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GHEDDAFI SALVATORE DELL’ ITALIA? COME LA GUERRA DI LIBIA PUO’ GIOVARE ALL’ ITALIA O ALMENO A BERLUSCONI. di Antonio de Martini

Il coraggio e’ contagioso quanto la paura. L’atteggiamento virile con cui Gheddafi ha scelto di combattere e la sua fine tragica , ha provocato in Berlusconi che lo aveva conosciuto da vicino, una vera e propria crisi escatologica.
Se Monicelli fosse vivo farebbe un film tipo ” la grande guerra” con due cialtroni che si redimono nel finale e Montanelli scriverebbe un altro ” Il generale della Rovere” con a protagonista, un cinico uomo d’affari che entra in politica per salvarsi il patrimonio e alla fine – dopo aver sacrificato una persona che lo considerava un amico- resta tanto colpito dalla dignità’ con cui l’uomo affronta la morte pur di lottare per ciò’ di cui e’ convinto, che smette di vivere di sotterfugi e affronta la situazione con una fermezza sconosciuta.
Gheddafi aveva come alternativa alla sua tragica fine un esilio dorato – come tanti tiranni in pensione – da Baby DOC Duvalier al colonnello Menghistu.
La scelta gheddafiana di ” morire da uomo” invece di godersi patrimonio e donnine, deve aver avuto sul Silvio che conosciamo, un impatto violento.
Avevano in comune una certa propensione per le donne, il numero dei figli, l’attitudine a manipolare le persone, qualche stramberia psicologica e una sostanziale solitudine.
Entrambi erano molciti per le ricchezze, ma considerati estranei dal mondo dei potenti globali.
Avevano simpatizzato d’istinto e ( con altra caratura educativa) Putin con loro.
Di fronte all’ennesimo attacco proveniente grosso modo dagli stessi ambienti che han fatto fuori Gheddafi, ha avuto un processo di immedesimazione ed ha adottato la scala dei valori dell’amico morto.
Denaro, donnine, servi. Tutto ha assunto la dimensione relativa e misera che hanno in realtà’ .
Si e’ arroccato sui figli e qualche vecchio affezionato amico ed ha deciso di vender cara la pelle.
Questo può’ fargli vincere le elezioni anche se gli italiani continueranno a considerarlo un cialtrone e moltissimi pensano che i “milanesi”non siano adatti a governare e dovrebbero limitarsi a lavorare e produrre.
un uomo solo che lotta contro gli gnomi attira simpatie e gli italiani hanno sempre mostrato un debole per il soccombente e antipatia per i burocrati di partito.
Gli strateghi della sinistra – abituati dalla loro cultura a considerare le persone numeri- forse non hanno tenuto conto della possibile reazione dell’elettorato in questo senso. Se lo hanno fatto, eviteranno la crisi .
Le elezioni, inoltre si farebbero a fronti rovesciati: col centro sinistra che vuole liberalizzazioni e il centro destra sulle barricate dello statalismo.
TRACCIATO IL PROFILO PSICOLOGICO DI LUI E DEGLI ELETTORI, PASSIAMO ALLA POLITICA INTERNA E ESTERA.

I politici.
La valanga di transfughi aspiranti al riciclo, rende impossibile all’opposizione di fare credibili offerte di recupero del seggio parlamentare a tutti. Le lotte interne per la non risolta leadership nella sinistra aggraveranno le incertezze degli aspiranti Badoglio.
Avremo entro poche ore una ondata di pentitismo parlamentare che darà la nausea anche ai più’ duri di stomaco. E’ verosimile quindi che Berlusconi ottenga la fiducia e riesca ad allargare la maggioranza restando a concludere la legislatura , appoggiato dalle stese forze estere che lo volevano scalzare dato che non possono permettersi di mettere a repentaglio i loro crediti tirando ulteriormente la corda. Un bel condono fiscale lo metterebbe in condizione di spendere nell’imminenza delle elezioni del 2013 e avrebbe in mano tutte le carte per mirare alla vittoria.
Se la rapidità’ del Quirinale dovesse portare alle elezioni ( che ormai nessuno vuole più’) sarà’ l’occasione – che mancheranno – di fare un repulisti a destra ed un compattamento a sinistra, ma nulla cambierà’ nella sostanza : non c’e tempo per epurazioni nelle liste, la sinistra e’ ancora alle prese con il problema della leadership, il terzo polo ne uscirà’ a pezzi.
Poi tutti saranno presi con la crisi internazionale e nessuno penserà’ più’ A chi governerà’ questa provincia.

