Archivi Categorie: intelligence

SPIE E SABOTAGGI : UN TRIBUNALE IN LUSSEMBURGO INDAGA SU GLADIO: AHI, AHI, C’È UN PENTITO. ITALIANI A BORDO? di Antonio de Martini

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Una magistrata lussemburghese Sylvie Conter, sta indagando su Gladio.
Difficoltà di traduzione mi impediscono di capire di quale magistratura si tratti( europea o lussemburghese) – c’è n’è più di una – ma tutte con sede in Lussemburgo.

Qualche affezionato lettore ricorderà come l’ex capo dell’intelligence lussemburghese accusò lo stesso Granduca di essere al soldo dell’intelligence Service britannico ( M I 6), ma naturalmente nessun media italiano riprese la notizia.( mio post datato 4 dicembre 2012 e ribloggato oggi 6 luglio.
È probabile che anche questa notizia non trovi spazio e sembri essere una risposta all’attacco subìto dalla casa regnante.
Di certo, volano bei nomi.

In Lussemburgo lo chiamano già il processo del secolo o anche Bommeleeër
( collocatori di bombe) e riguarda gli anni ottanta e la struttura N.A.T.O. ” Stay behind” una rete segreta stesa sul continente e destinata a compiere sabotaggi in caso di invasione dell’Europa da parte dei paesi del Patto di Varsavia.

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GOLPE IN EGITTO: SPACCATURA NELLA N.A.T.O. ( TURCHIA) E NEL MEDITERRANEO ( TUNISIA). SI ANDRÀ AL G20 IN ORDINE SPARSO? di Antonio de Martini

I due Presidenti della Repubblica che hanno costruito le proprie fortune politiche sulla leva religiosa con l’elettorato meno avvertito, Moncef Marzouki ( Tunisia, semi moderato) e Recep Tajip Erdoghan ( Turchia, ultramoderato), sotto pressione dei propri eletti e alleati, sono stati costretti a stigmatizzare il colpo di Stato che ha defenestrato Mohammed Morsi..

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STATI UNITI D’AMERICA: CENTO ANNI DI SOLITUDINE. DALL’ISOLAZIONISMO ALL’ISOLAMENTO POLITICO. ( seconda parte). di Antonio de Martini

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nella ” puntata” precedente abbiamo esaminato una serie di momenti e di eventi, alcuni in nuce che segnalano l’allontanamento degli alleati tradizionali degli Stati Uniti e il lento processo di isolamento cui la politica estera degli USA sta sottoponendo il paese.

La dirigenza americana sembra non rendersi conto della differenza tra isolazionismo del XIX secolo ( voluto e richiamabile) e isolamento del XXI secolo ( subìto e di difficile richiamabilità).

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IL TRAFFICO DI ARMI VERSO LA SIRIA È ARMA A DOPPIO TAGLIO MA I GUADAGNI SONO IRRESISTIBILI PER MOLTI . di Antonio de Martini

L’ufficializzazione dei rifornimenti di armi ai ” ribelli” Jihadisti-salafisti operanti in Siria contro il regime Baathista del presidente Assad, come ogni cosa al mondo, presenta aspetti positivi.
Fintanto che l’operazione si svolgeva sotto il manto della clandestinità della CIA o altre organizzazioni collegate, non era possibile mettere a nudo gli aspetti di business connessi alla fornitura.
D’ora in poi sarà possibile almeno cercare di scoprire i nomi di chi si arricchisce commerciando in morte.

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LE CONSEGUENZE DEL RITIRO DALL’AFGANISTAN PER IL CONTROLLO DELL’AREA. di Antonio de Martini

Da giovanotto ho avuto modo di assistere a una colazione cui partecipava il figlio dell’ex premier iraniano Mossadeq defenestrato nel 1953.
Ficcanaso di natura, gli chiesi come mai avessero deciso di sfidare la allora importante potenza imperiale inglese, nazionalizzando il petrolio iraniano sperando di farla franca.
La sua risposta ha incatenato per sempre nella mia memoria gli accadimenti del Levante con quelli del Medio Oriente che avevo sempre immaginato separati: qui il regno di Lawrence, li quello di Kipling.

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ECCO GLI ALLEATI DELLA CANDIDA REGINA ELISABETTA E DI UN PRESIDENTE NERO DI DENTRO E DI FUORI. arabi per arabi preferivamo gli amici di Lady Diana.

Duecento anni fa, i pellerossa scotennavano i nemici. Oggi lo fanno gli alleati della NATO, portando via tutta la testa come souvenir.

Chi è debole di stomaco  o normalmente sensibile si astenga dal vedere.

Questi sono i ributtanti amici della Regina Elisabetta II che invocano gli interventi umanitari a favore dei loro amici massacratori immortalati in questo orrendo video che deve circolare per fermare il masscro.

