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DEMOCRAZIA D’ EGITTO

Al Cairo, 4 milioni di persone vivono al cimitero. Vivono tra le tombe nelle quali mangiano, dormono , fanno l’amore.
Non hanno casa, non hanno lavoro e se ci sono solo centomila manifestanti in piazza Tahrir, e’ dovuto alle ristrettezze del budget del POMED project che sta finanziando la seconda rivoluzione.
L’obiettivo e’ ottenere qualcosa che non sia una caricatura dello stato di diritto.
Dall’ 11 febbraio scorso il tribunale militare ha giudicato e condannato diecimila civili per fatto connessi agli eventi della primavera araba, mentre i due militari sotto accusa – il presidente Mubarak e il ministro dell’interno al Adly – vengono processati dal tribunale civile ed i loro processi sono appena stati rinviati rispettivamente al 15 ed al 14 agosto del prossimo anno.
Un giovane eroe della prima rivolta e’ stato arrestato e condannato per offese al Feld Maresciallo Mohammed Tantawi. Deve anche pagare oltre tremila dollari di multa. una cifra di cui dispone in Egitto solo una ristretta élite.
Tre studenti americani ( Derrick Sweeney 19 anni della Georgetown University; Luke Gates 21 anni, della Indiana University e Gregory Porter 19 anni della Drexel University, di Filadelfia); sono stati arrestati ed espulsi dopo che la polizia li ha colti sul fatto mentre lanciavano da un terrazzo bottiglie molotov sulla polizia impegnata contro i manifestanti. Ordinarie ingiustizie.
L’ argomento più urticante e’ pero’ rappresentato dai criteri con cui si vuole far funzionare l’assemblea costituente: il modello e’ quello della democrazia turca, o meglio della sua élite militare così’ come ha vissuto fino a ieri: i militari – secondo il progetto – devono essere considerati come casta che si autogoverna, decide il suo bilancio e questo deve essere la prima voce del bilancio della stato….
Gli USA non hanno torto , in linea di principio, a incoraggiare la nuova rivolta , ma hanno torto a voler spingere la candidatura di Mohammed EL BARADEI , l’ ex DG dell’agenzia atomica ( AIEA), che viene vissuto come un tecnico privo di legittimità’ ormai estraneo alla Nazione egiziana.
Una città’ che ha portato in piazza oltre un milione di persone ai funerali di Nasser, non si fa impressionare dai centomila sfaccendati che in realtà stanno facendo da sgabello alla ascesa al potere definitivo di Tantawi e stanno facendo tornare in gioco i membri del vecchio partito democratico di Mubarak, dato che i militari hanno bisogno di sostegno popolare che ora i fratelli mussulmani gli centellinano per acquisire a loro volta spazi politici.
Il ministro delle Finanze Hazem Beblawi, sta cominciando a dare i numeri: a inizio della “primavera araba” l’Egitto aveva 36 miliardi di dollari di riserve valutarie. Adesso ne ha 29. Segno che la primavera araba e’ costata cara.
Nel 2020 l’Egitto raggiungerà’ i cento milioni di abitanti. Cosa mangeranno se già adesso campano al cimitero e vivono con la pagnotta quotidiana data dal comitato manifestanti del giorno?
Tra un mese gli ultimi appartenenti al corpo di spedizione USA, lasceranno l’Irak. Vedremo anche quanto dureranno i risultati della lezione di democrazia.

RIVOLUZIONE CON SBADIGLIO E “SOLA”. RECIPROCA. di Antonio de Martini

Arriviamo finalmente a vedere i primi risultati concreti del POMED PROJECT, ossia dello sforzo dei governi USA per trapiantare la democrazia nei paesi arabi e segnatamente il Nord Africa.
Alle elezioni generali generosamente concesse da sua Maestà, il re del Marocco, hanno risposto con entusiasmo il 22,4% degli oltre 18 milioni di sudditi aventi diritto al voto.
Vista la magra riuscita, e’ intervenuto lo spirito santo – facendo una eccezione , data la religione prevalente nel paese – e , in zona Cesarini, il numero degli elettori e’ miracolosamente aumentato, facendo affluire alle urne il 44% degli elettori.
A scanso di equivoci, il partito islamista si e’ autoproclamato vincitore, senza attendere il responso ufficiale, un po’ come fece Fassino in Italia nel 2005.
Miracolo nel miracolo, tutti gli osservatori convengono che non si sono verificate file come nel caso della Tunisia e l’evento si e’ svolto in atmosfera di generale apatia.
A proposito della Tunisia dove le elezioni sono state vinte da Ennahda, il partito islamista, già’ da subito poco malleabile, l’allarmato ministro degli esteri francese Alain Juppe’, che fu recentemente condannato da un tribunale francese per finanziamento fraudolento del partito di Sarkosi, ha rilasciato una dichiarazione destinata a suscitare numerose controversie.
Ricorderete che al recente G8 tenutosi a Deauville i partecipanti avevano stanziato 2,5 miliardi di dollari da destinarsi ai protagonisti della ” primavera araba” : Tunisia, Egitto, Libia.
Juppe’ ha aggiunto – anche qui a urne abbondantemente chiuse – che i finanziamenti saranno subordinati a tre condizioni: l’ alternanza democratica al governo ( quindi , nel migliore dei casi se ne parla tra una legislatura), il rispetto dei diritti umani e l’ eguaglianza uomo donna.
Sarebbe il caso di far notare a questo signore che all’atto dello stanziamento non erano state poste condizioni e per farlo ci vorrebbe almeno un altro G8.
Non vorremmo che, nell’attesa, questi fondi fruttassero interessi utili a finanziare un’altra campagna elettorale.
I signori del G8 non sono i soli a lesinare i fondi. Anche in Libano, arriva l’ufficiale giudiziario sotto l’aspetto solenne del giudice DAVID BARAGAWANATH , che ha ingiunto alla Repubblica libanese di pagare la sua quota per il mantenimento del TRIBUNALE SPECIALE DELLE NAZIONI UNITE PER IL LIBANO, incaricato della ricerca degli assassini dell’ex premier.
Pare che il governo libanese sia moroso per il 50% delle spese dello scorso anno e per il 70% di quelle del 2011.
Si sa che quando si comincia a parlare di soldi e’ segno che la luna di miele e’ finita.

