ITALIA: ORGANIZZAZIONE ANTITERRORISMO E SICUREZZA DEI CITTADINI. SIAMO PRONTI? di Antonio de Martini

Madrid Parigi e Londra sono state colpite dal terrorismo estremista e islamista, i rapporti delle polizie e delle magistrature di questi paesi hanno potuto essere consultati anche da non addetti ai lavori e potrebbe essere utile dare una occhiata a quanto predisposto in Italia anche se resto del parere che il nostro paese sia al riparo da questi tentativi di intimidazione armata e ci resterà fintanto che non assumerà un atteggiamento tracotante e predatorio come gli altri paesi NATO colpiti.

Il Benelux è certamente tra le zone prese di mira in futuro  e negli Stati Uniti , il Canada ( in particolare) e l’Australia l’allarme potrebbe scattare da un momento all’altro, ma a noi interessa l’Italia e ci concentreremo sulle misure adottate dal governo  per prevenire, contrastare e ridurre le conseguenze di un attacco armato  contro la popolazione civile, i manufatti di un qualche pregio e le Forze dell’Ordine.

 

LA PREVENZIONE

Il mantra che sentiamo ripetere dagli addetti ai lavori è che non è possibile prevedere dove e quando potrebbe esserci un attacco. Se vediamo i precedenti, la dichiarazione si rivela solo parzialmente vera.

E’ intanto necessario distinguere tra il concetto di prevedere e quello di prevenire.

Attacco all’aeroporto di Fiumicino nel dicembre 1973: l’intelligence funzionò, il resto no. Benché avvertiti ( giorno, data, ora, obbiettivo) non riuscimmo ad approntare una difesa efficace per non allertare gli attaccanti con predisposizioni particolari o sostituzione delle sentinelle.

Il nostro contingente in Libano del 1982 ( gen Angioni) – ufficiale G2 ( I) il capitano Corrado Cantatore, riuscì a Prevenire gli attacchi  ai militari del contingente che funestarono gli altri contingenti ( USA 254 morti; Francia 34 morti) con una serie di predisposizioni rivelatesi efficaci, benché avesse a disposizione personale di leva.

Proposto per una promozione per meriti eccezionali, gliela concessero un giorno prima della data per la normale promozione del suo corso. Nessuna meraviglia se poi è emigrato e si è persa la memoria di quanto fatto e che ora tornerebbe utile.

Nel caso presente,  i nostri responsabili si affidano al collegamento con le intelligence alleate, senza rendersi conto che se fossero efficaci avrebbero potuto evitare gli attacchi alle loro popolazioni.

Certo, poiché la minaccia potrebbe venire da parecchi ambiti territoriali e religiosi, lo sforzo di ricerca è molto grande, ma non è un buon motivo per rinunziarvi. Non risulta un collegamento continuo e organico  tra le stesse  nostre intelligence italiane, ma  insistiamo nel proporre agli alleati la condivisione delle fonti….

IL CONTRASTO

Questa è la parte più visibile delle attività antiterrorismo attuate, anche se mi sembra la meno efficace ai fini della sicurezza dei cittadini.

Intanto va detto subito che l’ostentazione di uomini armati posti a presidio di impianti e luoghi affollati crea più insicurezza che tranquillità.  Il panorama italiano ( parlo per Roma che ho visitato con questa particolare ottica) sembra in Stato di assedio, ma con sceneggiature che ricordano il film con Ugo Tognazzi ” Vogliamo i colonnelli”.

All’ingresso della stazione Termini, troneggiano due carabinieri paracadutisti armati di fucile automatico Beretta. All’interno della stazione, passa ogni tanto un poliziotto della stazione ferroviaria ( polfer) che va a prendersi un caffé. All’accesso ai binari, la Fs hanno posto un punto di controllo in cui metronotte pagati dalle ferrovie controllano se chi accede ai marciapiedi è munito di ….  biglietto ferroviario ! Da Cottolengo.

A Piazza Cavour, due bersaglieri ( con camionetta) a guardia dell’ingresso della cassazione dal lato di via Vittoria Colonna. Dalla parte opposta c’è un commissariato di PS  sul quale credo sia meglio non far conto  per scontri a fuoco dato che vengono espletate attività amministrative e non dispongono di locali a pian terreno che consentano un intervento in tempo reale. Dalla parte del lungotevere l’ingresso è libero salvo un carabiniere che rilascia i “passi”. All’interno dell’edificio c’è un posto di pronto soccorso con un medico. Sarebbe utile venisse detto ai militari di guardia.

