Archivi Categorie: comuni italiani

L’A.B.C. E’ GIA’ ALLA ZETA. ALTRO CHE RIFARSI UNA VERGINITÀ, IL DESTINO LI HA PRESI ALLE SPALLE.. di Antonio de Martini

Carpenè Malvolti. Prosecco superiore, Conegliano Veneto, cuvée oro, prezzo 15 euro e cinquanta.
Quando la cassiera ha saputo che me la volevo bere per festeggiare l’esito delle elezioni italiane , mi ha fatto lo sconto. Chissà se debbo denunziarlo , non vorrei passare un guaio. Mi scuso in anticipo se sarò un pò sconclusionato, ma non bevo mai a stomaco vuoto

Continua a leggere

UNA TASSA DA METTERE E CHE RENDEREBBE BENE AI COMUNI. di Antonio de Martini

Tassare un cittadino che già sostiene l’economia nazionale comprando una casa e facendo da volano alle industrie più svariate, è più che un crimine: è un errore. Madornale.
I soldi sono prelevabili altrove e adesso vi dico dove trovarli.

Continua a leggere

UN’ALTRA VOCE GRIDA :VIVA MONTI di Carlo Cadorna

  Il generale Carlo Cadorna, provetto cavallerizzo,  mi invia copia dell’articolo spedito alla rivista di ippica ” Cavallo 2000″  che volentieri pubblico   sul tema delle olimpiadi a Roma nel 2020.               

 

Il governo ha bocciato l’ipotesi olimpiadi a Roma: finalmente delle persone serie! Continua a leggere

IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO VISTO DA UN MEDICO ESPERTO DI…MEDICINA di Gic

Un riepilogo razionale tra il serio e il faceto fatto da un osservatore attento della realtà italiana. un uomo abituato a leggere i fatti. la sua unica pecca – a parte la riottosità a impegnarsi – è che ha omesso in nota di dire che il tenente dei moschettieri del re di Francia, d’Artagnan, realmente esistito, è morto durante l’assedio di Maastricht. Speriamo che Monti non faccia la stessa fine….

ANAMNESI, EZIOLOGIA, DIAGNOSI E TERAPIA

DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

(E NON SOLO) di GiC[1]

Sento dire molte cose del debito pubblico italiano, e fondamentalmente mi pare che mentre l’eziologia –cioè la causa- trovi tutti o quasi d’accordo (lo Stato ha speso troppo in passato, e tutti noi abbiamo vissuto e forse stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità), circa la terapia da attuare per fronteggiare la malattia i pareri divergono.

Dal momento che la spesa di una famiglia o di una persona va, per semplice buon senso, correlata alle sue entrate, fondamentalmente c’è chi sostiene che è venuto il tempo di diminuire le spese di tutti (e quindi anche dello Stato) e c’é chi invece vorrebbe che fossero “le entrate” (intese non solo come tasse, ma come produzione globale) a crescere. L’idea dei primi è ovvia per i comuni mortali, ma non per i non comuni mortali; per i secondi dal momento che la Bibbia attuale per le nazioni europee si chiama Trattato di Maastricht [2], se il PIL aumenta si può sopportare anche, entro certi limiti, un aumento del deficit pubblico.

Come conseguenza di questa malattia, in Italia e in altre Nazioni europee sono successe e continuano a succedere molte cose che non vale la pena di rammentare dal momento che sono (ancora) nel ricordo di tutti, mentre le conseguenze di quanto è avvenuto hanno portato il nuovo Governo a un decreto che è stato indicato come “Salva Italia”, approvato da tutto il Parlamento (meno qualche frangia).

Una malattia, dunque, per l’Italia e una medicina “salva vita”: il decreto[3]

Consentite allora, illustri amici e nemici economisti, a un vecchio medico di esprimere qualche parere su questa “malattia”.

Partiamo da una premessa e da una considerazione.

