MAURO MITA CI HA LASCIATI SOLI.

Domani alle 10 ( vedi fondo pagina nuova data) si terranno i funerali nella chiesa di S Cipriano a piazza Millesimo ( via Torrevecchia).
È stato il primo repubblicano a seguire Randolfo Pacciardi nel 1964 dichiarandosi a favore della Repubblica Presidenziale.

Pubblicista infaticabile scrisse il bellissimo pamphlet ” La Repubblica di Domani” nello stesso anno. Molti ancora pescano in quei fogli le motivazioni delle loro posizioni politiche odierne.
Collaboratore e direttore responsabile di NUOVA REPUBBLICA per diciassette anni, fu il mentore di numerosi parlamentari a cui faceva da ” negro” scrivendo i loro articoli sui giornali da cui era ufficialmente ostracizzato.
Gli è anche capitato di polemizzare con se stesso scrivendo per due diversi parlamentari in cerca di dignità culturale.
Fu nella segreteria di Giovanni Spadolini e di numerosi altri esponenti di governo repubblicani senza mai distaccarsi dalle sue idee e dai suoi amici di sempre, anzi lavorando per convertirli.
Mi aveva appena promesso di rintracciare un articolo del New York Times di parecchi anni fa in cui si parlava di Pacciardi.
Una caduta, un femore, un’operazione hanno tolto alla sua sposa, ai figli e ai nipotini un pilastro d’amore ed ai suoi amici il conforto di uno spirito inquieto sempre attento e leale e alla Repubblica un innamorato dallo scrivere tribunizio e dall’eloquio emotivo e sovraccarico.
Tutto mi sarei aspettato oggi tranne che di dover scrivere queste righe col groppo alla gola.

ATTENZIONE. LE ESEQUIE SONO SPOSTATE A MERCOLEDÌ STESSA ORA È LUOGO PER CONSENTIRE AI PARENTI LONTANI DI PARTECIPARE.

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Commenti

  • Mario Maldini  On gennaio 19, 2015 at 1:07 pm

    Mi unisco al Tuo cordoglio, nel ricordo di un patriota e di un gentiluomo.
    Lo rivedo, non più giovane, sempre ardente e pronto alla riscossa come un
    garibaldino.

  • gicecca  On gennaio 19, 2015 at 4:03 pm

    Caro Antonio, “gli amici se ne vanno …” viene la sera. GiC

  • Roberto  On gennaio 19, 2015 at 4:19 pm

    Un uomo colto, gentile, leale ed intellettualmente raffinato. Un dottore mazziniano, figlio di quella Scuola nella quale si insegnavano dignità, onore, dovere,amor di Patria. Dove la politica era religione civile e non un mezzo per arraffare denaro pubblico. Non è vero che Mauro se n’è andato. Se n’è andato un pezzo di noi. E’ andato ad assolvere compiti più importanti nella splendida storia dell’esistenza. Noi siamo tutti un po’ più vecchi ed più poveri perché ci mancheranno i suoi consigli, il suo equilibrio, il suo saper guardar lontano. Un abbraccio Maurino. Salutami il Vecchio

  • Francesco Venanzi  On gennaio 19, 2015 at 6:58 pm

    Ricordo la lucidità delle sue analisi politiche e la forza delle sue convinzioni. Saluto commosso il caro Mauro.

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