Archivi Categorie: Berlusconi

SCOPERTA: LA GERMANIA HA INSOLUTI IMMOBILIARI PARI A DUE TERZI DI QUELLI DELLA INTERA UNIONE EUROPEA. STA PERDENDO L’ALLEATO FRANCESE. PERCHE’ TOGLIERLA DALL’ISOLAMENTO POLITICO IN CUI SI E’ CACCIATA SENZA CHIEDERE COME PREZZO LA CREAZIONE DEGLI EUROBOND? ED ANCHE… di Antonio de Martini

Parliamo di insoluti. La Germania, ha insoluti pari a due terzi degli insoluti della intera Unione Europea. Date un’occhiata a questa statistica ( clikkare il link sotto) che vede l’Italia in una onesta posizione mediana, e facciamoci una domanda:

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ROMA: IL FANTASMA DELLA LIRA SI AGGIRA PER VIA NAZIONALE. IL 31 MAGGIO UN GRUPPO DI DONNE CORAGGIOSE LO VUOLE EVOCARE. di Antonio de Martini

Giovedì 31 maggio, come ogni anno per un paio d’ore, assisteremo alla Pasqua di resurrezione della Banca d’Italia.
Un cadavere che risorge , “l’espace d’un matin” per autocelebrarsi con il solito rito delle “considerazioni finali” lette dal governatore alle quali tradizionalmente replica, per un paio di minuti, – nella generale disattenzione dei VIP in deflusso – il banchiere dell’ istituto di maggiori dimensioni: Bazoli di Intesa S Paolo. Continua a leggere

IN TUTTO IL MONDO SI RIDUCONO GLI SPAZI DI DEMOCRAZIA COSÌ COME LA CONOSCEVAMO. ECCO QUALCHE ESEMPIO . di Antonio de Martini

I giornali di carta stampata sono ormai troppo presi ad osservare il loro afflosciarsi per andare alla ricerca di notizie e connetterle tra loro per studiare quel che il panorama dei media di informazione elettronica offre a chi ha la pazienza di spigolare tra la notizia che il transessuale Jenna è stato/a riammesso/a al concorso di miss Mondo in Canada e la Continua a leggere

ENNIO FLAIANO – PREMIO STREGA 1947 con “Tempo di uccidere” – NON SI E’ LIMITATO A SCRIVERE SOGGETTI E SCENEGGIATURE TRA CUI LA ” DOLCE VITA”. LEGGETEVI QUESTA LETTERA DAL PASSATO.

Sono pressocché certo che le nuove generazioni non sanno nulla di Ennio Flaiano. Un intellettuale di provincia nato nel Pescarese. E’ sconosciuto ai più, eppure si tratta di uno degli spiriti più lucidi e brillanti del dopoguerra.

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IL 25 LUGLIO DI UMBERTO BOSSI. AMMAESTRAMENTI DA TRARRE. di Antonio de Martini

Il primo tempo supplementare della Prima Repubblica ( tranquilli, il secondo è alle porte) termina con le dimissioni di Bossi .
Continua, ” ininterrotta e asprissima” – ricordate il comunicato della vittoria ? – la campagna di sputtanamento degli avversari politici del ” nuovo corso” sostenuta dagli ex ministri dell’interno ( Scalfaro, Napolitano, Pisanu, Maroni) e di santificazione dei ” tecnici”. .

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MONTI CEDERÀ LA DELEGA PER I SERVIZI SEGRETI CHE ERA LA SUA POLIZZA VITA ? di Antonio de Martini

