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UN POST DEL MESE SCORSO CHE FORSE AVEVATE SOTTOVALUTATO

ERDOGAN SCEGLIE L’INGHILTERRA COME ALLEATO PREFERENZIALE E SI APRE NUOVI SPAZI POLITICI E INDUSTRIALI IN ASIA E AFRICA

L’EMBARGO SULL’ORO CONTRO LA RUSSIA MOSTRA IL COSTANTE OBBIETTIVO DEGLI USA NELLE GUERRE DEL DECENNIO: PROTEGGERE IL DOLLARO ” INTERNAZIONALE”.

PER CAPIRE QUALE SIA LA POSTA IN GIOCO, SERVE SAPERE LA STORIA DEL RAPPORTO TRA L’ORO E LA CARTA MONETA. ECCOLA.


Da un trentennio circa, l’oro sta riprendendo il ruolo che ha avuto negli ultimi settemila anni, ad eccezione dell’ultima metà del XX secolo, ossia dal 1945 ( accordi di Bretton Woods) alla prima guerra del golfo.

Il problema e’ che l’oro, oltre ad essere tesaurizzato dai privati per la sua ” eterna immutabilità’ ” ha anche un ruolo importante nella geopolitica e la corsa dei governi all’accaparramento delle riserve auree, ha sempre coinciso con vigilie di guerra.


Conoscerne la storia, controllarne le evoluzioni del prezzo , le scoperte di nuovi giacimenti, individuare i protagonisti del mercato mondiale, sono tutti aspetti dell’analisi strategica indispensabile a capire se la nostra generazione conoscerà’ un’ altra inutile strage di dimensioni mondiali. L’ho scritto nel 2013 ( ” tutto l’oro lingotto per lingotto” e lo confermano i fatti).

ECCO QUALCHE ELEMENTO STORICO INDISPENSABILE PER FARSI UN’IDEA.

I primi a fondere l’oro separandolo da altri elementi, furono gli Egizi, mentre i primi a impiegarlo per fare gioielli, furono i mesopotamici. La prima moneta , diciamo cosi’ a corso legale, la conio’ il re di Lidia Creso.

Si tratta insomma di una scoperta del Vicino Oriente e il recente embargo sull’oro, ha posto un’altra pietra sulla tomba dei rapporti tra USA e l’area MENA ( Middle East and North Africa).
La Serenissima, al suo apogeo, diffuse oltre 1.200.000 Ducati di oro. insomma tutte le civiltà’ prevalentemente mercantili lo usarono come moneta, mentre quelle militari cercarono di appropriarsene senza tanti complimenti.

L’Inghilterra del XIII secolo mise a punto il primo sistema di garanzia con la punzonatura, segno che c’erano tentativi di sostituzione truffaldina.
Spagna e Portogallo si impadronirono dell’oro e dell’argento esportando, in cambio, la democrazia dell’epoca ossia la ” vera religione” e l’ America Latina ne sa qualcosa.
La corsa all’oro della California e quella del Sud Africa sono fin troppo note.
E’ la Germania di Bismarck che vara nel 1871 i criteri della moneta aurea che rimasero in vigore in Europa fino alla fine del 1900.
Trovato dagli inglesi il modo per certificare l’oro , si crearono mille sistemi per evitare o limitare la cessione a terzi. Il primo grande esperimento fu quello di uno scozzese a nome John Law, in Francia, che riuscì, per un periodo, a sostituire le monete d’oro con una rappresentazione cartacea. Il suo fallimento non fece desistere e col tempo i vari stati riuscirono a imporre una certa misura di circolazione cartacea, pur non proibendo quella aurea o argentea ( Newton si era nel frattempo anche occupato di indagare sul rapporto oro- argento e fu il primo direttore della Banca d’Inghilterra e si applicò alla chimica della trasmutazione del piombo in oro).

Dopo il fallimento di John Law, non se ne parlò per lungo tempo, ma, nel 1865 , per agevolare gli scambi, Francia, Italia, Belgio e Svizzera formarono L’Unione Monetaria Latina che fisso’ il valore della moneta nazionale a 4,5 grammi di argento e 0,290322 grammi d’oro.

A questa regola si e’ attenuta la sola Svizzera fino al settembre 1936, anno in cui fu costretta alla unica svalutazione avuta, a causa degli effetti della grande depressione del 1929.
Gli USA stabiliscono all’epoca con l’Emergency Banking Relief Act ( 5 aprile 1933) , la confisca di tutto l’oro detenuto dai privati al prezzo di 20,67 dollari l’oncia.
Ecco il Testo:” To authorize the secretary of the Treasury to order any individual or organization in the United States to deliver any gold that they possess or have in custody of, to the Treasury in return for any form of coin or currency, coined or issued under the laws of the United States.”
(Questa legge e’ rimasta in vigore fino al 1975.).
Spossessati dell’oro da F. D. Roosevelt i soli americani, vinta la seconda guerra mondiale, il suo successore, Harry Truman passo’ al resto del mondo.
Dopo la guerra mondiale, infatti , nasce- tra il 1 e il 22 luglio 1944- il sistema detto di Bretton Woods ( dalla localita’ del New Hampshire dove avvenne la dichiarazione) in base al quale il dollaro USA sostituisce l’oro quale moneta per le transazioni internazionali, fissando Il rapporto di cambio a 35 dollari per ogni oncia ( 33 grammi circa).

