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ERITREA: MANCAVA UN GOLPE PROPRIO LÌ. di Antonio de Martini

La radio internazionale francese ha informato in una breve notizia che le trasmissioni TV erano state interrotte. Un ricercatore dell’istituto del Commonwealth informa di aver captato un messaggio radio che parlava di circa cento soldati in assetto da guerra , con due carri armati che hanno investito la sede del Ministero delle informazioni rinchiudendo a forza tutti i dirigenti in una stanza .

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TEMPO DI NON UCCIDERE: Eritrea e Etiopia iniziano colloqui di pace

Non lo sapevamo, ma l’Eritrea ha l’esercito piu’ forte dell’intera Africa: duecentomila uomini.
L’impegno che Etiopia e Eritrea hanno messo per battersi, tramutato in impegno di sviluppo, avrebbe certo impedito periodi di carestia e centinaia di morti.
Gli sforzi dei contendenti non hanno mai consentito di attribuire la vittoria a una delle parti, dato che gli eritrei sono piu’ forti sul terreno e gli Etiopici sono riusciti a mantenere la supremazia aerea che e’ la chiave della sopravvivenza.
Cinquanta militari italiani attualmente vegliano su una tregua che nessuno vuole più rompere.
E’ voce comune in Africa che il leader Eritreo ISAIAS AFEWORKI e quello Etiopico MELES ZENNAOUI siano parenti.
E’ certo soltanto che entrambi provengono dalla regione del TIGRAI zona di confine molto contesa prima governata da RAS MANGASCIA’ SEJUM, molto amico dell’Italia, ora emigrato in Canada.
Questa estate il leader eritreo e’ venuto in Italia in incognito ed ha trascorso un breve periodo in Toscana , ospite di un amico italiano.
Sembra che abbia anche cercato una casa, non sappiamo se per investimento o per venire a viverci.
Dieci giorni fa e’ giunta voce che siano iniziati contatti molto discreti, miranti a regolare le questioni di confine, vertenti sul possesso di qualche villaggio non ricco, regolarmente massacrato dalle artiglierie o dai bombardamenti aerei. Esiste la concreta possibilita’ che la facciano finita, anche perche’ l’Eritrea sta tenendo a battesimo il nuovo vicino: la Repubblica del Sud Sudan che ha per padrini gli USA e promette sviluppo per il porto di Massaua , mentre l’Etiopia e’ stremata dalla campagna somala che le Nazioni Unite hanno finanziato con estrema parsimonia e inettitudine burocratica.
I due contendenti sembra siano allo stremo e disposti a concludere una pace onorevole.
Si vocifera che ci sia un’offerta di ospitare entrambi in Italia per i colloqui definitivi.
Avevo pensato che qualcosa Frattini avesse combinato di buono e che lo avevo giudicato male. In epoca ( mia ) di pentimenti, ero pronto a fare ammenda.Pare invece che l’iniziativa sia della Comunita’ di S Egidio.

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