Archivi del mese: marzo 2014

KAZAKISTAN LA CALIFORNIA DEL NUOVO SECOLO: INTERVISTA A PAOLO RAIMONDI SULLA SITUAZIONE ECONOMICA E LE POTENZIALITA’ DEL PAESE ( video)

Il Kazakistan è una miniera a cielo aperto: oro, petrolio , gas, terre rare, uranio. Il fondo sovrano del Kazakistan – il nono paese al mondo per estensione – gestisce oltre trenta miliardi di dollari, il paese ha appena svalutato del 20% colpito più dalla speculazione internazionale che dalla economia interna, il presidente ha creato una nuova capitale dal nulla ( ASTANA) come fece il Brasile negli anni sessanta.

I rapporti italo-kazaki – ad onta della recente crisi- sono buoni, specie con la popolazione. Ho intervistato Paolo Raimondi, collaboratore di Italia Oggi, esperto di economia, per introdurre un nuovo paese tra quelli che l’Italia dovrebbe penetrare commercialmente ed assistere sulla via dello sviluppo.
Il governo è stabile quanto possa esserlo un governo autoritario. L’oppositore principe aveva trovato in Italia rifugio per la sua famiglia, prima di essere imprigionato in Francia.  Persino il vincitore del “Grande Fratello” locale è un italiano poco più che ventenne precedentemente emigrato in Inghilterra e ora fa il cantautore o giù di li.

Data la diffidenza che ormai esiste verso gli anglosassoni in tutta l’Asia, la detenzione del capo dell’opposizione in Francia e le difficoltà attuali russe, i nostri imprenditori potrebbero giocare un ruolo profittevole anche fuori dal campo petrolifero – spazi enormi per l’agroindustria e l’export in Cina  in cui l’ENI fa da capocommessa contrastato da mezzo mondo. I mezzi finanziari ci sono, messi a disposizione dal Know How degli esperti del Centro Studi Kòsmos che ha elaborato uno schema privatistico di grande impatto e privo di risvolti burocratici.

LA SITUAZIONE IN LIBIA: TUTTI CONTRO TUTTI ( video ) L’ITALIA POTREBBE AVERE UN RUOLO DECISIVO PER LA RINASCITA DI ENTRAMBI I PAESI.

Continua il giro del Mediterraneo di Giorgio Vitangeli assieme ad Antonio de Martini. Tocchiamo quella che un tempo era la quarta sponda dell’Italia in preda ai suoi demoni scissionistici. Benghazi contro Tripoli, missili sulle petroliere che si riforniscono dal concorrente e finto disinteresse di chi ha trasformato un paese in crescita in una zona franca in cui gli interessi dei libici e degli italiani non sono più tutelati da nessuno.

Se Matteo Renzi, dopo aver visitato la Tunisia, ponesse attenzione alla Libia attivando tutte le esperienze italiane, le soddisfazioni economiche e politiche potrebbero essere tali da influenzare positivamente anche i bilanci del 2014.

Segue domani un altro webspecial sul kazakistan,

UN FLASH DEI RAPPORTI USA -RUSSIA MOSTRA CHIARAMENTE CHI SIA L’AGGRESSORE di Antonio de Martini

L’information clearing house organo quotidiano di informazione USA di area democratica ha pubblicato ieri un articolo a firma Paul Craig  Roberts  l’articolo ” Russia under attack” che dopo aver segnalato che gli USA hanno rotto il patto antimissili stipulato tra Gorbaciov e Ronald Reagan, dice testualmente.” The Western media attacks on the Sochi Olympics are part of the ridiculing and demonizing of Putin and Russia. Washington is determined that Putin and Russia will not be permitted any appearance of success in any area, whether diplomacy, sports, or human rights.

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PERCHÉ GLI AMERICANI IN EGITTO HANNO PUNTATO SUI FRATELLI MUSSULMANI E ADESSO AL SISSI NON SI FIDA ( video)

Continua il giro del mediterraneo di Giorgio Vitangeli con Antonio de Martini

ALLIANZ COMPRA MEZZA UNIPOL . ” PER ORDINE DELL’ANTITRUST” di Antonio de Martini

A seguito dell’invito perentorio ricevuto dall’Antitrust a ridurre la propria posizione dominante nel settore dell’RC auto, Unipol ha venduto quasi mezzo portafoglio al colosso assicurativo tedesco Allianz.

Singolare la posizione dell’Antitrust che, invece di impedire la concentrazione di un nugolo di assicurazioni sotto il marchio Unipol (le autorità in altri paesi fanno così), prima lascia fare e poi interviene consentendo così al venditore di seconda istanza di realizzare un utile altrimenti destinato al venditore originario, spesso preso in stato di necessità e all’acquirente di evitare l’acquisto di una intera società col carico di sorprese sempre possibili che comporta.