In pratica, tutte le monete si impegnavano a mantenere la parità col dollaro e questo si impegnava a mantenere costante il rapporto tra dollaro e oro.
Lo garantiva lo zio Sam che ci aveva liberato e stava per avere l’Atomica. La proposta alternativa di creare una moneta virtuale ( il BANCOR) fatta da Meynard Keynes, non passò.

Forte della credibilità di chi aveva vinto la guerra, il tesoro USA iniziò a stampare dollari senza controllo e senza senso del limite.
Contestato, teoricamente dall’economista francese Jacques Rueff e nella pratica dal Presidente Charles De Gaulle che presento’ a due riprese una cifra di dollari al cambio, il sistema, perse migliaia di tonnellate di oro onorando l’impegno, corse ai ripari.

In pericolo per aver stampato montagne di dollari in eccesso, il governo USA e reagì’: il giorno di ferragosto 1971, a mercati chiusi, il Presidente americano Richard Nixon dichiaro’ la non convertibilità’ del dollaro in oro. Il re si era denudato, ma tutti distolsero lo sguardo. Gli organi ausiliari del sistema Bretton Woods ( Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale, restarono in funzione anche dopo il fallimento della iniziativa.


Da allora il dollaro scende tranne che nei periodi in cui abbiamo avuto rischi di guerra, con la sola eccezione della “operazione Libia”.
Per anni , tutti hanno fatto finta di non vedere per non affrontare i complessissimi problemi che comporterebbero un tracollo del dollaro USA o la ricerca di un nuovo equilibrio internazionale che tenga conto della inverosimile quantità di dollari stampati senza copertura aurea o di altro tipo.

Chi tra i responsabili dei paesi produttori di materie prime ha tentato di farsi pagare in oro (Saddam Hussein, Muammar Gheddafi, l’Iran) é stato etichettato come terrorista e antidemocratico, provvisto di armi di distruzione di massa ed é stato privato del potere o della vita o di entrambi.
Adesso siamo arrivati al dunque dato che chi ha fatto propria la proposta é la Russia che le armi nucleari le ha davvero.

Esistono due alternative: stampare dollari ( e euro) a iosa e affrontare una iperinflazione che dia moneta alla economia reale ( operai-industrie) oppure riequilibrare l’economia con una politica di deflazione ( lasciando la scarsità’ di moneta) che significa ” lacrime, sangue e disoccupazione” come hanno già’ visto i giovani spagnoli, i pensionati greci e i disoccupati tedeschi.
Restare nel limbo della non scelta, crea la situazione detta STAGFLAZIONE ossia la somma di questi due mali. Con Silvio Berlusconi eravamo agli albori di questa situazione di non scelta.
Con Mario Monti avemmo l’ intenzione – presto abbandonata- di scegliere di proposito la deflazione ( tra gli applausi del sindacato e della sinistra!).

Con Mario Draghi alla Banca Centrale Europea, scegliemmo ( la prima persona plurale é tanto per dire) l’Iperinflazione. Draghi, presentato come ” il salvatore dell’Euro, aveva in realtà abbracciato la politica monetaria statunitense, con la variante che stampò moneta ” whatever it takes” per salvare il sistema bancario europeo e poco o nulla giunse fino alle imprese, al punto che minacciò di adottare l'” Helicopter money” ossia distribuire indiscriminatamente i finanziamenti da un elicottero pur di farli arrivare agli operatori dell’economia reale.

Poi, – dopo la pandemia, enormi prestiti furono decisi dalla Commissione Europea a favore degli stati e della loro ristrutturazione interna, ma sempre senza riuscire, fino ad oggi, almeno per l’Italia, a far giungere i fondi all’economia reale.

Ora, dopo aver fatto dilagare la carta moneta, per gli USA diventa imperativo bloccare l’oro, la moneta di sempre che specie i paesi BRICS preferiscono per millenaria cultura e per antiamericanismo più o meno di fresca data.

QUANTO ORO C’E’, CHI LO HA , DOVE STA, CHI LO USA.

Poiché l’oro e’ indistruttibile, abbiamo quello scavato nel corso dei tempi che e’ valutato a circa 150.000 tonnellate. Oltre il 65% di questo, e’ stato estratto nelle Americhe.
Di 15.000 tonnellate di questo minerale, nel corso della storia, si sono perse le tracce.
Queste valutazioni sono del WGC (World Gold Council), che sta all’industria estrattiva dell’oro come l’OPEC sta a quella del petrolio.

L’ente, privato, ha 22 membri che rappresentano circa il 60% della produzione – quattro sono solo associati – e benché la maggioranza dei soci sia canadese, la sede centrale e’ a Londra. Non esistono fonti alternative che forniscano dati sull’oro.

Ancor oggi, il prezzo di borsa dell’oro viene definito a Londra alla banca Rothshild, ogni mattina alle ore 10.
Il grosso dell’oro del mondo , e’ in mano a privati sotto forma di gioielli( 64.700 tonnellate); 35.600 tonnellate sono depositate presso le banche centrali( record 2021 da trenta anni a questa parte); 22.700 sono in mano a ” investitori” e 15.400 sono utilizzate dalla industria ( oggi specie elettronica).

L’oro meglio calcolato e’ quello in mano alle banche centrali.

LA TOP FIVE DELLA CLASSIFICA DISPONE DEL 63% DEL TOTALE DELLE RISERVE E L’ITALIA FA PARTE DELLA CLASSIFICA.
Gli USA dichiarano di detenere 8133 tonnellate presso la Federal Reserve .
La BUNDESBANK. 3140 tonnellate
IL FMI 2814 tonnellate
BANKITALIA. 2410 tonnellate
BANQUE DE FRANCE 2435 tonnellate
I dati sono del 2011 e la proprietà dell’oro italiano é stata pasticciata da Ciampi a seguito della privatizzazione delle banche intestatarie del metallo, ma é indubbio che si tratti di un patrimonio nazionale intoccabile.

Poiché il Fondo Monetario Internazionale e’ un ente multinazionale possiamo dire che abbiamo la terza o quarta riserva aurea del mondo, superiore a Francia, Inghilterra e a tutti gli altri paesi della UE, eccezion fatta della Germania.
Nel 2010, su un totale di 4.108 tonnellate entrate in circolazione, l’utilizzo e’ stato il seguente: il 50% e’ finito nel mercato della gioielleria ; il 24% su quello dei lingotti e monete di conio; il 9% all’industria elettronica, il 2 rispettivamente alle protesi dentarie e a ” industrie diverse”. Un 15% viene dichiarato come ” investimenti” senza specificare ulteriormente.
Con l’aumento del prezzo, da anni in crescita costante, alcune filiere e miniere sono nuovamente redditizie e la prospezione e’ cominciata o ricominciata un po’ dappertutto, con particolare riferimento al Klondike, alla Turchia ed al Sudan.

In testa alla classifica mondiale 2010 degli utilizzatori, troviamo un paese che commosse, nei primi anni sessanta, l’Italia intera che partecipo’ alla prima colletta nazionale, rimasta famosa anche per l’ottimo esito economico: l’ India che, sempre secondo il WGC , ha acquistato oltre mille tonnellate e seguita a quota settecento tonnellate dalla Cina, dagli USA con 238 la Germania con 146, la Turchia con 122 che batte la Svizzera con 104 , il Vietnam con 82 che sopravanza l’Arabia Saudita con 79.

I rapporti di acquisto restano più o meno costanti con i paesi asiatici in costante crescita.
Basta questa statistica per rendersi conto che non tutte le informazioni provenienti dai media siano attendibilissime e come la decisione USA di mettere al bando l’import del prezioso metallo non gli abbia fatto acquisire nuovi amici.
Il primo venditore di oro al mondo e’ il mercato di Zurigo anche se il primo esportatore al mondo é la Russia.

Come risposta alla proposta ( ai paesi BRICS più Argentina e Iran) russa di creare una moneta internazionale di riferimento alternativa al dollaro, gli USA hanno risposto con questa messa in guardia: se comprate oro dai russi per creare questa moneta, siete nostri nemici. E’ chiaro che i paesi europei che hanno adottato il Quantitative Easying ( QE), sono ormai legati alla soluzione USA quali che siano i costi.

L’oro intanto rischia di superare i 2000 dollari l’oncia e la Russia ha fissato la sua nuova parità a 5000 rubli il grammo . La vera guerra é questa.

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UCRAINA: LA RUSSIA VA ALL’ATTACCO DELL’EGEMONIA DEL DOLLARO E TROVA ALLEATI NEI PAESI BRICS ?

BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA e SUD AFRICA E, DA OGGI IRAN, CERCANO DI CREARE UNA NUOVA VALUTA INTERNAZIONALE.

La guerra guerreggiata é la parte folcloristica dello scontro che é sempre più scontro tra USA e Russia. La proxy war non protegge gli USA dallo scontro diretto. Videointervista al sottoscritto di Arnaldo Vitangeli.

IN MARCIA VERSO LA REALTA’ ANCHE IN UCRAINA.

I RAPPORTI DI FORZA SONO EVIDENTI TUTTI. IL MASSACRO E’ VOLUTO PER FARE DEI RUSSI «  LA RAZZA PIÙ’ ODIATA D’EUROPA » COME DISSE CHURCHILL DEI TEDESCHI.

Parlando del rapporto di forze tra Cina e Taiwan, lo stesso Zelensi lo ammette. Dunque perché tanto sangue?

SOGNO DI UNA NOTTE DI ESTATE

MARIO MALDINI ( UN ROMAGNOLO DOC) HA MANGIATO TROPPI CAPPELLETTI E HA FATTO UN SOGNO…

     Amo gli inglesi, li ho sempre amati: nel 1944 mio padre, giovanissimo, ebbe la peritonite, e fu salvato da un chirurgo militare inglese, nella nostra città c’era il fronte e si trovò solo lui, per fortuna.

