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MARIO MONTI HA VENTUNO GIORNI PER LEGITTIMARSI AGLI OCCHI DEGLI ITALIANI. POI COMUNQUE VADA , I POLITICI ODIERNI NE USCIRANNO DISTRUTTI. TUTTI. di Antonio de Martini

Il professor Monti ha rilasciato almeno due dichiarazioni non ambigue in tema di politica europea, che me lo hanno fatto considerare con maggior attenzione.
In sostanza sta cercando di accerchiare la Cancelliera Merkel, mettendo a profitto il preesistente rapporto con Sarkosi, di cui era consigliere. La imminente visita in Inghilterra al premier Cameron, va nel senso indicato.
Qualche dichiarazione resa in Italia, si e’ invece prestata a manipolazioni

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IN ARRIVO ALTRE TASSE . PER ORA HANNO DIMENTICATO SOLO IL PANE E IL LATTE E PER COLMO DI SVENTURA, RICOMPARE ANCHE SCALFARI. di Antonio de Martini

Quando gli storici del futuro esamineranno le responsabilità di Silvio Berlusconi, metteranno al primo posto il fatto di aver consentito a una cosca di ” professori” il saccheggio dei patrimoni delle famiglie italiane, relegando il peccato della frequentazione di fanciulle ormai non più in fiore tra le colpe veniali, come fa la Bibbia con la tresca di re Davide con Betsabea, riconosciuto come Santo anche dalla Chiesa cattolica.

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IL PROGETTO FRANCO-TEDESCO DI ARMONIZZAZIONE FISCALE IN EUROPA NON RISOLVE IL PROBLEMA DELLA SPECULAZIONE SUI BOND. GARANTISCE SOLO LO STATU QUO TRA TRA PAESI RICCHI E POVERI.

In termini di urgenza, la priorità’ per l’Italia e’ costituita dalla proposta di affrontare entro il mese di marzo un nuovo accordo – proposto dal duo Franco-tedesco – sulla armonizzazione fiscale e tributaria tra i ventisei paesi ( l’Inghilterra si e’ chiamata fuori per meglio negoziare).
Credo che si debbano fare alcune considerazioni e metterle a disposizione di un governo impolitico , non politico e non tecnico.
L’armonizzazione fiscale cozza contro il principio federalista:mentre penso che il federalismo a livello della penisola italiana sia una autentica scemata, a livello continentale e’ una esigenza ineludibile.
L’armonizzazione fiscale mira a creare, evidentemente, una certa omogeneità che, se realizzata sul passo dei paesi più forti, darebbe almeno un decennio di fame a quelli più deboli; mentre se creata sul metro dei paesi più deboli darebbe – paradossalmente – un vantaggio competitivo ai paesi economicamente più forti che darebbero un apporto minimo alla costruzione economica comune, con la conseguenza di far scivolare il peso dell’Europa sui paesi minori.
Infine, la considerazione più semplice da capire e’ offerta dall’ esempio dell’Irlanda, che, proprio grazie ad una franchigia fiscale della U E , ha goduto di un tasso di crescita che l’ha tolta da uno stato di sottosviluppo in cui versava dal seicento.
L’Inghilterra e l’Ungheria si sono opposte immediatamente a questa trovata elettorale di Sarkosi e tre giorni dopo sono state seguite dalla Repubblica Ceca , il cui presidente ha subito annacquato la propria adesione chiarendo che sarebbe stato necessario un voto del Parlamento.
Romania, Bulgaria, Slovacchia ed altri paesi a tradizionale influenza britannica, vengono corteggiati in questi giorni e finiranno per schierarsi contro questa soluzione che non risolve un bel nulla.
Si rischia lo stallo, mentre una posizione contraria e chiara dell’Italia sarebbe risolutiva.

