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CI CHIEDONO IL SACRIFICIO DI ABRAMO, MA A ME SEMBRA IL DISPETTO DEL MARITO. di Antonio de Martini

Tutti i giornali dicono che stiamo sacrificando i giovani – i nostri figli e nipoti come ha scritto Francesco Venanzi nel bel commento al post precedente – ma pochi si chiedono se la voce che sentiamo sia di Dio o frutto della paranoia galoppante che ha colpito la classe dirigente europea. A volte mi viene da pensare che Berlusconi – il vile che e’ scappato- non abbia sentito la voce perché’ e’ l’unico che sembra avere una vita sessuale seppur disordinata.

CAPIRE IL DEBITO.

Se acquistare un debito fosse impresa pericolosa, le grandi istituzioni ( e le banche ) non spenderebbero, corromperebbero e premerebbero per acquisire clienti. Esse non assumono una voce al passivo, ad esempio il debito italiano, al contrario:
1) il creditore percepisce interessi e l’Italia avendo all’estero il 47% del proprio debito pagherà’, per il 2011, 76 miliardi di interessi/ rendita a fondi sovrani e di investimento.
Nel nuovo anno , se la Francia rimane nostra creditrice per 309 miliardi, vedrà’ aumentare la propria rendita di 15 miliardi di euro.
2) chi controlla il debito e’ in grado di influenzare – attraverso lo stesso debito- il paese debitore. Ad esempio la Cina ha deciso di influenzare gli USA tenendo la briglia corta: compra solo buoni a scadenza trimestrale.
3) la FIDUCIA , su cui si basa il business , consiste nella certezza che lo Stato debitore pagherà’ gli interessi , ossia la rendita, grazie al prelievo fiscale sui cittadini e in funzione della loro numerosità
Che i debiti non facciano paura e’ dimostrato anche dal fatto che APPENA SCADE IL BOND SI AFFRETTANO A RINNOVARLO. Solo i privati riscuotono il capitale e lo investono altrove ( una casa, azioni, ecc).
4) una garanzia aggiuntiva e’ data dal fatto che oltre al sistema delle tasse – immortale – lo stato può ricorrere a drastiche riduzioni della previdenza o di altra spesa sociale, per rassicurare un creditore dubbioso. QUESTA E’ LA FUNZIONE DI MONTI E PASSERA OGGI.
Passera e’ esperto della materia, essendo le banche italiane state teatro di analoghe richieste. Hanno chiesto alle imprese italiane di ridurre le spese e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Nessuno che abbia fatto notare che il gettito IRAP e quello della cassa integrazione guadagni hanno avuto quasi ( 35 miliardi)lo stesso importo. Se si fosse abolita l’IRAP molte aziende avrebbero evitato la cassa integrazione.
La crisi e’ finanziaria – ossia logica ma non reale- tutti hanno diritto di aver paura, ma chi diffonde la paura in questa guerra e’ un agente provocatore o un bischero come direbbe Bini Smaghi.

LA RAGIONE E’ PRESTO DETTA. Posto che sia tutto vero quel che i giornali e i politici vanno raccontando, gli sforzi di tassazione che si annunziano e quelli di ” innovazione e sviluppo” che vengono richiesti a chi vive del proprio lavoro o produce industrialmente, sono un ATOMO – consentite il paragone – rispetto a una PAGNOTTA.

DIMOSTRAZIONE: nel 1980 – prima della deregulation richiesta dalle banche – l’80% del valore delle transazioni economiche internazionali era basata sulla produzione e circolazione delle merci.
NEL 2000 , gia’ il 95% delle transazioni economiche internazionali era di spostamenti finanziari: il 20% di compravendita di azioni e l’80% di speculazioni sulle valute.
NELL’ APRILE 2010 queste transazioni hanno raggiunto la cifra di
3981 MILIARDI DI DOLLARI AL GIORNO. ( non e’ un errore di battitura ).
La cifra e’ 150 volte superiore a quella dello scambio di merci.

TRE GIORNI DI SPECULAZIONE FINANZIARIA EQUIVALGONO AL FATTURATO ANNUALE DELLA PRIME CENTO MULTINAZIONALI DEL MONDO NEL 2008.(12.000miliardi).

Adesso sono certo che capite tutti che siamo oggetto di un tentativo di truffa da parte del ” duo fasullo ” e che Berlusconi & Co.(mpagni) hanno fatto la figura dei Pinocchio nell’orto dei miracoli.

