Egitto: verso la normalizzazione.

 A meno di un’altra follia americana, la crisi egiziana  è all’ultimo atto. Se finirà in tragedia o se avremo il lieto fine, dipenderà dalla reazione degli “attivisti democratici” alle decisioni prese dalla classe militare che ha fatto la scelta della transizione all’insegna di legalità e ordine“. Per ora i cortei, si  stanno sfilacciando  verso la sede della TV , il palazzo presidenziale  e il Parlamento.

Se insisteranno a urlare  la loro delusione contro Soleiman, Continua a leggere

IL CORRIERE DELLA SERA NE HA FATTA UN’ALTRA DELLE SUE di Gic.

Caro De Martini, a volte mi capita di notare qualche imperfezione nei tuoi articoli e senza pietà te la segnalo. Oggi, leggendo on line il commento che sul Corriere Isabella Bossi Fedrigotti ha fatto per l’anniversario (il secondo) della morte (indotta se non provocata) di Eluana Englaro mi é capitato di leggere Continua a leggere

Alcuni amici in comunicazioni telefoniche o mail private

IL FANTASMA DI CARTER TORNA IN MEDIO ORIENTE COL SUO CARICO DI INGENUITA’ E PROVINCIALISMO CHE SAREMO POI NOI A PAGARE

Anticipandomi rispetto all’ intenzione di trattare le ripercussioni della situazione Egiziana ( e araba in generale)  rispetto a Israele – sarebbe irrealistico non farlo – Nachik Navot invia al “CORRIERE DELLA COLLERA ” un articolo che pubblichiamo molto  volentieri.  Con una breve premessa.

Il sig Navot è in pensione dopo essere stato vice direttore del Mossad, quindi ha una visione  vasta del problema . L’ho conosciuto a Roma nel quadro della  conferenza sul terrorismo organizzata dalla Regione Lazio – Storace consule –  cui si è riferito Armando Sportelli nel suo intervento della scorsa settimana  e siamo rimasti in corrispondenza. Continua a leggere

I Fratelli mussulmani. Un pò di storia. Tutti i governanti egiziani li hanno usati per poi metterli fuori legge.

Molti sanno ormai che l’organizzazione dei Fratelli Mussulmani è nata nel 1928 su iniziativa di Hassan El Banna, un giovane di Alessandria d’Egitto allevato nella Dar el Alam ( casa della scienza) del Cairo, dove si istruivano gli insegnati “modernisti”.

Il parallelo più calzante potrebbe essere compararli  al clero dei paesi cattolici o alla massoneria dei paesi anglosassoni: ufficialmente niente politica  e sostegno alle istituzioni. Nei fatti, una ambiguità opportunista.  Continua a leggere

UNA SEQUELA DI BRUTTE FIGURE COME QUESTA GLI USA NON LA COLLEZIONAVANO DA TANTO. MA ADESSO IL PROBLEMA DELLE “RIVOLTE DELLA FAME” NON E’ PIU’ RINVIABILE, E INVESTE DIRETTAMENTE GLI USA.

Gli  usa stanno cercando di salvare la faccia lasciando credere alla pubblica opinione mondiale che è stata la Merkel a convincerli che  in Egitto ,”in fondo non si può risolvere ogni cosa con le elezioni” e quindi queste possono essere rimandate.

In realtà, sono stati convinti da due fatti:

  • l’attentato  terroristico ( ma non avevano detto che era una rivoluzione senza violenza?) ad un gasodotto che porta in Giordania, ma che rifornisce anche Israele. L’allarme è stato immediato.
  • L’intervento di Shimon Peres – il presidente israeliano, unica testa fredda della zona – che ha ricodato che Mubarak ” ha consentito di risparmiare molte vite.” e questa è suonata come una  benedizione  tesa a  ottenere i tempi supplementari per il vecchio presidente. Continua a leggere

Sportelli: ecco come era l’accordo con l’OLP

 L’ing.  Armando  Sportelli  ( all’epoca colonnello) è il mitico artefice dell’accordo con l’OLP

Shimon Peres ( a sin) attuale presidente dellaRepubblica in Israele e Yasser Arafat capo dell'OLP con cui l'Italia stipulò un'intesa.

che ha assicurato oltre  un ventennio di pace  – per quanto riguarda l’OLP – sul territorio italiano.

 In quel periodo Sportelli guidava l’ufficio “R” del nostro servizio segreto, incaricato dei rapporti con l’estero.

 Per la prima volta Sportelli esce dall’ultraventennale riserbo  per fare una precisazione attinente al mio articolo sugli arabi apparso ieri sul blog dal titolo “L’Europa e gli arabi tra rinascita e il  rinnegare”. Continua a leggere

DETTAGLI STATISTICI sull’Italia di oggi. Nulla che disturbi i manovratori.

L’Istat  ha fatto la foto degli italiani: c’è qualche dato che fa meditare: 18% degli italiani è laureato contro il doppio di laureati nei paesi UE., il 5% fa sport con regolarità, facciamo l’amore 110 volte l’anno ( considerando la legge statistica di Trilussa o fanno sesso neonati e moribondi, oppure Continua a leggere

Gli arabi e l’Europa. Tra la rinascita e il rinnegare. di Antonio de Martini

Visto l’intensificarsi dell’interesse verso il mondo arabo in questi giorni, anticipo – sperando far cosa utile-  un paragrafo del libretto che sto scrivendo su ” GLI ARABI E L’ISLAM” nella speranza di far meglio capire la situazione in cui si trovano le elites attuali

 Descrivo i vari tipi di arabi a partire dal beduino. Questo è il paragrafo dedicato  agli arabi cosiddetti modernisti. I tentativi di assimilazione europei sono falliti. Ora falliscono anche quelli americani. Buona lettura. Continua a leggere

Le Reaganomics non sono di Reagan, ma di Regan

Molti commentatori ricordano che trenta anni fa “un attore di film di seconda categoria” – come lo definì il suo ormai dimenticato antagonista sovietico –  divenne Presidente degli Stati Uniti d’America e tagliando le tasse diede il via ad un  periodo di benessere  che gli americani oggi rimpiangono.

Il suo ministro del tesoro   (  fu anche capo dello staff della Casa Bianca) e quasi omonimo

Donal T Regan. Nessuno lo ricorda, ma oggi si dibattono le sue idee.

, Donald T Regan, è in realtà l’autore della brillante operazione e che vorrei citare per tre ragioni: Continua a leggere