Vivo a Roma. Ho fatto un figlio, piantato un albero e non mi decido a scrivere un libro.
Detesto matrimonio e democrazia, ma non trovo di meglio.
Passata la festa, guardiamo la trave negli occhi dei politici nostrani:
http://www.youtube.com/watch?v_TVeosBfk la solita intervistatrice della trasmissione “le iene ” ha chiesto a una serie di politici cosa si ricordava il 17 marzo, data scelta per ricordare il nostro centocinquantesimo anniversario. L’abisso di ignoranza colpisce anche un ex ministro dell’ Università e ricerca scientifica.
Mi rifiuto di considerarmi fratello di questo branco di somari. Ce n’è per tutti i partiti. Favorite
Antonio de Martini
Adesso che il sangue scorre anche a Bahrain, gli USA si trovano in quello che i francesi chiamano “un guepier” e che noi italiani, più modestamente , diciamo in un vicolo cieco. Continua a leggere →
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di seguito: dichiarazioni rese dai più importanti politici del secolo (da Sun Yat Sen a Clemenceau) , intellettuali (da Tolsty a Sorel) , cattolici (come il Buonaiuti o Ardigò), degli storici (da Carlyle a De Ruggero), dei rivoluzionari ( da Bakunin a Garibaldi). Se accanto a questi uomini illustri non potrete leggere quelli di Giorgio Napolitano o di Giuliano Amato, non è colpa nostra. Continua a leggere →
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EtichettatoAdolfo Omodeo, Augusto Bebel, Carlo Pisacane, Cesare lombroso, Claudio Treves, Clemenceau, Ernesto Buonaiuti, Ernesto Nathan, Francesco Kossuth, Geordes Sorel, Georges, Giorgio Napolitano, Giovanni Bovio, Giuliano amato, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe lombardo Radice, Giuseppe Mazzini, Guido De Ruggiero, Harriet Hamilton King, james Bryce, John Adam Cramb, Ladislao Lakatos, Leone Tolstoj, Michele Bakunin, Napoleone Colajanni, P.J. Proudhon, partito repubblicano, Randolfo Pacciardi, Roberto Ardigò, Roberto Michels, Romolo Murri, Sun Yat Sen, Swinburne, Thomas Carlyle
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Ieri nel blog su Bahrain, avevamo aggiornato l’analisi della situazione prevedendo scontri. Oggi , alle 09,50 abbiamo un ulteriore aggiornamento. Il re Ahmad ben Isa Al Khalifa ha proclamato tre mesi di “Stato di sicurezza nazionale” ( in pratica stato di assedio) e l’esercito – appoggiato dai sauditi – ha ricevuto l’incarico di ripristinare “legge e ordine”. Continua a leggere →
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La Stampa , vedi” il Corriere della sera”, di oggi, in un articolo a firma Davide Frattini informa la pubblica opinione italiana che un cospicuo ( 200) numero di blindati e mille militari ( cinque militari a blindato ?ndr) è entrato in Bahrain per dare man forte al re alle prese con i contestatori che usano il sistema di occupare la piazza principale della capitale Manama e di andarsene solo se ottengono soddisfazione o se costringono le forze dell’ordine a delegittimarsi agli occhi della opinione pubblica mondiale, sparando. Continua a leggere →
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Anche i rapporti col governo marocchino rischiano di incrinarsi. Poco male, penserà Borghezio, non ha petrolio ma solo fosfati.
Abbiamo tutti visto il traghetto marocchino che ha chiesto di fare rifornimento ad Augusta nelle varie riprese TV dei telegiornali e la enorme scritta COMANAV sulla fiancata. Continua a leggere →
Il fatto che Buttiglione e Formigoni, politici accorti, siano volati in soccorso della Libia con altrettante dichiarazioni stampa, e Frattini si sia azzittato, sembra essere la dimostrazione che per Gheddafi il peggio è passato. Il fatto che l’Agence France Presse ( l’ ANSA francese) insista Continua a leggere →
Il riferimento più calzante è sempre più quello della guerra di Spagna, con in più quel minimo di sofisticazione che la realtà e la modernità ha imposto. Naturalmente lungi da me fare paragoni etici , mi limito agli aspetti tecnici. Continua a leggere →
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Questa guerra di Libia rischia di fare più vittime tra i nomi illustri che tra poveri diavoli. I diecimila morti massacrati dalle truppe di Gheddafi si sono rivelati inesistenti, mentre le vittime inglesi tendono ad aumentare e, come tutte le vittime illustri, cadono a una a una nel silenzio della stampa italiana. Continua a leggere →
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Il regno è stato unificato nel 1928 dal fondatore della dinastia attuale, ABD EL AZIZ, che come ultimo esploit del processo unitario , conquistò la sua capitale Riad alla testa di un gruppo di sette uomini ( e otto di riserva per coprire la ritirata in caso di insuccesso). Il colpo, audacissimo, riuscì. Continua a leggere →
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