A piazza di Spagna: due militari ( un carabiniere e un granatiere) sono stati posti a guardia dell’ambasciata di Spagna presso la Santa sede. la solita camionetta. Mancano certamente di affiatamento non appartenendo allo stesso reparto. Stanno tanto vicini da poter essere ammazzati con un solo proiettile.

Stessa manfrina in piazze dove si possano ammirare i nostri baldi giovani e stessa inutile parata. Un reparto rinforzato  ( tre militari  invece di due) presso Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore USA, mentre L’ambasciata è presidiata esternamente da metronotte e  internamente dai marines e due nostri carabinieri parà montano la guardia davanti all’ufficio visti. Guarnigioni inutili data la presenza di metronotte privati ( pagati, presumo, dall’Ambasciata) e dai marines certamente ben addestrati dato che dispongono anche di un loro poligono al mare.

A Piazza Risorgimento, mura Vaticane, la guardia è rinforzata e attenta al flusso dei pellegrini, imponente, al punto che se assaliti se ne accorgerebbero solo all’ultimo istante. Una Ambulanza sosta nei pressi.

A via di Porta Pinciana , a presidio di un palazzo in cui abitano cittadini USA ma che sarebbe meglio fossero presidiati dall’interno dato che la notizia non è di pubblico dominio.

Il sistema di esporre uomini armati – male –  è un incentivo alla paura nella popolazione e all’attacco tra i terroristi:

a) numerose coppie di militari hanno a disposizione un fucile automatico e l’altro pistola e manganello. Qualche deficiente allo Stato Maggiore ha fatto la domanda del secolo ” e se vengono attaccati dalla folla?” Risposta ” non possiamo sparare, dotiamo uno di manganello così nessuno potrà criticarci”.

b) le coppie sono quasi attaccate e in continua conversazione tra loro. Una raffica di mitra potrebbe falciarli senza possibilità di risposta. Peggio, se fossi un terrorista sadico, sparerei prima al soldato dotato di arma lunga  per poi constatare l’impotenza del superstite.

L’ABC  dell’antiterrorismo pretende  che due uomini ( donne risparmiamole , sono una distrazione  continua) devono posizionarsi a distanza di dieci metri uno dall’altro per evitare di essere abbattuti dalla stessa raffica.

c) l’arma assoluta in questi casi è la comunicazione. Ho visto qualche radio portatile, ma si pretende che venga usata dallo stesso militare che deve sparare, proteggere il collega e riferire al comando.  Manco il mago Houdini.

Questa idea dei posti fissi di presidio appoggiati a camionette ( che dopo un po di tempo vengono cannibalizzate a favore di quelle che circolano) è diretta erede del periodo in cui si presidiavano le ambasciate e altri luoghi oggetto di attentati alla bomba. Vedevi un presidio di polizia  e capivi che li era già scoppiata una bomba. Assurdo.

Serve mobilita assoluta, pattuglie di almeno quattro uomini mobili, ben armati, conoscitori del territorio ( ho chiesto informazioni stradali a un alpino del 7 che non aveva idea di dove fosse la strada X a cento metri da lui) e in perpetuo movimento.  Occorrono cecchini sui tetti pronti ( a coppia col PC di identificazione degli obbiettivi) ad ammazzare subito un eventuale matto che inizi a sparare, non a ingaggiare un conflitto a fuoco in mezzo alla folla.

Gli uomini vanno dotati di carte topografiche della città oppure abbinati a un vigile urbano che sappia indicare verso dove sono fuggiti gli attentatori. Fare prove di afflusso di più mezzi verso un unico punto che immaginiamo coinvolto in una sparatoria .

Dislocare infine sul territorio, ovunque possano essere nascoste alla vista, delle autoblindo da far intervenire in tempi brevi per assicurare nel minor tempo possibile, la superiorità di fuoco in ogni punto della città.                  Si dispone delle mappe catastali delle scuole che potrebbero essere prese in ostaggio? Si è fatta una esercitazione antincendio nel caso qualche demente incendi Villa Borghese o liberi le fiere dello Zoo.?

 

 LA RIDUZIONE DEL DANNO

Le ferite da arma da fuoco sono diverse da ogni altra  lesione che i medici civili abbiano conosciuto finora. Salvare la vita a un cittadino vuol dire anche evitare che muoia dissanguato  ( come è accaduto alla italiana del Bataclan) in attesa di interventi canonici.