LA CRISI SIRIANA : AUMENTA LA PRESSIONE E IL LIBANO TREMA ..DIARIO DI UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA. SARA’ GUERRA LOCALE O GENERALE? di Antonio de Martini

E’ di stamattina la notizia che il governo americano ha ordinato a tutti i suoi cittadini di abbandonare la Siria ed ha annunziato che l’Ambasciatore USA non rientrerà a Damasco.

Un sito americano ha fatto la conta delle perdite irakene, USA e alleate in questi fronti: unmilionequattrocentocinquantacinquemilacinquecentonovanta irakeni e quattromilaottocentouno americani sono morti per realizzare un aborto di democrazia.
In Afganistan sono deceduti duemilaottocentoquindici soldati NATO ( tra cui i nostri).
Il costo delle due guerre – Afganistan e Irak – assommma a milleduecentottantuno Miliardi.
La Libia agli USA è costata un miliardo scarso, mentre la conta dei morti – specie i civili – è ancora top secret.

Questi dati sono forniti dal NATIONAL PRIORITIES PROJECT una ONG USA che ha per compito la trasparenza dei dati forniti dal governo federale in maniera da consentire ai cittadini di controllare l’attività del governo e capirla.

Se riusciamo a capire i conti ragionieristici del governo USA, non riusciamo invece a capire come (e se) questi ragionino sotto l’egida del premio Nobel per la pace Barak Hussein Obama .

Ecco l’elenco scheletrico di quel che è accaduto OGGI di inquietante.

    Afganistan: 30 “insurgents” morti e 40 catturati. La NATO colpisce un villaggio uccidendo sei bambini e ferendo due ragazze. Un terrorista morto. Karzai ordina una inchiesta.
    Somalia:un drone uccide sette persone in una zona centrale del paese( Kalaberka).

    Siria: quattro civili uccisi dalla polizia prima della scadena dell’ultimatum che minaccia le sanzioni della lega araba.
    <Irak : bomba a Bassora fa 9 morti e 40 feriti.
    <Yemen: il presidente Abdullah Saleh firma il passaggio dei poteri al vice, in cambio di immunità, ma gli insorti non cessano il fuoco.
    <lTurchia: bombarda le due provincie di Suleimaniah e Arbil ( in pratica tutto il kurdistan , forse per demolirli prima di attaccare la Siria, per evitare due fronti).
    <lLibia: il premier Abdurrahman el Keib offre il ministero della Difesa al capo banda che ha catturato Gheddafi jr a condizione che gli consegni il prigioniero.
    <lLibia: sparatoria di una milizia con armi pesanti al limitare di un compound abitato da lavoratori stranieri. La compagnia petrolifera, pagherà?
    <Egitto: quinta notte di fuoco al Cairo. Le gente e l'esercito si scontrano, mentre la polizia decide di cambiare nome e chiamarsi "Homeland Security".
    <Russia: Mosca avverte la Siria che l'aver posto il veto all'ONU per evitarle una fine "libica" è il gesto massimo oltre il quale non andrà. Ma annunzia che le FFAA russe riprenderanno a tenere sotto mira le basi missilistiche americane in Europa ( da noi ce ne sono sette).

    <lCina: annunzia manovre navali nel Sud Pacifico sollevando polemiche e i media cinesi scrivono che gli USA sono "seduti sulla bomba del debito". Gli fa eco il comune di Jacksonville in Alabama che dichiara fallimento. Piccolo comune, piccolo "botto" 3 miliardi di dollari.

    <lGermania: la Merkel parla e l'euro scende al minimo storico contro il dollaro USA.Italia: la ministra Fornero cui è stato affidato il ministero del Lavoro dichiara che "la riforma è stata già largamente fatta". Brava.

    All'attivo di questa giornata, sempre secondo la Reuters, Sarkosi e la Merkel dopo l'incontro con Monti hanno convenuto che non attaccheranno più in pubblico la Banca Centrale Europea.

    Che sollievo.

COME NASCE UNA PRIMAVERA ARABA ( SECONDA PUNTATA)

SEGUE DAL POST PRECEDENTE

Descritto il cacciatore e la selvaggina, raccontiamo la caccia e le trappole.

