Oggi il nuovo presidente eletto Nicos Anastasiades ha presentato il suo governo e domani si insedia.
La UE ha atteso questo cambio della guardia per poter ottenere dal nuovo governo una serie di privatizzazioni, più di principio che altro, data la modesta dimensione del paese, importante piu che altro strategicamente come base aerea con un sistema di aeroporti creato dagli inglesi negli anni della guerra fredda.
A questa posizione geopolitica si è aggiunta la posizione geografica privilegiata per i giacimenti di gas trovati i recente( Tamar e Leviathan).
Il nuovo Presidente ha voluto però iniziare con un momento di sfida indiretta: incurante delle raccomandazioni sul politically correct, ha presentato un ministero imposto da dodici persone. Tutti uomini.
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La grave crisi che ha colpito il nostro paese ha prima di tutto delle cause morali e, senza un’opera di pulizia profonda, non se ne può uscire. Cercherò di spiegare perché.
Quando abbiamo aderito alla moneta unica (1998) ci eravamo impegnati a riportare i nostri conti in ordine diminuendo il nostro deficit di bilancio (la quota del bilancio dello stato che viene finanziata mediante prestiti obbligazionari) al di sotto del 60% del prodotto interno lordo (la ricchezza nazionale prodotta).
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E’ un fatto che pochissimi nei sondaggi precedenti il voto abbiano previsto lo scarsissimo successo della lista per Monti (un professore di economia a Milano) come pure il notevole successo di Berlusconi, dato per spacciato e ormai inesistente fino a pochissime settimane fa.
Un articolo di Luigi Zingales, un altro prof. di economia ma a Chicago (che oltre tutto ha abbandonato a pochi giorni dal voto la lista Giannino) articolo che si può reperire in rete (www.aeaweb.org/aea/2013conference/program/retrieve.php?pdfid…) e che è stato ripreso da M.V. Lo Prete mostra come ci sia un netto divario, almeno negli USA ma evidentemente anche da noi, tra ciò che pensa un gruppo di economisti e quella che invece è l’opinione della gente “normale”. Continua a leggere →
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Al vertice UE del 13 dicembre scorso e a quello successivo del 21 gennaio, non è stato trovato alcun accordo circa la risposta da dare a Cipro che da nove mesi aspetta di sapere se la sua richiesta di un prestito per uscire dalla crisi verrà accolta dagli egoisti di Bruxelles.
Il prodotto nazionale lordo di Cipro pesa per lo 0,2% ( zerovirgoladuepercento) di quello europeo e quindi non se ne fa una questione di denaro, ma di principio o se preferite, di razzismo anti mediterraneo, mascherato da anticomunismo.
Il presidente della Repubblica, Demetris Christophias, è il capo del partito comunista dell’isola e verrà sostituito domani per scadenza del mandato. Continua a leggere →
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Di antoniochedice
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EtichettatoAngela Merkel, Banca Centrale europea, crisi finanziaria di Cipro, Demetris Christophias, diritti petroliferi, elezioni presidenziali a Cipro, Eurogroup, FMI, Giacimento Leviathan, giacimento Tamar, IMF, investimenti russi nel mediterraneo, Jeorg Asmussen, mario draghi
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RE Y K J AV Í K , 15. Febbraio.
Migliora la situazione economica dell’Islanda, uno dei Paesi più colpiti dalla crisi.
Ieri l’agenzia Fitch ha aumentato il rating a BBB da BBB meno, e questo a fronte dei
«progressi impressionanti che l’Islanda continua a fare nella sua ripresa dalla crisi finanziaria
del 2008 e 2009».
La mossa fondamentale nella lotta alla crisi — dicono gli analisti — è stata la nazionalizzazione dei tre maggiori istituti di credito, Kaupthing, Glitnir e Landsbanki, e la sostituzione della maggior parte dei manager della finanza. Continua a leggere →
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Di antoniochedice
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La disoccupazione greca è arrivata al 27% – dal Novembre 11 al Novembre 12, sono andati persi altri 323.808 posti di lavoro- la disoccupazione nell’ultimo trimestre è cresciuta del 6% portando quella dei giovani under 25 senza lavoro , per la precisione, al 61,7%.
