Libia: tempo di saldi. Cameron e Sarkosi non se la prendano: alla prima crociata disertò anche Pietro L’Eremita. di Antonio de Martini

Il fatto che Buttiglione e Formigoni, politici accorti, siano volati in soccorso della Libia con altrettante dichiarazioni stampa, e Frattini si sia azzittato,  sembra essere  la dimostrazione che per Gheddafi il peggio è passato. Il fatto che l’Agence France Presse  (  l’ ANSA  francese) insista nell’enumerare i beni sequestrati a Gheddafi nella sola  Inghilterra, è la dimostrazione della insistenza del partito dei falchi nella campagna di propaganda  iniziata con l’annunzio ( falso) della fuga della figlia di Gheddafi verso Malta, e proseguito con la notizia di Gheddafi verso il Venezuela e della fuga dell’infermiera di Gheddafi per destinazione ignota. Più seri i falchi americani che adesso cercano di provocare le dimissioni di Robert Gates da ministro della Difesa, per vendicarsi della sua realistica opposizione all’apertura di un terzo fronte.

L’AFP ha sparato,  tra padre e figlio , 34 miliardi di dollari  di proprietà personali nella sola inghilterra   annunziando che nel contempo il premier Cameron ha dichiarato  in Parlamento di  aver sequestrato “beni libici “per  solo 14 miliardi . Tempo di saldi evidentemente.

Cameron e presto anche il piccolo Sarkosi  dovranno cambiare opinione e fare una accostata a diritta ( come è successo alla nave della nostra marina inviata  per monitorare la zona dei combattimenti, la  Francesco Mimbelli  ( moderno  caccia lancia missili) eroicamente arenatasi nelle acque libiche  – che noi italiani dovremmo conoscere a memoria –  si è rifugiato nel porto di Augusta in Sicilia, lontano da occhi indiscreti)

Cameron non se ne adonterà, visto che gli inglesi hanno un proverbio che dice “if you cant beat them, join them” ma per Sarkosi il problema potrebbe essere più arduo a causa della figura che farebbe con la sua  ( e pare anche di altri) Dulcinea e nell’imminenza elettorale presidenziale.

No problem: a una persona col complesso di Napoleone,   basta fornire un appiglio degno di lui e ci si arrampicherà.  Eccolo.

Alla prima crociata disertò persino  – udite, udite –  il promotore per eccellenza che al grido di “Dio lo vuole ” aveva scatenato il putiferio.

Se non credete a me, ecco la referenza colta: Steven Runciman , il più famoso studioso di Cambridge sulle Crociate , nel suo libro  ” I crociati alla conquista della città santa” ( ed PIEMME)  a pag 175 testualmente: ” Spinti dalla fame gli uomini cominciarono a disertare ( siamo all’assedio di Antiochia ndr) dall’accampamento per cercare rifugio in regioni più prospere o per tentare la lunga strada del ritorno in patria. All’inizio i disertori furono oscuri soldati semplici, ma una mattina di gennaio  si scoprì che lo stesso Pietro l’Eremita  era fuggito accompagnato da Guglielmo il Carpentiere.”

La fine  della storia è la solita: i due disertori furono catturati ,  Guglielmo fu impiccato e Pietro , in ragione della sua notorietà , fu perdonato, ma tenuto sotto controllo. Ha proprio ragione Marx: quando la storia si ripete, la prima volta è in chiave di tragedia, la seconda , di farsa.

Coraggio Nicolas, non sei il primo francese a tagliare la corda dopo aver alzato la voce e come al solito, altri muoiono al posto tuo.

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