Per poter intervenire, sia politicamente che militarmente, serve un fronte interno ” attivo” (e se non c’e, si crea) e un’opinione pubblica – domestica e internazionale – indignata.
Infatti il LORD LIBERATION ARMY che operava in Uganda ( dove e’ stato trovato petrolio e gli USA hanno mandato un mini presidio antiterrorismo), si e’ trasformato in LORD RESISTANCE LIBERATION ARMY, si e’ trasferito in Sudan ed ha iniziato le ostilità’. Cosa c’entra nostro signore in queste vicende può essere forse spiegato dalla presenza di missionari protestanti che a coppie girano l’Africa in cerca di anime da portare sulla retta via, sfuggendo alla noia della provincia americana.
Un esercito di liberazione che trasloca, ammetterete, che non si era mai visto, nemmeno in epoca di internazionalismo spinto.
E’ nato anche il JEM ( justice and equality movement) e il Sudan Revolutionary Front. Tutti nomi in inglese, almeno fino a che non si troverà’ l’esperto di lingua araba richiesto dal sito di ENOUGH project .
La rivista che i soliti media definirebbero ” l’autorevole FOREIGN POLICY”,ha dato il via, con un articolo di DAVID OTTAWAY dal titolo SPRINGTIME IN SUDAN, alla campagna di informazione della pubblica opinione internazionale, nel quale non c’e una sola bugia, ma controsenso solo apparente, non c’è nemmeno una sola verità’
Dice che el Bashir e’ stato incriminato dal tribunale internazionale per crimini contro l’umanità ma omette che l’azione e’ stata congelata a seguito del trattato di pace col Sud Sudan, mostrandosi quindi strumentale.
Lascia intendere che esista una larga opposizione nel paese e poi cita come leader tale Faruk Abu Issa, citando correttamente che ebbe un ruolo nella cacciata del Presidente Generale Ibrahim Abboud, avvenuta nel 1964.
Se Abu Issa aveva , poniamo, trenta anni nel ’64, adesso sfiora gli ottanta .
Come mestiere, e’ stato presidente alla ” Associazione Bar arabi” di stanza al Cairo.
Vista dall’America può immaginarsi una importante lobby. Vista dal mondo arabo, e’ uno dedito al piccolo cabotaggio che non vive in Sudan da una trentina di anni.
Viene fuori anche il sig Sadiq al Mahdi, capo dell’ UMMA PARTY che – parlando col giornalista – dice che sta lavorando per offrire a Bashir ” una sorta di amnistia” per facilitarne l’uscita ” soft”.
Il giornalista quantifica la minoranza ora oppressa nel nuovo stato, contando ” cinquecentomila neri e cristiani”.
Non dice che gli abitanti sono oltre venticinque milioni e che i cristiani sono meno dell’1% della popolazione. ai missionari Comboniani cattolici – e italiani – presenti nel paese, non risultano persecuzioni di cristiani.
Come prova di disagio economico si citano statistiche economiche dimezzate rispetto agli anni precedenti, senza dire che- ovviamente- avendo diviso il paese in due lo sono state anche le statistiche.
Ottaway segnala la visita del presidente iraniano Ahmadinejad , lo scorso settembre, evitando di dire che questi e’ stato anche in Libano, paese amico dell’occidente. Dice anche che il mondo arabo rifiuta aiuti economici al Sudan. I sauditi importano molta della loro frutta ed altri prodotti agricoli dal Sudan.
La lega araba ha posizionato a Khartoum la propria banca agricola ( Arab Agricultural development Bank con oltre 350 milioni di capitale interamente versato da 17 paesi) e che l’interscambio con l’Egitto non può essere fermato senza affamare l’Egitto per mancanza di prodotti agricoli e di uno sbocco commerciale per la sua industria.
Viene citato anche il ragazzo prodigio ventiquattrenne ( che tra i suoi riferimenti culturali cita la OPTOR di Belgrado , ricordate?) dal nome impronunciabile che” ha creato in due anni trenta gruppi internet based”. Su un’ area di nove milioni di km quadrati, mi pare pochino per andare al governo. “Based” dove?
Il SIG. DAVID OTTAWAY risulta Senior scholar del Woodrow Wilson international center for scholars, speriamo che insegni o ricerchi in maniera più’ franca di come scrive i suoi articoli.
Per chi non lo sapesse, Woodrow Wilson e’ il presidente americano che trovo’ il tempo di negare Fiume all’Italia, prima di morire di sifilide, rifiutando il principio di autodeterminazione che a Versailles, era stato affermato per i popoli slavi.
Il sig OTTAWAY conclude il suo pezzo lamentando “la grande abilita’ di Bashir a destreggiarsi tra una miriade di nemici ” ( in realtà’ le numerose etnie da sempre in lite tra loro) e lo invita a tener conto della fine fatta dai dittatori suoi vicini – l’articolo cita l’esempio di Gheddafi- dove ” la situazione e’ cambiata in un batter d’occhio”.

Cosa possiamo noi italiani imparare da questo episodio?

A) intanto che oggi non si governa più’ per atti amministrativi, ma PER PROGETTI e quindi il governo Monti che si appresta a operare per atti amministrativi sarà’ poco o nulla efficace.
B) che i progetti devono essere gestiti con metodi privatistici trasparenti e contabilmente onesti e devono essere coinvolti capitali pubblici e privati
C) che gli obbiettivi nazionali di sicurezza e prosperità’ si perseguono anche con disinvoltura
D) che pochi ” ex militari” in abiti borghesi valgono quanto reparti di truppe se impiegati con intelligenza
E)che la comunicazione fa parte integrante della strategia politica moderna.
F) che la corte dei conti e’ un dinosauro tra i brontosauri e così la nostra intelligence.

COME NASCE UNA “PRIMAVERA ARABA” ADESSO TOCCA AL SUDAN? di Antonio de Martini

Durante la campagna libica degli americani, avrete notato che il Sudan si schiero’ subito dalla parte degli USA, sperando con questo di salvarsi, se non l’anima, la pelle.
Se volete seguire dall’inizio come si mina l’esistenza di uno stato, gli si rubano i figli, si semina la discordia, si finanzia la ribellione, usando con perizia qualche agente ben addestrato, cospicui fondi e una serie di fanatici religiosi, accomodatevi.

