ANTITERRORISMO: UNO SGUARDO COMPARATIVO CON LE MISURE FRANCESI. di Antonio de Martini

Il “pacchetto antiterrorismo” francese è stato reso noto ieri ed è esemplare di una improvvisazione non sterile, corretto nel metodo di presentazione all’elettorato e mostra di aver appreso alcune lezioni, specie sul controllo dei detenuti e dei sospetti.

a) contrariamente all’Italia dove il numero dei jihadisti sarebbe stabile ( cioè non controllato e aggiornato) da almeno tre anni, i francesi ammettono che il reclutamento jihadista è in crescita: dai 555 del 1 gennaio 2014 ai 1260 del 16 gennaio 2015.

b) il costo: l’insieme delle misure da prendersi nell’arco di tre anni, è di circa 500 milioni di euro al netto delle spese di personale . Col personale saliamo a 735 milioni nel triennio.

c) assunzione di 2680 persone nuove in seno all’amministrazione per sorvegliare tremila sospetti in più. Le assunzioni interesseranno gli impiegati civili, la gendarmeria e i servizi segreti.

d) assunzione di 60 cappellani di carcere oltre ai 182 già in servizio, in maniera da curare meglio i detenuti dal punto di vista spirituale.

e) creazione di  un sito web destinato a combattere il jihadismo in seno alla pubblica opinione contrastando il reclutamento.

f) creazione di una commissione Transpartisan Che entro sei settimane definisca le modalità e la pena per coloro che si macchieranno di ” indegnità nazionale” , ossia che potrebbero essere dichiarati decaduti dalla nazionalità.

Se comparo la semplicità espositiva , la concretezza e il senso di dignità nazionale che traspare da questo piano con i nostri, devo confessare che i comunicati del nostro ministero mi fanno l’effetto di un emetico.

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Commenti

  • gicecca  On gennaio 21, 2015 at 3:57 pm

    “Cappellani” di quale religione ? Cattolica ? Protestante ? Immagino non islamica, per la quale il termine mi sembra inappropriato. giC

  • kho  On gennaio 22, 2015 at 9:27 pm

    Dov’è l’egalitè francese, quando il giudizio sul diritto di dire con libertè la qualsivoglia cambia al cambiare del soggetto. Esempio: i giornalisti di Charlie Hebdo e il comico Dieudonnè. I primi martiri, il secondo arrestato.
    Evvabbene la libertà……..ma da chi o da cosa?
    Stabilita l’eresia procediamo con la santa inquisizione….ah no, siamo laici transpartisan inquisizione.

    • antoniochedice  On gennaio 22, 2015 at 10:03 pm

      Di che si lamenta, della libertà del potere?

      • kho  On gennaio 24, 2015 at 3:38 pm

        Mi lamento di un potere che sbandiera valori sùbito prontamente smentiti nei fatti, e che detta regole verso le quali si arroga il diritto di non seguire a piacimento (o meglio convenienza?)
        Come potrei altrimenti essere un buon cittadino se il senso di nazione, o di patria (da patèrno), se mio padre è lo stesso cattivo esempio riguardo i valori che propaganda?
        Non mi lamento se la democratica Europa ha un parlamento privo di potere legislativo che può solo commentare ciò che il governo dice. Ma perchè chiamarla democrazia?
        Non mi lamento se l’Onu per “certe” guerre si fa trovare pronta e altre no, se segue pedissequamente le decisioni Usa; dunque, avendo dato prova della sua permeabilità a decisioni non più sovranazionali (motivo per il quale fu costituita), ha tradito se stessa e i valori, se non etici e morali, suoi stessi statutari.
        Io mi lamento non per la capacità del re a vestirsi come meglio crede poichè nè ha tutti i poteri, ma nel continuare a far finta di vedere vestiti dove non ci sono.
        Ogni fenomeno che tradisce se stesso, anche se è il potere a farlo, vuol dire che mente (nella migliore delle ipotesi) o che fin dall’inizio si è travestito per ingannare e confondere.
        Perchè far finta di essere democratici? il potere vuole essere assoluto!
        In dittatura ci metti la faccia (come si dice). In democrazia devi prima scalfire una muraglia di persone servili e mercenari così lunga che….e poi eventualmente si fa attivare la procedura di secretazione o distruzione dati con tanti saluti al popolo sovrano che col tempo dimenticherà, oggi lo abbiamo già fatto.
        Per amor di dialogo, vorrei che il mio intervento non fosse preso come scintilla di provocazione o come sfogo di un pirla disturbatore di blog.
        Non sono solito intervenire nei blog, ma in questo ho azzardato perchè può rispondere con autorità e serietà alle mie questioni espresse per estremo desiderio di comprendere cambiamenti enormi e difficili da capire se non si hanno certi strumenti.
        Dunque grazie.

        Ps. Mi scuso per la lungaggine, in effetti avrei potuto semplificare il concetto della libertà del potere con una semplice frase del Marchese del Grillo: “Me dispiace, ma io sono io e voi non siete un ca..o!”

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