Archivi Categorie: economia internazionale

U.E. E GEOPOLITICA DEL VINO: UN CASO CLASSICO DI MIOPIA POLITICA ECONOMICA E SOCIALE CAUSATO DAL SISTEMA DECISIONALE ADOTTATO. di Antonio de Martini

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I media hanno presentato la vicenda come ” la guerra del vino tra Cina e Francia” .
Si tratta di un perfetto esempio di come gli impiegati europei siano legati a logiche superate, abbiano la vista corta, siano sensibili alle pressioni lobbistiche degli industriali e dei paesi di appartenenza.
Creano problemi con grande rapidità per poi risolverli – quando accade – con esasperante lentezza.
In questo periodo di debolezza economica e di divisione politica interna, i rapporti con la Cina – l’Europa è il fornitore principale – sono essenziali da tenere al bello fisso evitando inciampi: l’interscamcambio UE-Cina è di un miliardo di euro al giorno e può crescere.

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SIRIA, LIBANO E DINTORNI: SIAMO ANDATI SUL POSTO A VEDERE. ECCO LA TESTIMONIANZA . di Antonio de Martini

Durante la scorsa settimana sono andato in Libano assieme a mio figlio Francesco. Lui è andato nella pianura della Bekaa fin quasi alla frontiera siriana, mentre io sono rimasto in città.
Abbiamo entrambi parlato con decine di persone nell’intento di farci un’idea più realistica possibile
degli avvenimenti.
La prima informazione che possiamo dare è che la Bekaa è un’oasi di pace lunga 120 km e larga 16, coltivata secondo criteri ultramoderni.
Molti dei lavoratori dei campi sono semi-nomadi e contadini siriani.
Francesco l’ha attraversata per un giorno intero mentre le agenzie parlavano di sedici razzi sparati sulla pianura.
Non ha visto ne sentito nulla che assomigliasse alla guerra, a preparativi militari o adunate politiche. Niente colonne di profughi o accampamenti di disperati. L’ambasciata di Francia proibisce ai suoi cittadini di andare nella Bekaa, ma c’erano americani e australiani accolti dai locali in piena allegria.

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LA STRATEGIA POLITICA E ECONOMICA AMERICANA IN QUESTO NUOVO SCORCIO DI SECOLO È PRECISA E IMPLACABILE. CHI PUÒ FERMARLA È… di Antonio de Martini

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Come la morte di Stalin nel 1953 diede uno stop allo sviluppo del processo di integrazione europea, così la morte dell’URSS nel 1991 ha dato un colpo mortale all’interesse degli europei verso il potenziamento della N.A.T.O.

Questo fatto non inaspettato ha innescato negli Stati Uniti una fase di pensiero strategico iniziata col concetto di New World Order lanciato dal Presidente George Bush senior nello stesso anno 1991 ( prima guerra irakena) e un ulteriore sviluppo pratico nell’attacco all’Irak nel 2003 ( seconda guerra irakena) in cui si ebbe conferma che in assenza di un Grande Nemico una coalizione militare difensiva ha maggiori difficoltà a tenere assieme i partners e che più ci si allontanava dalla data della scomparsa dell’URSS, più le coalizioni a guida USA diventavano incerte con adesioni simboliche quando non addirittura ambigue.

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L’EUROPA È ORMAI UN SOGNO BALCANICO. ARRIVA LA CROAZIA. di Antonio de Martini

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un altro affare di Maria Calzetta : la Croazia il 1luglio entrerà nella UE a pieno titolo.
La Germania, che era l’ultimo paese a dover ratificare l’accordo, ha deliberato positivamente l’ammissione non senza il fervorino di rito sulle virtù dell’Austerità.
La Repubblica di Croazia è al suo quinto anno di recessione economica, ha il 18,5% di disoccupazione generale e il 51,6 di giovani senza lavoro. Entrambi questi dati sono raddoppiati rispetto al 2009.
Dopo le critiche mosse al troppo frettoloso allargamento della UE realizzato da Romano Prodi e a seguito della crisi economico-finanziaria che ci opprime, avevamo bisogno di tutto, ma non di un altro zoppo che accorresse in aiuto.