La vendita di questo portafoglio è stata presentata – per dimensioni –  come l’aver ceduto a terzi l’intero portafoglio di un’altra delle società inglobate , la MILANO ASSICURAZIONI ed è valutata a 440 milioni di euro di premi a fronte di un totale Unipol di 1,1 miliardo. se non è la metà di Unipol, poco ci manca. Per evitare l’accusa di posizione dominante, potevano forse vendere un portafoglio meno grosso. Continua a leggere

TECNICA DEL COLPO DI STATO IERI E OGGI IN EUROPA E IN ITALIA DA MUSSOLINI A NAPOLITANO. di Antonio de Martini

Ripeto il testo di ieri che numerosi lettori non hanno ricevuto o hanno ricevuto mutilo diel pezzo finale

Avatar di antoniochediceIL CORRIERE DELLA COLLERA

Cominciamo col  distinguere le differenti azioni che nella nostra povera Patria del diritto vanno tutte assieme rubricate in maniera raffazzonata, come “Colpo di Stato”. L’ignoranza regna .

Esistono il Colpo di Stato, il Golpe, il Putsch e il Quartelazo, ciascuno con la sua peculiarità.

Colpo di Stato: si ha quando uno dei poteri dello Stato ( di solito il governo) trovandosi in conflitto – e in stallo –  con un altro potere ( di solito il Parlamento) lo prevarica utilizzando le Forze Armate o la Polizia.

Golpe: si ha quando, in una situazione di Stallo tra i poteri dello Stato, le Forze Armate intervengono come arbitri senza essere stati chiamati da nessuno.

Putsch:  nome di origine tedesca ( dal Putsch di Kapp Berlino nel 1921) si ha quando in una situazione analoga alla precedente, interviene unicamente un reparto di solito dell’esercito ( nel caso citato di…

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CHI CENSURA IL WEB IN ITALIA QUANDO ESCONO I NOMI LEGATI AL QUIRINALE? di Antonio de Martini

Fino a che scrivo di Ucraina e Siria, tutto bene. Non appena faccio nomi di italiani che si credono importanti, il web inizia a fare i capricci.
Oggi, ad esempio, Continua a leggere

Allegato al POST PRECEDENTE

Allegato al POST PRECEDENTE

Ecco la citazione della dichiarazione di John Major.La traduzione si trova nel post che precede.

TECNICA DEL COLPO DI STATO IERI E OGGI IN EUROPA E IN ITALIA DA MUSSOLINI A NAPOLITANO. di Antonio de Martini

Cominciamo col  distinguere le differenti azioni che nella nostra povera Patria del diritto vanno tutte assieme rubricate in maniera raffazzonata, come “Colpo di Stato”. L’ignoranza regna .

Esistono il Colpo di Stato, il Golpe, il Putsch e il Quartelazo, ciascuno con la sua peculiarità.

Colpo di Stato: si ha quando uno dei poteri dello Stato ( di solito il governo) trovandosi in conflitto – e in stallo –  con un altro potere ( di solito il Parlamento) lo prevarica utilizzando le Forze Armate o la Polizia.

Golpe: si ha quando, in una situazione di Stallo tra i poteri dello Stato, le Forze Armate intervengono come arbitri senza essere stati chiamati da nessuno.

Putsch:  nome di origine tedesca ( dal Putsch di Kapp Berlino nel 1921) si ha quando in una situazione analoga alla precedente, interviene unicamente un reparto di solito dell’esercito ( nel caso citato di Kapp, un reggimento)

.

Quartelazo :   nome di origine latino americana.
Si ha quando un reparto ( una minore unità ) interviene contro una sola istituzione dello stato ( e non contro tutti i nodi di controllo e comunicazione) per innescare un Golpe o per iniziativa di un singolo comandante.

Nei paesi della primavera araba – e anche nell’est europeo ex URSS-  la funzione di “innesco” del “Quartelazo” è stata affidata a “spontanee manifestazioni che si trasformano – sempre spontaneamente – in sommosse popolari ” appoggiate da un cospicuo numero di organi di informazione internazionali e interventi coordinati di opinion leaders e se ne necessario, da una squadretta di franchi tiratori che versano di sangue ” quanto basta” per terrorizzare una opinione pubblica troppo docile per passare dalla manifestazione alla sommossa senza l’incentivo della paura .