Il debito – che e’ normale e fisiologico – ce lo vogliono far pagare QUATTRO VOLTE:

LA PRIMA col pagamento degli interessi sui titoli
LA SECONDA con le spese finanziate dallo Stato e finalizzate a ripagare il “sostegno” ( es la
TAV TORINO- LIONE e le centrali nucleari ,bocciate dal referendum, che erano
appaltate alla Francia che non sa farle. Vedasi la centrale Finlandese di
OLKIKUOTO , non finita, dove il preventivo e’ già passato da tre a sei miliardi di
euro e sono stati accertati ben quattromila errori di progettazione).
LA TERZA. Col “piattino Monti” ossia la riduzione straordinaria della quota debito che
vogliono realizzare ” per calmare i mercati” .
LA QUARTA. Con le ” misure di salvaguardia” da varare, per il salvataggio delle banche
” troppo esposte” che inevitabilmente si profila all’orizzonte.

Mi sia consentito una duplice considerazione personale . Chiamare dei banchieri, anche complici della crisi, al governo – in Grecia come in Italia – equivale a nominare capo dei pompieri un piromane.
Inoltre solo dei deficienti mentali potevano non prevedere che, unificando le 17 più interessanti valute del mondo, gli speculatori non sarebbero andati in pensione.
A questi soggetti da Cottolengo abbiamo affidato la navigazione in acque infide nel tripudio di una serie di geronti, che hanno l’ eta’ di Mubarak.
Altro che sacrificare i nostri figli. Questa e’ gente che non vale nemmeno il sacrificio di un abbacchio.

Antonio de Martini

500 ANNI DOPO GALILEO CI SENTIAMO ANCORA AL CENTRO DEL MONDO E CREDIAMO CHE LA CRISI L HA PROVOCATA BERLUSCONI E LA RISOLVERÀ MONTI. INTANTO CI SPOLPANO. DUE VOLTE. di Antonio de Martini

Due grossi errori di noi italiani: siamo provinciali e – paradossalmente – siamo ancora Tolemaici. Crediamo che nel mondo si occupino di noi. Quando gli affari andavano bene – anni 70 – gli investimenti USA in Italia rappresentavano il 2% del totale dei loro investimenti nel mondo. Il secondo errore – l’altra faccia della medaglia – e’ che crediamo che quel che accade in Italia abbia ripercussioni nel mondo. Spiamo la borsa di Tokyo per vedere che effetto ha fatto la nomina di Monti.
Ci chiediamo che effetto abbia fatto a Pechino o a Berlino e facciamo finta che tutto sia cambiato.
Sara’ il caso di vedere anche se il gattopardo ha colpito , mentre gli USA ci spolpano politicamente e la Francia economicamente.
La prima cosa che salta agli occhi e’ che Monti sta ripercorrendo – con altra cultura e conoscenza della lingua italiana – la stessa strategia errata di ” e’ arrivato il Messia” che Berlusconi lascio’ diffondere a suo tempo.
Entrambi hanno creato una tale atmosfera di aspettativa, da rendere inevitabile un altrettanto grande e crescente “effetto delusione” man mano che ci sarà’ lo scontro con la realtà’ .
La differenza sostanziale e’ che Monti , con la sua aria schiva – che un arguto amico ha definito da pesce lesso da trangugiare quando si e’ malati – e’ riuscito ad evitare l’antagonismo dei più’ e, abituato a tener conto delle personalità’ complesse dei cattedratici, ha saputo citare tutti e dare importanza a ciascuno.
L’accoglienza e’ stata imponente come la maggioranza raccolta alla Camera: quasi dieci a favore per ogni oppositore.
Anche questo e’ un punto in comune col Berlusconi che ritenne di avere ” la camera introvabile” con cento deputati di differenza con l’opposizione.
Nessuno dei due potrà’ addurre l’alibi del non consenso.
Il terzo punto in comune e’ il ” Ghe pensi mi” . Enzo Biagi scriveva che se avesse avuto le tette, Berlusconi avrebbe fatte anche l’annunziatrice nelle sue TV.
Monti ha riunito nella sua persona entrambe le funzioni di Berlusconi ( presidenza) e di Tremonti ( economia).
Entrambi hanno un atteggiamento personale patologico: l’uno troppo estroverso e l’altro troppo schivo.
Entrambi si sono circondati di persone ben conosciute, spacciandole per specialisti. Entrambi contano sui viaggi all’estero per crearsi una immagine alta in Patria.
Entrambi attenti piu’ all’immagine che alla sostanza. Oggi Monti e’ andato all’aeroporto per salutare il Papa in partenzaj per l’Africa, ricevendone in cambio il terzo apprezzamento ufficiale in tre giorni. Dal portavoce padre Lombardi, dopo la dichiarazione a favore del Vaticano ier l’altro e della CEI ieri.
Manca solo che il Cardinale arcivescovo di Milano annunzi che ha trovato “l’uomo della provvidenza” titolo dato prima d’ora a Mussolini e a Berlusconi.
Le differenze tra i due sono minime. Hanno entrambi studiato dai preti- uno dai salesiani, l’altro dai gesuiti. Uno si e’ trapiantato il toupet e l’altro ha una capigliatura folta.
Entrambi considerano il programma di governo un optional sul quale soffermarsi il meno possibile e entrambi parlano di aiutare i piu’ deboli, l’uno togliendo l’ICI e l’ altro aumentando le pensioni minime, ma ripristinando l’ICI.
Insomma una riforma a costo zero perché’, come mi ha spiegato il vecchio cameriere in pensione ( minima) del BAR EUCLIDE , pare che gli aumenteranno la pensione minima , il cui importo incrementale comunque dovrà’ versare come ICI, perché in una vita di lavoro, spesso precario, una casa l’ha comprata.
Gran lavorio di burocrazia per non ottenere granché’. Nessuno dei due ha scalfito ( o scalfirà’ ) i grandi interessi.
L’unica seria differenza tra i due e’ che Berlusconi ha incrementato i posti di lavoro – circa diecimila – nelle aziende sue e Monti ha tolto di mezzo una cinquantina di posti disponibili, accaparrandoseli lui .
Sono tanto simili che Berlusconi direbbe che sono quasi gemelli: Romolo e Remolo.
Vediamo il concreto.
Siamo tutti informati che Pechino ha il 30% del debito USA e tiene gli americani ” per le palle”, ma pochi hanno fatto mente locale al fatto che la Francia possiede il 35% del nostro debito e sta ottenendo col ricatto spazi immensi di dominio per i propri imprenditori.
Diamo un ‘ occhiata ?
ENERGIA