Per ragioni di economia domestica personale, vi fornirò’ i dati e le linee guida, ma poi dovrete fare da soli e magari sarete voi ad aiutare il blog, girando le notizie più’ interessanti per la pubblicazione a favore di quanti sanno poco l’inglese.
Il proconsole nominato per l’area, si chiama PRINCETON LYMAN , va in Sudan ed auspica la “creazione di due paesi che coabitano pacificamente e collaborano”.
Prologo Indispensabile per fare poi dichiarazioni ufficiali a favore di ” giovani emergenti e democratici” cui bisognerà’ cedere il potere se non si vuole finire come Gheddafi.
Ammiro molto la capacita’ ” tecnica” degli americani, ma mi sento un po’ violentato ogni volta che uno stato indipendente subisce questa forma moderna di invasione, costituita da un ” progetto” i cui finanziamenti provengono dal governo americano che abilmente riesce a coinvolgere altre istituzioni, risparmia l’uso delle forze armate, recluta i sovversivi con normali ricerche di personale e ” job descriptions” su Internet e riesce anche ad impedire che fanatici religiosi – l’America ne e’ piena – si occupino di politica interna, scagliandoli verso nobili cause in paesi ricchi di petrolio, uranio ed altre ” utilities”.
Il progetto si chiama ENOUGH come quello sul medio oriente- ricorderete- si chiama POMED.
Andate sul web e godetevi il sito. Troverete che hanno 27 partner finanziatori tra cui Amnesty e l’organizzazione delle Nazioni Unite per i profughi e uno staff di 37 persone qualificate con tanto di titolo e mansioni.
Nell’area JOB del sito, notificano che cercano tre nuovi dirigenti ( il DIRECTOR OF POLICY AND ADVOCACY, un FIELD RESEARCH CONSULTANT- LORD RESISTANCE ARMY, e un SUDAN POLICY ANALIST) sarebbe indelicato scrivere lo stipendio, ma c’e una lista di conoscenze indispensabili da avere tra cui quella del ” rapporto tra politica e azione”, la conoscenza della lingua araba, una esperienza sul posto , la “conoscenza della comunità’ politica e processi decisionali di Washington “ecc.
Troverete anche un filmato in cui il ” Co founder” John Pendergast intervista un giovane dai tratti nilotici ci che viene presentato come ” advisor politico”.

Descritto il cacciatore, passiamo alla selvaggina.

Il Sudan e’ un paese le cui frontiere , oggi oltre 1,9 milioni di KM quadrati, sono state definite dagli inglesi al momento della decolonizzazione. Il passaggio dei poteri e’ stato indolore ( in fondo anche l’occupazione: nella celebrata vittoria della battaglia di Ondurmann gli inglesi persero 3 ufficiali e 27 uomini, in pratica, si tratto’ di sedare una manifestazione, contro un esercito che aveva fucili ad avancarica).
Dei passati capi di Stato, si ricorda Nimeiry, un militare , fedele di Nasser che fu sostituito in una notte senza luna.
Il Sudan ha sul suo territorio una ventina di etnie ed e’ diretto da una casta araba – molto mista – che ha da sempre una grande ambizione: tornare , come ai tempi dei “Faraoni neri” ad essere un tutt’uno con l’Egitto.
Questa Unione e’ diventata possibile per un momento, a seguito della scissione del Sud Sudan che ha alleggerito il paese di una massa di neri sgradita agli egiziani.
In caso di Unione, l’Egitto raggiungerebbe i cento milioni di abitanti e l’indipendenza energetica , oltre a enormi distese atte alla coltivazione perché’ irrigate da una grande diga posta alla terza cataratta.
Mubarak che sognava di riunire l’ alto e il basso Egitto come i Faraoni, può continuare a farlo dal letto della sua villa a Sharm el sheick ; il generale Suleiman, il successore qualificato, e’ stato messo in pensione e il maresciallo Tantawi protetto degli USA, al tentativo di installarsi, e’ stato ridimensionato dalla folla ( manovrata ) dei giorni scorsi con la prospettiva, imposta , di nominare Mohammed el Baradei a primo ministro.
Questo signore ha molti tratti in comune con leaders europei, nel senso che come Mario Monti e Lucas Papademos ( Grecia) non lo ha eletto nessuno.
E’ l’eletto del Faraone nero Barak Hussein Obama.
Lo strangolamento del Sudan e’ iniziato venti ani fa con la solita scusa dei diritti umani che, come sappiamo, sono violati dappertutto, Italia compresa.
Il primo segnale fu la creazione di comitati per i diritti umani, come risposta al rifiuto di sottostare alla pretesa USA di essere loro a determinare il prezzo del petrolio che era stato trovato, poi limitazioni a iosa e blocco dei crediti ( ad esempio i 400 milioni di dollari del progetto agricolo per piccoli contadini STABEX deciso dalla Unione Europea).
La seconda che fu segnalato a tutti che chi avrebbe accettato concessioni petrolifere sarebbe diventato persona non grata al Pentagono.
La terza fu il bombardamento di un deposito/ fabbrica di farmaceutici con il pretesto che era di Ben Laden.
Per calmare gli USA, il Sudan offri’ di catturare Ben Laden e consegnarlo alla giustizia americana, così’ come aveva catturato il famoso Carlos e lo aveva consegnato alla Francia.
Risposta negativa.
Altra pressione: Omar Hassan el Bashir , presidente della Repubblica e dotto teologo, viene Imputato per crimini contro l’umanita’ e fatto oggetto di un mandato di cattura.
Lui viaggia nei Paesi Arabi, dove nessuno si sogna di consegnarlo e toglie prestigio alla istituzione da poco sorta e di cui gli USA non fanno parte per paura di essere chiamati a rispondere della loro condotta.
Altra pressione ancora: la secessione del Sud. Altro errore di valutazione. Bashir accetta di buon grado la secessione: ha firmato accordi di diritto privato che gli danno diritto alle royalties.
Il nuovo Stato, nasce già’ ” somalizzato” . non c’e una capitale, non strutture statuali, insomma l’ideale per non avere intralci. Ha solo i carri armati forniti dagli Israeliani per la “guerriglia spontanea ” ottenuti via Eritrea.
A questo punto nascono tre eserciti di liberazione che “Foreign Policy” dice essersi armati saccheggiando i depositi libici ( ma non dice da chi) uno riguarda il RED SEA STATE ossia lo sbocco al mare del petrolio….
Bashir risponde con un appello alle opposizioni invitandole a partecipare al governo del paese.
Parte l’ultimo assalto: nasce il progetto ENOUGH e nasce, pilotato da un ventiquattrenne, NAGI MOUSSA HASADALRSOUL. Che crea un movimento ” internet based” che si chiama GIRIFNA,
” ne abbiamo abbastanza” in pratica la traduzione di ENOUGH.
Chi conosce il Sudan sa che e’ complicato fare anche solo una telefonata e fa meno fatica a credere che Berlusconi si riuniva con le veline per recitare il santo rosario.
SEGUE DOMANI