La premessa ci ricorda che alcune “malattie” sono tali solo perché sono “vissute” come tali; non c’è bisogno di andare indietro fino a Charcot [4] e alla sua “isteria” che paralizzava le sue pazienti senza alcuna paralisi organica, ma basta pensare a quel che accade a tanti “pazienti” che stanno benissimo fino al giorno in cui, per caso, scoprono di avere la “pressione alta”; da quel momento [5] la loro vita cambia, assumono medicine per anni e decenni, cambiano le loro modalità di vita e di alimentazione e. soprattutto, si sentono “malati” anche se stanno (magari per decenni) esattamente come prima.

Inoltre, a volte capita in medicina di indicare come “malattia” solo un sintomo di qualcos’altro (ad esempio spesso si dice di soffrire di “mal di testa”, ma il mal di testa può essere il sintomo di un tumore al cervello o anche di una semplice artrosi cervicale e persino soltanto di non aver voglia di andare a lavorare..)

Consideriamo poi – a puro titolo di esempio [6]– il caso medico in cui abbiamo due gruppi di malati, in cui il primo gruppo (GR 1) è stato trattato con un placebo e un secondo gruppo (GR2) che è stato trattato con un nuovo e forse miracoloso farmaco.

Alla fine del periodo di trattamento il 20% dei malati del GR1 sono morti, mentre la stessa fine ha fatto solo il 15% dei malati del GR2.

Possiamo esprimere questi risultati dicendo che si è avuta, col nuovo farmaco, una “absolute risk– di morire- reduction” (esprimere le cose in inglese fa molto scientifico) pari a [0.20 (20%) meno 0,15 (15%) ] ,cioè al 5%. Detto così, non pare che il nostro farmaco abbia fatto molto.

Possiamo anche facilmente calcolare il relative risk, sempre di morire e sempre nei due gruppi: detta X la percentuale di soggetti morti nel gruppo 1 e detta Y la percentuale di pazienti morti nel gruppo 2, si fa Y/X e si ottiene 0.15/0.20 = 0.75. Si può però – quindi – anche dire che il rischio di morire nei pazienti trattati rispetto a quelli che hanno ricevuto il placebo (fatto eguale a 1) è di 0.75: questo è il “relative risk”. Da qui a calcolare la “relative risk reduction” o RRR la cosa non è difficile: basta fare [1-0.75] x 100% e si ottiene che il nuovo trattamento ha indotto una RRR o” relative risk reduction” (riduzione del rischio di morire) pari al 25%; il che – detto così- è molto diverso da prima e non appare certo poco.

Sia che diciamo che il farmaco ha ridotto il rischio di morire del 5% sia che diciamo che la RRR col trattamento è stata del 25% non stiamo affatto dicendo una bugia e non stiamo alterando i risultati del nostro studio. Ma l’effetto che otteniamo su un pubblico di non iniziatissimi è molto diverso. Nel primo caso si può pensare che il nuovo farmaco non sarà considerato un gran che e nel secondo caso, invece, lo si riterrà meritevole di molta attenzione.

Naturalmente, poi, in medicina non tutti i risultati si basano su un qualcosa di molto evidente e importante come il numero di morti con o senza trattamento; spesso ci si accontenta di molto meno.

Facciamo il caso che in malati polmonari gravi ci sia una ridotta capacità di camminare e che si voglia valutare se un farmaco F migliori, sempre nei confronti di un placebo, il cammino percorribile in un dato tempo. Supponiamo anche che nel gruppo trattato si passi da un percorso di 409 metri a uno di 459 (un aumento di circa il 12%), mentre nel gruppo controllo si passi da 406 a 416 metri (un aumento del 2% circa); il vantaggio sembra evidente, soprattutto dal punto di vista statistico, ma ha una reale importanza ai fini della condizione di vita dei malati ? E con quali rischi di effetti collaterali ?