Una delle caratteristiche del buon governo consiste nella capacita’ di attrarre investimenti sul proprio territorio. Lo strumento principe per ottenere investimenti, consiste nel creare una fiscalità di favore per i capitali in cerca di impiego.
La Romania , grazie a questa possibilità ha portato sul suo territorio ben seimila imprese italiane prevalentemente dalla provincia di Treviso.
Il sistema dei ” porti franchi” sottratti alle imposizioni doganali, e’ vecchio quanto il navigare.
Orbene, privando i territori di questa opportunità, si condannerebbero interi paesi a rinunziare a questo strumento ed ad accettare in patria condizioni di lavoro e produzioni di tipo schiavistico per sopravvivere oppure ad emigrare nei paesi ricchi ( Germania e Francia) a condizioni ben note.
Che avere una sola moneta non significhi dover avere un solo sistema fiscale, e’ dimostrato dalla Svizzera dove ogni Cantone ha un diverso sistema impositivo in concorrenza con gli altri per attrarre investimenti.
Visto che ci siamo, come mai lo Stato della California – che ha un PIL delle dimensioni dell’Italia – dichiaro’ bancarotta senza che questo abbia avuto effetti sul dollaro USA, mentre nel caso dell’Euro si minaccia la fine del mondo?
Se gli italiani sono benestanti e risparmiatori e lo Stato costa oltre il 50% del PIL ed e’ inefficiente, perche’ non lasciarlo fallire? Datemi una sola ragione.

ROMA E L’ITALIA I MATTI SONO CONSIDERATI SANI E VICEVERSA: provare per credere

CAPITALE CORROTTA

Il guardasigilli Paola Severino ha iniziato a parlare di  pene alternative, poi di ammnistia ed infine il Papa in persona si è recato al carcere di Rebibia auspicando che ” il governo trovi il modo di farli star meglio”.

In contemporanea, è stato liberato 48 ore dopo l’arresto in flagranza di reato, un poliziotto beccato per essere stato colto  mentre compiva un reato ripugnante, per mottivi abbietti: rapiva un compagno di scuola del figlio per pagare i debiti di gioco.

Sempre a Roma, Dagospia pubblica l’elenco dei collaboratori del sindaco che non si è fatto mancare niente: dal prete pedofilo don Ruggero  ( condannato  a 15 anni e che era stato nominato “garante della famiglia”)    al Luigi Crespi ( consulente per l’immagine condannato a 7 anni per bancarotta), passando per i “managers” di AMA ( Panzironi) e di ATAC ( Bertucci), mentre è in dirittura d’arrivo anche l’ACEA ( splendida  acquirente di nove milioni di bicchierini di caffé e consulenze varie. Tutti reati che verranno  addebitati al capo delle relazioni esterne Pier Guido  Cavallina, opportunamente deceduto, come fosse lui il decisore e non ci fossero sindaci, consiglieri di amministrazione ecc. per non dire dei recenti ” consulenti” arrestati per Camorra e per ‘Ndrangheta, dei quali non diremo nulla fino a sentenza.

Roma ha avuto negli scorsi mesi 33 morti per guerra di malavita mentre  una serie Televisiva ha trasformato la banda della magliana in un pugno di eroi agli occhi dei giovani. Il vice sindaco si vanta di aver comprato una laurea on line, la città è abbandonata a se stessa e riprende la stagione degli scioperi che penalizzarà tutti gli abitanti, tranne i finti eroi che girano con la scorta e che possono parcheggiare in divieto di sosta per ….sfuggire agli attentati.

Non capisco perché amnistia si, condono fiscale no; a meno che ciò non significhi che il governo Monti conta più sui voti dei galeotti che su quelli della classe media.

A proposito di classe media, la finanza ha – su un campione di 14.000 famiglie –  trovato che una  famiglia su tre ha barato per avere sconti sulle tasse universitarie dei figli o sul diritto di usufruire dell’asilo, sovvenzioni  ecc.

Questo significa che gli otto milioni di poveri su cui si danno  aiuti di vario tipo, sono in realtà cinque milioni e mezzo e che chi non arriva a fine mese, non ci arriva perché lo stipendio se lo  gioca con le macchinette mangiasoldi come il poliziotto di cui sopra  o al poker on line – sempre del patrio governo – che nel primo mese di esercizio ( agosto 2011 , mese fiacco per antonomasia per le lotterie) ha raccolto unmiliardo e novecento milioni di euro.

