Ricevo dall’amico Paolo Raimondi un articolo scritto per Italia Oggi, piccolo di formato ma pugnace di argomenti, che fornisce una serie di dati che tutti dovremmo conoscere per reagire alla situazione creatasi nel nostro ed in altri paesi. L’intervento di Raimondi e Lettieri mostra che va facendosi spazio la consapevolezza degli errori e la necessità di interventi rapidi e decisivi per far tornare la finanza alla sua essenza di aiuto all’economia reale. Raimondi e gli economisti in genere chiedono un cambio di politica economica delle banche, noi vogliamo cambiarne radicalmente la natura privata e separare le banche di investimento da quelle commerciali per salvare i nostri risparmi.
“Negli ultimi anni le banche centrali si sono sostituite al mercato, ai governi e a tutti gli altri attori economici nel definire le strategie monetarie, finanziarie e anche economiche dei Paesi cosiddetti industrializzati. I loro bilanci sono cresciuti a dismisura tanto che
Credo di avere più volte illustrato il dibattito interno agli Stati Uniti dove ormai vige un clima di guerra civile che si svolge tra le quinte tra la fazione ” guerrafondaia” ( Newt Gringrich, John McCain, Dick Cheney, Paul Wolfowitz, Hilary Clinton) da una parte e la Presidenza Obama nel suo ultimo biennio dall’altra. Continua a leggere →
Dopo 70 anni di imperium, gli Stati Uniti nelle sonnacchiose riunioni ONU hanno trovato l’equivalente del giovane Ottone di Bismark – inviato come rappresentante della Prussia – che accendendosi il sigaro in piena riunione, privilegio fino ad allora riservato al rappresentante dell’imperial regio governo, significò al rappresentante del governo austroungarico, che il suo predominio sugli stati tedeschi era finito.
Il Kazakistan è una miniera a cielo aperto: oro, petrolio , gas, terre rare, uranio. Il fondo sovrano del Kazakistan – il nono paese al mondo per estensione – gestisce oltre trenta miliardi di dollari, il paese ha appena svalutato del 20% colpito più dalla speculazione internazionale che dalla economia interna, il presidente ha creato una nuova capitale dal nulla ( ASTANA) come fece il Brasile negli anni sessanta.
I rapporti italo-kazaki – ad onta della recente crisi- sono buoni, specie con la popolazione. Ho intervistato Paolo Raimondi, collaboratore di Italia Oggi, esperto di economia, per introdurre un nuovo paese tra quelli che l’Italia dovrebbe penetrare commercialmente ed assistere sulla via dello sviluppo.
Il governo è stabile quanto possa esserlo un governo autoritario. L’oppositore principe aveva trovato in Italia rifugio per la sua famiglia, prima di essere imprigionato in Francia. Persino il vincitore del “Grande Fratello” locale è un italiano poco più che ventenne precedentemente emigrato in Inghilterra e ora fa il cantautore o giù di li.
Data la diffidenza che ormai esiste verso gli anglosassoni in tutta l’Asia, la detenzione del capo dell’opposizione in Francia e le difficoltà attuali russe, i nostri imprenditori potrebbero giocare un ruolo profittevole anche fuori dal campo petrolifero – spazi enormi per l’agroindustria e l’export in Cina in cui l’ENI fa da capocommessa contrastato da mezzo mondo. I mezzi finanziari ci sono, messi a disposizione dal Know How degli esperti del Centro Studi Kòsmos che ha elaborato uno schema privatistico di grande impatto e privo di risvolti burocratici.
Nella foto il nuovo jet J 20 dell’aeronautica cinese. Il Dipartimento della Difesa USA ed alcuni analisti privati giudicano che il caccia si sia ispirato con larghezza ai piani dell’F 35 da noi ancora in costruzione. Certo, vedendolo, come tutti i bastardi ha una gran somiglianza col padre.
I piani sarebbero stati trafugati via internet sette anni fa nella operazione che gli USA hanno battezzato Byzantine Hades.
La lookeed Martin ( quella dello scandalo Lookeed per cui fu ingiustamente accusato Giovanni Leone) sarà chiamata a rispondere di questa negligenza o si tratta di un’ulteriore giustificazione per estorcere altri fondi a titolo di “sicurezza” per estendere ancora i tempi di produzione per questo aereo che rischia di finire negli annali di durata accanto a quelli della fabbrica di S Pietro ?
Lungi dall¹essere risolta, come con compiacente frettolosità è stato scritto, la faccenda della rivalutazione della Banca d¹Italia si complica.
Per rendersene conto basta leggere la nota congiunta con cui la stessa Banca d¹Italia e la Consob, cui si aggiunge l¹Ivass, per le società assicurative,provano a rispondere al quesito loro rivolto dagli interessati: insomma, le
mettiamo o no, nel bilancio del 2013, le quote rivalutate? Continua a leggere →
Le Figaro ci dice che più di venti traders di banche internazionali – tra cui quelli di Deutsche Bank, Citigroup, Barclays, BNP Paribas e Bank of America -sono stati licenziati o sospesi dalle rispettive banche che hanno accantonato per “spese correlate” al loro allontanamento ben 25 miliardi di euro. L’imputazione è gravissima tra le gravissime e denunzia un ennesimo scandalo finanziario a livello globale e l’assoluta assenza di controlli : i rei sono accusati di aver truccato il corso dei cambi di valuta per anni , ogni santo giorno, al fine di ottenere dei bonus particolarmente appetibili. E La Bank of England era al corrente. Continua a leggere →
Alla Riunione dell’assemblea nazionale di 3000 persone apertasi a Pekino, il presidente JinPing ha risposto da vero mandarino, in forma indiretta, al premier giapponese Shinzo Abe ( 52 anni) che al recente meeting di Davos aveva paragonato la situazione cino-giapponese attuale, alla competizione tra Germania e Inghilterra prima della prima guerra mondiale: lo stanziamento per la Difesa di quest’anno sarà di cento miliardi di dollari. Continua a leggere →
Il proprietario di e-bay ( Pierre Omidyar) ha finanziato con settecentomila dollari una ONG ucraina per favorire il regime change.
Nei link qui sotto c’è l’accusa del blog Pando e la difesa di the intercept di proprietà del magnate . Vanno lette con attenzione e poi, casomai apriamo il dibattito. Continua a leggere →
Prima di riferire quel che mi è stato detto da un testimone oculare, offro un breve escursus dell’interscambio commerciale, per dimostrare ove necessitasse, che l’idea delle Sanzioni è fuori della realtà, stato d’animo che la Merkel ha attribuito a Putin. Gli Stati Uniti hanno con la Russia un interscambio commerciale pari all’1% del loro PIL e la Russia del 4%. Risibile. Continua a leggere →