In Cile contro Alliende

Ci fu un colpo di Stato ( il Parlamento votó contro il governo, anche se in Repubblica Presidenziale non esiste il voto di sfiducia), poi intervenne l’esercito.
In Spagna, l’attacco di Franco alle istituzioni che diede il via alla guerra civile ( 1936-1939), fu un Putsch : Franco era comandante militare delle Isole Canarie e usó le truppe ai suoi ordini per aggredire la Repubblica e provocare un ” effetto domino” sulle altre componenti del mondo militare e degli affari sul Continente.

Più recentemente, il tenente colonnello Tejero con la sua aggressione al Parlamento assieme a un plotoncino di guardia civil , fece un Quartelazo con funzione di innesco ad un Putsch che sarebbe stato condotto dal generale Armada utilizzando la seconda divisione corazzata che si era messa già in marcia per occupare Madrid e dare tutto il potere al Re Juan Carlos di cui Armada era stato il precettore.

Se fosse accertato che il re era informato e favorevole, sarebbe stato un colpo di Stato.
La magistratura decise che era un Putsch punendo Tejero e la sua squadra assieme al generale Armada confinato nel suo castello in Aragona. Oggi sono entrambi liberi da un pezzo.

In Francia, l’avvento del generale De Gaulle al potere ( 1958, il 13 maggio) fu il primo esempio di “intervento misto” ( popolo e forza armata) di cui oggigiorno gli USA fanno ormai largo uso: una serie di manifestazioni di piazza organizzate dai francesi di Algeria indussero il comandante della piazza , il generale di brigata Jacques Massu, a comparire sul balcone della prefettura e pronunziare il nome di Charles De Gaulle, mentre un reparto di paracadutisti in Corsica ( ah queste isole! ) si apprestó all’azione.

Tanto bastò al buon presidente René Coty per accettare le dimissioni del Premier più giovane della IV Repubblica ( 37 anni) , Felix Gaillard, officiando il pensionato di Colombey les deux eglises, che soggiogò il Parlamento con un discorso di sette minuti e ottenne una fiducia che salvò le apparenze.
Pochi mesi dopo nacque la V Repubblica, consacrata democraticamente da un referendum.

La formula popolo più esercito non sempre funziona. Quando, scontenti per la scelta razionale di De Gaulle che aveva deciso di liberarsi del fardello algerino, si tentò il Golpe bis, ( il 21 aprile 1961) al solito balcone di Algeri comparvero ben quattro generali ( Salan , Jouhaud, Zeller e Challe) , ma invece di trovarsi davanti a un democristiano, si trovarono di fronte a un De Gaulle che si presentò in uniforme in TV e dettò a tutti i dipendenti dello stato le istruzioni del caso con semplicità e chiarezza, definendo i generali ” un quartetto” .

Tanto bastò per domare il movimento che aveva trascurato di coinvolgere Massu e l’esercito di coscritti,limitandosi a tre reggimenti della Legione Straniera e dato per scontata la resa del governo di fronte a una replica della rappresentazione.

In Italia, l’assenza di partecipazione reale alla politica e alla conduzione della guerra produsse un colpo di stato che sarebbe meglio definire ” di palazzo,” il 25 luglio 1943, fu necessario un minimo di attività : un voto del Gran Consiglio del Fascismo ( inabilitato a cambiare il capo del governo) cinquanta carabinieri comandati da un capitano, un ufficiale del SIM che batté a macchina un mandato di cattura ( il ten col De Francesco, venti anni dopo comandante dell’Arma), e la complicità del capo dello Stato.
Meno di cento persone in tutto.
La vera condanna del regime fascista venne dal fatto che nessuno lo difese: non la polizia, non la Milizia fascista, non una sezione di partito, non un membro del gabinetto, non una delle 73 divisioni dell’esercito, non un parente del duce.
Quando un regime é marcio, cade da solo.
E questo regime è più che maturo.

Esiste anche un nuovo tipo di denominazione da me creata recentemente e che ha avuto un certo successo, ossia ” il colpo di Stato a rate” per ottenere il quale, bastano ancor meno persone.

Serve anzitutto la disponibilità del Premier a farsi spogliare delle sue prerogative storiche e un Parlamento trasformato in Pirlamento di ignoranti docili e incapaci grazie alle sapienti selezioni di lista fatte da  di Berlusconi, Scajola, Verdini, D’Alema, Veltroni, Bersani.

Poi, basta scegliere bene il capo della polizia e quello dei carabinieri ed eternizzarli (a stipendio pieno)  al loro posto in barba alle leggi, regolamenti e criteri di alternanza democratica e il gioco è fatto a patto che la magistratura taccia. E tace.

Numero di partecipanti: dieci/quindici.

Il capo della polizia è nuovo perché il predecessore è morto abbracciato alla poltrona mentre il comandante dei carabinieri Leonardo Gallitelli è scaduto – ma si è fatto rinnovare per due anni – lo scorso anno.