EDF ( Electricite’ de France )’ sta trattando una partecipazione con EDISON che e’ il secondo gruppo elettrico italiano. EDF gia’ controlla La Fenice spa che opera in Italia, Spagna, Polonia, Russia.
GDF SUEZ: ha una partecipazione in ACEA e controlla la TIRRENO POWER.

LUSSO: a settembre LVHM ha acquistato il 98% di BULGARI dopo aver rilevato i marchi PUCCI e FENDI.
PPR: ha comprato i marchi GUCCI, BOTTEGA VENETA , SERGIO ROSSI.
EURAZEO: ha comprato il 45% di MONTCLER che nel 2003 era stata comprata da un italiano.

BANCHE

BNP PARIBAS ha acquistato la BANCA NAZIONALE DEL LAVORO.
CREDIT AGRICOLE ha il controllo di CARIPARMA ( oltre mille sportelli) s FRIULADRIA ed e’ socio di BANCA INTESA S PAOLO.
VINCENT BOLLORE’ , compagno di merende di Sarkosi, attraverso la FINANCIERE DU PERGUET S.A. ha acquistato una forte partecipazione in GENERALI e in PREMAFIN .
DEXIA ha acquistato il 70% di CREDIOP.
GROUPAMA ha acquistato la NUOVA TIRRENA e una consistente partecipazione in MEDIOBANCA.
AXA ha il 50% del comparto assicurativo di MONTEPASCHI ( sei miliardi di raccolta).

ALIMENTARI

PARMALAT e’ l’acquisizione piu’ recente che va ad aggiungersi a DANONE E GALBANI.

TRASPORTI

La realizzazione della TAV TORINO LIONE ( che a noi non serve a nulla ) fa parte del pacchetto e ALITALIA e’ il prossimo boccone. Renault che e’ ancora pubblica finira’ per assalire Le industries che abbiamo privatizato e Che non difendiamo, in nome del Libero mercato.

Ditemi adesso se Monti con le sue frasette tra l’ovvio e il banale e Berlusconi con le sue senili rodomontate non fanno la figura dei polli Di Renzo nei ” Promessi sposi” , mentre I contraffattori cinesi e napoletani – a mio avviso – sono l’ultimo bastione del patriottismo Italiano e della attivita’ produttiva reale, contro l’avanzata degli strozzini d’oltralpe.
la conseguenza della internazionalizzazione del debito pubblico voluta da Ciampi e Draghi e’ che paghiamo due volte I Paesi sottoscrittori: quando paghiamo fior di interessi e quando cediamo alle pressioni di richieste di penetrazione commerciale.

HO PARLATO BENE DI NAPOLITANO E MALE DI MONTI. E ‘ MBE?