Sono i dati dell’ente statistico nazionale ELSTAT . Il ministro delle Finanze Yiannis Stournaras assicura di vedere la luce in fondo al tunnel, ma non gli crede più nemmeno la moglie. Continua a leggere →
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Barak Obama ha mosso il Dipartimento di giustizia che ha chiesto alla Standard & Poor cinque miliardi di dollari a titolo di indennizzo per non aver messo in guardia le autorità dalla crisi dei mutui che a sua volta ha provocato quella dei subprime.
L’approccio è interessante ed inedito e lo segnaliamo alla procura di Trani.
Infatti, l’accusa non punta questa volta ai danni provocati dalle previsioni errate.
Sembra fissare il principio che se quei signori vogliono fare previsioni ed essere pagati come profeti, devono anche accettare la responsabilità per le previsioni NON fatte. Continua a leggere →
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Di antoniochedice
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EtichettatoBarak HUssein Obama, cane Laika, condono fiscale, fallimento Cirio, fallimento Parmalat, John Fritzgerald Kennedy, Monte dei Paschi di Siena, politica delle Telecomunicazioni, Silvio Berlusconi, Standard&Poor's, Yuri Gagarin
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Dopo che l’anno scorso l’European Banking Authority statuì che il sistema bancario italiano abbisognava di ricapitalizzazioni per 15 miliardi di euro, quest’anno è in arrivo lo “stress test” che verificherà lo stadio di ricapitalizzazione delle banche italiane e la loro attitudine a essere in linea con i dettami di “Basilea tre”.
Alcuni esperti visiteranno le banche ed ipotizzeranno cosa succederebbe in caso di chiusura, stilando pagelle.
Il loro ideale sarebbe che una banca in chiusura possa liquidare tutte le sue pendenze in quarantotto ore. Questa idealità presupppone che ogni banca riesca a prestare solo una minima frazione di fondi e ne mantenga una forte aliquota liquida per far fronte alle necessità di chiusura. Se ne deduce che per ogni euro che presta, dovrebbe averne altri due in cassa.
Conseguenze:
a) gran parte della liquidità non verrebbe messa in circolo con grave nocumento del sistema economico generale. In Italia poi, dato il rallentamento provocato dalle inutili indagini di tracciabilità del denaro a fini antimafia, si avrebbe in pratica la stasi. Per questi signori, Adamo Smith è vissuto invano.
b) questi escogitatori di piani di verifica sono gli stessi che fecero le ispezioni l’anno scorso e diedero per buono il Monte dei Paschi e provocheranno altre occasioni di speculazioni contro l’Euro e contro l’Italia.
c) Questo strumento verrà inevitabilmente utilizzato dai partiti sconfitti alle elezioni, aumentando così il clima di sfiducia proprio nel momento in cui si dovrebbe iniziare una ripresa di governo chiunque abbia vinto.
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Il Club di Parigi, costituito dai principali paesi creditori di debiti contratti da paesi , in genere appartenenti alla parte del mondo definita “in via di sviluppo”, ha annunziato di aver ristrutturato il debito della Birmania.
L’ accordo con i creditori internazionali per ridurre il debito estero ammonta a circa 6 miliardi di dollari. Un ulteriore mezzo miliardo abbondante è stato abbuonato dalla Norvegia. Il Giappone che non fa parte del “Club di Parigi” ha assecondato la manovra impegnandosi ad azzerare tre miliardi di dollari di debiti contratti dal regime Birmano.
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Di antoniochedice
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EtichettatoAung San Su Kyi, Aung Sun Kyi, Banca Asiatica di sviluppo, Banca Mondiale, club di Parigi, istmo di kra, politica monetaria del Myanmar, stretegia del filo di perle, stretto di Singapore, Win Tin
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La storia delle avventure del Monte dei Paschi è degna di un Pirandello dei momenti migliori.
Molti si chiedono cosa siano mai queste “FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA” che ad ogni scandalo appaiono e scompaiono come fuochi fatui sul cimitero dell’economia italiana.
Giuliano Amato, dovendo privatizzare le banche ( durante la crisi del 1992/3), ebbe l’idea di creare una serie di fondazioni bancarie, conferendo loro la proprietà delle azioni delle banche. Poiché bisognava dare organi volitivi a questi organismi, furono immessi ex politici ( Come Giuseppe Guzzetti , fedelissimo di Marcora, ex presidente della regione Lombardia e ora – da anni – presidente dell’ACRI associazione fiondazioni bancarie e casse di risparmio) o trombati di un qualche rilievo Continua a leggere →
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