Il primo ministro Mario Monti comincia a subire il primo tentativo di ridimensionamento.
Nulla di grave, se questo non fosse ” bipartisan” come e’ ormai di moda, con aggiunta di Quirinale.
D’altronde, quando si ha la più vasta maggioranza della storia repubblicana ,bisogna attendersi una opposizione altrettanto numerosa. Matematica politica.
Sul fronte interno, l’attacco al ministro Riccardi, per aver detto quel che tutta l’Italia dice ( politica = schifo) , fa tenerezza , così come l’alzata di capo di Angelino Alfano che dice di non voler parlare di giustizia ( e Rai) con Bersani e Casini.
Lo stringimento strategico, sta giungendo dal Quirinale e rischia di vulnerare il professore nella finora concessa autonomia amministrativa decisionale che é il tratto distintivo della sua esperienza di governo.
E’ indubbio che il professor Monti, ancora preso dalle esigenze di politica finanziaria europea, abbia trascurato il resto del mondo che, per dirla con Kipling, e’ “vasto e terribile”.
” L’affare dei due marò” prima e quello del vuoto di comunicazione con il governo britannico ( in Nigeria) poi, ha dimostrato che pescare dei ” tecnici” di ministero non e’ stata idea vincente.
I ” parvenus” degli esteri e della Difesa si accaniscono piuttosto contro i “nemici intimi” , che contro problemi che comunque non sono mai stati alla loro portata.
Altra idea solo apparentemente sensata del Premier, e’ stata quella di tenere per se la delega per i servizi segreti.
Il super indaffarato Monti aveva, giustamente pensato, per evitare congiure a suo danno, specie in vista delle elezioni presidenziali, di tenersi la delega all’intelligence, ma non ha potuto trovare il tempo per dedicarsi alla ” pars costruens” delle attività segrete di governo, senza le quali si rischia di apparire un Berlusconi qualsiasi.
Oberato di lavoro – Alemanno e Letta fecero anticamera per oltre due ore prima di essere ricevuti per sentirsi negare le Olimpiadi- il prof Monti ha creduto di poter fare come all’università : lasciare gli studenti fuori dall’uscio.
Con gli italiani ha funzionato, con gli stranieri, ( indiani e inglesi) no.
Al Quirinale e’ parso necessario quindi far scaldare i muscoli a qualcuno in grado di ottenere la delega per i servizi segreti e gestirla adeguatamente.
Una persona capace di coordinare queste necessità meglio di come abbia fatto il prefetto De Gennaro, specializzato più in affari interni e affaccendato più a non far conoscere il suo stipendio
( avete notato che non é apparso sulla stampa ?) che a beghe afroasiatiche.
Detto, fatto.
Stamattina é comparso in TV a “mattina in famiglia ” il generale Cucchi , grande amico di Prodi e Amato, per un breve periodo capo del Sismi, a rispondere , sensatamente, alla crescente curiosità della pubblica opinione sulle questioni trascurate dal premier.
Ha fatto una buona performance ed ora é papabile per l’incarico.
Sarebbe anche la prima volta che la delega per i servizi segreti finisca affidata a una persona esperta della materia e questo e’ un bene. Ma ci sono due problemi:
1)Peccato che si tratti di un grande amico e conterraneo del più papabile dei concorrenti alla Presidenza della Repubblica. Non faciliterà la fiducia col premier.
2) In Nigeria ormai c’é scappato il morto e in India, la soluzione dell’enigma é legata alla sorte dell’ex manager di Finmeccanica Lorenzo Borgogni ed ai suoi interrogatori coi magistrati qui in Italia.
Se Borgogni si limiterà a spiattellare le assunzioni dei figli e fratelli dei leghisti in quel di Varese, passi. Se cominciasse invece a parlare di affari esteri di Finmeccanica, ci sarà maretta per i marò.
Se però anche Borgogni se la dovesse cavare con un patteggiamento ridicolo come è successo a Bisignani – che ha ripreso il suo ” business as usual” – e non si parlasse più delle forniture Finmeccanica all’India per le fregate classe Brahmaputra , sarebbe il segnale che nulla é cambiato e nulla cambierà e crollerebbero le ambizioni di Mario Monti per la Presidenza della Repubblica.
Nel frattempo, a Roma, dal 1 gennaio a ieri, cinquecento artigiani hanno restituito la licenza e solo trenta hanno aperto bottega nel periodo. Pessimo segno.