I mercati.
Il mercato e’ composto da una persona che crede che un titolo sia sopravvalutato ed un’ altra che pensa il contrario, entrambe senza altri elementi di valutazione che i bilanci che tutti sappiamo essere taroccati.
Si scambiano i titoli in privato e uno dei due si accorge che ha sbagliato nella valutazione. Grottesco se ci si pensa un minuto. Giocano alla roulette e vogliono che gli si paghino le perdite.
Con i titoli di stato , accade la stessa cosa . Tutti i mercati corrono a investire – se i dati sono veri e non taroccati anch’essi dagli speculatori – sui titoli tedeschi , mentre la Germania e’ il solo paese europeo che abbia mai fatto fallimento. I banchieri dovevano pensarci quando hanno concesso il prestito, non mettersi a prevedere disgrazie e chiedere garanzie supplementari.
Il problema del debito viene affrontato dagli Stati Uniti e da coloro che vogliono risolvere la crisi mondiale col ” quantitative easing ” ossia stampando moneta e trascurando l’ effetto inflazionistico che questa scelta provocherebbe.
Sul versante opposto, ce’ chi vuole combattere la crisi col risparmio forzato realizzato per pagare i debiti e trascurando gli effetti sociali che questa scelta provocherebbe. Sponsor di questa tesi la Germania e la Cina che ha tanti , tanti crediti…
La UE non ha una Banca Centrale e non ha una direzione centralizzata efficiente. Diciassette responsabili equivale a nessun responsabile. E’ Un esercito messicano con ” todos caballeros”: inutile per una guerra di movimento.
Poiché’ il mercato e’ globale, cioè’ UNO, per risolvere la crisi e’ necessario che sia adottata UNA sola soluzione.
L’Italia e’ il campo di battaglia scelto per il confronto tra le due tesi e viene attaccata proprio perché’ con la Grecia la UE ha fatto , faticosamente, fronte imponendo – sia pure con vari alleggerimenti – la soluzione di pagare i debiti.
Con l’attacco all’Italia si vuole dimostrare , sulla nostra pelle, che e’ una via impraticabile.
Con l’assedio alla Cina si vuole minacciare – l’Asia capisce meglio la forza, pensano gli USA- di passare ai fatti visto che il debitore e’ robusto e armato.
In Europa, si attacca l’Italia perché il suo debito e’ troppo grande per riuscire a ridurlo drasticamente senza drammi.
Con questa manovra si vuole costringere l’ UE ad adottare il “quantitative easing” e l’iperinflazione. Non e’ una lotta tra privati speculatori o non e’ solo questo.
E’ una replica della seconda guerra mondiale. Siamo agli inizi e siamo schierati con la Germania.
Per ora.

I GRECI HANNO BUONA MEMORIA E CHIEDONO LA RESTITUZIONE DELL’ORO TRAFUGATO DAI TEDESCHI DURANTE LA GUERRA E MAI RESTITUITO. di Antonio de Martini