Alcuni amici e ” abbonati” ( quelli che si iscrivono nella casella in alto a sinistra del blog per ricevere avviso quando esce un post) mi hanno telefonato o scritto per farmi notare che di Monti ho scritto che ” non ce la farà’, se ce la farà’ non combinerà’ nulla e se farà’ qualcosa, sarà’ un disastro.”, mentre ieri ho tessuto l’elogio di Giorgio Napolitano e della sua manovra.
Nel caso di Monti, da quel che e’ dato di sapere, mi pare che sia un animale a sangue freddo, mentre serve un innamorato appassionato dell’Italia; sia un professore senza esperienza di vita vissuta; non apprezzo il fatto che da commissario europeo, prima ha attaccato la Coca Cola e adesso e’ nell’ Advisory Board della stessa società.’
Serve una persona – a mio avviso – capace di interpretare i sentimenti della Nazione e che non sia attaccata al denaro.
Nel caso di Napolitano, ho ammirato la capacita’ di sfruttamento di ogni appiglio offerto dalla situazione o dalla sua carica e di ogni energia del suo corpo per creare una situazione nuova.
Che lo volesse o no, ha inferto un colpo mortale a un regime che aveva avuto l’impudenza di spacciarsi per la Nuova Repubblica, mentre era solo un tempo supplementare che hanno passato a odiarsi ” mutuo metu ” .
Come spiego il fatto che Napolitano abbia scelto Monti?
Non conoscendo Napolitano, posso solo fare ipotesi.
A) volendo mantenere il controllo politico della situazione, ha scelto una persona ” di buon comando” : e’ educato, metodico, di scarsa attitudine ad apparire, lavoratore, cattolico.
B) lo ha scelto per aprire la strada a un altro candidato al quale Monti offrirà’ il risultato delle sue fatiche negoziali, dopo aver ottenuto dai capi partito spaventati all’idea di un governo senza di loro, condizioni che non avrebbero concesso ad altri. E’ per questo che, ogni volta che vedo in TV
Amato accanto a Napolitano, mi preoccupo.

Blitzkrieg alla Vesuviana. Napolitano ha fatto come Deng Xiao Ping. Ha preso il topo senza curarsi del colore del gatto. di Antonio de Martini

Accecato dalla cultura giovanilista – devo ammetterlo, ha influenzato anche me che giovane non sono e faccio ammenda – ho trascurato di seguire con la dovuta attenzione l’attività’ di Giorgio Napolitano al Quirinale. Ho attribuito a conservatorismo e cupidigia di servilismo l’adesione alla guerra di Libia, invece e’ riuscito con quella azione ad accreditarsi presso gli alleati come un partner affidabile che tiene fede ai patti anche se non gli conviene

.E’ stata la sua campagna di Crimea a premessa di una operazione cavouriana o per dirla piu’ modernamente, alla Deng Xiao Ping.

Ha esautorato gradualmente , con grande misura nella comunicazione, Berlusconi e soci, lasciato La Russa a giocare ai cow boy in Afganistan – la Crimea di Berlusconi e di Bush jr – delegittimato la lega con la celebrazione dell’Unita italiana, aggregato attorno a se le forze sociali ed imposto, senza forzare i toni o imporre nulla con la forza, il suo progetto.

Avremo quindi un esecutivo tecnico con un presidente ( della Repubblica) politico che gestisce con vera maestria la situazione.

E così’, abbiamo ottenuto anche il primo governo bipartisan della storia della Repubblica. Le consultazioni più’ rapide della storia della Repubblica e una conduzione della crisi e relativa soluzione, fatte con un tempismo da ” blitzkrieg”.

La magistratura politicizzata ne esce ridimensionata nel suo ruolo di condizionamento delle istituzioni, non essendo riuscita a scalzare il premier e il governo, pur avendo spesso rotto le regole di equilibrio con l’esecutivo. Questo ridimensiona anche di Pietro.

Il Presidente della Repubblica ha realizzato il suo ” veni, vidi, vici” su governo e opposizione con un piglio da monarca e una energia da
quarantenne benché’ privo della rappresentatività’ necessaria e politicamente irresponsabile in virtù della Costituzione che lo vuole tale.

L’aiuto principale ad assumere questo ruolo carismatico, glielo ha dato Silvio Berlusconi con la sua volatilità, la sua corte dei miracoli, la sua mancanza di
idee, la sua goliardia un po’ bausciona, la sua ansia di piacere, la sua incostanza, la sua cultura dell’apparire, la sua incapacità’ di amministrare , i suoi ministri-attendenti.