EGITTO E SIRIA. L’INTERVENTO INUTILE HA FAVORITO I FRATELLI MUSSULMANI COME ERA FACILE PREVEDERE. di Antonio de Martini

Quando sul finire dello scorso anno scrissi su questo blog che l’Egitto negli ultimi trenta secoli era stato dominato da una aristocrazia militare e così’ sarebbe rimasto, fui considerato come ” un reazionario che spera quel che desidera”.
Quando previdi che il vuoto politico sarebbe stato riempito dalla fratellanza mussulmana, ebbi sorrisetti. Ricordo anche una discussione con un giovane egiziano che gestisce una pizzeria all’infernetto ( Roma) che era stato sul posto e mi giurava che ” questa volta e’ quella buona”.
Dopo dieci mesi possiamo constatare che Mubarak, ottantenne malato , e’ stato sostituito da Tantawi, più’ giovane di pochi anni, se non mesi e nulla e’ cambiato.
In Libia, un dittatore militare sta lasciando il posto a un regime islamico che per prima cosa ha abolito le restrizioni poste contro la poliginia ( molte mogli) e a mano a mano che riavrà’ i denari congelati dagli alleati, mostrerà’ il suo vero volto.
In Siria, il regime di Assad, costituito in realtà da un cartello di minoranze religiose non sunnite, viene messo in pericolo dai fratelli mussulmani e si e’ salvato – per ora – da un attacco militare franco- britannico solo grazie al veto di Russia e Cina ammaestrate dalla disinvoltura con cui la Francia interpreto’ la risoluzione 1973 delle Nazioni Unite.
In Giordania, continua il balletto pseudo democratico con cui re Abdallah cerca di regnare accontentano gli americani con una caricatura di democrazia parlamentare temperata dal potere assoluto del re.
Una petizione firmata dalla maggioranza assoluta dei parlamentari che chiedevano la sostituzione del primo ministro, e’ stata presa in attenta considerazione restando pero’ lettera morta.Sua maestà’ ci sta pensando.
La Tunisia e’ ancora effervescente e gli islamisti avanzano costantemente.
In Libano, la presenza congiunta di un Patriarca maronita energico e di un nunzio apostolico ( Mons Caccia, sangue friulano) in sintonia , stanno disegnando un nuovo ruolo per i cristiani nei paesi arabi.
Israele non sarà’ contento dei risultati, ma l’emorragia di cristiani verso le Americhe, cesserà’ e Israele sarà’ contento.
La Turchia, potrà’ passare dal ricatto dell’acqua e dall’ammassamento di truppe alle frontiere siriane, all’ attacco vero e proprio? Ne dubito fortemente. La Siria risponderà’ col sostegno ai curdi, come fa Israele, per ragioni differenti, dallo scontro navale per Gaza.
La pressione di due fronti curdi più’ la Siria, diventerebbe difficile da reggere anche per l’esercito turco.
Gli sforzi americani profusi in Medio Oriente dal prof Mc Inerney – patron del programma POMED – sono finiti come dovevano finire: senza risultati apprezzabili. E’ brutto dire che l’avevamo detto e scritto, ma l’avevamo detto e scritto.
Resta il problema israeliano in tutta la sua molteplice interezza: il riconoscimento della Palestina, l’indipendenza energetica che potrebbe avere dai giacimenti scoperti nel mediterraneo del Levante, se solo ci fosse una intesa e il timore della bomba nucleare iraniana.
Miliardi USA spesi senza risultati e con migliaia di morti al punto che il politicamente accortissimo generale Petraeus già comandante politico militare supremo in Irak e Afganistan ed ora a capo della CIA ha dichiarato a verbale alla commissione del Senato che “a causa della non soluzione del problema palestinese, la cooperazione coi partners del medio oriente non e’ tanto profonda e vasta come potrebbe essere.”
La soluzione che si profila nelle stesse menti disturbate – la parcellizzazione degli attuali stati dell’area – sarebbe un incentivo deciso all’avvio di un processo arabo federale o addirittura unitario che aggraverebbe la situazione di Israele oltre il punto di rottura anche dell’equilibrio economico a causa delle aumentate esigenze di difesa.
Il problema ora sta nelle mani di Israele e si può’ così riassumere: se dovesse scegliere un americano come presidente di Israele, sceglierebbe Obama. La sua lobby negli USA appoggia pero’ i candidati repubblicani desiderosi di guerra. Un conflitto interno all’ anima ebraica da risolvere prima che nascano altri drammi.

