Renato Bastianello , che i lettori conoscono come ” ecosoluzioni” è un attento lettore e mi ha inviato questa lettera che oltre a commentare agita con civile passione alcuni argomenti
che sono nelle menti di molti italiani oggi. gli ricordo solo che delle ” due donne kazake”, una ha sei anni.
“Credo sia inutile preoccuparsi di quello che fa o non fa Finmeccanica quando
l’attuale governo ( ministro Saccomani in testa) sembra deciso a svenderla (poi con
meno contratti vale meno o no?).
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A forza di portare I cani a spasso, i Filippini di Roma hanno imparato ad abbaiare.
Giovedì prossimo si raduneranno in Piazza del popolo in cinquemila per
protestare conro la politica invasiva della Cina che ” ha occupato illegalmente l’Ayungin Shoal“.
Si tratta di una secca a circa 100 miglia dalle coste filippine dove pare siano state avvistate tre “navi di stato cinesi”, ossia pescherecci.
Nella stessa zona lo scorso maggio fu ucciso un pescatore cinese di Taiwan dalla guardia costiera filippina e ne è nata una crisi che ha provocato sanzioni economiche anti Filippine:
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La lista dei ” paesi sensibili” inglese ossia dei paesi in cui ci sono situazioni tali da sconsigliare la vendita di armi da parte occidentale, è composta di ventisette stati.
Il regno di gran Bretagna e Irlanda ha esportato armi in venticinque di questi per un controvalore di 14 miliardi di euro negli ultimi due anni.
Lo dice un recente rapporto parlamentare citato da ” Le Figaro” di oggi.
Gli unici due paesi cui la perfida Albione non ha venduto nulla sono la Corea del Nord e la repubblica del sud Sudan che, come è noto, non hanno un euro.
Secondo il comitato di controllo sull’export di materiale bellico della Camera dei Comuni
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In tutti i conclavi del XX secolo (1903, 1914, 1922, 1939, 1958, 1963, 1978, 1978,) ci sono voluti, secondo il blog di J.M. Guenois, in media otto scrutini. Il Papa eletto potrebbe arrivare tra il pomeriggio e la fine del terzo giorno. Un venerdì.
Il primo conclave del XXI secolo, quello che ha eletto Ratzinger nel 2005 ha richiesto quattro scrutini, ma l’agonia del Papa polacco aveva dato a tutti il tempo per prepararsi all’evento.
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qualcosa sta cambiando e i paesi creditori stanno dando segnali di piccoli cedimenti.
il tempo ci dirà se sono segnali dovuti alla paura o se stanno allentando il cappio per far respirare i debitori per poi tornare a spremere senza pietà.
I segnali percepiti sono:
a) Argentina: l’avevamo lasciata , dopo che il FMI aveva mostrato ” il cartellino rosso” ed era iniziata la guerra delle due Cristine ( Lagarde e Kirchner) . Tra l’Argentina e un nuovo default stava solo la pronunzia di un tribunale americano cui la Kirchner aveva fatto ricorso e la sentenza era attesa per settembre. Continua a leggere →
Di antoniochedice
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Etichettatocessione crediti italiani, crisi Argentina, Cristina Kirchner, Cristina Lagarde, economia sommersa Spagnola, Fondo Monetario Internazionale, Giorgio Napolitano, Giorgios Samaras, Papa Francesco, politiche della Banca d'Italia, taglio tasse in Grecia
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Molti sanno ormai che l’organizzazione dei Fratelli Mussulmani è nata nel 1928 su iniziativa di Hassan El Banna, un giovane di Alessandria d’Egitto allevato nella Dar el Alam ( casa della scienza) del Cairo, dove si istruivano gli insegnati “modernisti”.
Il parallelo più calzante potrebbe essere compararli al clero dei paesi cattolici o alla massoneria dei paesi anglosassoni: ufficialmente niente politica e sostegno alle istituzioni. Nei fatti, una ambiguità opportunista.
