QUANTE DIVISIONI HA IL PAPA? LE CHIESE CATTOLICA E ORTODOSSA SI ALLEANO PER OTTENERE UNA SOLUZIONE POLITICA IN SIRIA.

http://corrieredellacollera.com
nel post “piccoli passi verso la pace” pubblicato l’11 febbraio scorso scrivevo :
” Nel frattempo a Damasco cogliendo l’occasione dell’incoronazione del nuovo Patriarca ortodosso ” di Antiochia e dell’Oriente”, che succede a Ignatius IV , Giovanni Yazidis – siriano di Latakia, zona Alawita – è giunto anche il Patriarca maronita ( rito orientale fedele a Roma) il cardinale Bechara al Rai, grande critico della occupazione siriana del Libano e quindi avversario dichiarato degli Assad .
L’evento, avvenuto nella chiesa della Santa Croce e dato in diretta dalla TV siriana anche a dimostrazione che le notizie di attacchi ribelli a Damasco sono fandonie, ha consentito l’incontro tra prelati cristiani ( i cristiani sono oltre seicentomila e tutti o quasi pro- Assad ) , con il ministro dell’informazione Omran al Zoubi e col vice ministro degli esteri siriano Faisal Mekdad, i quali hanno ripetuto l’offerta di negoziati di pacificazione senza ingerenze straniere e senza precondizioni.”

Il post concludeva con un generico auspicio di pace che avrebbe potuto forse nascere a Pasqua.

Non è certo la pace con la P maiuscola, ma per la prima volta dopo secoli, il Papa ha mosso una precisa e pubblica proposta politica chiedendo una sistemazione politica del contenzioso Israelo-palestinese ” da cui tutto ha origine” e una soluzione politica per la Siria.
In questa sua iniziativa politica – diretta a USA e Russia – presa con semplicità disarmante, il Papa Francesco oltre a schierare le sue divisioni, dispone nei confronti della Russia, di un alleato di taglia capace di esercitare forte pressione: la Chiesa Ortodossa.

Questa Chiesa, erede dell’impero romano d’Oriente come quella di Roma d’Occidente, conta quasi 300 milioni di seguaci nel mondo di cui ampia parte nell’Europa Orientale.
La caratteristica principale – a parte differenziazioni teologiche – é che è autocefala: ogni Patriarcato ha pari dignità e rango, con un accento onorifico per il Patriarca di Costantinopoli.
I Patriarcati autocefali storici sono quelli di Gerusalemme, Costantinopoli, Antiochia e Alessandria.
Quelli moderni : Mosca, Sofia, la Georgia, la Serbia, la polacca, quella Albanese e quella Americana.

Aggiunti al miliardo e duecento milioni di cattolici e riti orientali , fa una massa di opinione mondiale che non può essere ignorata da Barak Obama e nemmeno da Putin che constata la crescente influenza del Patriarca di Mosca Kirill in tutti gli aspetti della vita sociale.
Per dare solo un’idea delle sinergie che sta liberando questa iniziativa, mentre i cattolici presenti in Israele sono circa centomila, gli ortodossi sono circa mezzo milione.
Solo un mese fa, la Francia aveva chiesto alla UE di togliere l’embargo sulle armi verso i ribelli, mentre la scorsa settimana ha cambiato atteggiamento dichiarandosi per una soluzione politica.
Gli stessi paesi islamici non seguono più acriticamente il Katar nella Jihad salafista.
Il coraggio e la sincerità del Papa, pagheranno più che le armi.

L’accenno del Papa alla “amata Siria” ed alla necessità di una soluzione politica viene dopo analogo appello fatto al corpo diplomatico riunito ed all’affidamento dei testi della via crucis del giovedì santo ai giovani libanesi andati in mondovisione (un miliardo di persone di audience ) commuovendo il globo.
Nella benedizione pasquale ” urbi et orbi” ( un altro miliardo di audience) è tornato sull’argomento con decisione.
L’accenno anche all’Irak ed alla questione palestinese-israeliana, ci fa capire che il Pontefice considera le tematiche mediorientali, della pace e del dialogo con l’islam, connesse e prioritarie e l’aver trovato nella Chiesa Ortodossa consonanza di accenti, promette anche una “messe spirituale”.

Se a queste ripetute, coraggiose, dichiarazioni faranno seguito i fatti anche nelle scelte afferenti la segreteria di Stato, oltre alla leadership spirituale, Francesco assumerà l’iniziativa politica globale in un mondo che l’America tenta da un decennio di domare con la forza e con la sovversione.
il mondo ha sete d’autorità spirituale e non solo di petrolio o terre rare.
Il fatto che se voglio parlare di geopolitica devo parlare del Vaticano e del Papa, la dice lunga sulla inesistenza del Governo italiano e della UE.

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Commenti

  • Francesco Venanzi  Il aprile 1, 2013 alle 8:27 am

    bellissimo articolo che coglie quel poco di positivo che pare emrgere in questi tempi bui. Spero che si possano vedere presto fatti positivi.

  • Anafesto  Il aprile 1, 2013 alle 9:20 am

    In Siria continuo a credere che il problema non sia Putin, certo che quest’ultimo non si farà sfilare tanto facilmente l’unica base navale nel mediterraneo su cui può contare.
    Spero che queste iniziative di pace riducano a più miti consigli i guerrafondai e i terroristi globali che, secondo me, possono essere identificati in quello che genericamente viene definito “blocco occidentale”.

    • antoniochedice  Il aprile 1, 2013 alle 3:40 pm

      Non ho mai detto che il problema sia Putin.

  • donato  Il aprile 2, 2013 alle 12:51 am

    IMHO il problema è l’immensa massa di denaro di sauditi e qatarioti (è vero che la guarnigione di Raqqah si è venduta?)sinchè costoro pensano di poter reclutare e armare terroristi a piacimento la tregua è miraggio.

    • antoniochedice  Il aprile 2, 2013 alle 12:57 am

      Conosco Raqquah. Non esiste guarnigione. È un pace sotto di quattro gatti con una strada principale e due barbieri.
      Il fatto che esista un partito avversario non esimé dalle iniziative politiche di pace. Vorrebbe agire in assenza di contrasto?

      • antoniochedice  Il aprile 2, 2013 alle 12:58 am

        Pace sotto sarebbe paesotto. Chiedo scusa per il correttore automatico, anche lui comprato dal nemico…

  • antoniochedice  Il luglio 11, 2015 alle 12:21 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Monsignore, c’è anche questo

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