Naturalmente, gli statistici introdurranno tanti altri parametri nelle loro valutazioni, dai limiti fiduciali (CI) alla randomizzazione, alla significatività statistica e alla dimensione del campione, ma il mio scopo qui non è quello di fare un corso di valutazione dei risultati clinici, ma solo quello di ricordare che il modo con cui un dato si presenta è a volte più importante del dato stesso, e questo specie ai fini della cura del malato che dovrebbe sempre essere lo scopo della medicina (anche se oggi qualche volta non lo è).

C’è un altro esempio interessante, l’ultimo che voglio mostrare per non tediarvi troppo.

Ogni intervento terapeutico o preventivo deve essere valutato tenendo conto da un lato del beneficio che ne ottengono i malati e dall’altra parte considerandone in rischi di tossicità, i costi e –nel caso di interventi di massa- i limiti amministrativi. Ovviamente il medico non utilizza in pratica tutti i possibili farmaci o mezzi utilizzabili in teoria: compie quindi sempre una scelta. Facciamo un caso: abbiamo un farmaco D che è in grado di ridurre il rischio di emorragia che è sempre presente in un malato neurologico grave in respirazione assistita; si sa che tale riduzione, farmaco indotta, del rischio è notevole , diciamo generalmente pari a quasi il 60%. Ma se abbiamo davanti a noi un malato neurologico grave, ma che respira spontaneamente, il suo rischio di avere un evento emorragico è molto scarso, diciamo del 15% e allora a che pro ridurre, sia pure di un altro 60%, questo già trascurabile rischio portandolo dal 15% a circa il 6% ? Vale la pena ? Per rispondere a tale domanda c’é un sistema molto semplice: supponiamo che il rischio di emorragia sia stato calcolato in letteratura per il tipo di malati come il nostro come pari al 3,7%; con il farmaco di cui disponiamo il rischio si ridurrebbe, sempre nel nostro tipo di malati, del 60% e quindi diverrebbe pari a circa il 2,15%. Se facciamo il reciproco (1/2,15) di tale riduzione assoluta del rischio, abbiamo il numero di pazienti che dovremmo trattare per essere ragionevolmente certi di prevenire almeno un caso di episodi emorragici (nel nostro caso: 1/ 2,15= 45 pazienti); ma se, come nel caso precedente, il rischio emorragico è di per se modesto, cioè 15%, e lo riduciamo al 6%, il numero di pazienti da trattare per essere di nuovo ragionevolmente certi di prevenire un episodio emorragico diventa1/ 0.09 = 1111 e ovviamente ne vale molto meno la pena.

I miei tre lettori tengano presenti nella loro mente queste premesse; tra la medicina e l’economia la differenza, vedranno, non è poi abissale: non abbiamo prima parlato di una malattia Italia e di un decreto “salva vita” (della stessa Italia ?) Vedranno allora che applicare questi scarni concetti alla nostra situazione non è poi né difficile né peregrino.

E finalmente possiamo lasciare la Medicina e arriviamo al PIL, al deficit e alla “malattia economica” dell’Italia.

Se esprimiamo il rapporto deficit / PIL come di solito ci è stato presentato nelle settimane passate, abbiamo press’a poco la situazione riferita nella tabellina numero 1 (i dati , di fonte BBC [7], non sono aggiornatissimi, ma si riferiscono al periodo pre-Governo tecnico):

Tabellina numero 1: Gov debt to GDP (%)

Spagna

67

UK

81

Germania

83

Francia

87

US

100

Portogallo

106

Irlanda

109

Italia

121

Grecia

166

Giappone

233

Già qui però si ha una certa difficoltà a capire, per un povero medico qual io mi sono: se questo rapporto –nella tabellina molto “cattivo” per la Grecia e per l’Italia – è un indicatore affidabile della pessima situazione in cui siamo, perché ci sono stati tanti problemi anche con la Spagna che da questo punto di vista appare molto virtuosa ? E perché anche in Spagna il Governo eletto ha deciso di abbandonare la partita prima del tempo ? E perché, sia pure in un ambito diverso da quello europeo, nessuno si preoccupa del povero Giappone, maglia nera, staccatissimo, nella suddetta classifica ? Se avere un rapporto Gov debt to PIL molto elevato è un segnale pericolosissimo, perché tutti si preoccupano della Grecia e dell’Italia e del Portogallo e dell’Irlanda, ma nessuno si preoccupa del Giappone ? Naturalmente si può rispondere perché il Giappone non fa parte dell’area euro, ma esiste sempre, in un mondo globalizzato, il rischio di contagio [8], e infondo è abbastanza ammesso [9] che la crisi europea sia un riflesso delle precedente (2008) crisi USA che ha contagiato la nostra zona.