Il 31 dicembre scadrà la gestione della discarica di Malagrotta e non hanno ancora  scelto il sito della nuova discarica, poi , una volta scelta, dovranno metterla a regime e questo  consentirà al grato proprietario di ottenere una proroga.

NAZIONE INFETTA

A livello nazionale  assistiamo alla  rottura dello statu quo al quale Berlusconi si era arreso, con la defenestrazione del direttore del TG 1 Augusto Minzolini, verso il quale non abbiamo alcuna considerazione. E’ stato sostituito dal suo vice, Alberto Maccari , nipote dell’omonimo vescovo che inquisì Padre Pio.

Se ne deduce che, dopo Guarguaglini & Borgogni, si sta procedendo a una sotituzione sistemica  dei fedeli del centro destra,  per ora con fedeli più tiepidi, come in questi casi citati. o di altri “managers privi di curriculum” come il nuovo dirigente dell’antitrust.  I soliti intelligenti dello staff di Berlusconi finiranno per accorgersene quando sarà troppo tardi, ma non è detto che sia un male.

A Firenze abbiamo un evento eccezzionale: un matto  spara, uccidendo due poveri immigrati e ne ferisce tre, infine si suicida. Con commovente partecipazione di popolo si decide che il matto non è matto e si inscenano  una serie di manifesstazioni politiche   contro …il sano.

Anche a Milano un altro squilibrato ha dato fuoco alla moglie, ma si è poi limitato ad accendersi una sigaretta, invece di suicidarsi.  Lo considerano sano di mente, benché fosse in cura psichiatrica.

Bankitalia dice che i risparmi degli italiani –  mentre lo Stato è indebitato fino al collo con 1200 miliardi debito pubblico – ammontano a oltre 9.000 miliardi ( e quindi potrebbero comprare 4 volte il debito pubblico).  Le Statistiche ci dicono che abbiamo il terzo deposito di oro del mondo dopo USA e Germania e prima di Francia e Inghilterra,   Il primo ministro  Monti, annunzia che se lo Stato fallisce è una catastrofe per tutti. E la gente pensa che sia sano di mente.  Cominceranno a crederlo matto solo quando  – e se – presenterà i tagli di spesa, ma c’è chi giura che non lo farà mai.

BEFERA: LO SHERIFFO DI SHERWOOD, IL SIGNOR CUCCAGNA E LO STATO DI DIRITTO. PURTROPPO E’ MORTO IL TERZO.

L’intervista odierna al “Corriere della Sera” fatta da Massimo Muchetti – il buttafuori dell’editore – e’ un chiaro esempio di quali danni possa fare un cattivo servitore dello Stato quando si monta la testa.
Ieri avevo scritto che una delle concause dell’attentato subito dal funzionario ( che ieri ha fatto una intervista “eroica” in TV) era la sovraesposizione mediatica cui il Befera aveva esposto la funzione di recupero crediti dello stato.
Oggi il Befera ha rincarato la dose. Vedrete che ci toccherà anche pagargli la scorta.
Mesi fa, Il mio avvocato mi ha commentato una ipoteca messa , da Equitalia, su una casa per un credito di mille ottocento euro, benché sia espressamente vietato dalla legge.
Con sistemi come questi non mi meraviglia che il Befera e i suoi collaboratori siano riusciti a fare grandi incassi.
Peccato che questi comportamenti siano contrari alle leggi dello Stato di diritto.
Lo stesso Befera ha ammesso, nella intervista, che la completa abolizione del segreto bancario , come adesso ci sarà in Italia, non esiste nemmeno nella Corea del Nord.
La ” penale”, in realtà gli interessi, sono dell’ordine del 30% e anche questo e’ illegale.
Sempre nella intervista, scopriamo che il blocco del “turn over” dei dipendenti pubblici vale per la polizia antimafia, per i medici del pronto soccorso, ma non per gli esattori.
Penso che per stanare gli evasori totali basterebbe abbinare il numero della patente al codice fiscale.
Senza numero di codice fiscale si può vivere, senza patente e’ molto più’ difficile.
Per riuscire a incassare i denari dai morosi, basterebbe licenziare coloro che non fanno i recuperi.
Si fa cosi’ in America, cosi’ in Inghilterra e cosi’ in tutto il mondo.
Da noi bisogna aspettare un attentato per scoprire che il direttore romano di Equitalia dice questa frase (sentita con le mie orecchie in Tv ieri)”la mia personale persona” convinto di parlare italiano, mentre il direttore generale crede di essere democratico perche’ ha ottenuto l’abolizione del segreto bancario e il presidente del Consiglio – gia commissario europeo – emana un decreto che abolisce il segreto bancario ignaro che e’ pienamente legittimo ( art 106 del trattato di Roma) aprire un conto corrente – gestibile facilmente per telefono – in qualsiasi paese della Unione Europea ( consiglio il Belgio) e complicare la vita a tutti e tre questi signori.
Intanto la popolazione periurbana esposta alla mondializzazione e abbandonata dalla democrazia,
cova i sordi rancori che si sfogano improvvisamente come a Torino, contro i più poveri o i meno numerosi.