Teodoros Pangalos e’ il vice primo ministro greco in carica.
Deve essersi stancato di sentire i sermoni della Cancelliera Merkel sulle virtù’ del risparmio, la vita da cicale, la possibilità’ o meno di ripagare i debiti che ha la Grecia eccetera.
Ha deciso di rispondere ricordandosi di essere discendente di Leonida e di Temistocle ed ha deciso di mettere i puntini sulle i . La REUTERS ha prontamente ripreso la dichiarazione.
L’anniversario della “OXI” , il 28 ottobre data dell’inizio dell’invasione dell’Asse e il fatto che i vignettisti dei giornali non cessano di rappresentare gli ispettori della UE in uniformi militari tedesche, non aiuta a distendere l’atmosfera.
In buona sostanza, Panaglos, ha detto che il clima di austerità instaurato in Grecia a seguito della legislazione imposta dalle esigenze UE ( in realtà’ Franco-tedesche) ricorda il clima della occupazione nazista della Grecia durante la seconda guerra mondiale
Egli ed altri organi di opinione quali ad esempio il blog GREEK REPORTER, destinato in particolare ai greci d’oltremare, hanno sollevato il tema dei risarcimenti di guerra per i tre durissimi anni di occupazione, le requisizioni, il lavoro forzato e le vittime del controterrore.
L’ultima stoccata e’ stata la più’ forte: chiede la restituzione dell’oro della Banca Centrale Greca, sottratto dai tedeschi e mai più’ restituito.
La Reuters riferisce che il governo tedesco ha declinato di commentare questa dichiarazione.
Intanto si potrebbe suggerire a Berlusconi di dotarsi di un vice primo ministro – magari donna – capace di amichevole brutalità’ come il vice premier greco, in modo che lui possa continuare a sbaciucchiare la – sono parole sue – ” culona inchiavabile”.
Poi si potrebbe , a livello di cittadini dei nostri due paesi mediterranei, organizzare una raccolta di firme miranti a chiedere congiuntamente la restituzione dell’oro della Banca d’Italia e di quello greco, parimenti ” scomparso” .
Insomma , mentre per gli ebrei hanno rimborsato ogni singola persona e dato soddisfacenti indennizzi allo Stato che all.’epoca non esisteva, a Grecia e Italia non e’ stato restituito nemmeno l’oro della Banca Centrale, per non parlare delle opere di’ arte che ancora andiamo spigolando qua e la’. E gli inglesi potrebbero restituire il frontone del Partenone che andrebbe benissimo nel meraviglioso nuovo museo archeologico di Atene.
Se avete indirizzi di greci che si interessano di politica, e’ il momento di tirarli fuori e di creare il movimento mediterraneo congiunto per la restituzione dei beni sottratti dalla furia teutonica che adesso chiede il pagamento dei crediti, dopo aver sorvolato sui loro debiti da rapina per settanta anni.

IL FALSO PROBLEMA DEL DEBITO PUBBLICO. di Antonio de Martini

Mano a mano che il tempo passa, vediamo che Tremonti il montanaro ha partorito il topolino mentre le contraddizioni cominciano ad affiorare a tutti i livelli.