Possiamo anche valutare, sempre grazie alla BBC, un altro indicatore, riportato nella tabellina numero 2

Tabellina numero 2: Foreign debt to GDP (%)

Giappone 50
US 101
Italia 163
Germania 176
Francia 235
Grecia 252
Portogallo 251
Spagna 284
UK 436
Irlanda 1093

In base a questo indicatore (che in medicina si chiamerebbe sintomo), la Grecia, la Spagna e il Portogallo (per non parlare della povera Irlanda) stanno messi male, ma sta messo molto male, addirittura molto molto peggio della Grecia, anche il Regno Unito. Perché in Inghilterra nessuno ha parlato o parla di sostituire il Governo eletto ? Perché Sua Maestà la Regina non fa presente, un giorno si e l’altro pure, che la situazione è insostenibile e necessita di una cura da cavallo che non è più rimandabile ? Forse perché in Inghilterra i cavalli godono di cure e attenzioni maggiori che non -.negli ultimi tempi.- in Italia ? [10] Inoltre, in questo indicatore, la differenza tra la povera e negletta Italia e la grande Germania appare trascurabile e se c’è un vantaggio, esso appare, lievissimo quanto volete, ma a favore di noi meschini. Un altro mistero insondabile per un povero medico.

Infine, sono anni se non decenni che vengo assalito sui giornali dal fatto tristissimo che ogni Italiano, dal neonato nella culla al vecchio centenario in carrozzella, sente gravare su di se una porzione del debito pubblico, porzione quantizzabile in una cifra niente affatto trascurabile. Ma la solita BBC ci fornisce la tabellina numero 3 da cui risulta che non siamo solo noi Italiani a godere di questo triste retaggio, anzi !

Tabellina numero 3: Foreign debt per person ( in pounds)

Giappone

15934

Italia

32875

US

35156

Grecia

38073

Portogallo

38081

Spagna

41366

germania

50659

Francia

66508

UK

117580

irlanda

390969

Appare da questa tabellina che la somma di debito pubblico che grava su di me o su uno dei miei nipoti è appena il 64,89% di quella che grava un qualunque Herr Muller o Schmidt tedesco e addirittura solo il 48, 43 % di quella che grava sul mio cugino Monsieur Martin o Bernard, che però non hanno cambiato Governo e non hanno avuto dei decreti “sauvez la France !”. [11]

Torniamo alla mia amata Medicina, quella con la M maiuscola e non ,purtroppo, quella molto minuscola che pratica il mio Medico di base, laureato nel 1975 con i voti politici post-1968.

Se allora guardiamo come sintomo alla febbre, sta molto peggio un malato di tonsillite (che spesso ha 39°C) che un malato di tumore al polmone (che di solito ha una febbricola); ma il buon medico non guarda alla prima, e si preoccupa della seconda.

Perché ci hanno mostrato solo il sintomo della tabellina 1 e non gli altri due ?

