ROMA: IL FANTASMA DELLA LIRA SI AGGIRA PER VIA NAZIONALE. IL 31 MAGGIO UN GRUPPO DI DONNE CORAGGIOSE LO VUOLE EVOCARE. di Antonio de Martini

Giovedì 31 maggio, come ogni anno per un paio d’ore, assisteremo alla Pasqua di resurrezione della Banca d’Italia.
Un cadavere che risorge , “l’espace d’un matin” per autocelebrarsi con il solito rito delle “considerazioni finali” lette dal governatore alle quali tradizionalmente replica, per un paio di minuti, – nella generale disattenzione dei VIP in deflusso – il banchiere dell’ istituto di maggiori dimensioni: Bazoli di Intesa S Paolo.

Presenti alla sacra funzione, tutti i presidenti delle banche, i ministri principali del governo,I presidenti della Corte dei conti, del Consiglio di Stato e delle Camere, i media .
Quest’anno, per iniziativa della signora Patrizia Mariani, una insegnante di chimica delle scuole secondarie in pensione, madre di tre figli – uno emigrato – nonna di sei bei nipoti, ci sarà una rappresentanza di cittadini veri, non attivisti di partito, che farà volantinaggio assieme alle amiche che vorranno accompagnarla. Tutte scortate dai maschi di famiglia che verranno a rimorchio delle battagliere mogli, compagne, figlie e madri.

L’iniziativa è squisitamente femminile : una donna è l’iniziatrice, donne le organizzatrici che vogliono protestare contro un mondo di uomini incompetenti e corrotti che stanno minacciando i loro focolari, i loro figli e le loro pensioni.
Il dibattito sulle modalità della manifestazione è già partito: niente pentole da battere alla cilena, niente cortei alla sindacalista, ma iniziative efficaci per la comunicazione.
Piuttosto mirano a una iniziativa di sensibilizzazione della opinione pubblica con distribuzione di volantini esplicativi, ma senza invadere la carreggiata stradale .
Si sono spiritosamente autodefinite ” donne da marciapiede” , mirano al contatto coi media che dovrebbero incuriosirsi per l’originalità delle motivazioni , la femminilità delle organizzatrici, l’esclusione di ogni partito.

Il tema principale è che i governi che hanno ” privatizzato” le banche, hanno ” dimenticato” di revocare il mandato fiduciario in base al quale le azioni dell’istituto erano affidate a queste banche .
Ora , oltre duemilacinquecento tonnellate di oro, custodite nei caveaux , rischiano di non essere riconosciute di proprietà dello Stato di cui sono il Patrimonio riconosciuto e accresciuto da centocinquanta anni e divenire patrimonio privato di banche privatizzate che – specie in questo momento – stanno strozzando l’economia italiana facendole pagare i loro errori di investimento in Asia realizzati tramite filiali tropicali.
La legge e lo statuto della Banca d’Italia sono chiarissime in merito: l’Istituto è pubblico e deve essere regolato dal diritto pubblico.
Altro punto importante è che l’istituto di via Nazionale ha perso ogni funzione, ceduta alla Banca Centrale Europea , ma NON in ” condizione di parità con altri stati” come stabilisce tassativamente l’articolo 11 della Costituzione.
A questo proposito nei prossimi giorni si dibatterà se al termine della manifestazione portare al Quirinale una lettera di segnalazione al Presidente della Repubblica.
Inoltre da Carli a Baffi, da Sarcinelli a Dini, da Draghi a Fazio, molti dirigenti dell’istituto hanno contribuito a gestire la Nazione, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
È ora che il mito ceda il passo alla realtà di un istituto incapace di controllare le banche – nessuna banca fallita è stata individuata dall’ispettorato – e parecchi hanno assaggiato il rancio delle patrie galere. Le donne sono trattate come i negri in Alabama: se ne promuove una ogni tanto, quanto basta per evitare l’accusa di discriminazione.
Vi terremo informati e vi consigliamo di partecipare .
Sarà per tutte scuola di democrazia e palestra di analisi logica come per l’art 49 della Costituzione: i cittadini ( soggetto) possono riunirsi in partiti ( complemento) per concorrere a determinare la politica nazionale.
Le organizzatrici hanno anche in animo di chiedere ai negozianti di via Nazionale di abbassare le saracinesche tra le dieci e le dieci e mezza, quando arrivano i VIP per la kermesse : come si usava fare un tempo, al passaggio di un feretro.

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Commenti

  • gicecca  Il aprile 22, 2012 alle 6:55 am

    Mi piace. Il 31 maggio é un giovedì. Ditemi a che ora é e io che non ho mai partecipato a una manifestazione va finire che ci vengo. Viva la lira !!! GiC

  • Armando Stavole  Il aprile 22, 2012 alle 9:14 pm

    Hanno ragione, ma non basta. Invece di guardare al passato, di cui non vedo gran che per andarne orgogliosi (primi alle olimpiadi dei nani), guardiamo di riformare questo stato che va quasi completamente rivoltato come un calzetto. Continuiamo con i soliti blabla, blablabla mentre l’Italia affonada!?

    • antoniochedice  Il aprile 22, 2012 alle 9:19 pm

      “Meglio accendere il proprio cerino che imprecare contro l’oscurita’”

      • Armando Stavole  Il aprile 22, 2012 alle 9:29 pm

        Buone “cerinate”, ma qui ci vuole un lancaiafiamme!

      • antoniochedice  Il aprile 22, 2012 alle 9:50 pm

        Il cerino serve a vedere. Il lanciafiamme a distruggere. Tu cosa vuoi fare?
        Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

      • Armando Stavole  Il aprile 23, 2012 alle 3:03 am

        Ordo ab cao! Quindi almeno una rivoluzione di pensiero che porti ad una rigenerazione. Ma il discorso e’ ben piu’ lungo ed articolato.

      • antoniochedice  Il aprile 23, 2012 alle 4:31 am

        Se non riesci a vedere l’ordine delle cose e pensi di volerlo creare tu, mi dispiace per te. Molto.

      • Armando Stavole  Il aprile 23, 2012 alle 5:19 pm

        1. conscio della mia ignoranza, mi si spieghi qual’e’ l’attuale ordine delle cose;

        2. non ho voglio accettare provocazioni, ma dove mai ho scritto che voglio essere io quello che stabilisce l’ordine delle cose? Nemmeno dei grandi leaders ci sono riusciti, quando avulsi dalla realta’…

        3. la mia e’ una penosa constatazione sulla nostra realta’ dove la predominante parte degli italiani e’ in stato confusionale per non aver mai preso coscienza di chi siamo e dove vogliamo andare.

        Come ho gia’ espresso, ci vorrebbero ore per spiegare il perche’ storico e culturale ci ha posti in questa posizione di forte ritardo. Un fatto e’ certo, ci siamo raccontati ed abbiamo voluto credere ad un mucchio di fandonie dal Risorgimento in poi!

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