CI CHIEDONO IL SACRIFICIO DI ABRAMO, MA A ME SEMBRA IL DISPETTO DEL MARITO. di Antonio de Martini

Tutti i giornali dicono che stiamo sacrificando i giovani – i nostri figli e nipoti come ha scritto Francesco Venanzi nel bel commento al post precedente – ma pochi si chiedono se la voce che sentiamo sia di Dio o frutto della paranoia galoppante che ha colpito la classe dirigente europea. A volte mi viene da pensare che Berlusconi – il vile che e’ scappato- non abbia sentito la voce perché’ e’ l’unico che sembra avere una vita sessuale seppur disordinata.

CAPIRE IL DEBITO.

Se acquistare un debito fosse impresa pericolosa, le grandi istituzioni ( e le banche ) non spenderebbero, corromperebbero e premerebbero per acquisire clienti. Esse non assumono una voce al passivo, ad esempio il debito italiano, al contrario:
1) il creditore percepisce interessi e l’Italia avendo all’estero il 47% del proprio debito pagherà’, per il 2011, 76 miliardi di interessi/ rendita a fondi sovrani e di investimento.
Nel nuovo anno , se la Francia rimane nostra creditrice per 309 miliardi, vedrà’ aumentare la propria rendita di 15 miliardi di euro.
2) chi controlla il debito e’ in grado di influenzare – attraverso lo stesso debito- il paese debitore. Ad esempio la Cina ha deciso di influenzare gli USA tenendo la briglia corta: compra solo buoni a scadenza trimestrale.
3) la FIDUCIA , su cui si basa il business , consiste nella certezza che lo Stato debitore pagherà’ gli interessi , ossia la rendita, grazie al prelievo fiscale sui cittadini e in funzione della loro numerosità
Che i debiti non facciano paura e’ dimostrato anche dal fatto che APPENA SCADE IL BOND SI AFFRETTANO A RINNOVARLO. Solo i privati riscuotono il capitale e lo investono altrove ( una casa, azioni, ecc).
4) una garanzia aggiuntiva e’ data dal fatto che oltre al sistema delle tasse – immortale – lo stato può ricorrere a drastiche riduzioni della previdenza o di altra spesa sociale, per rassicurare un creditore dubbioso. QUESTA E’ LA FUNZIONE DI MONTI E PASSERA OGGI.
Passera e’ esperto della materia, essendo le banche italiane state teatro di analoghe richieste. Hanno chiesto alle imprese italiane di ridurre le spese e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Nessuno che abbia fatto notare che il gettito IRAP e quello della cassa integrazione guadagni hanno avuto quasi ( 35 miliardi)lo stesso importo. Se si fosse abolita l’IRAP molte aziende avrebbero evitato la cassa integrazione.
La crisi e’ finanziaria – ossia logica ma non reale- tutti hanno diritto di aver paura, ma chi diffonde la paura in questa guerra e’ un agente provocatore o un bischero come direbbe Bini Smaghi.

LA RAGIONE E’ PRESTO DETTA. Posto che sia tutto vero quel che i giornali e i politici vanno raccontando, gli sforzi di tassazione che si annunziano e quelli di ” innovazione e sviluppo” che vengono richiesti a chi vive del proprio lavoro o produce industrialmente, sono un ATOMO – consentite il paragone – rispetto a una PAGNOTTA.

DIMOSTRAZIONE: nel 1980 – prima della deregulation richiesta dalle banche – l’80% del valore delle transazioni economiche internazionali era basata sulla produzione e circolazione delle merci.
NEL 2000 , gia’ il 95% delle transazioni economiche internazionali era di spostamenti finanziari: il 20% di compravendita di azioni e l’80% di speculazioni sulle valute.
NELL’ APRILE 2010 queste transazioni hanno raggiunto la cifra di
3981 MILIARDI DI DOLLARI AL GIORNO. ( non e’ un errore di battitura ).
La cifra e’ 150 volte superiore a quella dello scambio di merci.

TRE GIORNI DI SPECULAZIONE FINANZIARIA EQUIVALGONO AL FATTURATO ANNUALE DELLA PRIME CENTO MULTINAZIONALI DEL MONDO NEL 2008.(12.000miliardi).

Adesso sono certo che capite tutti che siamo oggetto di un tentativo di truffa da parte del ” duo fasullo ” e che Berlusconi & Co.(mpagni) hanno fatto la figura dei Pinocchio nell’orto dei miracoli.

Il debito – che e’ normale e fisiologico – ce lo vogliono far pagare QUATTRO VOLTE:

LA PRIMA col pagamento degli interessi sui titoli
LA SECONDA con le spese finanziate dallo Stato e finalizzate a ripagare il “sostegno” ( es la
TAV TORINO- LIONE e le centrali nucleari ,bocciate dal referendum, che erano
appaltate alla Francia che non sa farle. Vedasi la centrale Finlandese di
OLKIKUOTO , non finita, dove il preventivo e’ già passato da tre a sei miliardi di
euro e sono stati accertati ben quattromila errori di progettazione).
LA TERZA. Col “piattino Monti” ossia la riduzione straordinaria della quota debito che
vogliono realizzare ” per calmare i mercati” .
LA QUARTA. Con le ” misure di salvaguardia” da varare, per il salvataggio delle banche
” troppo esposte” che inevitabilmente si profila all’orizzonte.