Non ci hanno mostrato neanche un’altra tabellina, la numero 4,che ricavo dal World Official Gold Holdings [12], ottobre 2011: quella delle riserve auree nelle diverse Nazioni sopra considerate:

Tabellina numero 4: Riserve auree (in ton. di oro)

irlanda

6

Grecia

111

Spagna

281

UK

310

Portogallo

382

Giappone

765

Francia

2430

Italia

2450

Germania

3401

USA

8000, circa

Da questa tabellina (che potremmo considerare un altro sintomo della “malattia”) risulterebbe che non siamo poi messi male e comunque siamo allo stesso livello, ottimo, di Germania e Francia, e molto meglio, senza confronto, del Regno Unito e della Spagna. Non faccio il trasferimento in euro della somma che 2450 tonnellate di oro significano, ma mi pare sia una non indifferente massa di denaro. Ora anche un medichetto come me sa che una riserva aurea è la fonte del credito di una Nazione (ma allora bisognerebbe dare più credito al Portogallo che al Regno Unito) e che vendere i gioielli di famiglia non si fa se non in caso di estrema necessità; ma per esempio, vista la tragica situazione in cui ci dicono siamo, non sarebbe proprio pensabile emettere, che so, BTP garantiti sulla riserva aurea (in inglese suona sempre meglio: “Gold Backed Italian Securities” o GBIS andrebbe bene ?); in fondo, se non ricordo male , una trentina di anni fa(1976: Governo Andreotti III con Stammati, un tecnico anche allora, al Tesoro, se non sbaglio) demmo alla Bundesbank una parte del nostro oro in pegno per un’altra delle nostre crisi ricorrenti, e poi, passata allora la bufera, ce la siamo ricomprata. Un rendimento del 2,5% sarebbe, mi pare, adeguato e ci metterebbe cassa almeno 25 o 30 miliardini che non sono un pannicello caldo.

Ma consideriamo un altro fatto: e se, malgrado la presenza dei sintomi, la malattia non ci fosse ? O se ci fosse un’altra malattia ? O se, addirittura, l’eziologia non fosse quella comunemente ammessa ?

In epidemiologia, l’ambiente è molto considerato. Ed ecco allora una circostanza [13].

L’8 di novembre 2011 il Governo Berlusconi ottiene l’ennesima –dal 14 dicembre dell’anno prima- fiducia alla Camera, ma stavolta con solo 308 voti, cioè risulta privo della maggioranza assoluta. Ciò nonostante, il Presidente del Consiglio, il giorno dopo alle 9,06 rilascia una dichiarazione secondo cui “non esiste alternativa all’attuale Governo se non il ricorso alle urne”. Il titolo Mediaset crolla e alle 17,30 ha perso il 12%. Alle 19,25 una agenzia notifica che il Presidente della Repubblica ha nominato Mario Monti senatore a vita; alle 21,35 il Presidente del Consiglio rilascia una dichiarazione in cui afferma: “la situazione è troppo grave per contrapporre interessi di partito e personali a quelli dl Paese”.Fin qui la nostra fonte. Il 10 novembre un ANSA riferisce che il Presidente Napolitano ha avuto una lunga telefonata con Presidente USA Obama [14].Il 12 novembre il Governo Berlusconi, approvata la legge di stabilità, dà le dimissioni. Il 16 novembre viene nominato il Governo Monti.

In tutto questo, siamo stati assaliti giorno per giorno, fino a pochi giorni fa, dallo “spread”, un altro dei sintomi della nostra malattia. La tabellina numero 5 ce ne riassume per sommi capi l’andamento:

Tabellina n. 4:

Andamento dello spread Italia Germania (%)

data 18/3 28/4 1/6 30/6 4/8 9/11 10/11 11/11 16/11 5/12 23/12
Italia Germania 1,46 1,51 1,83 1,96 3,89 5,50 5,11 4,56 5,19 3,75 5,12

Non è che lo spread Spagna Germania vada molto meglio, avendo anch’esso superato negli ultimi giorni quota 500 e, come diceva Woody Allen, non è neanche che quello della Francia stia molto bene. E la Spagna ha votato e ha eletto un Governo politicamente opposto al precedente; non certo un Governo “tecnico”