LA MALATTIA DI EUROPA E’ IL SARKOMA ( SARKOSI +OBAMA) di Antonio de Martini

Alla vigilia delle elezioni francesi e americane, può valere la pena esaminare quali conseguenze abbia prodotto il progetto USA POMED e le truppe francesi in questo anno di campagne politico militari iniziato con l” unrest” tunisino , proseguito con la “primavera egiziana” di Taharir Square, continuata con la campagna di Libia e conclusasi con i pareggi yemenita e di Bahrein e la sconfitta sulla via di Damasco.
LA TUNISIA
In Tunisia: a un regime poliziesco laico , si sono sostituiti – col partito Ennahda – una serie di fondamentalisti islamici, l’economia e l’emigrazione sono peggiorate inducendo il governo italiano ad agevolare il passaggio verso la Francia , al punto che ne e’ nato un contenzioso.
Insomma, l’unica conseguenza e’ stata che l’Europa ha scoperto che il tipo di libertà cui i tunisini aspiravano, era quella di emigrare.
Ad una iniziativa USA per affermare i principi democratici, ha fatto seguito un aumento del flusso migratorio verso Italia e Francia. L’Italia ha perso il suo status di primo fornitore della Tunisia.
EGITTO
In Egitto: dopo un migliaio di morti nel primo tempo della rivoluzione e qualche centinaio nel secondo tempo, il regime militare con a capo un generale ottantenne e’ stato sostituito da un regime militare con un generale settantanovenne ed un governo ” civile” a libertà vigilata espressione della confraternita dei ” fratelli mussulmani” che ha già iniziato ad avvelenare i rapporti con Israele e con il governo USA. La borsa e l’economia sono disastrate e non accennano a migliorare. I presidenti delle due camere risultati eletti, appartengono alla setta dei fratelli mussulmani, ci sono stati ripetuti scontri tra cristiani ( copti) e islamisti con numerosi morti.
L’Italia ha perso anche qui la sua posizione di fornitore privilegiato.
LIBIA
i commenti già fatti su questo blog restano tutti validi, con l’aggiunta di un paio di controprove, quale lo stabilizzarsi dell’instabilità e l’invio di seicento ” volontari” libici in Turchia, alla frontiera siriana, per alimentare una ” rivoluzione” senza carburante dopo lo schiacciamento dei ribelli del Jabal Druso e la scelta dei kurdi di non sollevarsi e di puntare su Assad piuttosto che sugli USA come fecero in Irak con le conseguenze che tutti ricordiamo.
Gli accordi italo libici sono stati congelati a vantaggio della Francia.
YEMEN
Per convincere il presidente Salah dello Yemen a mollare, nientemeno che al suo vice, ci hanno messo un anno e numerose centinaia di morti. Per far rassegnare la segretaria di stato Clinton ad accettare questa alternanza alla pulcinella, ci e’ voluto il rafforzarsi di Al Kaida che in zona si e’ ritagliata una porzione di territorio.
BAHREIN
Buco nell’acqua anche a Bahrein grazie all’intervento delle truppe saudite che hanno sconvolto i calcoli degli analisti che incoraggiarono la rivolta promettendo il non intervento dell’esercito locale inquadrato da elementi occidentali. Gli USA sono riusciti a mantenere la loro base navale, ma ormai la sfiducia regna.
SIRIA
Il fallimento dei tentativi di ” regime change” fomentato dal ” POMED project “e’ stato dovuto solo in parte al veto Cino- russo all’ONU. La nascita Continua a leggere

SPECCHIO MIO, SPECCHIO DI LEGNO, DIMMI CHI E’ IL PIÙ PAGATO DEL REGNO?

La trasparenza degli atti amministrativi del governo ha fatto la prima vittima: la democrazia.

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TRE NOSTRI MILITARI MORTI IN AFGANISTAN E DUE IN PERICOLO DI VITA, MENTRE IL GOVERNO FA L’INDIANO. di Antonio de Martini

Il Presidente della Repubblica Napolitano ha una splendida occasione per dimostrare che non è al servizio delle banche – come ha dichiarato oggi – ma vuole e può servire gli interessi del paese.

Sabato e domenica, , mentre avevo in avaria il solito IPad, sono accaduti due fatti che hanno coinvolto le nostre Forze Armate.

Tre membri del nostro contingente in Afganistan sono morti nell’ennesimo incidente automobilistico di questa sciagurata avventura nella quale ci siamo impegnati a restare fino al 2014, mentre i promotori americani della guerra hanno già annunziato il loro ritiro entro il 2013.

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MINISTRO SEVERINO: FAVOREVOLE AD ABOLIZIONE CERTIFICATO ANTIMAFIA

Il ministro Severino ha dichiarato oggi che in effetti sarebbe favorevole all’abolizione del certificato antimafia, come ho più volte proposto su questo blog, quindi non posso non approvare.
Pero’, Continua a leggere