Forse non sarei  nato, senza quel medico. Da bambino, negli anni sessanta, leggevo che la Gran Bretagna abbandonava i suoi possedimenti, il Gambia piuttosto che Trinidad, e mi sembrava una cosa sbagliata, mi dispiaceva.

L’altra notte mi è capitato di sognare queste cose, in modo confuso, avevo mangiato troppi cappelletti, e ci sono rimasto male quando, nel sogno, molti inglesi  mostravano di avercela con me e con l’Italia.

Uno, mi pare un colonnello con i baffi  color  carota, mi rinfacciava che gli italiani, qualche decennio fa, avevano armato i guerriglieri dell’IRA, nell’Irlanda del Nord, e che questi avevano conquistato Belfast e dintorni, cacciandone i protestanti, dopo averne infoibato qualche migliaio. Adesso l’Irlanda, mi urlava l’ufficiale, era unita sotto un governo catto -comunista anti inglese, e aveva diciotto milioni di abitanti, essendo molti irlandesi rientrati dagli Stati Uniti, stanchi di fare i poliziotti e i camionisti in quel paese.

Stavo riflettendo, sempre nel sogno, su queste cose, quando mi apparve una bella signora, insegnante di Italianistica a Oxford, a suo dire; era affranta perché gli italiani a un certo punto, non saprei dire in quale anno, avevano invaso le Isole del Canale, e le avevano scambiate con la Francia, facendosi dare la Corsica e Nizza.

La voce della donna si spense e comparve un ragazzo dai capelli lunghi, una icona pop, mi sembrò, ma non mi viene il nome; era veramente arrabbiato, minacciava di spaccare la sua chitarra sulla mia povera testa, perché, mi strillò con un fiato alcoolico,  che gli italiani avevano sobillato gli spagnoli ( al comando di una tale Dolores Ibarruri) a occupare Gibilterra con la cosiddetta Marcia della Pace. Un milione di iberici infuriati  erano entrati nella gloriosa Rocca e ne avevano cacciato gli inglesi, e anche certe povere scimmiette che abitavano lì, e la colpa era del governo di Roma e dei suoi alleati tedeschi e sovietici, Già che c’erano, i fanatici, mi urlò l’icona pop, si erano impadroniti della sua villa a Marbella, non lontano da lì.

Non paghi di questo scempio, mentre il mondo seguiva col fiato sospeso questi drammatici eventi, e la crisi di nervi che colpì la regina Elisabetta II per questa ragione, gli italiani, sempre doppi e codardi, erano sbarcati sull’isola di Malta, instaurando un loro governo fantoccio chiamato, chissà perché, Fede, Speranza e Carità.

Stavo per balbettare una risposta, quando comparve, nel sogno, un barbuto navigatore solitario, ambientalista disse lui, che mi raccontò la triste storia di quando suo padre e tanti altri inglesi, furono cacciati a cannonate da Cipro: erano intervenuti i russi, che avevano occupato la base inglese di Akrotiri, e la avevano regalata, ma questo mi parve incredibile, ai Palestinesi,

Stavo sudando sotto le coperte, il mio cuore batteva all’impazzata, ma non riuscivo a svegliarmi dall’incubo.

A quel punto si materializzò un giornalista, un tipo molto distinto, che aveva studiato a Urbino e a Catanzaro, mi disse: amava l’Italia, riteneva che il nostro sistema politico       ( ma quale era..? ) fosse  il migliore in assoluto; non capivo bene, ma mi fece i nomi di don Sturzo, Pacciardi, Togliatti, Craxi e altri, e mi disse che in Inghilterra erano molto studiati e venerati, e che molti leaders  dell’isola si ispiravano a loro. 

Il giornalista era meno aggressivo degli altri, sembrava quasi amichevole, ma mi rimproverò perché l’Italia, mi spiegò, stava facendo cose orribili alla Gran Bretagna, che non era in grado di difendersi, anzi nemmeno di comprendere gli accadimenti in corso.

Chiesi chiarimenti, non ne sapevo nulla, e il giornalista , molto cortese, mi raccontò che proprio in questi giorni era un corso una sanguinosa guerra in Canada.  Succedeva, in due parole, che gli inglesi avevano suscitato un  referendum a Terranova, e  che gli isolani, al 92 %, avevano chiesto l’annessione a quel che restava del Regno Unito, quel che restava perché nel frattempo la Scozia e il Galles avevano costituito due repubbliche “ celtiche “.     A quel punto, del Canada, intendo, gli americani avevano invaso l’Ontario e Vancouver, e ne era nata una grande guerra. Gli italiani, dopo aver promesso agli inglesi un intervento in appoggio, con migliaia di volontari papisti da tutto il  mondo, si erano messi, in combutta con tedeschi e sovietici, e anche con lo zampino cinese, a trattare con gli americani.  Molti pensavano, a Bath, la nuova capitale del Regno, che il governo di Roma chiedesse agli USA basi militari a Panama e Porto Rico, oltre che la assoluta impunità per Cuba; in cambio gli astuti e inaffidabili italiani avrebbero lasciato gli inglesi al loro triste destino.  Sapevo che dovevo svegliarmi dal sogno, ma non ci riuscivo, ero come ipnotizzato, incatenato a quel turbine di lamenti, furie e vituperi. Trovai la forza per domandare al mio interlocutore, mi sembrava pacato e riflessivo, non avevo nulla da temere da lui, perché mai gli inglesi non reagissero  a queste continue umiliazioni che lui stesso  esecrava.  Il mio popolo, mi spiegò mestamente, ha perso ogni fiducia in se stesso, si vergogna del suo passato, non ha nerbo, è stato convinto, anche da voi, sussurrò, di essere una massa di incapaci. Pensi , continuò, che alla Camera dei Comuni ci sono gruppi interi di parlamentari che si  presentano come  “ Scusaci Pianeta Terra se Esistiamo noi Inglesi “  o anche  “ Scomparire Tutti, Scomparire Subito“. Concluse con un proverbio italiano, ammise che ormai pensava in italiano: chi pecora si fa il lupo  se la mangia. Lui svanì ed io mi  svegliai, finalmente. Ero madido di sudore, feci una doccia e mi precipitai alla caffetteria sotto casa: un cappuccino e un cornetto  mi  rimisero in sesto.  Diedi una occhiata ai giornali;  italiani, greci e spagnoli erano stati dichiarati Nemici dello Sviluppo dei Popoli, la regina Elisabetta II aveva bisbigliato  che un piccolo tributo atomico era accettabile a fronte della Democrazia Planetaria, e un battaglione di RoyaMarines, arruolato  negli slums di Chicago e Nairobi, aveva preso la scalinata a mare di Odessa, quella della Corazzata Potemkin e di Fantozzi.

Tutto a posto, era stato solo un brutto sogno, ora dovevo andare alle Poste, già pregustavo che  entro pochi minuti certo avrei potuto dichiarare  con orgoglio  che mi vergogno di essere italiano, come  quasi tutti gli italiani.

LE MULTINAZIONALI DELLA COMUNICAZIONE SONO IL FERRO DI LANCIA DELL’IMPERIALISMO SUI SINGOLI.

APPLE, TWITTER, MICROSOFT, FACEBOOK, AMAZON,SONO LE TAPPE ECONOMICHE DELL’ASSERVIMENTO PSICOLOGICO INDIVIDUALE

In questa videointervista fattami da Arnaldo Vitangeli, illustro le analogie tra le varie “Compagnie mercantili” ( delle Indie Orientali, del Massachusset, ecc) usate dai paesi del Nord Europa a partire del 1600 per prevalere sul commercio mediterraneo che era il centro mondiale dei traffici e terminale della via della seta.

Oggi che il Mediterraneo – grazie allo sviluppo industriale della Cina- é tornato ( effetto non calcolato dagli USA) al centro del Mondo, ricominciano impudentemente , con la pirateria e la guerra e mille altri pretesti ma con un solo obbiettivo: far tornare al centro del mondo del commercio planetario i porti del Nord e la ” comunità transatlantica”.

Egli dedica îl libro nel frontespizio con un brano di Leone Tolstoj che illustra il tutto con l’illustrazione della foto di destra e che é quanto mai opportuna la nazionalità del poeta in questi giorni di guerra mascherata da crociata.

LA COPPIA LETALE E’ LA DISINFORMAZIONE PIU’ L’ELETTRONICA

LA DISINFORMAZIONE AVVELENA. L’ELETTRONICA ASSICURA LA FULMINEITA’ PLANETARIA. LA RIPETIZIONE CONVINCE CHE E’ VERO.

https://corrieredellacollera.com/2012/01/24/4164/

https://corrieredellacollera.com/2012/01/06/l-arma-assoluta-e-lelettronica-da-ausiliaria-ad-arma-principale-ha-declassato-anche-le-bombe-nucleari-puo-essere-usata-anche-contro-paesi-amici-come-fanno-con-noi-di-antonio-de-martini/

Prima di leggere l’articolo, vi consiglio vivamente di leggere i due link ( in rosso) che precedono, perché senza l’ABC di queste due tecnologie belliche é difficile capire come funziona il sistema della menzogna abbinato al senso di colpa che induce le persone a comportamenti prevedibili e quindi di condizionamento.

Arnold Gehlen, fratello del molto più noto generale che gestì l’intelligence tedesco durante e dopo la seconda guerra mondiale, professore universitario, considerato il più famoso antropologo degli anni cinquanta, ha scritto un libro ( ed IL MULINO) ” Prospettive antropologiche” e ” L’uomo nell’era della tecnica” in cui spiega il meccanismo psicologico che é in tutti noi: la comunicazione , ad esempio quella televisiva, ci mostra un terremoto o una guerra che avviene lontano da noi ( mettiamo in Tibet).

Il fatto stesso che ne siamo informati, fa sì che ci immedesimiamo e ci pare di esserne partecipi e corresponsabili. Quindi cerchiamo l’espiazione della nostra frazione di colpa con un’oblazione che ci fa sentire ” buoni”.

Arnold Gehlen (Lipsia 1904-Amburgo 1976) Delle sue opere sono apparse in italiano ” L’uomo nell’era della Tecnica” SugarCo1967 e ” L’uomo: la sua natura e il suo posto nel mondo” ed Feltrinelli 1986.

Bene, mescolate attentamente questi ingredienti, e vedrete che per farvi sentire buoni alle mie condizioni, mi basterà padroneggiare la comunicazione: A) Con la disinformazione fabbrico una ” narrativa” , si dice oggi. Un tempo si diceva una balla credibile specie nei dettagli. B) la diffondo attraverso l’elettronica e i suoi strumenti ( se non hai tempo adesso, te la “ripasso” alle nove di stasera prima della partita o la puoi vedere a tuo comodo ( illusione di libera scelta) su RAI PLAY). C)Se non vuoi sentirti un verme, non hai che da dare un contributo col comportamento XYZ.

Se lo fai sei un buon cittadino degno di stima, altrimenti sei fuori dal consorzio civile. e L’IPhone mi dice se sei venuto alla manifestazione o sei andato al mare o se hai fatto il bonifico…

Adesso potete tornare a piangere sulle vecchiette in lacrime, mettervi a disposizione e sperare in cuor vostro che vi capiti di ospitare la nipotina.

FUGGI FUGGI DAL DOLLARO E DALLE PRESSIONI USA

I PAESI BRICS SI RIVALGONO DEGLI ATTACCHI FINANZIARI SUBITI NEGLI ANNI SCORSI. I CINESI COMPRANO IN RUSSIA IN YUAN E ACCETTANO NUOVI ADERENTI: BRICS PLUS…( quattro produttori di petrolio…)

( articolo di Lettieri** e Raimondi apparso su ITALIA OGGI del 26 maggio 2022)

Lo scorso 19 maggio i ministri degli Esteri dei paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) si sono incontrati, in via telematica, per discutere della situazione strategica globale e per promuovere il loro processo di cooperazione e d’integrazione.

Si tratta di un evento degno di grande attenzione da parte dell’Occidente e in particolare dell’Unione europea. È opportuno sempre ricordare che i Brics rappresentano più del 40% della popolazione mondiale e ben il 20% del Pil del pianeta.

Ovviamente anche la guerra in Ucraina è stata affrontata. Al punto 11 della Dichiarazione finale si afferma: «I ministri hanno ricordato le loro posizioni nazionali sulla situazione in Ucraina espresse nelle sedi appropriate, segnatamente il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e l’Assemblea Generale dell’Onu. Essi sostengono i negoziati tra Russia e Ucraina. Hanno anche discusso le loro preoccupazioni per la situazione umanitaria in Ucraina e dintorni ed hanno espresso il loro sostegno agli sforzi del Segretario generale delle Nazioni Unite, delle agenzie Onu e del Comitato Internazione della Croce Rossa per fornire aiuti umanitari in conformità con la risoluzione 46/182 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite».

Importanza grande ha assunto la sessione separata del gruppo «Brics Plus», che ha incluso l’Argentina, l’Egitto, l’Indonesia, il Kazakistan, la Nigeria, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita, il Senegal e la Tailandia in rappresentanza dei paesi emergenti e di quelli in via di sviluppo. È in considerazione un possibile allargamento dei Brics. Se ne discuterà a giugno in Cina al 14° summit annuale, dedicato a una «Nuova era di sviluppo globale».

Il presidente cinese Xi Jinping, definendo la situazione attuale di grande «turbolenza e trasformazione», ha chiesto un rafforzamento della cooperazione, della solidarietà e della pace attraverso la Global Security Initiative per una «sicurezza comune» da affiancare alla sua Gdi, Global development initiative. Egli ha rilevato che lo scontro tra blocchi contrapposti e la persistente mentalità della guerra fredda dovrebbero essere abbandonati a favore della costruzione di una comunità globale di «sicurezza per tutti». È opportuno ricordare che la Gdi è stata valutata positivamente da più di 100 Paesi e da molte organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite.

La Dichiarazione fa del multilateralismo l’idea portante della politica dei Brics. Ribadisce il ruolo guida del G20 nella governance economica globale e sottolinea che esso «deve rimanere intatto per fronteggiare le attuali sfide globali». Evidentemente l’aggettivo «intatto» indica la volontà di avere anche la Russia nei meeting del G20, che, dopo l’Indonesia, nei prossimi tre anni saranno presieduti rispettivamente dall’India, dal Brasile e dal Sud Africa.

Un certo disappunto è stato manifestato nei confronti dei paesi ricchi che nella pandemia Covid non hanno dato una giusta attenzione ai bisogni dei paesi in via di sviluppo.

In sintesi, di là del dramma della guerra, nel mondo ci sono segnali per realizzare iniziative miranti a un nuovo ordine mondiale. Per esempio, l’ex presidente brasiliano Lula Da Silva, candidato alle elezioni di ottobre, propone esplicitamente la creazione di una nuova valuta, il Sur, da usare nel commercio latinoamericano per non continuare a dipendere dal dollaro.