DALL’ESODO DEI CAPITALI A QUELLO DELLE PERSONE?MENTRE LO SPREAD SALE E SCENDE, IL SOLO RIMEDIO ALLA INCERTEZZA E’ CERCARE LAVORO E STABILITA’ DOVE LE SI TROVA. di Antonio de Martini

La globalizzazione e il mercato unico sono già’ stati realizzati negli USA e , più in piccolo, in Germania, quando si unifico’ con Bismarck.
Forse potremmo trarne qualche ammaestramento valido per il futuro che ci aspetta.
La moneta unica ha creato un mercato unito e , di conseguenza, un unico mercato del lavoro.
La libera circolazione di capitali infatti, comporta anche la libera circolazione delle persone.
I due fenomeni sono tanto naturalmente connessi che sono contemplati dallo stesso articolo del trattato di Roma ( l’art.106).
Quando questo fenomeno assume le dimensioni che ultimamente abbiamo visto applicate nel nostro continente e si trasmette alle persone, dobbiamo ammettere che il bel concetto di libera circolazione delle persone, compie anch’esso un salto di quantità’ e assume il nome il volto della emigrazione di massa verso le zone in cui ci sono capitali e quindi lavoro.
Lo stesso fenomeno migratorio può accadere a un giovane che voglia sfuggire al debito, mettiamo, irlandese che decide di emigrare in Sud Africa o in Australia.
Abbiamo tutti visto , al cinema, il fenomeno delle città’ fantasma negli USA, abbandonate per l’esaurirsi di una miniera o il fallimento di una industria con cui la città’ si immedesimava.
Abbiamo tutti studiato( o no?) che al colmo della decadenza, Roma si ridusse a un villaggio di trentamila abitanti.
Stiamo assistendo in queste settimane a un fenomeno migratorio anche dal Vicino Oriente verso le Americhe sia da parte di Cristiani arabi che di Ebrei israeliani, al punto che i patriarchi d’Oriente hanno lanciato un solenne grido di allarme e il governo israeliano ha investito in una campagna pubblicitaria TV – considerata razzista persino dalla comunità’ israelita USA – mirante a convincere al ritorno in Patria gli israeliani che sono emigrati ( oltre mezzo milione cioè il 6% della popolazione!) e a non sposarsi con ebrei americani pena la “perdita della identità.”
Siamo pronti , qui in Europa e in Italia in particolare, ad accettare l’ingigantirsi di questo fenomeno che finora si e’ verificato solo in piccoli borghi dell’Appennino abruzzese o in villaggetti della Sila?
L’insicurezza sta spingendo uomini e capitali verso il paese che ha il debito corrente più alto del mondo, ma istituzioni forti e ordinate: gli Stati Uniti.
Se il governo dei professori non prenderà decisioni immediate su piani di sviluppo dell’economia, se non riducono la disoccupazione, l’essere in grado di fare le bucce ai passati governi, o distinguere se il debito e’ nato dal settore pubblico ( che ha speso) o quello privato( che evade), non risolvera’ il problema.
La ricchezza e’ in funzione della velocità di circolazione della moneta ( Adam Smith 1776) , ma in tutte le decisioni del Consiglio dei Ministri presieduto dal professor Monti non vedo traccia di velocizzazione. Anzi.
Se il vertice europeo non ci porterà un piano di sviluppo e crescita immediata o quasi, somiglierà – come il governo dei nostri professori- a quei teologi che discettavano a Costantinopoli se le donne avessero o meno l’anima, mentre attorno alle mura premevano le orde asiatiche che li avrebbero soggiogati di li a poco.