Mi sia consentito una duplice considerazione personale . Chiamare dei banchieri, anche complici della crisi, al governo – in Grecia come in Italia – equivale a nominare capo dei pompieri un piromane.
Inoltre solo dei deficienti mentali potevano non prevedere che, unificando le 17 più interessanti valute del mondo, gli speculatori non sarebbero andati in pensione.
A questi soggetti da Cottolengo abbiamo affidato la navigazione in acque infide nel tripudio di una serie di geronti, che hanno l’ eta’ di Mubarak.
Altro che sacrificare i nostri figli. Questa e’ gente che non vale nemmeno il sacrificio di un abbacchio.

Antonio de Martini

EUROZONA: CHI DEVE COSA. PRONTUARIO DEI DEBITI E CREDITI DELL ITALIA.

Il sito della BBC ha fatto il regalo, pubblicando una serie di dati oggetto di commenti di tutta la stampa italiana , ma raramente – o mai- indicati cifra per cifra. Poiché’ non sono capace di far funzionare il mio IPad fino al punto di fare uno specchietto , li metto come posso, ripromettendomi di far fare un lavoro decente e ripubblicarlo se utile.
Come fonti la BBC ha citato la Banca dei regolamenti internazionali ( BRI) , la Banca Mondiale e la divisione popolazione delle Nazioni Unite. i dati del FMI li metterò’ nello specchietto che faremo poi, perché’ non li ho capiti.
Il dato che considero più’ interessante , e’ l’esercizio fatto, di spalmare il debito sugli abitanti del paese interessato. Si tratta a mio avviso di un indice che meriterebbe maggiore diffusione. I tedeschi stanno peggio di noi ( sospetto che sia questa la ragione della pubblicazione dei dati da parte della BBC ).
Qualcuno mi scrive dicendo che il debito non esiste ecc..
Noto che quando si accetta di giocare al tavolo dei bari,( lItalia lo ha fatto coi governi dal 1967 in poi), poi non si ha il diritto di protestare quando le cose non vanno per il loro verso. Meglio cercare di capire per non ricascarci, ma sopratutto cercare di uscirne.
Ultima considerazione, l’Europa ha elogiato la sua capacita’ di risollevare le economie dei paesi aderenti quali l’Irlanda e Portogallo. Sara’ bene rivedere alcune politiche europee.

Debito per abitante. Rapporto debito PIL. Rapporto debito estero GDP

FRANCIA. 66.508. 87%. 235%

SPAGNA 41.366. 67%. 284%

PORTOGALLO 38.081. 106%. 251%

ITALIA 32.875. 121% 163%

IRLANDA 390.969 109%. 1.093%

GRECIA 38.073 166%. 252%

GIAPPONE 15.934. 233%. 50%

GERMANIA 50.659. 83%.*. 176%

U K 117.580. 81%. 436%

U S A 35.156. 100%. 101%

I dati sono in euro e bastano pochissime considerazioni. La prima e’ che lo sbilancio del debito estero, specie inglese e irlandese e’ dovuto alle attività’ finanziarie che vengono segnate a debito ed aiuta a capire dove si annidano le attività’ finanziarie che stanno creando le turbolenze.
La seconda e’ che se consideriamo il debito in capo ad ogni cittadino penso che abbiamo un indice più’ attendibile di altri quanto a solvibilità’. Ultima: peccato manchi la Cina
* asterisco alla Germania, per ricordare che se mettessero il bilancio della loro cassa depositi e prestiti nel bilancio della stato – come abbiamo fatto noi- il loro rapporto debito/PIL passerebbe al 97%.

Anticipo l’elenco dei creditori dell’Italia.

Deve: Alla Francia. 309 miliardi
Alla Germania 120
A. U K 54.7
A. Giappone. 32.8
A. U S A. 34.8
A. SPAGNA. 29.5

L’elenco debitori dell’Italia, abbiamo cioè’ comprato Bond

Alla Francia 37.6
Alla Germania 202,7
Agli USA. Nulla
Alla Grecia. 2.8
Alla Spagna 22.3
All’Irlanda. Nulla
Al Giappone. Nulla
Al Portogallo 2.9

Considerazioni: se l’Europa andasse incontro a problemi, noi saremmo i meno colpiti. Se noi facciamo default ( termine “moderno ed europeo” per fallimento) la Francia avrà’ dei gran dolori di testa e Sarkosy non verrebbe rieletto. Ammetto che la tentazione sarebbe per me irresistibile.
I criteri seguiti da Bankitalia sono stati improntati alla massima prudenza e ciò’ e’ lodevole solo in linea di principio. Abbiamo comprato 200 miliardi che rendono il 2% ai tedeschi che comprano da noi incassando interessi al 7% e vogliono anche che si dica grazie permettendosi di dubitare della nostra solvibilità’ quando , guardando alla storia, gli unici che han fatto fallimento sono loro nel primo dopoguerra mondiale.

