dei servizi segreti.

Come si puo vedere da questo episodio, i mandanti di un attentato possono cambiare col variare delle situazioni politiche.

Veniamo a noi.. Può l’Italia essere obiettivo di un attacco di estremisti musulmani arabi?  Ritengo di no.

1) Fin dal tempo delle crociate, gli italiani ebbero fama di gente con cui potersi “arrangiare” I primi riscatti vennero alla luce ai tempi di Saladino ( in un momento di calma pubblicherò un testo sull’argomento), l’ultimo riscatto è di ieri. Non si colpisce la gallina dalle uova d’oro, nemmeno se ogni tanto un uovo giunge a destinazione già succhiato.

2) E’ un fatto incontrovertibile che il piano di pace della U..E. ancora formalmente non smentito, fu approvato al vertice U.E. di Venezia in cui Aldo Moro diede scacco a Margaret Tatcher che si trovò isolata. Il piano prevede il riconoscimento dello Stato Palestinese e la restituzione dei territori conquistati da Israele nella guerra del 1967. I palestinesi stipularono in cambio una tregua che escludeva ogni azione militare sul territorio italiano e hanno mantenuto la parola. ( leggasi ” viaggio segreto di Nemer Hammad  ambasciatore di Arafat in Italia”. autore Alberto La Volpe, edito da Editori Riuniti  2002).

3) Ci furono due eccezioni: un attacco alla Sinagoga di Roma  nel giorno del Sukkot che causò la morte del piccolo Stefano Tasché ( due anni) e il ferimento di 37 persone a cura della banda di Abu Nidal, una gang che in odio a Arafat delinqueva al servizio miglior offerente.                                    Il secondo attacco, sempre con lo stesso protagonista, fu fatto all’aeroporto di Fiumicino. I nostri furono avvisati dai servizi segreti algerini, sempre leali e ben informati. Per non allertare i terroristi, si decise di non sostituire le sentinelle con tiratori scelti. La conseguenza furono due morti di troppo. L’Italia tenne i nervi saldi e non ruppe gli accordi come auspicato da alcuni. La pace dura da oltre un trentennio, fu causa dello scontro tra Craxi e gli USA. Gli ufficiali del ” servizio” che se ne occuparono vennero insidiati più volte.

Se Moro fu vittima di una ritorsione, la pista da seguire è questa, non altre. Ci fu anche un tentativo di scacciare dal servizio  il colonnello  Stefano Giovannone  ( capocentro a  Beirut)  a cura del comandante dell’ufficio UCSI (poi trovato nell’elenco P2) che rilasciava i Nulla Osta di segretezza NATO, ma l’iniziativa non andò in porto a causa della ferma opposizione dell’ufficiale officiato alla bisogna ( ex capo centro Medio Oriente) che rifiutò sdegnosamente un accordo personalmente  molto vantaggioso.

L’altro ufficiale responsabile dell’accordo, il colonnello Armando Sportelli, fu eliminato dal grande gioco grazie a un provvidenziale avviso di garanzia emesso dal giudice Carlo Mastelloni ( fratello di un teatrante, emise un mandato di cattura contro Arafat e espresse il desiderio di incontrare  la cantante Mina, ma non si spinse fino al mandato di comparizione…) di Venezia che aprì una inchiesta per la scomparsa dei “giornalisti” Toni e De Palo in Libano. L’ufficiale si dimise per non portar pregiudizio al servizio. L’inchiesta durò sette anni e si concluse con un nulla di fatto. Negli anni successivi, si provvide a mutare il DNA del servizio segreto, annacquandolo con la dipendenza dal Ministero dell’interno e con l’immissione di civili raccomandati  ( spesso figli di giornalisti e magistrati) e guardie di Finanza ( gestione Pollari). L’operazione smilitarizzazione dei servizi ebbe il beneplacito degli USA e fu coordinata con l’on Minniti, braccio destro dell’atuale candidato  silente alla Presidenza, Massimo D’Alema. 

4) L’Arabia Saudita ottenne ,dal premier  Giulio Andreotti, la sospirata autorizzazione a costruire una Moschea a Roma in cui ha investito oltre sessanta milioni di dollari in località viciniore alla sede della Brigata Corazzata dei carabinieri di Roma ( Monte Antenne). E’ la più grande d’Europa. Un gioiello d’architettura ( Portoghesi) e di artigianato ceramico marocchino. Non fu chiesta la reciprocità con la Mecca, dato che in quella città non ci sono cristiani e la Santa Sede acconsentì e non fece richiesta di ottenere una costruzione che sarebbe rimasta vuota.

5) Gli arabi sono stati sempre trattati discretamente bene dagli italiani che hanno avuto molte più ragioni di scontro con gli albanesi o i romeni o i latino americani ( specie ecuadoregni).

6) Se proprio dovessero progettare un attentato, questo verrebbe portato a termine nel Nord Italia ( tra Padova e Brescia)  e non a sud di Firenze, dove gli arabi sentono di essere di casa.  Altri mandanti potrebbero ricorrere a Pakistani o di altre etnie con minoranze islamiche ( es Filippini di Mindanao). Ho incontrato un arabo a Brescia che, pur non lamentando alcun cattivo trattamento  in loco ( casomai notava fredda correttezza di rapporti interpersonali) ricordava i suoi anni a Frosinone come il periodo migliore della sua vita e non ha mai menzionato l’Egitto natio.  si è trasferito a nord per ragioni economiche e si sente solo come un calabrese a Gallarate.

Ovviamente ci sono elementi di rilevanza penale in molti comportamenti individuali, ma la maggior partedei carcerati stranieri sono tunisini accusati di vendere Hashish e casomai litigano per il controllo dei giardinetti.

7) L’esperienza con le Brigate rosse  (e quella più recente con l’area antagonista) ha inoltre contribuito non poco a rendere anche il grosso delle nostre forze dell’ordine più ricettive e  avvertite circa la capacità di sorveglianza di persone dall’aria sospetta, la verifica degli affitti e il censimento delle località abbandonate e dei varchi di frontiera.  anche in tema di penetrazione nelle comunità gli italiani sono favoriti dalla somatica e dalla esperienza.

L’ultima esperienza francese in materia di terrorismo fu la guerra contro l’OAS e la fecero con i corpi paralleli del tenebroso Foccart tenendo indenne la polizia che , come abbiamo visto, attraversa oggi  una crisi profonda. L’esperienza inglese si limita all’Irlanda e quella americana  si concentra sulla tecnologia. Sanno, fotografano e intercettano tutto, ma non è detto che siano in grado di capire la mentalità, le iperboli tipiche della lingua e provvedere in tempo.  E’ il problema di chi si affida unicamente a Big Data, invece che all’intelligenza culturale.

8) i soli rischi che corriamo consistono nei rapimenti, su cui i nostri servizi ( e quelli francesi) fanno volentieri la cresta. Specie da quando questi riscatti  rappresentano le uniche fonti di approvvigionamento sicure per gruppi di banditi e di ribelli politici che vedono progressivamente ridotte dalle ricerche USA le donazioni di denaro a fini benefici attuate dalle pie donne a nome dei mariti.

.