La Standard & Poors dopo aver tolto una serie di galloni ai singoli paesi della U E – Italia inclusa – ha dato la tripla A di debitore certamente solvibile al fondo salvastati , un fondo che , per ora , esiste solo sulla carta e che sara’ composto dai singoli stati declassati in precedenza.
Come dire che Gianni non e’ credibile e nemmeno Pinotto, ma faccio credito a Gianni e Pinotto.
Altra contraddizione , a mio modo di vedere, e’ data dai consigli e dai commenti di Barak Obama agli europei: il premio Nobel per la pace , indebitato fino al collo che da consigli di gestione economica e finanziaria agli altri.
Ancora. La banca X viene declassata perche’ lo stato che la ospita e’ troppo indebitato. Allora lo Stato interviene – indebitandosi ulteriormente – sostiene la banca con un finanziamento e tutto rientra nella normalita’. Delirante.
Tutti questi stati predicano trasparenza, dicono che la BCE e’ indipendente dai governi e poi pretendono che uno dei consiglieri eletto alla unanimità’ ( Bini Smaghi ) debba dimettersi per fare posto a un non meglio identificato rappresentante del governo francese. Ci vorranno dire almeno di chi si tratta? Come si chiama questo atteso Salvatore dell’ Europa? Non sarà’ Sarkosi jr visto l’impegno del papa’?
Un mezzo vantaggio gli italiani lo hanno avuto da tutta questa pagliacciata: il governo ha decretato che se si pagano interessi passivi a una banca, questi possono essere interamente dedotti ai fini della composizione del bilancio. Grazie. Ma non e ‘ un incentivo a fare debiti mentre ci si accusa di averne troppi ?
Credo che la intera vicenda debba essere riletta così: nel caso di un individuo, se questo muore senza patrimonio, il debito muore con lui. in tal caso e’ normale classificare le persone a seconda della solvibilità’ .
Ma se si tratta di uno stato o una comunità’ , questi non muoiono mai e quindi il pagamento di un debito E’ SOLO QUESTIONE DI TEMPO.
Se uno Stato ha contratto troppi debiti promettendo il rimborso , mettiamo, in un decennio, lo pagherà’ in quindici o venti anni e nei periodi di prolungamento delle rate, l’accesso al nuovo credito andrebbe razionato e il governo ipso facto dimissionato, indicendo nuove elezioni.
Che l’attuale sistema creditizio internazionale sia inadatto, e’ dimostrato dall’ Argentina che ha pagato i suoi debiti al 25% degli importi e l’Islanda che ha bellamente rifiutato di rimborsare le banche, dopo un referendum che chiede di punire chi ha contratto il debito, non tutti i cittadini.
Nessuno ha preso provvedimenti a loro carico.
Se la sono presa tutti con la Grecia – oggi- con un altro – domani- al solo fine di aumentare gli interessi che si percepiscono dal loro certificati di credito.
La Germania ha sbraitato contro l’Italia ed ha ottenuto di percepire più’ interessi dai nostri BOT e CCT.
Altra contraddizione: le banche centrali che regolano i flussi monetari, stanno alla chetichella diventando ASSOCIAZIONI PRIVATE i cui utili non si capisce bene dove finiscano.
La legge italiana e lo stesso statuto della Banca d’Italia dichiarano che la banca e’ pubblica, ma il dettato della legge non viene rispettato e NESSUNO INTERVIENE.
Altra contraddizione: e’ un assioma che i governanti sono quelli che preparano il futuro.
Orbene, tra sei mesi Sarkosi e la Merkel (li chiamano Sarkel) saranno al museo delle cere trombati dai rispettivi elettorati.
Al prossimo gennaio Obama ( col 75% di insoddisfatti tra i cittadini USA ) farà’ trionfare la previsione di Steve Jobs del ” presidente da un solo mandato” e sarà’ ricordato come il solo premio Nobel per la pace che fece tre ( forse quattro?) guerre e tutte ingiuste.
Berlusconi finirà’ nella annetoddica politica come l’ emulo della torre di Pisa.
Zapatero ha già’ dato forfait. Cameron e’ già’ ai ferri corti coi liberali, ha perso il ministro della Difesa. – in piena guerra – perché’ questi non sapeva difendere con decisione i suoi accessi posteriori ed i fondi dello stato dai focosi attacchi del suo amichetto.
Insomma l’ Europa e’ senza un leader capace di durare, senza una visione del futuro e senza idee.
Che futuro ci stanno preparando?
Continuano a riunirsi, baciarsi, posare davanti alle telecamere, fare comunicati contraddittori e incomprensibili e chiedersi quando e’ che Carla’ ci farà’ vedere quel che ha saputo fare suo marito in un settennato.
A controllare i conti di tutti, una serie di contabili di origine indiana o di Sri Lanka annidati nelle società’ di revisione e di consulenza, i cui campioni abbiamo incontrato nel post di ieri grazie all ‘ interessamento dell’ F.B.I.
Possibile che nessuno se ne interessi e che tutti siano ormai rassegnati o comprati?

I LAZZARONI A ROMA. Cronache di una rivolta evitabile. di Antonio de Martini

L’amico Gic, inviandomi tre foto prese nel suo quartiere
teatro dei disordini, ha testimoniato l’emozione suscitata nelle fasce di
borghesia che privilegia l’ordine e il voto moderato.

Cercando di inviare le foto assieme al commento, ho fatto
un passo falso col nuovo computer e mi si e’ cancellato tutto. Riprovo.

La prima impressione che si ha del fenomeno di ieri e’
che i bravi ragazzi che manifestavano ( gli indignati) erano espressione
di un fenomeno nazionale ( in un
contesto di internazionalità democratica
) e i ” cattivi” del “Blackblock” esprimevano
interessi e cultura stranieri e una violenza in cui gli italiani non si
sono riconosciuti.

Ritengo vero il contrario. Quelli col nome italiano
“indignati” sono eterodiretti e i Blackblock sono cafoni di casa nostra.

