Archivi Categorie: banks and finance

FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE E MODELLI STATISTICI RIGIDI APPLICATI DA NOSTALGICI DELLE IDEOLOGIE. IL VELENO CHE CI STA UCCIDENDO. di Antonio de Martini

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Interessante l’evoluzione delle tecniche di calcolo che vanno sotto il nome di “Credit scoring” col quale ogni impiegato, in banca da sei mesi, è in grado di dirvi se abbiamo o meno diritto a un mutuo per comprare casa.
Mentre ormai accettiamo rassegnati che l’assicurazione decida il prezzo da farci pagare per permettere alla nostra automobile di circolare ” coperti dal pericolo di incidenti” ( in realtà nella RCA auto sono assicurati tutti gli ipotetici passeggeri, ma NON il conducente che in macchina c’è per definizione) perché questa formula matematica ha creato un circolo virtuoso che “difende” e “accresce” la ricchezza, il meccanismo per cui si può ottenere, ad esempio, un prestito al consumo , è malnoto ed abbiamo finito per accettare il responso della macchinetta elettronica, senza addentrarci nelle tecnicalità.

Errore da matita rossa.

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IL FONDO MONETARIO AMMETTE DI AVER SBAGLIATO SOTTOVALUTANDO GLI EFFETTI DELLE RESTRIZIONI SUI NOSTRI CONTI. MONTI E VISCO FANNO FINTA DI NULLA. PERCHÈ NON CHIEDERE I DANNI A CHI NON HA CONTROLLATO? A COMINCIARE DA TRICHET, MONTI E VISCO. di Antonio de Martini

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Olivier Blanchard, il capo economista del Fondo monetario Internazionale ed il suo collega Daniel Leigh, il 3 gennaio , in un articolo pubblicato sul sito ufficiale della banca, hanno ammesso che i piani di austerità imposti all’Europa ( Grecia, Spagna, Italia ecc) sono stati mal calcolati e, ovvio, calcolati per eccesso.

La riduzione dei deficit pubblici ha provocato una riduzione della crescita molto superiore a quanto previsto dai modelli matematici del FMI.
A pagare le conseguenze di questo errore siamo stati noi , i greci, gli spagnoli, i portoghesi , gli irlandesi, i ciprioti.
A pagare per aver commesso l’errore , o omesso di controllarlo, non verrà chiamato nessuno.

Procediamo con ordine: finora l’algoritmo del FMI prevedeva che per ogni riduzione dell’1% del deficit pubblico , si verificava una contrazione della crescita dell’ordine dello 0,5% . Continua a leggere

L’AMERICA SI INTERROGA SUL RIMPATRIO DELL’ORO TEDESCO. NOI CI INTERROGHIAMO SUL FATTO CHE IL GOVERNO USA QUESTO MESE NON HA PAGATO IL FONDO PENSIONE DEGLI STATALI. di Antonio de Martini

Ieri sera, con una buona giornata di ritardo rispetto al ” Corriere della Collera” la catena televisiva CNBC  dava notizia dell’ordine di rimpaterio dell’oro tedesco e, nel titolo,  si chiedeva se fosse il caso di preoccuparsi. Hanno due notizie in più: da Londra sono già stati ritirati 2/3 dei lingotti in ottobre e anche Hong Kong lo ha fatto anni fa..

Per parte nostra, siamo preoccupati della notizia apparsa su “Le Figaro” di stamattina secondo cui il governo americano non ha versato il dovuto alla cassa pensioni dei dipendenti federali, spiegando il fatto con l’obbligo di non dover superare il tetto di sppesa consentito dal Congresso che è di 16.394 miliardi di dollari. ( sedicimilatrecentonovantaquattro miliardi di dollari USA). L’altro anno successo col rinnovo dei Bond cinesi. Continua a leggere

BUNDESBANK: ADESSO E’ UFFICIALE. LA GERMANIA RITIRA IL SUO ORO DALLA BANQUE DE FRANCE, DALLA FED DI NEW YORK E DA LONDRA. DOPO LE BANCHE COMMERCIALI, ORA ANCHE QUELLE CENTRALI NON SI FIDANO PIU’ NEMMENO TRA LORO. di Antonio de Martini.

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COME AVEVAMO SCRITTO POCHI MESI FA ( RISPARMIATEMI LA RICERCA) LA GERMANIA HA DECISO DI RIMPATRIARE IL SUO ORO E MERCOLEDI SARA’ DATO ANNUNZIO UFFICIALE. LO SCOOP E’ DEL  QUOTIDIANO HANDELBLATT, L’EQUIVALENTE TEDESCO DEL NOSTRO “SOLE24ORE”.

ecco il link per chi sa la lingua : http://www.handelsblatt.com/politik/deutschland/reserven-bundesbank-will-deutsches-gold-zurueckholen/7629600.html

Secondo l’Handeslblatt, Continua a leggere

IL PRINCIPATO DI MONACO IN CIFRE. ROMA ARROSSISCE. L’ITALIA INVECE PURE. di Mauro Marabini

PER GENTILE CONCESSIONE DELL’EDITORE DELLA RIVISTA IN LINGUA ITALIANA DI MONACO, L’EDITORIALE, PUBBLICO UN “PEZZO” SUL PRINCIPATO DI MONACO, UN PAESE CHE HA IL REDDITO MEDIO DI 55.000 EURO A PERSONA E SU 36.000
ABITANTI HA 15.000 PARCHEGGI E NIENTE DEBITO PUBBLICO. E NIENTE TASSE. E UN FONDO DI RISERVA DI 4 MILIARDI.

