Pakistan: colto in flagrante un terrorista. Sorpresa: E’ della CIA.

Il senatore USA  Kerry,  che ha avuto un momento di notorietà come possibile candidato presidenziale, qualche giorno fa promise di promuovere una inchiesta del Senato sull’omicidio di due cittadini  pakistani da parte di un impiegato del consolato di Islamabad.

 Andando a vedere la cosa più da vicino, troviamo un altro episodio di tradimento della fiducia degli alleati cui sembra che gli USA vogliano abituarci

le facce da assassino sono tuitte uguali. Questo è Raymond Davis. Peccato che la stampa italiana non lo racconti.

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Perché anche Gheddafi è nella tormenta

 Lo scorso 2 febbraio in questo blog  pubblicavo un articolo spiegando come mai le rivolte  di gennaio non riguardavano Gheddafi, indicando nella relativa maggior ricchezza della Libia una delle ragioni a cui si aggiungevano l’aver creato una casta di privilegiati dalla nazionalizzazione dei beni italiani confiscati, senza contare l’efficienza della “occhiuta polizia”. Continua a leggere

Washington: la CIA corre ai ripari e la spara grossa:Non sapevano niente e sono stati presi di sorpresa dai discolacci di Facebook. Hanno paura di una vendetta araba che racconti di extraordinary renditions

Il giornalista David Ignatius, in un articolo del 10 febbraio  che cita  fonti della CIA, al punto da sembrarne il portavoce, illustra quanto sia dura la vita per i responsabili della stazione CIA in località come Tunisi o il Cairo o Amman: Continua a leggere

La strategia USA nel mediterraneo. Il cardine è il petrolio, ma adesso c’è una coincidenza di interessi e motivazioni.

 Gli USA hanno per anni tenuto un  duplice atteggiamento politico militare  che si può condensare con lo slogan ” Duri in Asia e molli in Europa” ( ricordiamo la Guerra di Corea e del Vietnam, lo schiacciamento della guerriglia in Birmania ( a cura degli inglesi), Continua a leggere

Accordo commerciale India Giappone mercato comune entro dieci anni

Indiani e giapponesi hanno trovato un accordo  doganale tra i rispettivi governi con un ambizioso obbiettivo: eliminare entro un  decennio le tafiffe doganali sul 94% dei rispettivi  prodotti. Nasce un nuovo mercato comune grande il doppio della U.E. Continua a leggere

Dire ” l’avevamo detto” è antipatico, ma … arrivano navi cariche, cariche di

Il 18 gennaio ho scritto un articolo ( vedere) su questo blog sul tema  “Tunisia : che fare per smorzare l’ondata migratoria in arrivo.” L’allarme e l’urgenza proclamate dal governo ,  solo oggi  12 febbraio,  che cominciano ad arrivare i barconi a getto continuo,  è solo una dimostrazione di insipienza, incompetenza e disinteresse, da parte del ministro dell’interno Maroni  ( puerile la trovata delle Continua a leggere

Draghi candidato alla Banca Centrale Europea . Ma chi andrà a Bankitalia?

Il governatore della Banca d’Italia Draghi, dopo un periodo di spareggio con Weber  – il candidato tedesco, abbandonato d’improvviso dalla Merkel  –  si è visto divenire IL candidato   ed ha assistito all’indispettito  e fulmineo  ritiro del competitore Germanico  anche dalla  prestigiosa poltrona di  Bundesbank. Il nostro narcisismo provinciale è gratificato.

Mario Monti con Romano Prodi . Un altro uomo di Goldman Sachs in Bankitalia?

Il ministro Tremonti sale sul treno del vincitore e ne annunzia la candidatura.  Ma c’è un prezzo?

Va subito detto che di Draghi ho personalmente  un’ottima opinione specie perché – anni fa , quando non sapevo chi fosse – capitai a cena accanto a lui in casa di amici. Parlammo della crisi libanese che in quel momento aveva uno dei suoi picchi.

Si mostrò interessato,  subì  educatamente la mia audacia previsonale e finì li.

Tre mesi dopo, quando la mia previsione si avverò in pieno, mi telefonò in ufficio per complimentarsi. In  Italia le persone che riconoscono i meriti altrui  ( specie i miei…)  non abbondano. Lo invitai a colazione.  Mi spiegò, declinando, che chiamava da Washington  perché lavorava al Fondo Monetario Internazionale.

Così scoprii la sua esistenza e mi rassegnai a non avere un estimatore da mostrare.