Il link qui sotto e’ della Agenzia REUTERS del 13
ottobre. Spiega che il fenomeno del movimento ” occupate wall street
” e’ sostenuto dal finanziere George Soros, famigerato rapinatore della
lira del 1992. La REUTERS ha trovato anche la prova di un finanziamento fatto
in Canada ai quel tipo di manifestanti e promotori di iniziative che – per
opera dello Spirito Santo o del libretto degli assegni di Soros – si espandono nel
mondo con fulmineità.

Non lo si puo’ denunziare perché ha preso la precauzione
di restituire i fondi che amministrava , Limitandosi ad amministrare i suoi
beni personali. Non ha azionisti cui.
Render conto.

E’ il miliardario N 22 della classifica mondiale, ha 81
anni e non ci resta da aspettare che muoia, visto che il governo si lascia fare
come una delle ” segnorine” di Berlusconi.

I giovani che hanno partecipato alla manifestazione in
buona fede e con grande ignoranza, sono i portatori stupidi di una ideologia
romantica che non ha contezza del debito accumulato dai governi di centro sinistra per comprare i
voti dei loro padri che sono i veri ladri di futuro dei figli.

La pensione dei figli se la sono mangiata i genitori
anzitempo.

Credevano che l’Italia fosse l’orto dei miracoli in cui
seppellendo i cinque zecchini si faceva nascere l’ albero di monete d’oro.

Se solo qualcuno gli spiegasse che possono invece
manifestare per recuperare quel che non e’ stato ancora dilapidato ( AD ESEMPIO L’ORO DELLA BANCA D ‘ ITALIA ,
CHE CERCANO DI FAR DIVENTARE “PRIVATA” SENZA CHE NESSUNO SE NE
ACCORGA O ECCEPISCA) sarebbero una bella
massa di manovra per un cambiamento vero.

Chi li usa per chiedere l’ elemosina mentre sono loro i
veri proprietari della Nazione, prima o poi dovra’ render conto.

Anche il fondo USA
BLACKROCK ( attenti alla differenza coi teppisti) ha proposto per la
Grecia una “temporanea nazionalizzazione delle banche ” per
ripristinare il credito. Quando l’ho scritto io mi hanno preso per matto. Nazionalizzando
le fondazioni bancarie si fa torto a settanta milionari e si recuperano 94
miliardi per ripianare il debito pubblico vendendo agli italiani azioni valide,
sottraendole ai rappresentanti dei vecchi partiti che li nominarono nel 92/93.(
e non ci sono indennizzi da pagare’ le fondazioni essendo res nullius!

>

> http://www.reuters.com/article/2011/10/13/us-wallstreet-protests-origi

> ns-idUSTRE79C1YN20111013

>

> Fenomeno prettamente nazionale invece quello dei
BLACKBLOCK ( da non confondere coi banchieri USA che amministrano il debito
greco, come Citibank gran parte di quello italiano).

Si tratta – ci
giurerei – degli stessi LAZZARONI NAPOLETANI , assortiti con qualche oriundo
che gia’ il 14 dicembre scorso “attaccarono” il Senato mentre era in
corso il voto sulla fiducia al governo.

Di questo attacco sono stato involontario testimone come
ricordera’ chi ha letto il resoconto che ne feci su ” Il Corriere della
Collera ” . Il blog e’ sempre li e lo si puo’ vedere.

Mentre si votava la fiducia – molto contestata – al
governo Berlusconi , un gruppo di questi facinorosi si infiltrava tra i
ragazzini che manifestavano e lancio’ alcune potenti bombe carta per creare
panico ” le Saddam” e riuscì a incendiare un blindato vuoto messo
assieme ad altri a mo’ di barricata su corso rinascimento per impedire ai
manifestanti di accedere al tratto di strada prospiciente palazzo madama.

Li incrociai mentre fuggivano – non inseguiti – verso
Piazza Navona. Erano due e parlavano
napoletano stretto e ” cafone” Io sono nato a Napoli e riesco a
distinguere a sufficienza.