. Il Governo inglese, per ammissione dello stesso David Cameron ha organizzato assieme ai sauditi ed all’emiro del Katar questa strage insensata mirante a distruggere la florida economia siriana e ad ottenere la spartizione della Siria in piu staterelli non in grado di costituire un “pericolo strategico” per i paranoici della Geopolitica.

Francamente non pensavamo possibile che un Presidente USA, eletto dal popolo americano potesse voler partecipare ad un tale selvaggio vilipendio di vivi e di morti assieme agli attentatori dell’11 settembre 2001.

Questo video è stato cancellato piu volte con la motivazione che violava i diritti di autore di qualche complice dei – stavo per dire assassini – macellai.

Fatelo circolare velocemente perché durerà poco on line. Mostratelo a tutte le persone che potete,  a favore di chi viene invocato l’intervento umanitario a spese dei contribuenti italiani ( spese NATO) ed europei ( sempre a spese nostre).
C’è anche una scena di esecuzione di ribelli contro un camion militare da parte dei lealisti. La revolverata sembra un gesto di cortesia al confronto.
clikkate sul link e tenete a portata di mano un bacile per vomitare, poi mandate il video a Deputati, Presidenti delle Camere e Tribunale Penale Internazionale, prima che diano il premio Nobel per la pace anche a Cameron o al compagno di merende che ha messo agli esteri.

 

SECONDO IL SITO ISRAELIANO ” DEBKA” IL MINISTRO DELLA DIFESA MOSHE YA’ALON HA MENTITO AL PARLAMENTO SULLA SIRIA E ADESSO LA SITUAZIONE STRATEGICA DI ISRAELE È PEGGIORATA NOTEVOLMENTE. di Antonio de Martini

La capacità di autocritica è a mio avviso l’arma di difesa più potente che esista, sia a livello individuale che di stati.
Esistono persone che cercano ancora di vincere la battaglia di Stalingrado o quella di Canne.
Altri esaminano i propri risultati e comportamenti e ne traggono quotidianamente insegnamenti preziosi per la vita e quando è il caso, per la sopravvivenza.
Gli israeliani sono tra questi.

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TURCHIA. IN CERCA DI UN NUOVO ATATURK PER RESTARE IN EUROPA. di Antonio de Martini

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Abituati ormai a vedere i paesi del sud mediterraneo ad andare in crisi uno alla volta, siamo rimasti interdetti nel vedere la Turchia in preda alla febbre politica mentre la crisi siriana è ancora in corso.
C’è chi ha esplicitato la domanda che tutti abbiamo sulla punta della lingua; la solita domanda paranoica: chi c’è dietro?
Tutti e nessuno. Vinceranno i contestatori? No, ma hanno innescato un processo di emarginazione delle tesi islamizzanti piu ipocrite, fatte di piccole rivincite rituali, di limitazioni al bere, di sottomissione femminile spacciata per virtù. Ora che I Turchia Hannover Imperatori a ribellarsi, nulla sarà come prima.

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MEDIO ORIENTE: STATO DELL’ARTE DELLA GUERRA DI SIRIA. LE OPZIONI DI OBAMA E I REQUISITI PER LA VITTORIA NON COMBACIANO. di Antonio de Martini

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Le tre condizioni per la vittoria dei ribelli siriani contro Assad sono:
a) unità delle opposizioni
b) disporre di un ” santuario” ( paese vicino in cui rifugiarsi e da dove ricevere rifornimenti).
c) un atteggiamento deciso da parte dell’occidente.

PRIMO: nessuna unità delle opposizioni

Esistono l’opposizione politica interna e quella in esilio, l’opposizione armata interna e quella alle frontiere turca e giordana; l’opposizione laica e quella salafita e quella takfirita, tutte in perenne contrasto tra loro.

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SIRIA, LIBANO E DINTORNI: SIAMO ANDATI SUL POSTO A VEDERE. ECCO LA TESTIMONIANZA . di Antonio de Martini

Durante la scorsa settimana sono andato in Libano assieme a mio figlio Francesco. Lui è andato nella pianura della Bekaa fin quasi alla frontiera siriana, mentre io sono rimasto in città.
Abbiamo entrambi parlato con decine di persone nell’intento di farci un’idea più realistica possibile
degli avvenimenti.
La prima informazione che possiamo dare è che la Bekaa è un’oasi di pace lunga 120 km e larga 16, coltivata secondo criteri ultramoderni.
Molti dei lavoratori dei campi sono semi-nomadi e contadini siriani.
Francesco l’ha attraversata per un giorno intero mentre le agenzie parlavano di sedici razzi sparati sulla pianura.
Non ha visto ne sentito nulla che assomigliasse alla guerra, a preparativi militari o adunate politiche. Niente colonne di profughi o accampamenti di disperati. L’ambasciata di Francia proibisce ai suoi cittadini di andare nella Bekaa, ma c’erano americani e australiani accolti dai locali in piena allegria.

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