Quanti poliziotti, carabinieri e militari sono stati dotati di Kit di medicazione da campo di battaglia?

Quanti hanno potuto frequentare un corso di pronto intervento per ferite da arma da fuoco?

 Quanti medici delle ASL hanno frequentato un corso per affrontare traumi da armi da fuoco?  Sono state distribuite sul territorio buste di sangue  e/0 plasma per trasfusioni d’urgenza?  Sono state impartite ai farmacisti  della città severe istruzioni che li impegnino ad avere dei Kit di pronto soccorso e a intervenire direttamente e personalmente in attesa dei medici?

E’ stato allestito qualche ospedale da campo pronto all’uso in previsione di una numerosità di feriti? Si è messa in circolazione l’esigenza che ogni cittadino abbia una targhetta al collo con il gruppo sanguigno?

Sono stati preassegnati ai vari ospedali cittadini  i medici militari con esperienza reale di traumi da ordigni? I poliziotti dei servizi scorta sono addestrati a lasciare un solo uomo a difesa del bersaglio e intervenire immediatamente verso la zona dello scontro? Esistono segnali identificativi che distinguano un terrorista vestito in tuta mimetica dai militari ” legittimi”?

Si è deciso se la competenza del coordinamento dei soccorsi spetti alla Difesa, alla Difesa civile o al Comune? Si è pianificato l’intervento di elicotteri da altre città ( Viterbo ha la scuola elicotteri). Sono stati precettati chirurghi da altre città per affluire dove necessario con aerei della aviazione leggera dell’Esercito. Una scorta di casse da morto per evitare scene di disperazione dei parenti? Un centro informazioni telefonico per informare, riunire , chiamare?

 

 

 

 

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Commenti

  • Roberto Stefanini  On dicembre 20, 2015 at 5:51 pm

    Queste osservazioni sull’organizzazione antiterrorismo e sicurezza dei cittadini mi sembrano molto sensate. Penso varrebbe la pena di girarle agli indirizzi giusti (anche agli organi di stampa) e farle circolare il più possibile.
    Roberto Stefanini

    • antoniochedice  On dicembre 20, 2015 at 6:00 pm

      Spedisci pure.

  • gicecca  On dicembre 20, 2015 at 8:52 pm

    I due militari di guardia alla stazione metro di Colli Albani l’altro giorno aiutavano una signora con carrozzina a passare attrabverso il varco di norma chiuso. Naturalmente nella carrozzina non c’era un bimbo, ma alcuni pacchi (di Natale, evidentemente e per fortuna). GiC

    • antoniochedice  On dicembre 20, 2015 at 9:00 pm

      Si sembra che vengano usati per sorridere ai cittadini, salutare educatamente e guai a salutare: si commuovono e scodinzolano di gratitudine!

      • antoniochedice  On dicembre 20, 2015 at 9:12 pm

        Il sig Maraviglia, ex dipendente di Fiumicino, a conferma di quanto ho scritto, offre dettagli aggiuntivi: per il dirottamento dell’aereo che poi le teste di cuoioedesche recuperarono a Mogadiscio, gli attentatori indossavano tutti tute CIASA ( ora aeroporti di Roma) e la chiusura automatica delle uscite – pensate per la sicurezza – impedirono per quasi due ore l’intervento della polizia del commissariato di Ostia.
        La seconda testimonianza che offre è che nell’attacco del dicembre73 al volo per Beirut, i nostri erano i soli a non essere tiratori scelti e a non avere i silenziatori alle armi, contrariamente alla sicurezza della El Al ed ai terroristi.
        I silenziatori per evitare il panico potrebbero essere una opzione valida.

  • giovanni  On dicembre 21, 2015 at 1:07 am

    l’assurdità dell’articolo sta a monte dei consigli, che sono utili e assolutamente ragionevoli. Renzi è la quintessenza della politica-spettacolo, non gliene frega niente di fare qualcosa DI SERIO per qualsivoglia problema, l’importante è dare l’impressione di fare qualcosa, punto. DUe militari messi a c..o qua e là nei posti più battuti danno l’impressione? Sì, problema risolto.
    Premesso questo, ci sarebbe da dire che un attentato ben pianificato non lo fermi, perchè colpirà ovunque tranne dove te lo aspetti, o dove comunque non puoi coprire. Vai a mettere abbastanza uomini armati per difendere tutte le redazioni dei giornali (vedi Charlie Hebdo), o tutte le discoteche (Batalcan) o TUTTI i luoghi pubblici (perchè oggi sono stati CH e Bataclan, domani cosa sai di dove possono colpire?), non ti basta una divisione solo per Roma. MA Roma è il 5% della popolazione e lo 0.5% del territorio italiano, il resto chi lo copre?

