La guerra si sposta verso est e coinvolge Israele. In Italia serve un governo di unità nazionale per reggere alla crisi.

Qualche giorno fa è iniziata  in sordina la guerra contro il regime  alaouita siriano  con brevi dispacci di agenzia che annunziavano disordini nella città di Deraa, posto di confine tra Siria e Giordania . I disordini  e i morti non sono attribuibili agli occidentali.  La Siria ha risposto con la bomba di Gerusalemme. La bomba non è attribuibile alla Siria.  E’ iniziata insomma  la fase  apertamente conflittuale anche nel Mashrek( oriente) , mentre non è ancora chiusa la vicenda nel Maghreb( occidente).   L'”unrest” siriano ha comunque  per ora fruttato poco: qualche centinaio di  manifestanti  attorno alla moschea degli Omayiadi  a Damasco, qualche disordine  a Banias  e la possibilità di  reiterare le manifestazioni a Deraa sotto gli occhi della pubblica opinione mondiale e mediatizzare i primi  inevitabili morti. 20 dicono alcune fonti, mentre i giornali iniziano a pubblicare resoconti  di “bagni di sangue” ( meglio non fare numeri questa volta, vista la sparata dei diecimila di Tripoli…).

Ormai tutti hanno capito questa nuova tecnica del colpo di stato e la Siria, che si gioca una partita più pericolosa delle altre elites al potere date le caratteristiche della setta Alaouita ( quasi etniche) e il potere esercitato , ha chiarito subito – nel fragoroso silenzio della bomba –  che non intende limitarsi alla difesa passiva ed ha  messo in campo una strategia  basata:

  • sulla inattaccabilità delle basi radar di avvistamento e controllo  infatti è la nave iraniana ( la Kharg vedi post del 27 febbraio in questo blog) che incrocia nelle acque del mediterraneo, con base a Latakia.  Non è possibile “neutralizzarla” senza coinvolgere l’Iran nel conflitto. Con la Kharg in azione, non è possibile sfruttare il fattore sorpesa, ne bombardare senza subire  perdite. A conferma di questa strategia, due aerei iraniani sono stati bloccati dalla autorità turche mentre portavano ” merci proibite” verso la Siria. Armi?
  • Nell’allerta all’hezbollah   e a Hamas che confinano  con Israele e possono  bombardare israele, creando una pressione interna ed esterna sul governo USA.
  • Coinvolgimento diretto di Israele nel conflitto: ad ogni attacco politico-mediatico  – preludio, come si è visto,  di un attacco  militare – seguirà un attentato in Israele o altro segnale volto a coinvolgere Tel Aviv nel conflitto. Come scudi umani, la Siria  ha preso un intero paese.
  • Una rete di  fortificazioni interrate del tipo di quelle che Israele ebbe molta pena a sfondare in Libano nella recente campagna contro Hezbollah ( costate il posto al comndante isreliano) e una rete di basi aeree distanti tra loro come Aleppo, Deir El Zohr,
  • Un capitale umano molto al di sopra  di quelli del Nord Africa. Non a caso, l’Unione Siro Egiziana chiamata Repubblica Araba Unita ( 1960) non sopravvisse alla delusione siriana per la bassa qualità della governance  egiziana e si separarono  senza sparare un colpo. 
  • 

Da parte occidentale, la BBC ha  per ora ospitato  soltanto la discendente  di uno degli organizzatori della rivolta antifrancese  di Damasco del 1920 –  soffocata dai francesi nel sangue –  Al Attrach, che deve essere abbastanza anziana o una trisnipote.  All’epoca, De Gaulle era ufficiale di Stato Maggiore  di stanza a Damasco. La signora ha  evitato di dare l’intervista ai francesi, per evidenti ragioni di buon gusto.

La signora  Al Attrrach ha chiesto al Presidente Assad la libertà per il suo paese. Ma della  numerosa diaspora siriana, ancora nessuno si è appalesato, forse ricodando l’eliminazione dell’ex premier in esilio Salah Bitar, ucciso  a Parigi, quando Assad padre sospettò che fosse dietro ad alcuni attentati in Siria ( si appurò poi che erano opera dei fratelli mussulmani). 

 La Siria  da qualche anno circa ottocentomila profughi irakeni e un eventuale attacco mediatico-politico-militare a quel paese è  destinato a porre le basi di un conflitto generalizzato nel Levante, sia per la posizione strategica che per la composizione etnico-religiosa delle forze armate (Alaouiti) sia perché attaccare la Siria significa voler ridisegnare la carta geografica del Levante e  questo fa sentire tutti parte in causa.

L’attacco , iniziato mentre è ancora in corso la guerra nel golfo di Sirte e il giudice del tribunale  internazionale, l’ italiano Cassese, ha chiesto un supplemento di istruttoria sul delitto Hariri al presidente belga Bellemare per non creare tensioni con l’Hezbollah in Libano , non era atteso, non così presto.

