Una “delicata manina” ha cambiato le impostazioni della mia pagina Facebook eliminando sia il post che leggerete più sotto sia la possibilità di condivisione. Per fortuna avevo fatto copia perché volevo postarlo sul corrieredellacollera.com .
L’ho recuperato, messo nuovamente on line, mentre un amichevole messaggio mi avvertiva di cambiare la impostazione come se lo avessi fatto io..
ECCO IL POST Continua a leggere →
Avevo già ribloggato questo post. Adesso ha fatto il copia e incolla. Le rivolte scoppiano al salire dei prezzi cerealicoli oltre lo stesso limite. Leggere il testo. Grazie.
FINE DI UN EQUIVOCO: LA STATISTICA ECONOMICA DIMOSTRA CHE LA PRIMAVERA ARABA E NORD AFRICANA NON E’ FAME DI DEMOCRAZIA. E’ FAME E BASTA.
Chi segue le analisi di questo blog basate sull’esperienza diretta e su informazioni rigorosamente vagliate, non si meraviglierà della notizia e non si meraviglierà che nessun media l’abbia riportata.
Già nell’autunno del 2010 , quando statava per arrivare la prima ondata di ” tunisini democratici” assetati di diritti umani, avvertii che non di sete di democrazia si trattava, ma di fame tout court. A molti sarà sembrata una delle battute ciniche, per le quali finitò all’inferno risparmiando sulla bolletta.
Una panoramica più dettagliata su questi temi , l’ho scritta nei tre post del 18, 20 e 23 gennaio 2011.
Stesso scenario quando poche settimane fa scrissi ” La Siria resiste ai ribelli, ma resisterà alla fame?”.
Ho anche segnalato – a giugno mi pare o ai primi di luglio – che il prezzo dei contartti cerealicoli in Egitto, Libia e Siria stavano aumentando in poco tempo del 40%.
Ai trafficanti di commodities della borsa merci di Chicago conveniva pagare la penale del 10% e rifare i contratti coi nuovi prezzi , guadagnando il 30% netto.
Adesso, uno studio condotto da tre ricercatori del NECSI ( New England Complex System Institute) dimostra ( leggere appresso) che tutte le rivolte sono esplose – in ogni paese – al raggiungimento dello stesso livello di prezzi delle materie prime alimentari ( Grano e cerealicoli ).
E non è successo solo nel 20011, ma anche durante le rivolte della fame del 2008, iniziate in Senegal e nel Sahel.
I cattedratici mi hanno sempre detto che “un caso è una coincidenza, due casi costituiscono un trend.” Qui siamo in presenza di numerosi casi in due periodi differenti a tre anni di distanza.
The Food Crises and Political Instability ( clikka questa linea blu per aprire il documento).
Identificando le cause, i tre ricercatori del NEW ENGLAND COMPLEX SYSTEM INSTITUTE, Marco Lagi, Karla Z. Bertrand e Yaneer Bar-Yam hanno indicato come principale, la speculazione di pochi operatori , sempre gli stessi, come causa prima e la siccità in secondo luogo.
Ecco il terzo post di fila che mostra la priorità del tema idrico nella zona del mondo chiamata AREA MENA ( Middle Esat & North Africa) .
Ecco la prova scientifica che le rivolte scoppiano solo dopo che si raggiunge un certo prezzo dei cereali.
Ecco che si dimostra che a monte di ogni operazione di sterminio per fame ci sono una decina di grandi operatori della borsa merci di Chicago.
Ecco che emerge la necessità di un grande piano idrico e di irrigazione che eviti a chi non muore di fame, di andare a fare il martire suicida per assicurare una pagnotta al giorno alle famiglia.
Il ministro per la cooperazione Andrea Ricciardi della Comunità di S Egidio, smetta di occuparsi delle miserie di Roma e faccia il suo dovere di ministro e di cristiano che per una volta coincidono – confesso mi era simpatico – ma dovrebbe recitare qualche rosario in meno e qualche mea culpa in più.
L’Iran era un impero quando l’Arabia Saudita non esisteva e l’Arabia Saudita è diventata potente quando l’Iran era nel frigorifero creato dagli USA, sicché l’inimicizia non è di lunga data anche se ha un antefatto storico gustoso.
Quando Maometto, dopo aver sottomesso gli abitanti della penisola araba iniziò a guardarsi attorno per allargare l’impero, decise di scrivere una lettera ai suoi vicini – l’imperatore di Persia e quello di Bisanzio, per invitarli a sottomettersi alla volontà di Allah e convertirsi alla vera fede.
Il Basileus di Bisanzio lo snobbò, mentre l’imperatore persiano, offeso dalla sfacciataggine dello sconosciuto beduino, inviò due messaggeri con l’incarico di persuaderlo a sottomettersi oppure ucciderlo. Continua a leggere →
Di antoniochedice
|
Pubblicato anche in accordo nucleare Iran, Aden, disinformazione, guerra di Siria, Houti, Stati Uniti, Storia, terrorismo, Yemen
|
EtichettatoBab el Mandeb, Donald Rumsfeld, Henry Kissinger, Kissinger & Associates, Lewis Bremer, Maometto, Mc Inerney, Mohammed Khatami, POMED project, re Abdallah ben abdulaziz, Re Fahd ben abdelaziz, re Salman Ben abdulaziz
|
Federica Mogherini ha fatto ieri una dichiarazione importante anche ai fini della ripresa economica italiana.
La normalizzazione ( e quindi lo scongelamento dei beni) con l’Iran è ormai questione di poco.Noi italiani stati il primo fornitore di beni e servizi dell’Iran per lunghi anni e abbiamo tutte le carte in regola per tornare al nostro posto. Continua a leggere →
Madrid Parigi e Londra sono state colpite dal terrorismo estremista e islamista, i rapporti delle polizie e delle magistrature di questi paesi hanno potuto essere consultati anche da non addetti ai lavori e potrebbe essere utile dare una occhiata a quanto predisposto in Italia anche se resto del parere che il nostro paese sia al riparo da questi tentativi di intimidazione armata e ci resterà fintanto che non assumerà un atteggiamento tracotante e predatorio come gli altri paesi NATO colpiti. Continua a leggere →