Il Cardinale Bechara Boutros Rai – in realtà ha il titolo di ” sua Beatitudine il Patriarca di Antiochia” – è a capo della Chiesa Maronita, autonoma nel rito, ma fedele a Roma da mille anni.
I lettori più attenti ricorderanno che lo abbiamo incontrato sul Corriere della Collera a due riprese: la prima , quando rompendo un tabù che duratva da settanta anni si era recato a Damasco per assistere alla funzione solenne di intronazione del suo omologo ortodosso, anch’egli Patriarca di Antiochia e dell’Oriente.
La seconda volta, quando ho segnalato il suo viaggio in Russia in visita a Kirill Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Con l’occasione segnalai che era stato ricevuto anche dal Presidente della Duma, il Parlamento russo.
Ne trassi la conclusione che
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Di antoniochedice
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il 26 Marzo scorso, in Francia, dopo un processo durato dodici anni, la corte d’appello di Parigi ha condannato l’Opus Dei, una setta cattolica fondata nel 1928, che ha raggiunto la setta americana Scientology, nel novero dei condannati da un tribunale repubblicano.
Estratto della sentenza è stata pubblicato, per ordine del giudice, sui quotidiani Le Figaro e La Croix.
L’accusa, è di quelle non leggere, sanzionata anche moralmente dal Papa Francesco nel discorso fatto ai fedeli in Piazza San Pietro, la domenica in cui accennò alla “Amata Siria”: lo sfruttamento degli esseri umani da parte di altri esseri umani.
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Come lettura della Domenica propongo questo post pubblicato il 24 maggio 2012.
Sulla esigenza di ammodernare l’Islam, non c’è questione.
Sul come, esistono varie scuole di pensiero. Ma il più grave errore degli occidentali – specie americani – e sul chi debba farlo.
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C’è lo dice la Associated Press .
L’assedio economico all’Iran ha provocato un raddoppio del prezzo dei pistacchi.
In Arabia saudita invece la polizia religiosa ha fatto un passo indietro favorendo il processo di democratizzazione: è stata tolta la proibizione alle donne di andare in bicicletta.
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nel post “piccoli passi verso la pace” pubblicato l’11 febbraio scorso scrivevo :
” Nel frattempo a Damasco cogliendo l’occasione dell’incoronazione del nuovo Patriarca ortodosso ” di Antiochia e dell’Oriente”, che succede a Ignatius IV , Giovanni Yazidis – siriano di Latakia, zona Alawita – è giunto anche il Patriarca maronita ( rito orientale fedele a Roma) il cardinale Bechara al Rai, grande critico della occupazione siriana del Libano e quindi avversario dichiarato degli Assad .
L’evento, avvenuto nella chiesa della Santa Croce e dato in diretta dalla TV siriana anche a dimostrazione che le notizie di attacchi ribelli a Damasco sono fandonie, ha consentito l’incontro tra prelati cristiani ( i cristiani sono oltre seicentomila e tutti o quasi pro- Assad ) , con il ministro dell’informazione Omran al Zoubi e col vice ministro degli esteri siriano Faisal Mekdad, i quali hanno ripetuto l’offerta di negoziati di pacificazione senza ingerenze straniere e senza precondizioni.”
Il post concludeva con un generico auspicio di pace che avrebbe potuto forse nascere a Pasqua.
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Di antoniochedice
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Quando si parla di “mondo cristiano” nei paesi arabi, noi italiani tendiamo a pensare ai cattolici. E’ un altro residuo di provincialismo, questa volta in campo religioso.
Nel Mondo Arabo, la confessioni cristiane principali sono tredici: nascono dalle varie eresie ( etimo:”scelte”) avvenute nei vari concili che costellarono i primi secoli del cristiasnesimo: Nicea, Efeso, Calcedonia .
Assiri ( 110.000 e 130.000 nella diaspora); Caldei ( 400/500.000 e 120.000 nella diaspora); Siriani ortodossi ( 146.000 e 150.000 nella diaspora); Siriani cattolici (101.000 e circa 50.000 nella diaspora); Maroniti ( 550/700.000 e circa 2 milioni nella diaspora); Copti ortodossi da tre a sei milioni e 400.000 nella diaspora); Copti cattolici ( 150.000 e nella diaspora imprecisati) Greci ortodossi (959.000 e 400.000 nella diaspora); Greci cattolici Melkiti (442.000 e 500.000 nella diaspora); Armeni apostolici (348.000 e “alcuni milioni nella diaspora”); Armeni cattolici ( 51.000 e 100.000 nella diaspora); Latini (86.300 ); Protestanti (60/80.000). IN TOTALE, da 6,5 milioni a 9,7 milioni.
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I mezzi di informazione di massa creano i personaggi e questa non e una novita. Giovanni XXIII che riesumò dopo secoli il tradizionale camauro divenne il Papa buono e innovatore.
Pio XII che tutti quelli della mia eta e altri ringraziarono con adunate oceaniche per il gesto a S. Lorenzo e forse anche a s. Giovanni divenne a poco a poco il Papa amico dei nazisti.
Paolo VI fu l intellettuale colto e pensoso che si inginocchio davanti ai brigatisti, dimenticandosi della Humane Vitae e della chiusura ravvvicinata del Concilio .
Giovanni Paolo I fu un gigante della Storia e non ci si ricordo piu che aveva scomunicato Lefebvre e i suoi accoliti. Giovanni Paolo I il buon parroco e basta.
Benedetto XVI il Papa teologo intransigente e restauratore e non colui che aveva tolto la scomunica ai lefevriani. E cosi via. Continua a leggere →
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Quando a dicembre Valdimir Putin e Tajip Erdoghan si incontrarono a Istanbul , Putin fu lapidario ” non stiamo proteggendo la Siria e non siamo il loro avvocato difensore, ma siamo e restiamo preoccupati circa il futuro del paese”. La preoccupazione consiste nel timore dalla nascita di un altro regime islamista fanatico.
Non è il solo. Re Abdallah II di Giordania ha rilasciato una intervista depressa e deprimente a un giornalista israelo-americano ( Jeffrey Goldberg il 18 marzo su ” The Atlantic”) in cui ha definito incapaci persino i suoi collaboratori ed i fedelissimi beduini che
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Di antoniochedice
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Mussolini definì San Francesco, il più italiano dei santi, il più santo degli italiani. quando questi fu scelto come patrono d’Italia.
L’elezione di un Papa argentino porta alla ribalta la polvere sotto il tappeto della globalizzazione: il problema del debito dei paesi del nuovo mondo, le acute tematiche sociali provocate dal capitalismo protestante, ridimensiona le elucubrazioni delle conventicole tipo CL e Opus Dei, valorizza meditazione e spiritualità e nobilita il concetto di populismo che smetterà di essere brandito come una mazza ferrata contro gli avversari italiani e internazionali.
L’America Latina ha perso Chavez, ma ha acquistato Francesco.
Il Papa mi sembra un populista nel senso migliore del termine e questo è un pericolo reale per tutte le istituzioni italiane e internazionali – notoriamente basate sul privilegio – se il suo regno dovesse durare a sufficienza, diciamo quattro anni.
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