Le ragioni che mi facevano pensare che si sarebbe aspettato, sono illustrate nel post del 9 marzo su questo blog ” Siria. Il presente è fuori dalla tempesta, ma il futuro?”

A questo aggravarsi della si tuazione internazionale mentre perdurano le divisioni tra i paesi NATO ( avevamo detto  e SCRITTO che nel mondo globale la multilateralità era morta…..),  al Senato la mozione sulla Libia è passata con il recepimento di un contributo del PD. Non basta. Oggi alla Camera si può far meglio in sede di presentazione della risoluzione  da approvare. Inoltre la creazione di un governo di unità nazionale si impone su ogni altra considerazione. La situazione è di una gravità   tale che non consente di mantenere un La Russa alla Difesa e  un Camporini a casa, ne di  perseguire una politica economica  di rigore e liberista mentre dall’altra parte,  agganciarsi al carro della guerra comporta una politica inflazionistica come quella USA. Dobbiamo presentare al mondo una classe dirigente decente e coesa, portatrice di una sola strategia coerente e per questo serve un governo di unità nazionale ( vedi post del 31 gennaio su questo blog) nel quale anche Berlusconi potrebbe assumere ruoli diversi e determinanti. Domani è il 55 anniversario dei trattati di Roma istitutivi del Mercato Comune. Approfittarne sarebbe intelligente.

. E poi,  parafrasando uno slogan tutto femminile della recente manifestazione : SE NON ORA, QUANDO?

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Commenti

  • Gianni Ceccarelli  Il marzo 24, 2011 alle 9:35 am

    Bersani che salva B. dopo tutto quello che ne ha detto ? Senza il Nicki ? Mah. GiC

    • antoniochedice  Il marzo 24, 2011 alle 9:47 am

      Aho’ ma stai sempre al PC ! Se si sacrifica un B da una parte si puo’ sacrificare un B dall’altra. O no ?

  • Roberto  Il marzo 24, 2011 alle 9:45 am

    In Italia non è possibile un governo di unità nazionale perchè la classe “politica” non è tale. Mentre leggo i tuoi articoli penso che le tribù e le bande le abbiamo anche noi. Ognuno pensa al proprio particolare e se ne strafotte dell’interesse comune. Destra sinistra e centro non si confrontano su ideali, modelli di società, senso dello stato, rigore morale ed economico,etica del DOVERE, uguaglianza, libertà e fratellanza. Si combattono solo ed esclusivamente per l’esercizio del potere (una volta) democratico.Al Ministero degli Esteri ci vorrebbe un De Martini. Abbiamo un Frattini.

    • antoniochedice  Il marzo 24, 2011 alle 9:58 am

      Ah! E a primo ministro chi mettiamo?

  • Gianni Ceccarelli  Il marzo 24, 2011 alle 9:58 am

    La politica non si fa con i “se”. Ora abbiamo questi, da una parte e dall’altra. Agli Esteri basterebbe un Antonio Martino; e un militare (bravissimo e stimatissimo il Camporini, ma altrettanto sconosciuto ai più) alla Difesa non lo si vede dai tempi credo di Thaon di Revel. Continuo a dire mah. Poi magari ci azzecchi anche in Italia, sai mai.. Per ora, il commento di Roberto qui sopra mi pare più realistico. GiC

    • antoniochedice  Il marzo 24, 2011 alle 10:13 am

      Finalmente ti colgo in fallo ! Un militare alla Difesa c’ e’ stato nel 93 o giu’ di li: il generale Corcione Comunque c’e’ anche un avvicinamento tra te e Roberto che prima non c’era. Si vede che majora premunt !

