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PE C H I N O, 28. Hanno suscitato emozione in Cina e in tutto il mondo le immagini di un aborto, al settimo mese di gravidanza, imposto a una donna la quale aveva violato la legge che impone alle coppie di avere un solo figlio. Il fatto è avvenuto venerdì scorso nella provincia orientale dell’Anhui. Le immagini del bimbo soppresso nel grembo della madre con un’iniezione letale e poi gettato via sono state diffuse su internet dal padre.
DAMASCO, 28. L’Onu ha inviato rinforzi (uomini e mezzi) al contingente dispiegato sulle alture del Golan, nella fascia di territorio compresa tra Israele e Siria. Lo ha annunciato ieri un portavoce del Palazzo di Vetro.
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Di antoniochedice
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Quando a dicembre Valdimir Putin e Tajip Erdoghan si incontrarono a Istanbul , Putin fu lapidario ” non stiamo proteggendo la Siria e non siamo il loro avvocato difensore, ma siamo e restiamo preoccupati circa il futuro del paese”. La preoccupazione consiste nel timore dalla nascita di un altro regime islamista fanatico.
Non è il solo. Re Abdallah II di Giordania ha rilasciato una intervista depressa e deprimente a un giornalista israelo-americano ( Jeffrey Goldberg il 18 marzo su ” The Atlantic”) in cui ha definito incapaci persino i suoi collaboratori ed i fedelissimi beduini che
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Di antoniochedice
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Alti esponenti del governo russo e statunitense si sono incontrati oggi a Londra per cercare di trovare un terreno comune di cronfronto sulla crisi siriana.
Da Mosca è arrivato il vice ministro degli Esteri, Mikhail Bogdanov, da Washington l’omologo, William Burns.
L’incontro e’ il primo risultato concreto della telefonata intercorsa venerdi’ scorso tra
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Anche se in ben altre faccende indaffarato, il 28 febbraio, il ministero degli esteri siriano ha inviato una lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ed al segretario generale dell’ONU, protestando per la concessione petrolifera per esplorazione concessa da Israele ad una società americana ( Genie Energy) sulle alture del Golan che , a norma di diritto internazionale risultano ” territorio occupato”.
Nella lettera la decisione israeliana viene definita illegale e il governo siriano chiede ” misure serie atte a impedire a Israele di compiere ulteriori atti aggressivi e provocatori”.
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Benché alle prese con la minaccia di taglio automatico del bilancio statale USA per circa 86 miliardi di dollari se non interverrà entro un paio di giorni un accordo tra democratici e repubblicani che sembra lontano, Barak Obama ha telefonato a Putin.
Il tono della telefonata – a sentire l’Associated Press – è stato amichevole.
Obama avrebbe iniziato con apprezzamenti sul l’atteggiamento cooperativo della Russia nella gestione del contenzioso sulle ambizioni nucleari dell’Iran e sono poi passati ad esaminare la questione siriana che li vede schierati in posizioni antagonistiche.
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C’è un morto che nessuno vuole e una ” vittoria” che vogliono tutti. Mi riferisco alla notizia che ho dato ieri circa la morte di un generale iraniano sulla via di Damasco.
Mano a mano che cominciano ad affluire spezzoni di notizie, assemblandole, si comincia a capire cosa è successo, quando è perché .
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Sabato scorso, il New York times ha confermato in un articolo la notizia che il Presidente USA Barak Obama ha respinto il piano di ” addestramento, selezione e armamento” dei ribelli siriani predisposto la scorsa estate dal generale David Petraeus , all’epoca capo della CIA.
il progetto, spinto dalla segretaria di Stato Hillary Clinton, ” attualmente impossibilitata a seguire il progetto perché deve curarsi” si è arenato sui gradini della casa Bianca.
Le motivazioni addotte dalla Presidenza sono state: l’impossibilita a distinguere tra islamisti moderati e no, e che il coinvolgimento nella crisi sarebbe stato troppo diretto fino ad assumere le caratteristiche di una entrata in guerra.
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Di antoniochedice
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Il signor Donato mi ha scritto un commento che merita attenzione: “Aspetterei passi concreti prima di esprimere ottimismo.Anche in Libia si parlava di soluzioni “politiche” poi si è visto come è finita.Basta legger “IL Foglio” che annunzia trionfante nuove offensive dei tagliagole per comprendere importanza della posta in gioco.IMHO è solo il primo scalino X impadronirsi del Caucaso e Asia Centrale e non
credo che un simile progetto venga lasciato cadere di colpo ,anche se le catastrofiche
performance di Egitto e Tunisia indurrebbero chiunque ad un minimo di cautela.”
Donato ha ragione. Mi sono fatto trasportare dall’ottimismo. Questo trasporto si è basato su quattro elementi di fatto: Continua a leggere →
Di antoniochedice
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La Associated Press ha dato oggi notizia che – a seguito di un lungo dibattito interno all’amministrazione – il Presidente Obama ha ordinato che gli aiuti alla Siria, in realtà ai ribelli siriani, consistano d’ora in poi unicamente in “aiuti non letali”.
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Pubblico integralmente, nella versione originale, il POST di Lylia Ben Ahmed apparso sul blog pubblicato in Francia http://tunisia-secret.com riguardante la clamorosa intervista pubblicata da Russia Today ( agenzia russa di notizie) in cui il capo politico e spirituale dei Drusi compie uno spettacolare cambio di fronte. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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