A marzo diverse società cinesi hanno acquistato carbone russo pagando in yuan. È il primo acquisto di merci russe pagate in valuta cinese dopo che la Russia è stata sanzionata dai paesi occidentali.

Crediamo che sia il momento non solo di valutare meglio gli interessi dell’Unione europea ma anche di accentuare il ruolo di maggiore autonomia per contribuire a realizzare un assetto multipolare.

*già sottosegretario all’Economia

CREDEVAMO FOSSE AMORE E INVECE ERA UN CARRO ARMATO

LO SCONTRO DI OGGI AVEVA AVUTO UN INIZIO D’AMORE A PARIGI NEL 1997

La cronaca dell’amore é documentata dalla firma ” atto fondatore” a Parigi di un accordo che stabiliva che USA e Russia non erano avversari ed elencava minuziosamente i protocolli cui attenersi in caso di crisi.

Ecco il testo https://www.nato.int/cps/en/natohq/official_texts_25468.htm

Due anni dopo iniziava la marcia verso est che gli USA avevano negato di voler fare.

Il testo a disposizione invece mostra che erano stati previsti tutti i possibili casi di cooperazione e collaborazione specificando che in ogni caso si sarebbero consultati. Invece non si parlano. Nel preambolo é specificato che ” LA NATO E LA RUSSIA NON SI CONSIDERANO AVVERSARI”.

Il capoverso dedicato all’Europa é addirittura commovente: ” Il presente atto riafferma la determinazione della NATO e della Russia di dar corpo al loro impegno di costruire un’Europa stabile, pacifica e senza divisioni, un’Europa intera e libera, a vantaggio di tutti i popoli”

Attaccando l’Ucraina, la Russia ha offerto alla NATO una occasione d’oro per riprendersi dal coma denunziato da Macron nel 2019.

Creata nel 1949, la NATO stava morendo di vecchiaia e gli USA avevano raggiunto il loro punto più basso con l’abbandono dell’Afganistan eseguito senza nemmeno informare gli alleati che avevano coinvolto nel conflitto.

L’attacco russo riceve alle prime una accoglienza tiepida e si prende la decisione ( USA) di fornire unicamente armi difensive.

A metà aprile, sull’onda delle notizie di una controffensiva ucraina vittoriosa, Biden monta sul cavallo di Orlando e scatena crediti e carri armati.

E’ stato ingannato dagli ucraini o dagli inglesi? temo che non lo sapremo mai.

Resta senza risposta la domanda di quale sia il limite oltre il quale cessa l’aiuto e inizia la combelligeranza che da diritto a ritorsioni o addirittura allo stato di guerra.

Certo gli USA incassano con questa iniziativa una serie di cambiamenti: anzitutto l’aumento – invocato per decenni inutilmente- degli stanziamenti per load Difesa, L’entrata ufficiale ( ufficiosamente era cosa fatta da decenni) della Svezia e della Finlandia nell’orbita dell’influenza statunitense, assieme a Giappone, Corea del Sud, Georgia e Australia.

Pochi giorni dopo la riunione di NATO e associati ( Il Giappone é ” osservatore” da 36 anni), un’aggiunta evidentemente imbarazzante per qualcuno a Ramstein: Katar, Israele Marocco paesi notoriamente difensori dei diritti umani…in Ucraina.

La risposta la trovate nel documento NATO 2030 in cui viene recepita la dottrina Bush jr: chi non é con noi é contro di noi.

La versione NATO é chiarissima ma più delicata: ” i dissensi politici in sede NATO sono da considerarsi strategici e non tattici o di prospettiva”

Di tutti questi cambiamenti, non ce n’é uno che sia a favore degli alleati. Chi non ha più niente da perdere sta già rumoreggiando. Gli altri osservano le reazioni e i risultati delle elezioni negli stati dell’Unione. Nostalgia delle rodomontate di Trump? ù

Intanto il centenario Henry Kissinger ( li compie domani) ammonisce a non prendere di petto due nemici contemporaneamente e definisce la scelta ” unwise”.

Più lucido di un paio di settantenni che conosciamo.

ERDOGAN SCEGLIE L’INGHILTERRA COME ALLEATO PREFERENZIALE E SI APRE NUOVI SPAZI POLITICI E INDUSTRIALI IN ASIA E AFRICA.

E’ l’INTERMEDIARIO IDEALE E DISCRETO CON CUI L’U.K. VUOLE TORNARE A EST DI SUEZ E A OVEST DEL CAIRO.

Mentre in Europa si chiacchiera e si affidano gli Affari Esteri a giovanotti di pessime speranze, l’Inghilterra si muove con fulminea rapidità e , forte dell’esperienza politica e diplomatica che nessuno ha più su entrambe le sponde dell’Atlantico avendo bruciato ogni classe dirigente degna di nota, Boris Johnson ha evidentemente offerto al governo USA la propria capacità relazionale coi fratelli Mussulmani e il mondo ” east of Suez” – dal quale il laburista Wilson si era ritratto per lasciare il posto agli USA – per fungere da sub appaltatore delle ambizioni americane. E da bravo Robinson Crusoe, si é trovato il suo Venerdì.