A Monaco opera da un tempo relativament breve l’IMSEE – Institut Monégasque de la
Statistique et des Etudes Economiques- venuto alla luce grazie ad una ordinanza del
Principe del 24 gennaio 2011 . L’ufficio ha dato una struttura efficente e sistematica
alle cifre relative al Principato e da allora tutte le informazioni sono disponibili
facilmente e chiaramente, sia su internet ma anche in un elegante volume,uscito a fine
2012. Naturalmente l’interesse su questi dati riguardano soprattutto il settore della
economia e veniamo così ad apprendere che:

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ISLANDA. IL PAESE DI CUI NESSUNO PARLA PERCHÈ HA LASCIATO FALLIRE LE BANCHE, PROTETTO I RISPARMIATORI ED È USCITO DALLA CRISI PRIMA DI TUTTI DOPO AVER PROCESSATO I GOVERNANTI PER ” GRAVE NEGLIGENZA”.

In Islanda adesso la disoccupazione è scesa al 5,9% dal 9% cui era arrivata, la crescita del 2011 ha superato il 3,1% ( più dei vicini scandinavi : il 2,5 della Norvegia, L’ 1,1% della Svezia e cifre minori per la Finlandia) ha sostituito alle attività finanziarie , il turismo ( 700.000 visitatori nell’anno grazie alla notorieta offerta dalla eruzione del vulcano dal nome impronunziabile Eyjafjallajökull, che paralizzo il traffico aereo) e adesso medita di adottare come moneta il dollaro canadese.
Il metodo adottato dal popolo islandese per uscire dalla crisi

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NEL 2012 MONTI HA SALVATO L’EUROPA, NON L’ITALIA. E NON CONTATE NEMMENO SUGLI ALTRI . di Antonio de Martini

Nelle cose, le nonne dicono che bisogna sempre cercare il lato positivo.
Negli USA, Le statistiche rivelano che , grazie alla crisi, diminuisce il numero dei bambini obesi.
In Italia, sembra diminuito il numero dei gradassi metropolitani semprecché non si siano trasferiti a Cortina per il solito intermezzo festivo.
Nella situazione europea, di positivo c’è che la Cancelliera Merkel ha finito per scoprire le sue carte di fronte ai parlamentari.
In un recente discorso al Parlamento Europeo, ci ha dato i numeri alla base del suo ragionamento geostrategico: “l’Europa rappresenta il 7% della popolazione mondiale, il 25% del PIL del mondo ed il 50% della spesa sociale complessiva.” Continua a leggere

DOCUMENTO ESCLUSIVO: LE PREVISIONI IN TUTTI I CAMPI DEL GOVERNO AMERICANO A TUTTO IL 2030 !

Il confuso finale di quest’anno bisestile ci spinge a tentare di  immaginare cosa accadrà nel prossimo FUTURO.

offro alla meditazione  spero intelligente di ciascuno dei lettori un documento eccezionale: ALTERNATIVE WORLD edito dal National Intelligence Council ( la famosa intelligence community  di cui fa parte la più famosa C.I.A.).

Si tratta di una previsione lungamente elaborata a tutto l’anno 2030.

Devo dire che l’analoga valutazione al 2020 – pubblicata  cinque o sei anni fa in Francia dal politologo Adler – si è rivelata finora valida quanto l’oroscopo del mago Otelma. Continua a leggere

VI SEMBRA NORMALE CHE LE BANCHE PRIVATE PRENDANO IL DENARO AL TASSO DELLO ZEROVIRGOLAQUALCOSA PER CENTO E GLI STATI IN CRISI SIANO COSTRETTI A PAGARE TASSI 600 VOLTE PIÙ ELEVATI?

Vi sembra normale che gli Stati paghino 600 volte più caro che le banche private ?
Recentemente, abbiamo saputo, e scritto, che la Riserva federale americana ha prestato alle banche in difficoltà la gigantesca somma di 1.200 miliardi al tasso incredibilmente basso dello 0.01%.

Nello stesso momento, in numerosi paesi tra cui l’Italia, i popoli subiscono in pieno gli effetti dei piani di austerità, dato che i mercati finanziari prestano i soldi a certi Stati – lo hanno fatto con noi italiani – a dei tassi del 6% . Continua a leggere

AFRICA OCCIDENTALE : MENTRE TUTTI GUARDANO AL MALI E AI TOUAREG, IL GOLFO DI GUINEA DIVENTA IL PARADISO DEI PIRATI. di Antonio de Martini

La scoperta di numerosi giacimenti di petrolio e gas “off shore” nel golfo di Guinea ha provocato un aumento di interesse da parte delle potenze ex colonizzatrici e la solita ” privatizzazione” della rendita petrolifera coi proventi limitati ai governi centrali, le compagnie petrolifere e le caste locali, ha provocato dapprima malcontento, in seguito piccola criminalità che si limitava agli ” spillages ” (succhiare petrolio dai ” pipeline” ad uso commerciale improprio) .

Col progressivo crescere del giro di affari illegale

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