Per contrasto, Napolitano e’ apparso un uomo col senso dello Stato, indipendente, equilibrato, abile anche nel comunicare, poliglotta, scevro da interessi di bottega in virtù’ dell’eta’ e del palese buon senso del progetto.

La sua abitudine a fare politica come minoranza della minoranza, gli ha certamente giovato ed avrà’ fatto mordere i gomiti a tutti gli aspiranti alla leadership del P D che hanno dovuto fare buon viso alla sua iniziativa almeno tanto quanto il cavaliere. La base si starà’ chiedendo come mai il partito non abbia saputo usarlo.

COSA FARE?

Incassata la patente di Uomo di Stato ex ex premier rispettato ,datagli da una opposizione timorosa di una resistenza alla Gheddafi, Berlusconi si accontenti della tregua de facto con la magistratura e se, adesso vuole aiutare l’Italia, come dice, deve, ritirandosi, portando via con se i vari cacicchi infidi o incapaci , distinguere e’ inutile,
come La Russa, Frattini, Scajola, Pisanu, Gasparri, Matteoli, Calderoli , Galan, , Tajani, Quagliariello, per evitare che inquinino il movimento moderato cui deve dare il tempo
( quello della durata del governo Monti) e la possibilità’ di riorganizzarsi con metodo democratico.

Berlusconi pensi anche a dare un esempio di unione a destra , magari officiando personalità’ come Fini, Segni, Callegaris , Marzano , Martino, ed altri personaggi accantonati in questo solitario esercizio di potere.

Analogo invito andrebbe fatto all’opposizione PD-PP : svecchino, smettano i discorsi di incitazione all’odio e i toni rancorosi alla Manconi o Diliberto. Cerchino gente come Ignazio Marino, Morando, o anziani accantonati tipo Macaluso o Prodi e smettano di vedere nell’aiuto economico di D’Alema, l’unica ancora di salvezza.

La destra deve dimostrare che si e’ veramente riconciliata con la democrazia – coi congressi – e la sinistra deve dimostrare che il suo apprezzamento per la Nazione e’ autentico.

Possono entrambi farlo, riconoscendo assieme quale sia l’interesse nazionale e impegnandosi a far leva su questi , impegnandosi ad evitare di alimentare la polemica politica su questi temi e stigmatizzando congiuntamente chi viola questa regola.

Ottenuto l’allontanamento di Berlusconi – in un contesto inaspettato – Bersani si dichiari pago e eviti di partecipare alla contesa per la segreteria. Lasci la leadership a Prodi o a una donna capace di rappresentare una alternativa efficace agli occhi dell’elettorato. Questa mossa renderebbe obsolete le candidature da baraccone tipo Renzi o Vendola e darebbe a chi volesse metterla alla prova , la possibilità’ di puntare a sinistra. Il governo nuovo – se ci sara’ – non prometta mari e monti ( …) e si concentri a rendere possibile
la fine dell’aggressione finanziaria , l’adattamento della Costituzione alla nuova situazione e per finire, una nuova legge elettorale che regoli le candidature non solo dei militari – altro elemento vecchio di anni – ma di ogni altra categoria che possa usare lo Stato come sgabello.

