LA COMMISSIONE EUROPEA DOPO LA STAGIONE DEI FALLIMENTI DOVREBBE DIMETTERSI E RINNOVARSI PER SALVARE L’IDEA DI EUROPA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
sappiamo ormai che con l’ingresso ufficiale della Francia in crisi economica ( -0,2% nel primo trimestre dell’anno e il supero dei tre milioni di persone senza lavoro), il numero dei paesi UE appartenenti alla zona dell’Euro che sono ufficialmente in recessione sale a nove su diciassette: Irlanda, Portogallo, Spagna, Cipro, Grecia, Italia, Slovenia, Francia, Slovacchia.

Se a questi aggiungiamo i dieci paesi appartenenti alla UE, ma non alla Eurozona ( Inghilterra, Danimarca, Svezia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania, Polonia), per i quali la Commissione europea sembra aver perso ogni attenzione e progettualità, abbiamo il dato impressionante che diciannove paesi su un totale di ventisette ( un’ampia maggioranza) vedono con difficoltà le ragioni dell’Unione e, ormai con interesse, ogni altra alternativa.
Il sentimento predominante è la delusione, a meno che non ci si voglia consolare con Kosovo e Croazia.

Una prova indiretta ma eloquente è rappresentata da due fatti recenti: che la Turchia ormai si rapporta con maggior frequenza a Washington che non a Bruxelles e l’Ucraina sta lasciando trascorrere la scadenza di Maggio che la UE le aveva assertivamente fissato per una serie di azioni di compliance senza nemmeno rispondere.
La Commissione ha ignorato lo sgarbo e sua sponte ha spostato la data di scadenza a novembre, nella speranza che l’inverno porti consiglio.

Insomma, per aver voluto evitare una Europa a due velocità, siamo riusciti ad averne una a tre.
L’Europa che avevamo sognato madre di civiltà, sembra essersi svuotata ed esaurita col parto dell’Euro. Quel che resta del sogno è un deficit democratico gestito da mezze figure, succubo di dinamiche finanziarie mondiali.

Ormai, dopo aver forzato lettera e spirito dei trattati istitutivi della Comunità Europea permettendo alla BCE di intervenire sul mercato del debito pubblico dei paesi aderenti e dopo aver esonerato un nugolo di paesi dalla regola di Maastricht del rapporto debito/PIL al 3%, mi sembra doveroso che – per contrastare l’aria da ” rompete le righe” – debba nascere un dibattito costituente – se preferite, ricostituente – che riveda i trattati, gli aderenti, le condizioni politiche di adesione, affrontando il problema dei problemi: se è in quale misura sia realisticamente perseguibile una collegiale rinunzia a parti di sovranità.

Se questo problema non lo affrontiamo noi ora, lo faranno gli inglesi col referendum tra poco.

I giornali, a imitazione della Commissione, sembrano ipnotizzati dall’Euro e dalle sue vicende e tradiscono i loro lettori e l’opinione pubblica non lanciando un dibattito su questi temi.
Aprano a nuovi uomini e idee e gli interlocutori validi usciranno fuori.
Se speriamo in iniziative dei vari Herman Van Rompuy, Manuel Barroso e Antonio Tajani, stiamo freschi.
Credo che l’unico rimasto a poter lanciare una iniziativa del genere sia il Presidente della Repubblica e a questo tema dovrebbe dedicare il suo discorso di addio.

La Commissione Europea già una volta si è dimessa ( commissione Santer) per una vicenda di rimborsi spese e omesso controllo dei conti interni.
Adesso dovrebbe dimettersi per omessa esistenza e dare ai vari paesi l’opportunità di inviare a Bruxelles nuove persone con esperienza politica, una chiara visione di quel che accade e col mandato di rinegoziare le ragioni dello stare assieme.

I trackback sono chiusi, ma puoi postare un commento.

Commenti

  • Stefano  Il maggio 17, 2013 alle 8:34 am

    Per dimettersi dovrebbero avere un briciolo di dignità e non mi sembra che i signori di Bruxelles, certamente simili se non peggiori dei nostri politici e alti burocrati, abbiano la dignità per lasciare posti ben retribuiti e di prestigio. Forse ci vorrebbe un 5 stelle europeo (a che punto siamo ridotti!!!)

    • antoniochedice  Il maggio 17, 2013 alle 11:56 am

      Ho cancellato un commento-fiume di Anafesto che coglie sempre l’occasione per dipingere la NATO come un’associazione a delinquere.
      Personalmente considero la NATO, così com’è, inutile per l’Europa, il che a mio modo di vedere è anche peggio.
      Per accusare una organizzazione di avvelenare deliberatamente l’atmosfera e gli abitanti, bisogna fornire ben altri elementi di prova.
      Anafesto ha gradatamente accettato l’idea di non insultare i singoli.
      Adesso deve accettare il principio di trovare prima le prove e poi formulare accuse di reato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: