IN ARRIVO ALTRE TASSE . PER ORA HANNO DIMENTICATO SOLO IL PANE E IL LATTE E PER COLMO DI SVENTURA, RICOMPARE ANCHE SCALFARI. di Antonio de Martini

Quando gli storici del futuro esamineranno le responsabilità di Silvio Berlusconi, metteranno al primo posto il fatto di aver consentito a una cosca di ” professori” il saccheggio dei patrimoni delle famiglie italiane, relegando il peccato della frequentazione di fanciulle ormai non più in fiore tra le colpe veniali, come fa la Bibbia con la tresca di re Davide con Betsabea, riconosciuto come Santo anche dalla Chiesa cattolica.

Dopo aver toccato le pensioni e la casa, i ” professori” hanno anche aumentato le tariffe degli oligopoli che non hanno alcun riscontro di prezzi sul mercato perché “aumentano i costi per poter aumentare le tariffe” grazie ai complici che autorizzano gli incrementi che, in caso di vendita, possono rappresentare un ulteriore fattore di appetibilità, per un acquirente francese o tedesco.
Luce, gas, autostrade e benzina.
Prendendo per buona la cifra annunziata dal governo, si tratta di un miliardo e ottocento milioni ( 54 euro per 20 milioni di famiglie), mentre si annunzia di stanziare 900 milioni di rimborsi IVA ( dovuti da quanti anni?) a società che nel frattempo possono anche essere fallite.
Gli incassi sono certi, la spesa probabile.
Complimenti ai ” professori” osannati oggi anche dalla ” suocera della Repubblica ” ( La grande Eugene) che ha sfoderato la lingua verso le chiappe del professore numero uno, commentando la conferenza stampa di ieri.
” Era molto tempo,” cinguetta Scalfari ” che non assistevamo ad un incontro di quel livello. Competenza, padronanza degli argomenti, ironia e autoironia,furbizia tattica e sapiente strategia. Personaggi di quella taglia se ne vedono pochi in giro in Italia e anche in Europa.
A me che ne ho conosciuto parecchi, sono venuti in mente Vanoni e Andreatta, La Malfa e Visentini, Schmidt e Jean Monnet.”
Padronissimo Scalfari di usare la lingua come e dove preferisce, ma non va lasciato passare il vezzo di autoincensarsi con la scusa di parlar bene dell’intervistato. Non si usa più nemmeno a Kinshasa.
I “grandi ” citati, alcuni non li ha mai conosciuti e millanta per un verso, altri non sono affatto grandi e millanta per l’altro verso.
Insomma nel 2012, continua con la tecnica del millantato credito come quella delle interviste pubblicate all’indomani del decesso di importanti personaggi nazionali che, guarda caso morivano subito dopo avergli parlato. Ecco alcuni esempi che mostrano di che lana e’ fatto il personaggio, la cui subcultura prevalse – grazie ad appoggi economici precisi – sulla cultura autentica di Arrigo Benedetti, vero fondatore di quell’ Espresso che tutti rimpiangono.

A) Jean Monnet. Noto ai meno come il padre dell’ Europa, ebbe un gran momento di potere e gloria durante la prima guerra mondiale come organizzatore della logistica di rifornimento del fronte, mostrando come un uomo intelligente possa far collaborare persone di diversa nazionalità per un fine comune. A fine guerra, propose di continuare nell’esperienza, senza successo. presiedette la CECA ( comunita’ carbone e acciaio) e si ritiro’ nel 1955.

In quel periodo, Eugenio Scalfari, bambino, aveva lasciato la natia Civitavecchia per sfollare con la famiglia in Calabria ( a Vibo Valentia) presso una zia.
Mi sento pertanto in grado di escludere che abbia mai conosciuto Jean Monnet e che il professor Monti abbia tratti comuni con il predetto. Infatti il professore ha comminato una mega multa alla Microsoft ( dopo dieci anni ancora sub iudice) salvo poi accettare una consulenza dalla stessa societa’.
E’ più simile a Scalfari che criticava sul suo giornale fino a che non arrivava la pubblicità, che a Jean Monnet, padre di una Europa che non ha nulla a che fare con la Merkel o con Sarkosy.