CON LE MIGLIORI INTENZIONI. di Antonio de Martini

Ha del meraviglioso il fatto che noi italiani riusciamo regolarmente in politica a provocare effetti opposti a quelli che ci proponiamo e che alcuni sogni vengano realizzati da persone da cui non si aspetta niente.
Ormai siamo in un regime presidenziale realizzato da chi si opponeva fermamente alla riforma della Costituzione in senso presidenziale, con l’anomalia democratica di un presidente del consiglio eletto ( quasi ) dal popolo che subisce l’iniziativa del capo dello stato che ha deciso di esercitare tutti i suoi poteri anche se privo della verifica popolare che ne avrebbe legittimato l’azione ( e nel nostro caso, eletto da una maggioranza che perse le scorse elezioni).
Il Presidente, ripeto, non rafforzato dal suffragio universale che lo avrebbe legittimato, nomina, in sostituzione dell’eletto , un professore di economia privo dell’ investitura democratica anche minima.La motivazione di tanti calci alla Costituzione e’ l’emergenza economico-finanziaria e la necessita’ di ricorrere ad una personalità’ esperta e rispettata universalmente.
L’unico caso di cui ho memoria e’ quello di Oliveira Salazar , che chiamato a risanare nel 1932 l’economia portoghese, rimase al potere fino al 1968 ( poi mori’) provocando un ristagno economico da cui il paese lusitano deve ancora riprendersi.
Monti ha in comune con Salazar – oltre al fatto che non rappresenta un elettorato – il fatto che e’ professore di economia , e’ di estrazione cattolica ed ha un’aria da salutista impudente.
Credo che abbia molto di più’ in comune con Giovanni Spadolini, ma in versione internazionale.
Non ci crederete, ma se guardate su wikipedia nelle sue note biografiche , vedrete che bazzica ogni ambiente e raccatta ogni carica ( membro della commissione Trilaterale di cui e’ il presidente europeo e del gruppo Bildeberg e di una serie di commissioni che negli anni hanno studiato il fenomeno del debito pubblico italiano con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.)
E’ stato anche vice presidente della Banca Commerciale italiana , la cui fine e’ nota a tutti ed e’ autore di una ricerca su come si comporta una banca in regime di monopolio.
Ha argutamente concluso che fa come gli pare.
Ha anche avuto l’accortezza di trovarsi un coautore di fama , il nobel Klein.
Per chi conosce il mondo accademico, non c’e bisogno di commentare. Per chi non lo conoscesse, possiamo dire che e’ il Gervaso di ogni Montanelli.
Andava fatto senatore Klein.
I due mandati che ha fatto a Bruxelles li ha fatti, uno a nomina di Berlusconi e l’altro a nomina di D’Alema , ma questo non lo dice nessuno.
La Tv lo ha mostrato abbracciarsi con la Bonino – sua collega nel primo mandato – ma nessuno ricorda che il collega del secondo mandato e’ Prodi.
Sopratutto nessuno ricorda che il primo mandato fu interrotto – caso unico nella storia della UE – dalle dimissioni della commissione Santer a causa di irregolarità’ amministrative di alcuni commissari e che il famoso caso contro Microsoft che gli diede notorietà’ mondiale e’ ancora in piedi e non e’ affatto detto che finisca bene per le sue tesi. se a questo aggiungiamo che e’ di Varese, sorge il sospetto che lo abbiano scelto solo per tentare Bossi e Tremonti.
Non credo che ce la fara’. Se ce la facesse, non fara’ nulla, Se farà’ qualcosa, sarà’ un disastro.

TRA IL GROTTESCO E L’ ALTO TRADIMENTO. I CANDIDATI A PALAZZO CHIGI SONO TUTTI “CRAVATTARI” di Antonio de Martini

Lungi da me l’idea di rimpiangere Berlusconi e la sua corte dei miracoli.
In un paese serio la maggior parte di costoro farebbe al più’ il rappresentante di profilattici.
Impressionante , pero’ , anche il catalogo dei candidati alla successione che sembrano essere stati scelti per far sembrare il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi una caramella alla camomilla.

A GIULIANO AMATO ho già’ dedicato un post intero che può essere condensato in tre parole: ambiguo, incompetente, arrivista. A queste qualità’ che lo rendono certamente un candidato degno di questo sistema, va aggiunto il neo del conflitto di interesse: e’ SENIOR PARTNER della DEUTCHE BANK.
In altre parole, fa il lobbista presso enti locali e governativi facendo vendere derivati ( la finanza creativa che tanti buchi ha creato) e facendo indebitare lo stato, le regioni , le provincie, i comuni .
Nulla che comporti particolari competenze, basta avere una agendina coi numeri telefonici giusti e riuscire a presentare i ” cravattari” all’ assessore da infinocchiare. E’ ben pagato e gli consente di arrotondare le tre pensioni che ha, oltre alla presidenza della Treccani e del comitato per il centocinquantenario dell’ unita’ italiana.
Adesso mi dicono che e’ nuovamente candidato alla Presidenza del consiglio, ossia a trattare coi suoi padroni i termini di restituzione dei ” prestiti” che ha aiutato a contrarre.
Un po’ come se si incaricasse lo stupratore di fare alla violentata la visita ginecologica di accertamento.
Per chi non lo ricordasse, l’ istituto tedesco e’ anche quello che ha dato fuoco alle polveri della crisi italiana a maggio vendendo in una mattinata tutti i BOT italiani ( otto miliardi) che aveva in portafoglio….