    • antoniochedice  On dicembre 21, 2015 at 9:29 am

      Caro Giovanni, sei in bilico tra l’odio per Renzi e l’incompetenza generica.
      Esiste una Italia che trascende i governi ed è a questa che mi rivolgo.
      Ho mostrato con due esempi che una attività di intelligence ha già prevenuto attentati sul nostro territorio o contro le nostre truppe.
      Ho fornito suggerimenti di organizzazione del pronto soccorso in caso si sia colpiti.
      Ho criticato, costruttivamente, il sistema di sicurezza suggerendo che sia mobile e che gli uomini adottino misure di salvaguardia individuale.
      Inoltre il governo ha al massimo approvato il piano, ma certamente questo è stato approntato dallo Stato Maggiore che potrebbe far di meglio per guadagnarsi il pane.
      Ho portato l’esempio di Roma perché ci vivo. Questo non vuol dire che il piano non possa coprire altre città e persone.
      Quando ero un giovane ufficiale sono spesso andato di pattuglia ( emergenza Alto Adige) mobile è mai a poltrire sotto un monumento.
      Mi pare che tu sia inasprito per ragioni personali. Relax.

      • giovanni  On dicembre 21, 2015 at 8:07 pm

        caro Antonio, esistEVA un’Italia che trascende i governi e che sa fare. Vuole un confronto pratico per dimostrare l’abisso di incompetenza senza possibilità di tornare indietro (perchè i competenti sono stati scientificamente spazzati via o allontanati dai posti di potere)? La protezione dei nostri soldati in Libano 35 anni fa, e a Nassirya 10 anni fa.
        A lei risulta che un solo generale si sia ribellato all’incompetenza che lei ha tanto bene descritto, in tutto il paese, dicendo “no, caro governo, io i miei soldati a sprecare tempo (nell’ipotesi più ottimista) o a fare da bersagli umani per i terroristi non ce li mando, o si fa antiterrorismo serio, o è meglio tenerli a girarsi i pollici in caserma?
        Il democristiano Bernabei, nel male di essere democristiano, diceva una vertià sacrosanta: che alla RAI (ma si può allargare il discorso a qualunque ente pubblico lottizzato della prima repubblica) si assumeva un tesserato DC, uno PSI, uno PCI…E UNO BRAVO. Sono stati questi bravi che potevano contare su un regime sì clientelare, ma non al livello da ipotecare il futuro del paese (e del regime stesso) per incompetenza, e che quindi riconosceva che senza gente competente non c’è futuro, che hanno mandato avanti il paese.
        Nella seconda repubblica sono andati al potere i peggiori, che sono quelli che non si accontentano di essere corrotti e lottizzati, ma hanno un odio feroce contro i competenti, non importa se corruttibili o meno, perchè la loro stessa esistenza mette in luce la pochezza dei peggiori. E li hanno fatti fuori, uno per uno, con una metodicità e un odio assoluto che nemmeno un golpe dichiarato con lo stato d’emergenza e i desaparecidos potrebbe mai avere.

      • antoniochedice  On dicembre 21, 2015 at 8:16 pm

        Tutto vero tranne l’accusa di premeditazione. Non lo hanno nemmeno fatto apposta.
        È una selezione a rovescio della classe dirigente.
        Sono ignoranti e non se ne rendono nemmeno conto. Si meravigliano che qualcuno si meravigli. Non ci vedono niente di male e fanno spallucce.
        Ma in Italia esiste chi sa e non si rassegna. Spero tu dia tra questi.