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LA COMMISSIONE EUROPEA DOPO LA STAGIONE DEI FALLIMENTI DOVREBBE DIMETTERSI E RINNOVARSI PER SALVARE L’IDEA DI EUROPA. di Antonio de Martini

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sappiamo ormai che con l’ingresso ufficiale della Francia in crisi economica ( -0,2% nel primo trimestre dell’anno e il supero dei tre milioni di persone senza lavoro), il numero dei paesi UE appartenenti alla zona dell’Euro che sono ufficialmente in recessione sale a nove su diciassette: Irlanda, Portogallo, Spagna, Cipro, Grecia, Italia, Slovenia, Francia, Slovacchia.

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GEOPOLITICA: KENNETH WALTZ È DECEDUTO IERI. ERA A FAVORE DELLA PROLIFERAZIONE NUCLEARE E NON AVEVA TUTTI I TORTI. di Antonio de Martini.

Secondo lui la geopolitica per dare una descrizione esatta del reale non doveva tener in alcun conto le ideologie a pena di fornire un quadro incompleto della realtà.
In un paese come gli Stati Uniti che fanno spesso del conformismo di analisi politica un dogma, Waltz ha rappresentato una ventata di aria fresca.

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L’INGHILTERRA NON INTERVERRÀ IN SIRIA ECCO IL LINK.

ALCUNI INTERLOCUTORI HANNO ESPRESSO SCETTICISMO CIRCA IL DISIMPEGNO INGLESE IN SIRIA. ECCO IL LINK.

British troops to Syria unlikely despite evidence of chemical weapons use – PM
http://www.guardian.co.uk/politics/2013/apr/26/british-troops-syria-chemical-weapons

Inviato con Flipboard

GUERRA DI SIRIA : OBAMA APPOGGIA IL PRESIDENTE SUD COREANO E RISPONDE PICCHE A CHI VUOLE COINVOLGERLO IN SIRIA

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PUBBLICO INTEGRALMENTE LA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE OBAMA SULLA SIRIA CONCERNENTE L’USO DEL GAS AL FRONTE. DICE TRE COSE IMPORTANTI:
a) non prendo decisioni in base a convincimenti e percezioni.. ( sottinteso che non ci sono prove o se preferite, non ancora).
b) in base a percezioni non posso mettere in piedi una coalizione e quando ci abbiamo provato, non ha funzionato. ( riferimento a G.W. Bush jr).
c) con ben Laden e Gheddafi ho dimostrato che mantengo quel che prometto.
( la parola del Presidente non è lecito metterla in dubbio).

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SIRIA: LE OTTO OPZIONI MILITARI DI BARAK OBAMA SUL FRONTE EST. E LE DUE DI BACHAR EL ASSAD. di Antonio de Martini

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Mentre, come abbiamo visto nel post che precede, nell’Occidente ( Maghreb) arabo la situazione è sotto controllo tranne che nella Libia egemonizzata dagli angloamericani ( ai francesi hanno fatto scoppiare una bomba contro l’Ambasciata) , nel Levante ( Mashrek) arabo la situazione è resa piu complicata dalla presenza dello Stato di Israele e dall’assenza di una potenza dalle più che bimillenarie radici mediterranee – come l’Italia – capace di capire la cultura ed il pensiero levantino, rappresentando al meglio gli interessi dell’occidente.
Questa presenza e quest’assenza si sentono anche negli USA sottoposti come sono alle continue pressioni della lobby filo israeliana ( che richiede una interlocuzione continua) e quasi mai a pressioni riequilibratrici, dato che una lobby filo italiana degna del nome non esiste.
Fatte le recriminazioni di rito, passiamo all’esame della situazione militare ed al confronto delle opzioni disponibili per il Presidente americano.

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L’OLANDA RINUNZIA AL SUO PIANO DI AUSTERITÀ DOPO UN BRUSCO AUMENTO DEL NUMERO DEI DISOCCUPATI. di Antonio de Martini

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Questa volta, non si tratta di un paese mediterraneo né di un governo socialisteggiante, ma del migliore alleato della Cancelliera Merkel.
Il Regno dei Paesi bassi, in recessione per la seconda volta dall’inizio della crisi, visto che in pochi mesi la disoccupazione è passata dal 6% all’8,1% e i fallimenti del primo trimestre di quest’anno sono incrementati del48% rispetto all’anno precedente, ha gettato la spugna, rinunziando al programma di austerità che doveva ridurre il deficit per uno 0,8% del PIL.

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