MARIO MONTI: la nomina a senatore a vita e’ spiegabile solo con l’ipotesi che qualcuno abbia strumentalizzato la venerabile eta’ del Presidente Napolitano che non può essere sempre presente a se stesso.
Si tratta di uno scialbo Carneade proveniente da Milano e da una università’ che si autocertifica alla pari dell’ ” autorevole financial times” e che si e’ illustrato in un decennio da commissario europeo per aver affibbiato a Bill Gates una multa da cinquecento milioni di dollari, accusandolo di abuso di posizione dominante.
Per farlo rimpiangere dalla UE, hanno dovuto mandare Antonio Tajani.
Meno male che Guglielmo Marconi non e’ più, altrimenti avrebbe multato anche lui perché’ era quasi solo lui ad avere la radio. Non riesco a vedere un solo motivo serio per nominarlo senatore a vita, a meno che non lo si voglia mettere al riparo da qualche procura della Repubblica in vena di partecipare alla selezione dei candidati.
In più’, ho anche il serio sospetto che non sia un genio e cito a riprova il fatto che oggi e’ andato in Germania a partecipare a una tavola rotonda della London School of Economics ( quella finanziata da Gheddafi jr, ricordate?) a commemorare Ralph Dahrendorf, un personaggio il cui pensiero non si e’ notato granche’ e che fu preso sul serio solo da Giorgio La Malfa.
Una ipotesi malevola che circola, invece, e’ quella che si e’ fatto il suo nome come candidato premier per far sembrare la candidatura di Amato il male minore.
L’egregio professore MARIO MONTI DA OLTRE SEI ANNI E’ CONSULENTE DELLA GOLDMAN SACHS cioe’ della organizzazione meno corretta e piu’ chiacchierata della storia.

UN ALTRO CANDIDATO A PREMIER E’ GIANNI LETTA , anch’egli consulente della GOLDMAN SACHS che negli ambienti finanziari mondiali chiamano GOLDMAN SACKS ( traduzione:”Goldman saccheggia”).

MARIO DRAGHI e’ stato VICE PRESIDENTE EUROPEO DELLA GOLDMAN SACHS dal 2002 al 2005 , ossia quando la banca era la consulente del governo greco e lo ha aiutato nella scelta dei prodotti derivati con cui sono stati truccati i bilanci greci per entrare nell’Euro.
Adesso viene chiamato alla BCE per rimediare al danno che ha procurato direttamente o indirettamente.

ROMANO PRODI Dal 1990 al 1993 ha fatto il consigliere di GOLDMAN SACHS.
Conosceva i dossiers delle privatizzazioni su cui evidentemente consigliava la GOLDMAN che consigliava a sua volta i propri clienti che erano gli stessi che concorrevano alle privatizzazioni. Ricordo l’importo della consulenza pubblicato sui giornali : dieci miliardi di lire.

GIANNI LETTA e’ entrato come advisor della GOLDMAN SACHS giusto a tempo per dare consigli in due importanti affari di pari importo : l’ acquisto della partecipazione TELECOM da parte della spagnola TELEFONICA ( società’ che aveva il doppio dei debiti di Telecom, controllata dal finanziere Cesar Alierta ) e l’ acquisto – da parte del gruppo Berlusconi – della Endemol venduta – quando si dice il caso- proprio da Cesar Alierta e- caso nel caso- allo stesso prezzo . Endemol e’ un fornitore di programmi televisivi e sarebbe bastato che Mediaset disdicesse un po’ di contratti TV per abbassarne il prezzo prima dell’acquisto, ma lui da gentiluomo qual’e , queste cose non le ha fatte. L’ advisor di entrambe queste operazioni e’ stata la GOLDMAN SACHS .
Quattro coincidenze non sono coincidenze: lo dice il metodo scientifico inventato da Galileo Galilei, uno che – fosse vivo- con Berlusconi avrebbe in comune l’hobby di sfangarsela ai processi.

Anche in Grecia, il candidato a Premier, imposto a forza, e’ Lucas Papademous- – banchiere centrale- che – vedi caso- e’ ” colui che ha portato la Grecia nell’Euro”.
In chiaro, e’ quello che ha truccato i conti , con l’ aiuto di Goldman Sachs, creando il problema greco come lo vediamo oggi.
Bastano questi profili invocati da politici e media come salvifici, a capire che , secondo loro, chi può ” rassicurare i mercati” non può’ essere che uno dei compari che ha partecipato al gioco delle tre carte.
Nei curricula degli illustri candidati che circolano sulla stampa, avete visto queste qualifiche? Io no.
Perché’, ad esempio, Napolitano non incarica il presidente della Camera Fini (che apporterebbero anche i voti necessari a qualsiasi formula) o quello del Senato, Schifani?
Scelte istituzionali classiche queste e non legate ne’ a chi contrasse i debiti ne’ a chi li erogo’.
Possibile che il Presidente Napolitano debba scegliere soltanto in questo cesto di serpenti?
Possibile che persino alla vigilia del Grande Passo, non senta la viltà intrinseca di scelte come queste ?
Un amico mi assicura che questo atteggiamento – con contorno di telefonata a zio Obama- si spiega solo con l’ abitudine contratta in gioventù – e oltre- a fare l’acritico “killer” di Palmiro Togliatti .
Giuseppe Di Vittorio il mitico sindacalista pugliese amato dai proletari di tutta Italia e rispettato da anche dai nemici, ce lo potrebbe raccontare.
In absentia dell’interessato, un giorno penso proprio che qualcuno dovrebbe farlo.