  • kok54  Il marzo 24, 2011 alle 11:11 am

    Un governo di unita nazionale vuol dire ;
    1- Chiudere l’avventura Berlusconi ( saranno scritti libri e saranno fati i film con questo per quanto e stato e continua essere ignorante dei problemi che affliggono questo popolo )
    2- Mandare a casa tutti i parlamentari che si sono venduti cambiando la casacca per benefici materiali , sia di destra che di sinistra .
    3- La voluttà del popolo italiano di cambiare . Un segno di rinnovamento della mentalità politica. Finire con atti schifosi di omertà verso i colpevoli sia delinquenti politici che quelli che li troviamo tra noi . Che ogni tanto vivono alla porta accanto …….
    4- QUANDO LA LOTTA ALLA CORRUZIONE E AL EVASIONE FISCALE SARANNO VERE E NON SOLO DI PROPAGANDA ELETTORALE DELLA CLASE POLITICA ARRIVATA AL POTERE . QUANDO D’AVVERO LI INDAGATI NON SI TROVERANNO PIU’ NEL PARLAMENTO DI QUESTO PAESE
    adesso e da ora in poi grazie alla guerra in Libia saremo vittime della propaganda bellica , messi allo scuro delle faccende politiche interne o saremo presi più con ; come riguadagnare il petrolio libico e come far tornare a noi il primato nel Mediteranno che con caso Ruby , Lele Mora , Fede e Moretti . Saremo complici alle manifestazioni di tifoseria nel tribunale di Milano , avremo da soffrire ancora per l’aumento delle tasse . Mentre la crisi libica e entrata anche in casa nostra il governo italiano con la complicità dei parlamentari comprati vara delle leggi ad personam ( non so neanche come cavolo si scrive ) che non fanno altro che lavare la faccia loro . Al primo posto di questo incapace premier che con la faccia tosta si dice dispiaciuto e addolorato per Gheddafi .
    E non solo lui ma tanta parte del elettorato che lo appoggia e accetta con schifosa omertà .
    Perché non parliamo del evasione fiscale invece di guerra . Oramai li stano combattendo e con noi o senza di noi la guerra va avanti . Nessuno dei politici non legge quello che stiamo scrivendo ( se ne fregano della nostra opinione ) Basta , la nostra opinione lo abbiamo fata pubica . E ora di discutere cose che ci tocca di vicino , giorno per giorno . Qualcuno ha mai fatto una denuncia per un caso di evasione fiscale ? Se SI , allora come’ andata a finire ?????????
    Chi di voi crede in questa barzelletta ? Se l’evasione e stata messa in atto di uno con le spalle coperte , uno che conosce gente importante o lavora ( lavorato ) in chi sa che posto di rilievo chi LO TOCCA ? O chi lo VAI A DIRE ? Alla Guardia di Finanza ? Alla Procuratura della Repubblica ? Alla polizia o ai vigili ? Ai giornali o ai programmi televisivi che trattano questo argomento ? Ve lo dico io ; Meglio A NESSUNO se si tratta di uno come dicevo prima “ con le spalle coperte “ te lo tieni per te e basta .

    • antoniochedice  Il marzo 24, 2011 alle 11:22 am

      Caro Kok, La lunghezza dei tuoi monologhi è inconcludente. Noi parliamo di interessi nazionali e tu della gente che ti sta sui testicoli per ragioni morali. Tutte le volte che ho visto un moralista all’opera, ho notato che se vinceva , faceva come quelli che criticava. L’esempio classico è la destra: si è messa a rubare peggio e più dei democristiani e sì che lo ritenevo impossibile. Quindi per favore se vuoi stare con noi a parlare, mettiti in sintonia coi problemi che dibattiamo noi e non cercare di sviarci. Grazie

      Antonio de Martini Senior Partner

      Incentive Spa V.le Liegi 37 00198 Roma tel. +39 06 85354376 (diretto) tel. +39 06 844811 (ric.aut.) fax +39 06 84481390 mob. +39 335 6415485 mailto:ademartini@motorimentali.it http://www.incentive.eu nome Skype: antonio.demartini

  • Stefano Gasparri  Il marzo 24, 2011 alle 2:15 pm

    Leggo con attenzione tutto quello che scrivi e spesso lo trovo interessante. Pur lasciando libero chiunque di esprimersi come meglio crede, cercherei di limitare l’accesso a chi si registra con un nome e cognome: sono sempre perplesso quando parlo con qualcuno che si nasconde dietro un nome falso, forse ha paura delle proprie idee o delle scemenze che dice?

    • antoniochedice  Il marzo 24, 2011 alle 2:31 pm

      Caro Stefano, il mondo e’ bello perche’ e’ vario…
      Grazie per i complimenti

  • Roberto  Il marzo 25, 2011 alle 7:06 pm

    Come primo ministro potrei sacrificarmi……però voglio le topine di berlusconi

  • buran  Il marzo 25, 2011 alle 11:21 pm

    A dar retta agli organi di informazione le due navi iraniane sarebbero già rientrate in patria una settimana-dieci giorni dopo che avevano attraccato a Latakia. D’altronde, se si tratta semplicemente di evitare la “sorpresa” in caso di atti ostili, la Siria penso sia in grado di provvedere da sola. Altra cosa è contrastare efficacemente tali eventuali attacchi, e non so fino a che punto sarebbe in grado. Parlo di attacchi aerei secondo lo stile a cui ci hanno abituati negli ultimi anni, ovviamente.

    • antoniochedice  Il marzo 25, 2011 alle 11:36 pm

      La tecnica NATO illustrata in TV dal gen Tricarico consiste nel bombardare i radar appena si accendono. Lo hanno fatto anche in Serbia. Ora se il radar e’ su una nave neutrale, non possono farlo senza aggredire un paese neutrale. Non ho letto da nessuna parte che il Kharg sia rientrato in Iran

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