CHE C’ENTRA UNA BAMBINA CON LA GEOPOLITICA? di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Il post di ieri sulla odissea della piccola Alua ( spero abbiate firmato la petizione al capo dello Stato indetta dal sito Leo Rugens , cercatelo su internet) ha fatto chiedere a molti come mai un blog che si occupa prevalentemente di geopolitica si sia interessato di un fatto apparentemente tra gossip e Cronaca nera.

La geopolitica consiste nell’arte di competere con gli altri stati per il controllo e lo sfruttamento dei territori, partendo dalla conoscenza approfondita della geografia politica e economica, nel vivere esperienze internazionali concrete e non nel piantonare i barili di petrolio o accompagnare a casa signorine.
I pericoli si prevedono, perché – costi a parte – non sempre si può correre ai ripari.

Dietro la guerra di Troia si celava la lotta per il controllo dello stretto dei Dardanelli e quindi del commercio internazionale dell’epoca, tra Asia e Europa, tra Mediterraneo e Mar nero.
Menelao ebbe un fratello forte in geopolitica e Paride non ebbe un advisor che gli consigliasse una fuitina in Egitto.

La Elena della situazione , in questo caso, sono i quattrini e il “magnifico cornuto”è il Presidente Nursultan Nazarbayev , padre padrone del Kazakistan che rivuole i suoi soldi, sottratti dal “fedele cassiere”. Si è sempre traditi da un fedelissimo.

Chi conosce il Kazakistan ?

Il paese è grande nove volte l’Italia ( 2,7 milioni di kmq) ed ha sei abitanti per Km quadrato. In totale 16,5 milioni. Un terzo sono russi e biondi.
Tra il 1989 e il 1991 il K. è stato la quarta potenza nucleare del mondo, il quale ha tirato un sospiro di sollievo quando il Kazakistan è entrato nella CSI ( Comunità Stati Indipendenti) trasferendo le proprie testate nucleari in Russia.

Rimane in territorio Kazako la stazione spaziale di Baikonnur famosa nel mondo per i suoi lanci e sede di importanti esperimenti strategici.
Nursultan Nazarbayev è presidente dal 1991 ( l’indipendenza data da dicembre di quell’anno).
Il K. Fa parte anche del “gruppo di Shanghai” dei cinque paesi asiatici che dialogano periodicamente con la Cina ( con Russia e Bielorussia accettati come ” osservatori” e gli USA rifiutati). La Cina, dal 2003 sta costruendo un oleodotto di 1300 km verso casa sua.

Gli inizi del nuovo K. Indipendente, viste le sue ricchezze minerarie e la posizione geostrategica, assomigliarono alla storia di Pinocchio col gatto e la volpe: ognuno offrì di investire nell’orto dei miracoli e come nella storia del Collodi, fu una serie di delusioni.

Solo un esempio.

Gli americani, visto che i lanci di missili da Baikonnur costavano 900.000 dollari l’uno contro i tre milioni di un lancio dagli USA o dalla Guyana francese , leggermente più bassa, riuscirono a farsi affidare la commercializzazione dei lanci dal K. ma poi limitarono le vendite allo stretto necessario.

Mentre il neo Presidente era nuovo e indifeso di fronte alle raffinate tecniche del marketing internazionale, conosceva invece l’arte del bakhshish, uno dei tre termini arabi piu conosciuti nel mondo, essendo gli altri due “Allah” e “Sciarmuta” e ripiegò per combattere in campo conosciuto.
Secondo Transparency International, per quel che vale, il K. si situa al 120 posto mondiale nella graduatoria degli onesti.

Una decina di miliardi di dollari frutto di ventidue anni di non faticose intermediazioni, all’apparire della crisi di coscienza di Mukhtar Ablyazov, scomparvero, lasciando nel vecchio e ormai malato presidente, un comprensibile senso di vuoto e un asiatica sete di vendetta.

L’affannosa ricerca del fedifrago, le pressioni sui magistrati inglesi – L’Inghilterra è terra d’asilo di ogni capitale proveniente dall’impero ex russo, tranne per Mukhtar… – il trasferimento in Italia, un ambasciatore disinvolto, una burocrazia molto sollecita, un aborto di ministro, sono cronaca nota.

Meno nota è la storia del ritrovamento ( a cura ENI) dell’importante giacimento di gas e petrolio di Kashagan che porterà il paese – oggi all’altezza dell’Algeria per volume di export- a piazzarsi nel 2020 tra i primi cinque produttori di idrocarburi del mondo, superando l’Irak. Il K. è anche il secondo possessore ( e primo produttore) di uranio al mondo.

Ad onta dell’accortezza avuta di associare nello sfruttamento del giacimento la Mobil(USA), la Shell ( anglolandese), la BP con Statoil ( inglese+ norvegese), la Total ( francese), Paolo Scaroni non ha avuto vita facile e la magistratura italiana sta indagando su una soffiata avuta circa una sostanziosa tangente che avrebbe consentito il rinnovo della concessione ad onta degli otto anni di ritardo ( provocati da chi?) nell’inizio della produzione.

Una legge – provvidenziale in verità – ha stabilito che la corruzione , anche se fatta all’estero, sia di competenza della magistratura italiana. Chi l’ha così tempestivamente e opportunamente promossa questa leggina?

Fallita la strategia dei ritardi ( otto anni! la produzione inizia ora) per spossessare la presidenza ENI del Consorzio petrolifero; fallita la strategia della eliminazione per via giuridica attualmente in stallo da un bel po’; fallito il tentativo di un cambio di stagione elettorale che avrebbe comportato il cambio del vertice ENI ( spoil system) e quindi l’avvicendamento nella presidenza del Consorzio Kazako, restava la possibilità di creare una bella crisi tra Italia e Kazakistan.

Adesso ce l’abbiamo.

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Commenti

  • gicecca  Il luglio 13, 2013 alle 5:06 pm

    Mi sa che dietro la bambina di sei anni c’é un nonno, di quelli tipo grande vecchio. GiC

  • donato  Il luglio 14, 2013 alle 12:22 am

    Cmq Nazarbaev non pare un duro come Karimov.

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