Draghi candidato alla Banca Centrale Europea . Ma chi andrà a Bankitalia?

Il governatore della Banca d’Italia Draghi, dopo un periodo di spareggio con Weber  – il candidato tedesco, abbandonato d’improvviso dalla Merkel  –  si è visto divenire IL candidato   ed ha assistito all’indispettito  e fulmineo  ritiro del competitore Germanico  anche dalla  prestigiosa poltrona di  Bundesbank. Il nostro narcisismo provinciale è gratificato.

Mario Monti con Romano Prodi . Un altro uomo di Goldman Sachs in Bankitalia?

Il ministro Tremonti sale sul treno del vincitore e ne annunzia la candidatura.  Ma c’è un prezzo?

Va subito detto che di Draghi ho personalmente  un’ottima opinione specie perché – anni fa , quando non sapevo chi fosse – capitai a cena accanto a lui in casa di amici. Parlammo della crisi libanese che in quel momento aveva uno dei suoi picchi.

Si mostrò interessato,  subì  educatamente la mia audacia previsonale e finì li.

Tre mesi dopo, quando la mia previsione si avverò in pieno, mi telefonò in ufficio per complimentarsi. In  Italia le persone che riconoscono i meriti altrui  ( specie i miei…)  non abbondano. Lo invitai a colazione.  Mi spiegò, declinando, che chiamava da Washington  perché lavorava al Fondo Monetario Internazionale.

Così scoprii la sua esistenza e mi rassegnai a non avere un estimatore da mostrare.

Oltre a un’educazione dai gesuiti ed una evidente capacità di ascolto, Draghi ha un impeccabile curriculum con le esperienze di lavoro “giuste”: Dalla direzione del ministero del tesoro,  al FMI , alla Goldman Sachs ,  alla Banca d’Italia e, di recente,  al comitato per la stabilità monetaria durante la recente e non conclusa crisi . 

Vero è che da azionista – tesoro della  telefonia pubblica,  proibì alla Telecom Italia mobile di acquistare la Vodafone ( che allora era scalabile) e non ho mai capito bene cosa successe con la chiusura dell’UIC ( ufficio italiano cambi), ma attribuisco volentieri questi  fatti a Ciampi, non fosse altro che per conservarmi un estimatore. 

I tedeschi che rinunziano al controllo della BCE ,  prima a favore del francese Trichet ed ora a favore dell’italiano Draghi, non ce li vedo proprio, se non nel quadro di una strategia loro o per conto degli USA.

L’elezione di un italiano potrebbe essere un modo per rendere  molto più difficili  eventuali velleità euroscettiche  di fuoruscita dall’euro  in previsione di un inevitabile sviluppo dell’inflazione mondiale   come rimedio alla crisi monetaria che si sovrappone a quella economica.

Una defezione mediterranea potrebbe avere nell’Italia un perno decisivo e va evitato che possa  concretizzarsi.

La seconda ipotesi – anche questa non entusiasmante per noi  – è che i tedeschi  fanno ponti d’oro a Draghi per liberare la poltrona di governatore di Bankitalia  per un uomo  gradito, come ad esempio Mario Monti, che ne ha i titoli o o il solito Amato che ne ha l’ambizione.

Questo potrebbe  spiegare la fretta con cui ci si vuole liberare di Berlusconi . Va cambiato prima  che la la nomina del governatore nuovo   sia  all’ordine del giorno.

Si vuole evitare che il cav. , con la consueta creatività,   sparigli il gioco presentando  candidature, quale  ad esempio quella , dignitosissima, di Marzano  che presiede il CNEL,  ma che era stato  officiato nella terna precedente quando si impose la scelta bipartisan di nominare Draghi.

 Anche se priva di alcuni poteri tradizionali, ormai ceduti alla BCE, si tratta di una carica di estremo prestigio e che dura 12 anni .

Di questi tempi potrebbe far gola anche a Tremonti che vuole evitare di restare al ministero se si dovesse  affrontare una fase di spesa che metta in tensione  il bilancio dello stato che lui ha garantito all’Europa.

Se resta il cav.  di scelte bipartisan , questa volta, non tira  proprio aria.