Questa volta, banditi i mortaretti che fanno troppo San
Gennaro, i LAZZARONI hanno avuto lo
stesso modus operandi, con alcune
migliorie tecniche; badando a fare danni ” visibili all’occhio dei bravi
borghesi” ma non troppi. Un
blindato, qualche auto, una casa e beni comunali ( strade , sanpietrini ecc).

La distruzione della statuetta della Madonna sotto
l’occhio delle telecamere, bisogna riconoscere che e’ stata un capolavoro di
comunicazione politica.

Il numero risibile dei fermati ( non arrestati, si badi)
e’ un altro elemento di sospetto.

La TV ha fatto vedere i LAZZARONI IN NERO in alcuni
filmati e poliziotti in altri. io non sono riuscito a vedere scontri tra le due
forze armate in campo. Ho visto
poliziotti che caricavano i non violenti.

Il fenomeno dei LAZZARONI risale al periodo della guerre
napoleoniche nella penisola. Erano sbandati reclutati dal cardinale Ruffo di
Calabria per fare resistenza ai “senza Dio francesi” nel regno di
Napoli. La tradizione continua con appena qualche variante. circomvesuviana.

La paura c’e’. Manca il condono e poi siamo pronti per
andare alle urne.

Antonio de Martini

La Camera dei Deputati commemorerà Randolfo Pacciardi il 19 aprile

 L’Unione Democratica per la Nuova Repubblica e la Famiglia , nella persona del dott Franco Pacciardi, hanno qualche mese fa , conferito all’Archivio Storico della Camera dei Deputati, alcune casse di documenti e corrispondenze  politiche e personali , allo scadere del ventesimo anniversario della morte. Continua a leggere

La guerra si sposta verso est e coinvolge Israele. In Italia serve un governo di unità nazionale per reggere alla crisi.

Qualche giorno fa è iniziata  in sordina la guerra contro il regime  alaouita siriano  con brevi dispacci di agenzia che annunziavano disordini nella città di Deraa, posto di confine tra Siria e Giordania . I disordini  e i morti non sono attribuibili agli occidentali.  La Siria ha risposto con la bomba di Gerusalemme. La bomba non è attribuibile alla Siria.  E’ iniziata insomma  la fase  apertamente conflittuale anche nel Mashrek( oriente) , mentre non è ancora chiusa la vicenda nel Maghreb( occidente).  Continua a leggere

“La primavera del Maghreb” entra nel circuito mediatico

Il 6 aprile, a Roma ,presso il circolo del Ministero degli Affari Esteri ( Lungotevere acqua acetosa), alle 18,30  si terrà   un convegno a cura dell’Associazione ” I VESPRI”,  una dinamica realtà animata dai migliori figli di Sicilia, sul tema Continua a leggere

Scottati dagli aerei antifiamma di Piero Laporta

Cronistoria di un cattivo affare (nella migliore delle ipotesi) della Protezione civile, l`organizzazione per gli interventi di soccorso nelle calamità naturali che fa capo alla presidenza del Consiglio. […] Continua a leggere

Fratelli di chi?

 

Passata la festa,  guardiamo la trave negli occhi dei politici nostrani:

http://www.youtube.com/watch?v_TVeosBfk    la solita intervistatrice della trasmissione “le iene ” ha chiesto a una serie di politici cosa si ricordava il 17 marzo, data scelta per ricordare il nostro centocinquantesimo anniversario.   L’abisso di ignoranza colpisce anche un ex ministro dell’ Università  e ricerca scientifica.

Mi rifiuto di considerarmi fratello di questo branco di somari. Ce n’è per tutti i partiti. Favorite

Antonio de Martini

Rapporti tra Italia e Africa alla prova della crisi libica, la TV chiede lumi a Cesare ( Romiti)

Ieri ho visto – e purtroppo  sentito – una intervista di una giornalista  che,   per illustrare i rapporti  politici ed economici tra Italia e Libia, non ha trovato di meglio che rivolgersi a Cesare Romiti.

Romiti fa parte di quella razza padrona che ha rotto la schiena all’Italia industriale del miracolo economico della ricostruzione.

 Solo un paio di “reminders” per farlo conoscere alle nuove generazioni: Continua a leggere