GUERRE ESTERNE E TERRORISMO. DUE STORIE DIVERSE . ( parte terza, la seconda è del 14 e la prima del13 /1). di Luca Tribertico

Il cerchio si chiude. Vedi ” Guerre esterne e terrorismo: due storie diverse”: storia numero uno.

Le decisioni di François Hollande ricevevano nel mese scorso un 19% dei consensi dei francesi. Nell’ultimo sondaggio sono schizzate al 40%.

(sondaggio Ifop-Fiducial: http://www.ifop.com/?option=com_publication&type=poll&id=2909)

Questo l’effetto degli attentati di Parigi sul rafforzamento del consenso del poco amato presidente della Repubblica francese:

http://static.guim.co.uk/ni/1421681508064/Hollandes_approval_rating.svg

A titolo di confronto, il consenso di G.W. Bush dopo gli attentati dell’11/9/2001:

http://static.guim.co.uk/sys-images/Guardian/Pix/pictures/2015/1/19/1421682329689/Picture182.png


Da rilevare che all’indomani degli attentati di Parigi i francesi sono per il 68% favorevoli al divieto di espatrio per i concittadini sospettati di volersi recare in territori controllati da gruppi di terroristi, Nella stessa percentuale sono favorevoli al divieto di rimpatrio per i concittadini sospettati di essere andati a battersi in quelle zone. Applicato a un caso italiano: alle due ragazze sostenitrici della lotta armata in Siria non sarebbe stato consentito di andare là dove sono state sequestrate. Se ciò nonostante avessero raggiunto le zone tanto agognate, ci sarebbero restate.

Per quanto riguarda gli interventi militari all’estero, tuttavia, il 63% degli intervistati resta sfavorevole a un’intensificazione delle operazioni militari francesi in Iraq e il 57% respinge l’ipotesi di interventi bellici in Siria, Yemen o Libia.

(http://www.ifop.com/?option=com_publication&type=poll&id=2910)

Tuttavia, sull’onda emotiva degli attentati del 7 e del 9 gennaio, il 13 gennaio l’Assemblée nationale ha votato la prosecuzione della guerra in Iraq, con licenza di estensione ad altri territori vicini, con 488 voti a favore, 1 contrario, 13 astenuti. Il senato si è espresso con 327 voti a favore su 346, nessuno voto contrario; gli altri non hanno preso parte al voto o si sono astenuti.

Conclusioni: gli esecutori degli attentati avranno pure studiato all’estero, ma al rientro si comportano sempre da somari. Le forze di sicurezza in queste occasioni più che a teste di cuoio assomigliano a teste di legno.

Ma sono i mandanti a essere disarmanti: dediti allo studio delle scritture sacre, sembrano tuttavia non disdegnare quelle contabili. Più profane, diversamente arricchenti. Pervicaci nell’ignorare le più basilari nozioni di statistica, ottengono sempre l’effetto opposto a quello dichiarato come desiderato.

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Commenti

  • magyarfarkas  On gennaio 20, 2015 at 9:04 pm

    Lei fa riferimento all’effetto boomerang?

  • abrahammoriah  On gennaio 20, 2015 at 9:28 pm

    20 gennaio 2015

    Per gli agenti strategici (tutti): pecunia non olet. Per tutti gli altri: psicodrammi identitari, logomachie sulla democrazia minacciata dal nemico assoluto extra sistema ed extra civiltà e chiusura di questa allucinatoria narrazione con facile capro espiatorio cui viene attribuito il sostantivo passe-partout di ‘terrorista’. Massimo Morigi

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