Archivi Categorie: Questione Palestinese

SECONDO IL SITO ISRAELIANO ” DEBKA” IL MINISTRO DELLA DIFESA MOSHE YA’ALON HA MENTITO AL PARLAMENTO SULLA SIRIA E ADESSO LA SITUAZIONE STRATEGICA DI ISRAELE È PEGGIORATA NOTEVOLMENTE. di Antonio de Martini

La capacità di autocritica è a mio avviso l’arma di difesa più potente che esista, sia a livello individuale che di stati.
Esistono persone che cercano ancora di vincere la battaglia di Stalingrado o quella di Canne.
Altri esaminano i propri risultati e comportamenti e ne traggono quotidianamente insegnamenti preziosi per la vita e quando è il caso, per la sopravvivenza.
Gli israeliani sono tra questi.

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MEDIO ORIENTE: STATO DELL’ARTE DELLA GUERRA DI SIRIA. LE OPZIONI DI OBAMA E I REQUISITI PER LA VITTORIA NON COMBACIANO. di Antonio de Martini

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Le tre condizioni per la vittoria dei ribelli siriani contro Assad sono:
a) unità delle opposizioni
b) disporre di un ” santuario” ( paese vicino in cui rifugiarsi e da dove ricevere rifornimenti).
c) un atteggiamento deciso da parte dell’occidente.

PRIMO: nessuna unità delle opposizioni

Esistono l’opposizione politica interna e quella in esilio, l’opposizione armata interna e quella alle frontiere turca e giordana; l’opposizione laica e quella salafita e quella takfirita, tutte in perenne contrasto tra loro.

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SIRIA, LIBANO E DINTORNI: SIAMO ANDATI SUL POSTO A VEDERE. ECCO LA TESTIMONIANZA . di Antonio de Martini

Durante la scorsa settimana sono andato in Libano assieme a mio figlio Francesco. Lui è andato nella pianura della Bekaa fin quasi alla frontiera siriana, mentre io sono rimasto in città.
Abbiamo entrambi parlato con decine di persone nell’intento di farci un’idea più realistica possibile
degli avvenimenti.
La prima informazione che possiamo dare è che la Bekaa è un’oasi di pace lunga 120 km e larga 16, coltivata secondo criteri ultramoderni.
Molti dei lavoratori dei campi sono semi-nomadi e contadini siriani.
Francesco l’ha attraversata per un giorno intero mentre le agenzie parlavano di sedici razzi sparati sulla pianura.
Non ha visto ne sentito nulla che assomigliasse alla guerra, a preparativi militari o adunate politiche. Niente colonne di profughi o accampamenti di disperati. L’ambasciata di Francia proibisce ai suoi cittadini di andare nella Bekaa, ma c’erano americani e australiani accolti dai locali in piena allegria.

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SIRIA: OBAMA HA DECISO DI MERITARSI IL NOBEL RICEVUTO. CONFERENZA DI PACE ENTRO MAGGIO A ROMA? di Antonio de Martini

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Martedì John Kerry è giunto a Mosca per la sua prima visita da segretario di Stato e dopo una serie di colloqui ha annunziato in serata – assieme al Ministro degli esteri russo Sergei Lavrov – l’inizio di ” a good new relationship” con la Russia.
Certamente si è parlato anche dello scudo missilistico europeo e del nucleare iraniano, ma il tema della conferenza stampa congiunta tenuta in tarda serata e dopo un ultimo incontro con Putin, è stato l’annunzio che i due paesi, finalmente, hanno deciso di comune accordo di convocare una conferenza di pace sulla Siria in armonia con la decisione presa il 30 giugno scorso a Ginevra dall’ Action Group, basato sulle risoluzioni ONU 2042 e 2043 che per iniziare a realizzarsi ha dovuto attendere quasi un anno.

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ISRAELE: LA VOCE DELLA RAGIONE SI FA STRADA. C’È POSTO PER UN SOLO STATO CON DUE POPOLI.

Sul quotidiano israeliano Haaretz di oggi leggo un articolo – riportata anche da Foreign Policy del gruppo Washington Post – in cui Gideon Levy lancia l’idea che ho spesso propugnato sul questo blog: in Palestina non c’è posto per creare die stati. c’è posto per un solo Stato con due popoli che coesistano e collaborino su base paritaria: One man, One vote.
Levy fa l’esempio del Sud Africa, cogliendo l’occasione del 27 Aprile, diciannovesimo anniversario di quella Repubblica che dal giorno del riconoscimento del principio ” una persona, un voto” è stato un esempio di convivenza sia pure tra problemi e complicanze.
Pubblico le prime righe dell’articolo, tanto mi sembra irreale.

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VATICANO: IL CARDINALE BOUTROS RAI SVOLGE DI FATTO LA FUNZIONE DI SEGRETARIO DI STATO AFFRONTANDO LA QUESTIONE SIRIANA COI POTENTI DELLA TERRA di Antonio de Martini

Il Cardinale Bechara Boutros Rai – in realtà ha il titolo di ” sua Beatitudine il Patriarca di Antiochia” – è a capo della Chiesa Maronita, autonoma nel rito, ma fedele a Roma da mille anni.

I lettori più attenti ricorderanno che lo abbiamo incontrato sul Corriere della Collera a due riprese: la prima , quando rompendo un tabù che duratva da settanta anni si era recato a Damasco per assistere alla funzione solenne di intronazione del suo omologo ortodosso, anch’egli Patriarca di Antiochia e dell’Oriente.

La seconda volta, quando ho segnalato il suo viaggio in Russia in visita a Kirill Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Con l’occasione segnalai che era stato ricevuto anche dal Presidente della Duma, il Parlamento russo.