IL GOVERNO AFFRONTA IL PROBLEMA DEI ROM. LI FARA’ EMIGRARE A COLPI DI BOLLO AUTO.

Peccato che il prof Mario Monti non abbia mai conosciuto il colonnello Vittorio Galiano ( capo del terzo reparto all’epoca) e il ten col Quartarone capo del servizio organizzazione della Guardia di Finanza, coi quali mi intrattenni quando volevo organizzare un servizio di comunicazione e incentivi che spingesse i contribuenti a comportamenti virtuosi. Volevo salvare il bilancio dello stato.

Non se ne fece niente , ma debbo a loro un anneddoto spassoso che vi giro, perché istruttivo alla luce del decreto Monti.

Se il Presidente del Consiglio avesse avuto la fortuna di conoscere questi egregi servitori dello stato, avrebbe dato maggior attenzione a un dettaglio che – forse anche a lui digiuno di motoristica come me – potrebbe tornare utile.

Ogni anno la GdF ha il problema di identificare le fasce di popolazione in cui indagare. Naturalmente il ministero delle finanze ritiene – trattandosi di autorità politica democratica – di voler avere l’ultima parola. ( mi pare che il ministro fosse l’assertivo Rino Formica del PSI). Il ministro decise di attuare l’equità e di attaccare il nemico di classe sul punto debole: le auto di lusso.

I tecnici della Guardia di Finanza , che di motoristica, anche marina, se ne intendono , fecero per obbiettare, ma furono rumorosamente zittiti. Questa volta non avrebbero potuto difendere i loro amici cicale. Vegliava Formica.

Detto, fatto. La Guardia di Finanza passò l’annata a spulciare le dichiarazioni dei redditti di – cito a memoria – circa quattromila zingari.

I nomadi , infatti, posseggono vecchie auto dotate di motori con molti cavalli vapore. Non gli si può dare torto, devono trainare le loro roulottes.

Chissà se il professor Mario Monti si è cautelato dai pregiudizi alimentati da una vita di studi teorici o se l’Agenzia delle Entrate passerà il suo tempo a confiscare baracche nelle biidonville delle periferie per incassare i seimila euro che costa il bollo per una Mercedes vecchia , ma con tremila e passa di cilindrata.

I professori universitari che fanno i tecnici: la casta della casta. Ecco il curriculum del cattedratico tipo.

Non vorrei sembrare prevenuto. Sono favorevole alla stretta fiscale , ma” il modo ancor m’offende”.

Da studente, assieme a un signore che attualmente fa il giudice costituzionale, facevamo un giornale che distribuivamo a Roma nella città universitaria.

Avevamo anche le strip con le vignette.

Una in particolare si chiamava ” Siro l’assistente”. Erano le disavventure di Siro, un assistente universitario, schiavo del professore, servile e viscido, pronto a prendersela con gli studenti, meglio se innocui ” fuori sede”. Sospetto che il modello fosse Giuliano Amato che all’epoca faceva l’assistente a Scienze politiche.

Questa strip mi viene a mente ogni volta che vedo in TV un giornalista prostrato nei confronti di uno dei professori che da ormai diciannove giorni imperversano sui nostri schermi.