  • lochlomond  On dicembre 21, 2015 at 3:19 pm

    Lo scorso 9 aprile, quando un imputato per bancarotta ha fatto una strage al Tribunale di Milano, io stavo percorrendo lo scalone su cui sono rimbombati i primi colpi (e che, ma l’ho scoperto poi, veniva percorso subito dopo dall’assassino, per raggiungere la stanza di un giudice) Convinto si trattasse di un’azione terroristica (la voce nei corridoi era “Sparano!”) sono subito uscito dall’edificio per rifugiarmi in un viottolo antistante. Ho potuto quindi sbirciare, da una portineria, le scene successive. Nessun ordine di evacuazione è stato dato né al pubblico né ai guardiani ai tornelli (di ditte private) se non almeno mezz’ora dopo (via mail, mi pare). Insomma chi sapeva, fuggiva, mentre molti ignari continuavano a cercare di entrare per le udienze. Solo dopo 10 o 15 minuti sono arrivati alla spicciolata dei poliziotti in moto, parcheggiando al volo e gettandosi scenograficamente di corsa, solitari e pistola in pugno, su per la scalinata d’ingresso. Dopodiché le prime sparute auto, sempre con le stesse modalità di ingresso “alla bersagliera”, e infine (passata una buona mezz’ora/un’ora) un profluvio di auto di forze dell’ordine di ogni tipo, in divisa e in borghese, che ha paralizzato tutta la zona e reso difficile l’arrivo e lo spostamento delle ambulanze. In tutto questo, il perimetro del Tribunale (in cui potenzialmente poteva ancora aggirarsi lo sparatore) non veniva transennato e si riempiva di curiosi, telecamere, autorità varie, poliziotti e uomini in borghese con profluvio di giubbotti antiproiettile e mitra, con tragicomico fuggi fuggi generale, di centinaia di persone assiepate, quando si è sparsa la voce che il killer stava uscendo in quel momento. Grazie al Cielo invece da almeno un’ora se n’era già andato in scooter, ed è stato preso a decine di km da Milano. Nel Tribunale, nel frattempo, continuavano a dargli la caccia sempre più persone, con avvocati e giudici rimasti chiusi nelle aule fino a ore dopo.
    Se si fosse trattato di un attacco terroristico coordinato, credo che con questi tempi e modalità di reazione una Parigi non ce l’avrebbe tolta nessuno, spero vivamente che qualche insegnamento sia stato tratto…

    • antoniochedice  On dicembre 21, 2015 at 4:15 pm

      Si, certo. Scapperanno più in fretta.

  • Dino Ferrari  On dicembre 21, 2015 at 4:13 pm

    “I silenziatori per evitare il panico potrebbero essere una opzione valida.” …ci vorranno un paio di secoli per approvvigionarli dopo aver indetto farraginose gare d’appalto.
    A parte la battuta, complimenti per l’ottima analisi e per la chiara evidenziazione della pochezza (per non dire altro) di chi dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini.
    La leggo sempre molto volentieri.
    Ancora complimenti e, La prego, non ci abbandoni. Il Suo Blog è uno dei pochissimi che raccontano le cose come effettivamente stanno, senza gli aggiustamenti tipici della stampa sussidiata.
    Buona giornata,
    Dino Ferrari

    • antoniochedice  On dicembre 21, 2015 at 4:17 pm

      Lei ha il nome del figlio di Enzo Ferrari cui è intestata la Fondazione. Non posso dirle di no. Mi pesa dire di si. Cercherò una via mediana.

  • SC  On dicembre 21, 2015 at 4:46 pm

    Il suo buon senso non sara’ preso sul serio dai dirigenti dei servizi d’ordine e dal super questore di Roma… Si sentirebbero scavalcati. Forse con una lettera riservasata personale.

    Ps. la situazione davanti ai tribunali di provincia le assicuro che e’ ancora piu’ comica

    • antoniochedice  On dicembre 21, 2015 at 5:26 pm

      Lo sa lei, lo so io, l’osanno anche loro, ahimè

  • armstav  On dicembre 22, 2015 at 3:59 am

    Non solo condivido tutto e sottoscrivo cio’ che e’ stato cosi ben esposto da lei, mi permetto di aggiungere che il biglietto ferroviario dovrebbe essere personale appoggiato al proprio documento di riconoscimento come avviene negli USA. Inoltre il Taser si e’ dimostrato utile (vedere il filmato dell’evento al metro’ di Londra), ma da noi e’ tabu’. Forse siamo dotati di tanti nembo kid?!

    • Dino  On dicembre 22, 2015 at 1:30 pm

      Non vorrei sembrare polemico ma penso che in un Paese, dove si può ottenere il porto d’armi per pistole o fucili (caricabili anche a pallettoni) quindi in grado di fare una strage, non sia permessa la commercializzazione del Taser, la dice lunga. Basti pensare a quanto c’è voluto per poter commercializzare lo spray al peperoncino. San Marino, che non è uno Stato reazionario, consente ai suoi cittadini il possesso del Taser. Mi astengo da ulteriori commenti perché rischierei seriamente l’ergastolo.

      • antoniochedice  On dicembre 22, 2015 at 4:26 pm

        Prima o poi pagheranno e saranno autorizzati. Niente paura

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