Nel frattempo e per arrivare agli ottanta anni con la certezza dello stipendio pieno ed altre prebende, sta facendo pressione sul Quirinale per essere nominato “consigliere presidenziale per la sicurezza” carica mai esistita e che rappresenta una usurpazione delle prerogative del ministro dell’interno, ma che può farlo restare al caldo per altri quindici anni assieme agli altri geronti annidati alla presidenza della Repubblica ( Rolando Mosca Moschini colpito dai limiti di età dieci anni fa; Gifuni ( già segretario generale  della  Presidenza della Repubblica, ma rimasto in sede  perché li si sta meglio che a casa  e si può regalare un capanno al figlio nella tenuta presidenziale). Qualcuno muore – il meccanismo è perfettibile – ma finché dura…

Credo sia giunto il momento di ammettere che il re è nudo e il Presidente non se la passa meglio e sarebbe ora di smettere di approfittarsi di un uomo anziano – ormai lucido poche ore al giorno-  contro il volere della sua famiglia.

Per dismettere Antonio Segni dalla presidenza della Repubblica bastarono un certificato medico e l’accordo di cinque/sei persone. Presto per Napolitano basteranno due infermieri.

Signora Clio, li preceda.

 

LA RUSSIA RIPONDE ALL’AMERICA CON UNA PROPOSTA GLOBALE DI SFRUTTAMENTO ECONOMICO SOSTENIBILE DELL’ASIA. SEBASTOPOLI E’ ORMAI COME SAGUNTO, MA QUESTA VOLTA IO TIFO PER ANNIBALE. di Antonio de Martini

LA RUSSIA RIPONDE ALL'AMERICA CON UNA PROPOSTA GLOBALE DI SFRUTTAMENTO ECONOMICO  SOSTENIBILE DELL'ASIA

L’ allora segretaria di Stato americana Madleine Allbright ha avuto il privilegio di poter fare dichiarazioni pubbliche mentre la Russia giaceva ancora spossata da settanta anni di comunismo fondamentalista e becero sotto le apparenze di una sofisticata filosofia economica e sociale.
Con le parole di questa signora e una frase infelice di John Major, Vladimir Yakunin – presidente delle ferrovie russe due milioni di dipendenti , tre università e due banche nelle partecipazioni – ha inaugurato un congresso tenutosi l’11 marzo a mosca nella sede dell’Accademia delle scienze, o quel che ne resta, presentando il corridoio di sviluppo euro asiatico.

Durante tutto il congresso, il concetto di sviluppo è stato  presentato come antagonista del concetto di profitto ( ad avviso di Yakunin  e dei suoi smodato e tendente al risultato nel breve termine)
La frase in Russo che campeggia nella foto che precede la relazione, è stata  citata dall’oratore e attribuita alla signora è agghiacciante : ” Ogni fair play dovrebbe essere fuori questione fino a che è un solo paese a possedere un territorio come la Siberia “.
La seconda frase di testa, attribuita a John Major, ricorda quella in cui nel 1945 il finanziere Morgenthau propose di ridurre la Germania a paese agricolo – implicitamente disinteressandosi dei trenta milioni di tedeschi che sarebbero stati in soprannumero.
John Major pensa infatti in grande : ” Dopo la sconfitta subita nella guerra fredda il compito della Russia consisterà nel rifornire i paesi vincitori con le proprie risorse.  Ma per questo compito hanno bisogno di solo 56 milioni di abitanti.” Rispetto ai 130 attuali ( ndr).
La proposta economica di Yakunin battezzata Razvitie – sviluppo in russo – risulta ampliata rispetto a quella fatta qualche anno fa in cui si offriva di fare da tramite con le ferrovie tra Cina e Europa – è di creare una sfera di co-prosperità euro asiatica concentrando tutti gli investimenti su quella direttrice.
Pubblico la citazione in lingua russa presa dal documento introduttivo, in inglese, che sto traducendo, per illustrare ancora una volta la volontà di pace e collaborazione dei russi che, fino a prova contraria,  va presa sul serio in un momento storicamente importante per il futuro dell’Europa e della Italia in particolare.
Sarebbe bene che la cancelliera tedesca Angela Merkel , una pin up anche morale in confronto alla Allbright, si ricordasse della proposta Morgenthau del 1945, prima di insistere a porsi come fedele esecutrice di uno zio Sam ormai impazzito di fronte alla prospettiva del collasso monetario e morale.

Nel post successivo inserirò la frase e la foto di John Major in quanto sono incapace di metter due immagini nello stesso post ( quasi peggio di John Kerry)