Oltre a un’educazione dai gesuiti ed una evidente capacità di ascolto, Draghi ha un impeccabile curriculum con le esperienze di lavoro “giuste”: Dalla direzione del ministero del tesoro,  al FMI , alla Goldman Sachs ,  alla Banca d’Italia e, di recente,  al comitato per la stabilità monetaria durante la recente e non conclusa crisi . 

Vero è che da azionista – tesoro della  telefonia pubblica,  proibì alla Telecom Italia mobile di acquistare la Vodafone ( che allora era scalabile) e non ho mai capito bene cosa successe con la chiusura dell’UIC ( ufficio italiano cambi), ma attribuisco volentieri questi  fatti a Ciampi, non fosse altro che per conservarmi un estimatore. 

I tedeschi che rinunziano al controllo della BCE ,  prima a favore del francese Trichet ed ora a favore dell’italiano Draghi, non ce li vedo proprio, se non nel quadro di una strategia loro o per conto degli USA.

L’elezione di un italiano potrebbe essere un modo per rendere  molto più difficili  eventuali velleità euroscettiche  di fuoruscita dall’euro  in previsione di un inevitabile sviluppo dell’inflazione mondiale   come rimedio alla crisi monetaria che si sovrappone a quella economica.

Una defezione mediterranea potrebbe avere nell’Italia un perno decisivo e va evitato che possa  concretizzarsi.

La seconda ipotesi – anche questa non entusiasmante per noi  – è che i tedeschi  fanno ponti d’oro a Draghi per liberare la poltrona di governatore di Bankitalia  per un uomo  gradito, come ad esempio Mario Monti, che ne ha i titoli o o il solito Amato che ne ha l’ambizione.

Questo potrebbe  spiegare la fretta con cui ci si vuole liberare di Berlusconi . Va cambiato prima  che la la nomina del governatore nuovo   sia  all’ordine del giorno.

Si vuole evitare che il cav. , con la consueta creatività,   sparigli il gioco presentando  candidature, quale  ad esempio quella , dignitosissima, di Marzano  che presiede il CNEL,  ma che era stato  officiato nella terna precedente quando si impose la scelta bipartisan di nominare Draghi.

 Anche se priva di alcuni poteri tradizionali, ormai ceduti alla BCE, si tratta di una carica di estremo prestigio e che dura 12 anni .

Di questi tempi potrebbe far gola anche a Tremonti che vuole evitare di restare al ministero se si dovesse  affrontare una fase di spesa che metta in tensione  il bilancio dello stato che lui ha garantito all’Europa.

Se resta il cav.  di scelte bipartisan , questa volta, non tira  proprio aria.

Egitto: cosa succederà. Di certo non la democrazia “occidentale”.

Come dicevamo ieri, l’Egitto resta un paese  gestito da una dittatura militare, mitigata dalla necessità di  ottenere aiuti  economici da altri paesi. Mentre prima poteva ottenere aiuti solo dai paesi occidentali, adesso il comitato militare  ha un impegno ufficiale ad ottenerli anche dalla Lega Araba.

Che questo sia un progresso verso una democrazia più piena, è tutto da dimostrare. Quel che è certo , è che l’Egitto ha compiuto un passo avanti verso una maggiore indipendenza  nazionale e questo scatenerà la competizione tra le potenze interessate agli equilibri nel mediterraneo. Continua a leggere

Teologi “democratici” si ribellano nella lingua del papa tedesco.

oltre 140 teologi germanofoni , insegnanti in università cattoliche  di Austria,Germania e Svizzera hanno chiamato la loro petizione  “CHIESA  2011: un indispensabile rinnovamento” presentando  una serie di proposte miranti alla rinascita della chiesa. Continua a leggere

I primi scandali dell’ Italia unita. dal libro di DOMENICO BARTOLI ” Italia Burocratica” ed Garzanti 1965

Gli scandali non ce li siamo mai risparmiati.  Domenico Bartoli – grande e onesto  giornalista di area moderata e laica –  ne cita  otto nel suo libro avvenuti tra l’unità italiana ( 1861) e la prima guerra mondiale.  Tutti finiti davanti al magistrato e qualcuno con condanna di fior di deputati.

 Ho pensato di citarli per la grande ignoranza in materia  e perchè ritengo che il ricorrente coinvolgimento di politici, imprenditori e giornalisti sia il male che anche oggi ci affligge. AdM

 Ecco a Voi i Magnifici otto scandali degli albori d’Italia. Continua a leggere