TEMPO DI NON UCCIDERE: Eritrea e Etiopia iniziano colloqui di pace

Non lo sapevamo, ma l’Eritrea ha l’esercito piu’ forte dell’intera Africa: duecentomila uomini.
L’impegno che Etiopia e Eritrea hanno messo per battersi, tramutato in impegno di sviluppo, avrebbe certo impedito periodi di carestia e centinaia di morti.
Gli sforzi dei contendenti non hanno mai consentito di attribuire la vittoria a una delle parti, dato che gli eritrei sono piu’ forti sul terreno e gli Etiopici sono riusciti a mantenere la supremazia aerea che e’ la chiave della sopravvivenza.
Cinquanta militari italiani attualmente vegliano su una tregua che nessuno vuole più rompere.
E’ voce comune in Africa che il leader Eritreo ISAIAS AFEWORKI e quello Etiopico MELES ZENNAOUI siano parenti.
E’ certo soltanto che entrambi provengono dalla regione del TIGRAI zona di confine molto contesa prima governata da RAS MANGASCIA’ SEJUM, molto amico dell’Italia, ora emigrato in Canada.
Questa estate il leader eritreo e’ venuto in Italia in incognito ed ha trascorso un breve periodo in Toscana , ospite di un amico italiano.
Sembra che abbia anche cercato una casa, non sappiamo se per investimento o per venire a viverci.
Dieci giorni fa e’ giunta voce che siano iniziati contatti molto discreti, miranti a regolare le questioni di confine, vertenti sul possesso di qualche villaggio non ricco, regolarmente massacrato dalle artiglierie o dai bombardamenti aerei. Esiste la concreta possibilita’ che la facciano finita, anche perche’ l’Eritrea sta tenendo a battesimo il nuovo vicino: la Repubblica del Sud Sudan che ha per padrini gli USA e promette sviluppo per il porto di Massaua , mentre l’Etiopia e’ stremata dalla campagna somala che le Nazioni Unite hanno finanziato con estrema parsimonia e inettitudine burocratica.
I due contendenti sembra siano allo stremo e disposti a concludere una pace onorevole.
Si vocifera che ci sia un’offerta di ospitare entrambi in Italia per i colloqui definitivi.
Avevo pensato che qualcosa Frattini avesse combinato di buono e che lo avevo giudicato male. In epoca ( mia ) di pentimenti, ero pronto a fare ammenda.Pare invece che l’iniziativa sia della Comunita’ di S Egidio.

LA ROBOTIZZAZIONE DELLA GUERRA RISCHIA DI RENDERLA ETERNA E UBIQUA. CON CHE REGOLE? di Antonio de Martini

In principio fu la ” tregua di Dio” . La Chiesa medioevale, istituì’ particolari giornate in cui era vietato combattere per dare ai non combattenti una chance di sopravvivenza nei confronti delle bande armate che infestavano i territori orfani della Lex Romana.
Quando nacquero i singoli armati di corazza e cavallo – praticamente invincibili – la Chiesa invento’ la Cavalleria ed il codice cavalleresco, assieme al rito religioso dell’investitura, che spinse quegli uomini a un codice di autoregolamentazione che ancora oggi esplica una sua efficacia, quando definiamo ” cavalleresco” un comportamento rispettoso nei confronti di donne o bambini.
L’avvento di una altra arma assoluta, la bomba atomica, spinse il mondo civile ad un movimento – cui la Chiesa partecipo’ in parte e non con funzione di guida – tendente a mettere al bando qualsiasi tipo di guerra. All’arma assoluta, bando assoluto fino all’irrazionalità e all’isteria.
Il Drone , un aereo senza pilota nato inizialmente per scopi di ricognizione ed ora inevitabilmente usato come arma a distanza, sembra non suscitare nessun interesse etico.
Intanto perché’ sembra e funziona come un videogioco. L’ assassino non vede il sangue ne il terrore sul volto delle vittime e non vede nemmeno i cadaveri a fine dell’ azione.
Forse appare sullo schermo un ” flash” o altra interiezione con punti esclamativi atta a congratularsi per il bersaglio colpito.
Questa disumanizzazione del nemico contribuisce, a mio avviso, a ridurre le remore di carattere morale all’idea di togliere la vita ad una persona.
A questa nuova arma, si e’ aggiunto anche il robot militare in dotazione alle forze di terra: oltre a disinnescare esplosivi, può’ far saltare ostacoli o sparare su una folla. Può’ evitare perdite umane se messo a guidare il primo camion di una colonna in Afganistan o soccorrere un ferito sul campo di battaglia.
Insomma chi guida un Robot o un Drone si trova di fronte a scelte morali come se fosse lui a vedere e uccidere, solo che si sente innocente in una qualche forma. La decisione l’ha presa il comandante, lui ha solo premuto un bottone e guardato uno schermo che mostrava una scena da telefilm.
Il sistema di uccidere a distanza e’ sempre stato visto come ideale da alcuni e come vile da altri.
L’insulto che Omero mette in bocca ai suoi eroi ” guerriero da balestra”, che ho sentito in seconda media, mi risuona ancora nelle orecchie.
Il problema e’ tornato di attualità’ con i bombardamenti sulla Libia, anche se avremmo potuto iniziare a porcelo alla fine della guerra mondiale sulle ceneri degli oltre sessantamila civili italiani morti sotto i bombardamenti.
Con opinioni pubbliche indifferenti a cinquemila morti annui per incidenti automobilistici (Italia) ma che piangono per giorni se un “alpino napoletano” muore in un incidente in zona di guerra e chiedono il ritiro delle truppe, il poter disporre di robot consente la prosecuzione della guerra , specie asimmetrica, anche indefinitamente. ( G. Orwell di 1984 era un profeta!).
Ci stiamo dotando di Drone e di Robot, ma non di un’etica per queste nuove forme di combattimento.
La disumanizzazione della guerra può’ trasformarla in un fenomeno endemico e l’uso a distanza può renderla universale.
Per colpire un terrorista e’ lecito uccidere la sua famiglia? Per far saltare una stazione radar e’ permesso distruggere un villaggio? Si puo’ sparare sulla folla che assale un Robot?
La scorsa settimana in Afganistan ci sono stati i primi due Marines uccisi da un “Drone amico”. Ci sarà’ un’inchiesta?
Immagino che , dopo una imprecazione, l’operatore della consolle sia andato allo spaccio ed abbia ordinato una Coca Cola light. Forse il joystick si era “impallato”.