Per cominciare, il nostro Siro – chiamiamolo così anche oggi – per fare l’assistente deve scegliere una materia che studia con zelo maggiore del solito: per aver diritto ad essere bistrattato dal professore, deve anzitutto prendere un bel voto all’esame.

Evita le ragazze ( si rifarà quando avranno da fare gli esami), sgobba, ottiene la tesi nella materia che dice di prediligere ed infine si laurea.

Qui inizia a sgomitare: i candidati a portare la cartella del professore – senza essere pagati – sono numerosi. Inizia così la carriera dell’aspirante scienziato, anche se la tesi di laurea è dedicata al “bollo”.

A volte invece della cartella, ti da da portare il cappotto o un pacco da mettere in auto. Alcuni considerano un privilegio poter portare il soprabito dalla cattedra all’attaccapanni. Altre volte si consolida tanto la familiarità, che sposa la figlia ( è accaduto, ad esempio, all’on D’Onofrio con la figlia del prof Sandulli. Questo spiega, a mio sommesso avviso, anche una carriera altrimenti inesplicabile.).

Anni di gavetta basata sul servilismo, danno oggi la possibilità di diventare “ricercatore”, cioè di ottenere finalmente uno stipendio e l’autorizzazione a poter sfruttare a sua volta qualche aspirante assistente. Questo spiega anche come mai in altri paesi si vedono ricercatori di venti anni mentre da noi i cinquantenni sono la norma.

Naturalmente, a memoria d’uomo, non risulta che un concorso universitario non sia stato “arrangiato”. Si treasmettono le cattedre di padre in figlio – anche nipote – come fosse un feudo. In casi di maggiore modernità, si ricorre alle “partecipazioni incrociate”: io faccio vincere la tua amante nella mia Università e tu prendi mio figlio.

Passato attraverso questo pesante calvario, quando il nostro Siro arriva alla cattedra, ha perso ogni gusto alla libertà ed ha imparato a conoscere ed apprezzare le opportunità offerte dal compromesso. L’ultima tappa del cirsus honorum consiste nel “far fuori” il professore per farsi trasferire nella propria città.

Un pò come i bambini violentati diventano da grandi violentatori, ecco che – una volta “arrivato” Siro si rifà a sua volta con i giovani che gli si avvicinano, in un “loop” di snobismo, spocchia e coazione.

Al consolidamento del fascismo, quando si trattò di giurare fedeltà al regime, IN TUTTA ITALIA CINQUE PROFESSORI SOLTANTO RINUNZIARONO ALLA CATTEDRA PUR DI NON PIEGARSI AL REGIME. Gli altri aderirono al PNF che, come noto, significò “per necessità familiari”.

Per i militari, ci fu un tale rifiuto che FU PROMULGATA UNA LEGGE – ancora oggi in vigore – CHE VIETA DI DARE DIMISSIONI MOTIVATE.

Ci si può dimettere, ma non si può spiegare le ragioni del gesto.

E’ intuitivo che questo regime, questa prima repubblica morente, dovendo dare un esempio di “sobrietà e rigore morale”, ricorresse alla categoria dei professori universitari.

Questi signori sono della Università cattolica: oltre alle doti che sappiamo, hanno anche dovuto fare il giuramento antimodernista richiesto dal fondatore Agostino Gemelli. Il Don Verzé del fascismo.

