Oggi 12 Marzo, a mezzogiorno, nelle principali città della Turchia ci saranno manifestazioni di protesta contro il governo per la morte di un giovane manifestante di quindici anni Berkin Elvan morto ier l’altro dopo 269 gioni di coma, a seguito di un colpo alla testa ricevuto da una bomba lacrimogena sparata durante le manifestazioni di Taksim, dello scorso giugno, mentre stava andando a comprare il pane e Continua a leggere →
Di antoniochedice
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L’Algeria, sopravvissuta alla sovversione fondamentalista saudita con una guerra costata oltre centomila morti ed alle minacce francesi e americane di fare tutt’uno con Gheddafi, è il partner che ha assicurato il rifornimento di gas all’Italia con contratti da un quarto di secolo l’uno.
Oggi è impegnata nel progetto SOLARTEC e cerca una sponda nel nord mediterraneo che non sia l’ex potenza coloniale. In questo breve escursus Antonio de Martini ricorda i legami economici che uniscono i paesi mediterranei all’Italia e quelli che potrebbero unirli maggiormente.
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La Francia, dopo aver aderito completamente alla linea americana di sospensione dei lavori preparatori del G8 di giugno a Sochi ed annunziato che non intende partecipare, si è contemporaneamente offerta per una mediazione.
Insomma anche in questa vicenda, sembra che il Presidente Francois Hollande cerchi di tenere il piede in due scarpe.
La sola mediazione suscettibile di qualche chance di riuscita è quella di Julia Timoschenko che essendo riuscita a completare il mandato con una buona dose di ambiguità, gode della sfiducia di entrambi i contendenti reali ( USA e Russia). Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Ora che la polvere si sta posando sulla Piazza Maidan di Kiev e sulla scrivania di Eugenij Yanuschenko, vediamo che i problemi che hanno provocato la crisi restano intatti per chiunque vada a governare quel paese.
L’Ucraina non può fare a meno di una larga collaborazione con la Russia e l’U.E. non è in grado di dare un aiuto sostanziale senza provocare una ribellione tra i 28 paesi della Unione e tra i 18 paesi dell’eurozona monetaria.
I miti lanciati dalla disinformazione stanno per affiorare e scopriremo che non è vero che l’Ucraina vuole andare in Europa: sono gli ucraini che vogliono poter emigrare e lasciare un paese povero e senza speranza , roso dalla corruzione, arretrato nella mentalità e dotato di industrie obsolete e improduttive, con una classe dirigente penosa. Insomma, una Italia in piccolo. Continua a leggere →
A forza di parlare delle elezioni nazionali che a me non sembrano vicine, tutti i media trascurano il fatto che tra meno di un anno ci saranno le elezioni europee per eleggere il Parlamento con maggior potere di influenza sulle nostre vite.
Nato come parcheggio per parlamentari obsolescenti – inizialmente non venivano eletti, bensì designati tra i parlamentari nazionali- dopo la decisione di farlo eleggere a suffragio universale, il PE ha preso piede gradatamente e pur non disponendo dei classici poteri di un Parlamento eletto, tende ormai ad appropriarsene, al punto che persino la prudentissima chiesa cattolica ha protestato recentemente segnalando una invasione di campo sul tema dell’aborto. Continua a leggere →
John Kerry continua a ripetere che questa guerra non è come l’Irak o come l’Afganistan. ha ragione
A me pare che questa guerra per noi italiani ricordi la subalternità del fascismo a Hitler che lo spinse ad iniziative avventuriste senza il consenso degli italiani e poi alla morte.
Dalla guerra italo-turca del 1912 ad oggi, tutti i grandi appuntamenti della storia – l’8 settembre tra questi – hanno visto l’Italia divisa in due ed ogni singola parte suddivisa in tendenze che prima si chiamavano fazioni, poi partiti, infine correnti ed oggi fondazioni. I più ” trendy” li chiamano think tank che vuol dire serbatoio di pensiero ma a guardar dentro si trovano solo ambizioni, affarucci e refurtive.
La ragione principale di questa situazione -la non coesione nazionale che ci impedisce di essere soggetto sovrano – dipende dalla lunga abitudine a non dibattere liberamente le scelte politiche che ogni governante in sella vede come un pericolo per la sua personale
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Di antoniochedice
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Si sta profilando una dura revisione dei conti dell’Eurozona finora lasciati in sospeso per non disturbare la Merkel nella sua campagna elettorale.
Il fatto che per il preavviso non abbiano potuto attendere i pochi giorni che mancano al 22 settembre, è già indicativo.
Ieri dopo la riunione del direttivo della BCE, Mario Draghi ha rilasciato tre delle sue frasette nel solito tono privo di enfasi cui va invece dato il giusto rilievo:
a) la BCE manterrà i tassi chiave invariati per quanto tempo sarà necessario ed è anche pronta ad abbassarli.
b) l’outlook di BCE sulla Eurozona è positivo
c) poiché lo statuto BCE esclude il finanziamento degli stati, non è possibile “abbuonare” parte del debito greco come fecero i creditori privati (che abbuonarono il 74% dei loro crediti per salvare il salvabile. Ndr).
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” Dopo la semina di tanto odio sotto l’etichetta di “democrazia” gli Stati Uniti e gli alleati a loro più affini, iniziano a raccogliere gli effetti devastanti della “campagna umanitaria di democratizzazione” in Nord Africa.” Così iniziava il post del 7 febbraio scorso ( ore 12,45) sulla situazione tunisina.
Era evidente che partiti politici vissuti in clandestinità avessero più dimestichezza con le armi che con le schede elettorali.
Ieri, il secondo assassinio di un esponente politico contrario ai Fratelli Mussulmani e favorevole a una cultura della tolleranza: Mohammed el Brahimi.
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In tutti i conclavi del XX secolo (1903, 1914, 1922, 1939, 1958, 1963, 1978, 1978,) ci sono voluti, secondo il blog di J.M. Guenois, in media otto scrutini. Il Papa eletto potrebbe arrivare tra il pomeriggio e la fine del terzo giorno. Un venerdì.
Il primo conclave del XXI secolo, quello che ha eletto Ratzinger nel 2005 ha richiesto quattro scrutini, ma l’agonia del Papa polacco aveva dato a tutti il tempo per prepararsi all’evento.
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Italia, Polonia e Ungheria sono tre paesi ” di passaggio” : l’Italia in senso nord-sud e gli altri due in senso ovest-est.
deve essere anche per questo comune destino che ricordiamo anche al ginnasio con piacere la partecipazione di volontari ungheresi,agli ordini di Stefano Türr ( 1848) e , György Klapka( 1859) alle nostre lotte per l’indipendenza e citiamo nel nostro inno nazionale ” il sangue polacco” che l’aquila bicipite ” bevè col cosacco, ma il cor le bruciò”.
Sempre nel 1848 oltre 1100 volontari italiani combatterono per l’indipendenza ungherese agli ordini di Alessandro Monti.
Sui bastioni di Buda c’è una lapide in memoria di un barone salernitano – di cui non ricordo ahimé il nome- che superò per primo i bastioni turchi per la liberazione della città.
Una amica polacca dell’ambasciata, mi ha assicurato che anche nell’inno nazionale polacco c’è un accenno diretto all’Italia e alle lotte comuni.
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Di antoniochedice
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