SEQUESTRO BAMBINA KAZAK: l’AMBASCIATORE LUNEDÌ PARTE PER LE VACANZE. TROVEREMO UN GIUDICE CHE GLI TOLGA IL PASSAPORTO?

Mentre Angelo Alfano cerca qualche straccio con cui pulirsi la faccia, l’ambasciatore del Kazakistan sta fuggendo.

Ha prenotato il volo per andare in vacanza per un mese e ad onta delle mille bellezze naturali italiane, ha optato per l’estero.

Gente che va e gente che viene: Silvio Berlusconi è invece partito venerdì alla volta di Mosca, non sappiamo se per predisporre la sua richiesta di asilo in caso le cose volgessero al peggio o se avrà l’audacia e la fantasia di chiedere all’amico Putin di farlo tornare in Italia con le due sequestrate.

In tal caso, la sinistra dovrà cercare il modo di rinviare le elezioni per almeno un decennio o rassegnarsi a percentuali di tipo lamalfiano.

Si, sono notizie che non trovate sui giornali e che la televisione non da. Che diamine, c’è la privacy.

Tra gli stracci da far volare per salvare le terga di Angelo, ci sarà certamente il capo dell’ufficio Immigrazione Maurizio Improta.
Difficile che il figlio di un poliziotto contesti.
Anche perché una manina lo ha prelevato dal 75 posto in graduatoria per farlo giungere alla ventesima posizione, giusto quel che serviva per essere promosso.
Manina da, manina prende.

Ma a noi e al Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone – che è stato preso per i fondelli e coinvolto nella losca vicenda – non basta, come non basta la testa del capo di Gabinetto Giuseppe Procaccini..
Mi aspetto che la magistratura apra un fascicolo su questo sequestro di persona e ritiri il passaporto alle persone informate dei fatti ( e ai sospettati) per evitare che qualcuno parta per vacanze senza ritorno.
Siamo tutti stufi di credere che Cucchi sia morto di freddo.

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Commenti

  • ilrisvegliodeldragone  Il luglio 14, 2013 alle 11:48 am

    Gentili avvocati dello studio Vassalli Olivo e Associati,
    immaginandovi presi dalla complessità del caso della signora Alma Shalabayeva e di sua figlia Alua, ci scusiamo per il modo irrituale con cui prendiamo contatto ma abbiamo sentito il dovere di lanciare la petizione di cui vi facciamo pervenire il testo:

    Inviare a:
    Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, Presidente del Senato Pietro Grasso, Presidente della Camera Laura Boldrini, Presidente del Consiglio Enrico Letta, Ministro degli Esteri Emma Bonino

    La signora Alma Shalabayeva e la figlia Alua di sei anni sono state fermate a Roma, espulse con argomenti pretestuosi e trasferite illegamelmente in Kazakistan. La vicenda è legata al mandato di cattura per appropriazione indebita che pende su Mukhtar Ablyazov, cittadino kazako, marito di Alma e padre di Alua, estremo oppositore del presidente Nursultan Nazarbaev. In Kazakistan, secondo un rapporto di Amnesty International del 2010: “Nei processi hanno continuato a essere ammesse come prove confessioni estorte con la tortura. I procedimenti penali non hanno rispettato gli standard internazionali di equità processuale. Tortura e altri maltrattamenti a opera delle forze di sicurezza sono stati ancora molto diffusi”. Chiediamo che Alma e Alua siano liberate immediatamente e riportate in Italia o dove riterranno di essere al sicuro.

    Leo Rugens
    http://leorugens.wordpress.com/

    Abbiamo utilizzato, per la raccolta delle firme, l’organizzazione internazionale http://www.avaaz.org/ che da garanzia di assoluta serietà.
    Nella speranza di aver fatto cosa gradita per la libertà di Alma e Alua.
    Vi auguriamo buon lavoro

    la redazione di Leo Rugens

  • antonio  Il luglio 14, 2013 alle 3:51 pm

    mi e’ capitato oggi di leggere un articolo su un giornale di governo (Il Giornale) in cui si comincia a insinuare che Ablyazov non sia un dissidente, bensi’ un volgare truffatore, come se cio’ giustificasse il sequestro della sua famiglia. In effetti si tratta di una prassi anni addietro utilizzata in alcune Repubbliche delle Banane nelle quali per costringere un latitante a costituirsi, si detenevano I suoi parenti.
    Se a questo aggiungiamo l’atteggiamento (Scajola docet) dei responsabili che insistono sul ” e’ stato fatto a mia insaputa”, possiamo facilmente trarre la pessimistica conclusione che ci trattano come se fossimo una massa di coglioni.
    E che forse lo meritiamo.

    • antoniochedice  Il luglio 14, 2013 alle 4:23 pm

      Se fino ad oggi avevo l’idea che le accuse di collusione mafiosa della famiglia Berlusconi fossero strumentali e infondate, adesso dopo la spiegazione de ” Il Giornale” che si possono sequestrare i familiari di un latitante per riavere il malloppo, ogni dubbio è scomparso.
      Nessuno lo dice, ma il padre/marito ha preso il olo con la cassa nera del Presidente Kazako , dieci miliardi di dollari , ma non vedo come uno stato degno del nome di ” civile” possa usare questi metodi gangsteristici.
      Vergognarsi non basta. Bisogna cacciarli a calci.

  • abrahammoriah  Il luglio 14, 2013 alle 7:32 pm

    14 luglio 2013

    In Italia si può essere sequestrati e rapiti per iniziativa delle autoreferenziali cricche tecno-burocratiche dello stato in collusiva combutta con i vertici del sistema politico nazionale. Quello che è accaduto e accade nel governo dell’economia nazionale si ripercuote ora, inevitabilmente, nell’affaire kazako, con la scomparsa dello stato di diritto. Dopo questa orribile e disgustosa vicenda siamo ora tutti più insicuri (anche se, mi auguro, più consapevoli).

    Massimo Morigi

    • antoniochedice  Il luglio 14, 2013 alle 7:36 pm

      Hai detto la frase chiave: siamo tutti più insicuri.

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