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Di antoniochedice
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Pubblicato anche in Questione Palestinese, religione, Storia
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EtichettatoAbd el Aziz EL Saud, Anwar el Saadat, Egitto, fratelli mussulmani, Gamal abd el Nasser, hassan el banna, hotel Shepherd, Nockhraci Pascià, partito WAFD, partito WASAT, re Farouk d'Egitto, Sayyed Qoth
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La crisi politica, sociale, economica e istituzionale in cui l’Egitto è piombato a causa degli eventi provocati dal modo in cui il dipartimento di stato, diretto da Hillary Clinton ha gestito la successione a Hosni Mubarak, offre l’opportunità di una riflessione a tutti azimut sul rapporto tra questi due paesi tra loro e con noi.
Una recente indagine svolta tra i giovani americani ha appurato che il 63% di questi non ha saputo localizzare l’Irak sulla carta geografica e il 54% hanno ammesso di non sapere che il Sudan fosse un paese africano.
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Italia, Polonia e Ungheria sono tre paesi ” di passaggio” : l’Italia in senso nord-sud e gli altri due in senso ovest-est.
deve essere anche per questo comune destino che ricordiamo anche al ginnasio con piacere la partecipazione di volontari ungheresi,agli ordini di Stefano Türr ( 1848) e , György Klapka( 1859) alle nostre lotte per l’indipendenza e citiamo nel nostro inno nazionale ” il sangue polacco” che l’aquila bicipite ” bevè col cosacco, ma il cor le bruciò”.
Sempre nel 1848 oltre 1100 volontari italiani combatterono per l’indipendenza ungherese agli ordini di Alessandro Monti.
Sui bastioni di Buda c’è una lapide in memoria di un barone salernitano – di cui non ricordo ahimé il nome- che superò per primo i bastioni turchi per la liberazione della città.
Una amica polacca dell’ambasciata, mi ha assicurato che anche nell’inno nazionale polacco c’è un accenno diretto all’Italia e alle lotte comuni.
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Di antoniochedice
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Pubblicato anche in economia internazionale, elezioni, Storia
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EtichettatoChristine Lagarde, FMI, Fondo Monetario Internazionale, Gyorgy klapka, Gyorgy Matolcsy, politica economica ungherese, Stefano Türr, Unione Europea, Viktor Orban, world bank
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Il post di ieri sulla odissea della piccola Alua ( spero abbiate firmato la petizione al capo dello Stato indetta dal sito Leo Rugens , cercatelo su internet) ha fatto chiedere a molti come mai un blog che si occupa prevalentemente di geopolitica si sia interessato di un fatto apparentemente tra gossip e Cronaca nera.
La geopolitica consiste nell’arte di competere con gli altri stati per il controllo e lo sfruttamento dei territori, partendo dalla conoscenza approfondita della geografia politica e economica, nel vivere esperienze internazionali concrete e non nel piantonare i barili di petrolio o accompagnare a casa signorine.
I pericoli si prevedono, perché – costi a parte – non sempre si può correre ai ripari.
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Di antoniochedice
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EtichettatoAlua Ablyazov, Baikonnur, BP, Collodi, Elena di Troia, ENI, Kashagan Field, Leo Rugens, Mobil, Mukhtar Ablyazov, Nursultan Nazarbayev, Paolo Scaroni, Pinocchio, Shell, Statoil, Total, transparency international
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Magniloquentemente chiamato Ben Laden’s file ecco nel link sottostante il testo originale della commissione di inchiesta nominata dal governo pakistano per capire come mai Osama Ben Laden abbia potuto vivere nove anni in Pakistan in sei diverse localita senza mai essere identificato e come mai un reparto armato, munito di ben tre di elicotteri, abbia violato lo spazio aereo pakistano per duecento chilometri e – a missione compiuta durata oltre due ore – se ne sia ritornato per la stessa strada indisturbato.
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Di antoniochedice
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EtichettatoAbbotabad, AIEA, Al Jazira, Mohammed EL BARADEI, Osama ben Laden, Pakistan, Zia ul Hak
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