Ne trassi la conclusione che

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LA RASSEGNA STAMPA DI GiC DEL 5 APRILE 2013

NEW YORK. L’Assemblea generale dell‘Onu ha approvato ieri il Trattato internazionale sulla compravendita delle armi    convenzionali con una schiacciante maggioranza di 154 Paesi a favore, tre contrari e 23 astenuti. Decisivo il sostegno fornito anche dagli Stati Uniti. Lo sforzo globale per regolamentare il multimiliardario commercio delle armi aveva subito una battuta d’arresto la scorsa settimana quando Iran, Corea del Nord e Siria avevano impedito il raggiungimento di un accordo unanime. Senza sorprese il no di ieri dei tre Paesi, motivato con il fatto che il Trattato sarebbe discriminatorio nei loro confronti. Tra gli astenuti Russia, Cina, Cuba, Venezuela e Bolivia.

PYONGYANG,3. Si aggrava di ora in ora la tensione nella penisola coreana. Continua a leggere

QUANTE DIVISIONI HA IL PAPA? LE CHIESE CATTOLICA E ORTODOSSA SI ALLEANO PER OTTENERE UNA SOLUZIONE POLITICA IN SIRIA.

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nel post “piccoli passi verso la pace” pubblicato l’11 febbraio scorso scrivevo :
” Nel frattempo a Damasco cogliendo l’occasione dell’incoronazione del nuovo Patriarca ortodosso ” di Antiochia e dell’Oriente”, che succede a Ignatius IV , Giovanni Yazidis – siriano di Latakia, zona Alawita – è giunto anche il Patriarca maronita ( rito orientale fedele a Roma) il cardinale Bechara al Rai, grande critico della occupazione siriana del Libano e quindi avversario dichiarato degli Assad .
L’evento, avvenuto nella chiesa della Santa Croce e dato in diretta dalla TV siriana anche a dimostrazione che le notizie di attacchi ribelli a Damasco sono fandonie, ha consentito l’incontro tra prelati cristiani ( i cristiani sono oltre seicentomila e tutti o quasi pro- Assad ) , con il ministro dell’informazione Omran al Zoubi e col vice ministro degli esteri siriano Faisal Mekdad, i quali hanno ripetuto l’offerta di negoziati di pacificazione senza ingerenze straniere e senza precondizioni.”

Il post concludeva con un generico auspicio di pace che avrebbe potuto forse nascere a Pasqua.

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ALLA PROCESSIONE DEL GIOVEDÌ IN MONDOVISIONE, IL NUOVO PAPA HA DATO LA PAROLA AI CRISTIANI D’ORIENTE ED AL LORO CALVARIO. MA QUANTI SONO? DOVE SONO? È L’INIZIO DI UNA CENTRALITÀ DEL RAPPORTO CON L’ISLAM PER BLOCCARE L’ABBANDONO DELLA TERRASANTA?

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Quando si parla di “mondo cristiano” nei paesi arabi, noi italiani tendiamo a pensare ai cattolici. E’ un altro residuo di provincialismo, questa volta in campo religioso.

Nel Mondo Arabo, la confessioni cristiane principali sono tredici: nascono dalle varie eresie ( etimo:”scelte”) avvenute nei vari concili che costellarono i primi secoli del cristiasnesimo: Nicea, Efeso, Calcedonia .
Assiri ( 110.000 e 130.000 nella diaspora); Caldei ( 400/500.000 e 120.000 nella diaspora); Siriani ortodossi ( 146.000 e 150.000 nella diaspora); Siriani cattolici (101.000 e circa 50.000 nella diaspora); Maroniti ( 550/700.000 e circa 2 milioni nella diaspora); Copti ortodossi da tre a sei milioni e 400.000 nella diaspora); Copti cattolici ( 150.000 e nella diaspora imprecisati) Greci ortodossi (959.000 e 400.000 nella diaspora); Greci cattolici Melkiti (442.000 e 500.000 nella diaspora); Armeni apostolici (348.000 e “alcuni milioni nella diaspora”); Armeni cattolici ( 51.000 e 100.000 nella diaspora); Latini (86.300 ); Protestanti (60/80.000). IN TOTALE, da 6,5 milioni a 9,7 milioni.

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GERUSALEMME: I PALESTINESI E NETANYAHU SI PREPARANO ALLA VISITA DI BARAK OBAMA. di Antonio de Martini

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Benjamin Netanyahu sta per ricevere la paga per la fronda elettorale fatta a Obama e a quella a Chuck Hagel il nuovo segretario alla Difesa che oggi sbarca in Afganistan per non accompagnare il Presidente ? Fino a che punto questo precedente aggressivo di Netanyahu influirà nel tradizionale rapporto di alleanza?
Certo, Obama non poteva avere una situazione a lui più favorevole e Bibi avrebbe voluto ricevere la visita dell’uomo più potente del mondo dei prossimi quattro anni, in migliori condizioni.

A quasi due mesi dalle elezioni da cui è uscito indebolito e col ministro degli esteri ( Libermann) condannato dalla magistratura, non è ancora riuscito a presentare il governo al Presidente Shimon Perez ed alla Knesset, benché abbia rinunziato ai partiti religiosi – suoi tradizionali alleati – ed abbia dovuto imbarcare la sua avversaria Tzipi Livni ( alla giustizia, ma con anche la delega per le trattative di pace) ; il suo critico militare più autorevole Shaul Mohfaz, ex capo di SM contrario all’attacco all’Iran; il nuovo partito centrista.

Per colmare la misura, Barak Obama andrà anche in visita ad Abu Mazen a Ramallah ed ha rifiutato di presentarsi alla Knesset,

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