Liberatosi delle pastoie della Unione Europea, ha ripreso i contatti privilegiati, mai interrotti, con l’ex “Zona di libero scambio” (che, come associazione, ha continuato ad esistere con sede in Svizzera) e ha ripreso i legami tra i servizi di intelligence che non aveva mai abbandonato dagli anni trenta quando mise a punto una rete di servizi di intelligence in funzione anti hitleriana per ordine di Chamberlain.

La richiesta di adesione alla NATO della Svezia ( e del suo stato vassallo Finlandia) sono state il primo visibile – anche se non confessato- frutto della nuova cooperazione USA-UK, dopo l’alleanza con l’Australia cui hanno promesso la tecnologia nucleare; La virulenza del danese segretario Generale NATO Jens Stoltenberg é spiegabile con questa stessa ottica, come l’evidente impegno diretto inglese nella guerra ucraina

La Turchia di Erdogan é passata, causa la storica ammirazione ( anche di Ataturk) per gli inglesi, da “rascal” dell’alleanza a brillante diplomatico che surroga l’Inghilterra ovunque questa scandalizzerebbe per la sua disinvoltura antieuropea: in Libia, in Katar, In Nigeria, in un periplo africano completo che come risultato ha portato una fase di unrest solo nei paesi francofoni. E noi ci vediamo solo un venditore di tappeti…

Le minacce a Cipro e alla Grecia sono un ricordo, con Israele é pace fatta, le limitazioni poste all’export di armi e tecnologie dall’Inghilterra sono state completamente tolte ( il che equivale alla fine dell’embargo USA…) , il ricordo delle guerre fatte assieme agli inglesi contro gli Zar , rivive e il presidente Biden può guardare più serenamente alle elezioni di mezzo termine se riuscirà a far reggere Zelenski fino a novembre e a smantellare i bastioni del neutralismo nordico per portarli nella NATO che acquisterà più armi con riduzione degli esborsi USA….

Le obiezioni turche all’adesione degli scandinavi verrà presto presentata come ” un alleggerimento del fianco destro dell’alleanza” e conseguente alleggerimento della pressione russa al sud grazie al nuovo ipotetico fronte.

I curdi verranno barattati per la quarta volta in nome degli interessi superiori dell’alleanza e anche per riallacciare al meglio il rapporto con il regime di Teheran..

Intanto il partito dei Mullah, che gli americani definivano sprezzantemente ” a british hobby” sembra essere diventato utile come la rocca di Gibilterra che Churchill rinfacciò a Roosevelt in risposta alla critica fatta agli inglesi di volersi impossessare di isolette e basi un pò dappertutto.

La stampa iraniana ha già abbassato i toni con i British. Alla fine, tutto torna utile.

Dell’acquisto del sistema d’arma S400 ( non 300 come si ostina a dire il corrispondente del TG1 da Mosca)si vedrà il bicchiere mezzo pieno ( studiare la tecnologia), Ankara non rientrerà nel programma F35 che ha bisogno di clienti e la Svezia ha aerei suoi SAAB…., perché Erdogan ha ambiziosi progetti per la costruzione di un aereo militare tutto turco da vendere da Islamabad a Doha e, perché no? a Teheran e ai mullah che con gli inglesi hanno avuto sempre ottimi rapporti finanziari.

Se fossi in Leonardo, ( Augusta Westland) mi preoccuperei per le sorti della Joint Venture con la Westland che potrebbe ambire a mercati ben più vasti.

La Turchia ritornerebbe al suo ruolo storico di protettrice del mondo sunnita ( e questo include anche l’Africa francofona).

Intanto la pacifica Costa d’Avorio e il Ghana attraverso i suoi presidenti improvvisamente affratellati dalle visite di Erdogan, ( Nana Akupo Asso e Alassan Guattara) hanno scoperto di produrre il 60% del cacao del mondo e vorrebbero raddoppiare il prezzo di 2600 a tonnellata ( che sarebbe comunque inferiore a quanto gli europei pagano la Cina di circa 7000 a tonnellata). Devono essere stati informati dall’intelligence della Costa d’Avorio che, come noto, ha ottimi agenti in Cina. Come gli inglesi.

Hakan Fidan, capo del servizio segreto turco: Erdogan gli deve la vita essendo colui che ha monitorato e sventato il tentativo di colpo di stato del luglio 2016. E’ diventato deputato senza lasciare l’incarico al servizio e si dice che potrebbe succedere al presidente. quando sarà il momento. Sulla parete del suo ufficio troneggia la foto di Mustafa Kemal a testimonianza della continuità nazionale e di destino dei turchi.

I protestanti della Nigeria che non sopportano di dover dipendere da una Vescova ufficialmente lesbica americana, preferiscono una interlocuzione mediata da Machos turchi per affinità culturale e i 17 milioni di protestanti tornerebbero a dialogare con gli anglicani.

Questo nuovo posizionamento spiegherebbe l’acrimonia del presidente Emmanuel Macron nei confronti della Turchia che lo ha sostituito nel cuore della anziana regina, e la conseguente strategia dell’amicizia nei nostri confronti per non essere del tutto espulsi dal Mediterraneo dopo il fiasco libanese e quello siriano.

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