IL REGIME DEI PROFESSORI ABBANDONA IL DIRITTO ROMANO PER QUELLO ANGLOSASSONE

A mano a mano che il tempo passa e si avvicina il confronto col Parlamento, si delineano i contorni della manovra e le ambizioni dei nuovi governanti.
Tra le perle offerte alla pubblica meditazione ieri a Ballaro’ , la signora Fornero ha lasciato capire che il regime dei professori e’ in grado di fare bene a condizione di avere più’ tempo. Per chi non avesse capito, il regime ha ambizioni Salazariane. Vuole durare. Sbarazzarsene non sarà’ facile.
La signora ha infatti detto che in poco più di diciotto giorni si poteva solo fare cassa.
Se vogliamo sapere quanto sono bravi, dobbiamo dar loro tempo. Il passaggio successivo sara’ che dato che i problemi sono tanti si renderà’ necessario un piano quinquennale.
La seconda perla – rossa – e’ consistita nel paragone che la signora ha fatto – non ostacolata da nessuno – tra la situazione presente e quella dei paesi dell’est Europeo alla caduta dei regimi comunisti.
La paladina dei mercati ritiene che il sistema capitalista occidentale abbia prodotto le stesse rovine materiali e morali prodotte da settanta anni di bolscevismo e nessuno apre bocca.
La notizia comunque l’ha fornita il sottosegretario Catricala’ , tornato di recente dalla luna, che per far capire quanto il governo facesse sul serio, ha annunziato che nel decreto c’e anche la scelta di trasformare in reato il mentire al fisco.
In pratica , dopo questo decreto, un assassino avrà’ il diritto di mentire, mentre un evasore fiscale verra’ condannato per aver tentato di difendersi. Bella mossa.
Si tratta di un indirizzo giuridico di carattere anglosassone che cozza frontalmente col l’intera impostazione del nostro ordinamento – basato sul diritto romano- che riconosce al colpevole il diritto di difendersi anche con la menzogna.
Pare che questi signori siano stati scelti perché’ sono dei pozzi di cultura allevati nelle università’ e nei centri di sapienza che adesso rinnegano per scegliere il diritto anglosassone, negando la cultura ( millantata) in base alla quale sono stati scelti per governare.
Comincio a pensare che anche loro – come i Berluscones – si siano fatti una cultura sui telefilm di Perry Mason e per sfangarsela contano che in corte costituzionale hanno una maggioranza amica.
Comunque la migliore della serata l’ha detta Mario Monti a ” porta a porta” con un Vespa piu’ strisciante del solito: ” vedo che devo essere piu’ sincero”. Buona idea.

VIVA LA DIFFERENZA ! I C…. SONO CAMBIATI, MA I C… SONO SEMPRE I NOSTRI.

Il governo ha annunziato una manovra da 30 miliardi di cui 13 di tagli.
I dodici miliardi di euro dell’EMPAM – l’inutile e impopolare ente falsoprevidenziale dei ” medici fascisti” come recita l’atto costitutivo, non verranno portati nelle casse dello stato, mandando a casa i centotre consiglieri di amministrazione.
L’INPGI, istituto previdenziale dei giornalisti, non e’ stato incorporato nell’Inps, benche’i privilegi dei giornalisti siano in più’ aspetti maggiori di quelli dei politici ( es. disoccupazione al 100% per un anno intero….)
Si annunzia l’eliminazione dell’inpdap ( decisa sei o sette anni fa) spacciandola per nuova.
L’IRAP , la tassa dichiarata illegittima dalla Unione Europea, rimane in vigore, ma la si potrà’ dedurre nel bilancio, perché’ fino ad oggi bisognava anche pagarci l’ IRPEG…
Sembra la canzone di Lucio Dalla ” l’anno che verra’ ” anche i muti potranno parlare, mentre i ciechi gia’ lo fanno.
In cambio ci e’ stata ammannita una scena da ” grande fratello” con la ministra Fornero cui scappa il pianterello così poco credibile che Monti – in perfetto stile Berlusconi – interviene e spiega la situazione che l’imbranata non ha fatto capire.
IL presidente francese Sarkosi ha proposto di tassare le transazioni finanziarie. Monti e’, non lo abbiamo dimenticato , uno dei saggi scelti dal presidente francese per consigliarlo.
La tassa sulle transazioni finanziarie, evidentemente non e’ farina del sacco del professor Monti.
Dopo le interviste di De Benedetti alla 7 e quella di Bernabé al primo canale, mi aspettavo l’annunzio della privatizzazione della Rai o almeno quella delle società’ energetiche municipalizzate. Nulla.
Se il 9 dicembre i leaders europei non varano gli euro bond, credo che il governo Monti finirà’ sbranato.