B) Ezio Vanoni. E’ stato ministro delle Finanze nei governi della ricostruzione in perpetua lotta con la sinistra, Valtellinese di Morbegno, ha il merito di aver introdotto la prima riforma tributaria nel dopoguerra e il demerito di aver affidato a Gabriele Pescatore la Cassa del mezzogiorno.
A sentire Wikipedia, una qualche somiglianza tra Vanoni e Monti, c’è e la vedremo in appresso, ma escludo – anche per ragioni di calendario – che Vanoni abbia avuto la ventura di conoscere lo Scalfari. Vanoni e’ deceduto nel febbraio 1956.
Scalfari, all’epoca, era un impiegato di banca di second’ordine.

Leggiamo Wikipedia per conoscere Vanoni, alla voce ” miracolo economico italiano”.
” Il 18 gennaio 1954 nelle battute iniziali del miracolo economico, il ministro dell’economia Ezio Vanoni predispose un piano per lo sviluppo economico controllato che negli intenti del governo avrebbe dovuto programmare il superamento dei maggiori squilibri sociali e geografici ( il crollo dell’agricoltura, la profonda differenza di sviluppo tra Nord e Sud); ma questo piano non porto’ ad alcun risultato. “. Chiaro, no?
E ancora un commentino per infierire quanto basta: ” quelle previsioni furono quindi travolte da un processo di espansione ben lungi da quel ristagno che il piano Vanoni inopinatamente metteva nel conto delle previsioni”.Quindi Vanoni non era un genio e Scalfari non lo ha conosciuto.

C) Bruno Visentini. Ha iniziato a fare politica nella direzione del PRI cooptato dal segretario dell’epoca Randolfo Pacciardi che ripago’ partecipando al suo processo di espulsione ed accodandosi al La Malfa junior nel dichiararsi contrario alla sua riammissione nel 1980, chiesta a gran voce dai repubblicani di Romagna capitanati da Stelio de Carolis.
Come imprenditore, e’ stato presidente della Olivetti e con le sue procedure da rigido commercialista, l’ha portata al fallimento, nonostante sia stata la prima azienda al mondo a costruire un personal computer. Ha registrato anche il decesso del PRI. Ha fatto la riforma tributaria che ci ha portato dove siamo.

D) La Malfa ( Ugo, of course): siciliano, si laureo’ a Venezia in scienze diplomatiche ( facoltà abolita perché inutile) ha trascorso il periodo fascista nell’ufficio studi della COMIT , passa per economista per aver coniato il termine ” politica dei redditi” ed e’ ricordato dalle persone serie come colui che si oppose alla introduzione in Italia della TV a Colori(!) ritardandola di un paio di anni ; come rimedio alla crisi delle istituzioni dichiaro’ che bastava riformare il regolamento della Camera; come argine alla corruzione propose l’elezione a vita dei deputati e durante il rapimento Moro, propose di ripristinare la pena di morte.
Il giorno dopo la morte gli intestarono la piazza di Roma dove c’è il monumento a Mazzini, per sottolineare un apparentamento che, lui vivo, ha sempre negato con malcelato disprezzo, preferendogli i rapporti con Mediobanca e la Banca d’Italia che lo condizionarono finanziariamente a vita.

Chiedo scusa per la puntigliosa ricostruzione, ma deve essere chiaro che d’ora in poi gli sconti si fanno solo ai grandi magazzini.

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Commenti

  • Monica  Il dicembre 31, 2011 alle 7:27 pm

    Salve, è un articolo molto bello (come del resto i precedenti), lo condivido pienamente. Molti auguri per un Felice Anno 2012, saluti cordiali. Monica

    • antoniochedice  Il dicembre 31, 2011 alle 7:57 pm

      Cara Monica,
      Ricambio i suoi auguri e grazie per le sue parole di apprezzamento.
      Antonio

  • Roberto  Il gennaio 6, 2012 alle 3:20 pm

    Quando arriva Scalfaro ci possiamo suicidare…

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