Prima di tutto questo bailamme di sintomi discordanti, compare verso marzo/aprile 2011 un fatto nuovo, il coinvolgimento italiano nella guerra di Libia (non quella del 1911 e di “Tripoli bel suol d’amore”, ma quella del 2011). Dopo la risoluzione ONU 1973 del 17 marzo 2011, il 18 marzo numerosi Premiers di varie Nazioni concordano l’intervento militare, ma il primo coinvolgimento attivo italiano con un bombardamento si ha solo il 28 aprile [15]. E’ evidente, mi pare, che l’Italia ha un po’ nicchiato. In effetti, c’è stata una telefonata tra Obama e Berlusconi il 25 feb 2011 e una seconda telefonata sempre tra i due il 25 aprile 2011 [16]. Solo dopo la seconda l’intervento italiano si è concretizzato in un bombardamento della Libia, sia pure, come afferma il comunicato del Governo Italiano, “nei limiti previsti dal mandato dell’operazione”. Nel frattempo, il 6 aprile inizia – altro sintomo- il processo “Ruby”.

A questo punto, per me la diagnosi e soprattutto l’eziologia della “malattia Italia” cambiano un pochino; o per lo meno è lecito avviare un processo di diagnosi differenziale.

Se si fa una buona anamnesi, come ci insegnavano all’Università, si scoprono molte cose sulla malattia. E allora …

Il nostro mentore AdM ci ha a lungo spiegato, in passato, alcuni aspetti del progetto “South Stream” e del progetto “Nabucco”[17], [18]. Per semplicità di ricordo, metto una cartina dell’ipotizzato percorso del gasdotto secondo il South stream project(/l’inglese è sempre più bello).

Come si vede, il percorso sud porta il gas direttamente dalla Russia al’Italia passando, dopo il Mar Nero, in pratica solo per la Grecia; già nel 2008 molti rapporti dell’allora ambasciatore Spogli avevano posto l’attenzione USA sulla “torbida relazione tra Berlusconi e Putin che ossessiona gli USA” [19], e il Trattato tra Italia e la Libia di Gheddafi del 30 agosto 2008 non aveva fatto altro che aumentare le preoccupazioni di Washington. Esiste una foto in cui Putin, il Turco Erdogan e il nostro Primo Ministro sanciscono la decisione sul progetto: è del 7 agosto 2009.

Provate allora a mettere insieme tutti gli elementi (o almeno quelli che vi ho ricordato) del puzzle diagnostico e vedrete che si può emettere una diversa diagnosi circa la malattia dell’Italia. Tenete anche conto che alcuni protagonisti della storia o sono morti (ne cito uno per tutti: Gheddafi) o sono sul punto di esserlo, almeno politicamente (da Papandreu a Berlusconi e forse persino a Zapatero), mentre altri, che ancora sembrano vincere, sono sotto attacco (Putin).

Siccome io non so nulla di economia e politica, invito a rileggere l’articolo di La Porta cui aggiungo un altro articolo di Attilio Folliero e Cecilia Lava [20] in cui la precedente ipotesi – con tutti gli errori al riguardo commessi dal nostro Presidente del Consiglio – è bene indicata, compresi altri sintomi finora non considerati, tra cui i viaggi negli USA del nostro Presidente della Camera [21], il ruolo della grande stampa internazionale (Financial Times ed Economist in primis) e il pensiero di Romano Prodi [22]. Tutti tesi a formare una opinione pubblica, che magari (forse) tanto “pubblica” non é.

Ricordo anche che alcune terapie possibili danno solo raramente, e a spese di molti efffetti collaterali, i risultati sperati (ogni riferimento alla terapia “salva Italia” è puramente casuale) e che, come abbiamo visto all’inizio, il come si presenta un dato ne influenza fortemente l’impatto e le conseguenze. Infine, dal punto di vista eziologico, per molti secoli [23] la “mal aria” era dovuta a miasmi e solo in seguito l’acume di alcuni ne ha svelato la vera eziologia.

A questo punto, mentre aspetto di pagare con i miei ultimi risparmi un chilo di pere, il cui costo risente già dell’aumento ancora formalmente non in vigore dell’IVA, ricordo – per finire e scusandomi per l’ardire avuto mescolando tanti fischi con tanti fiaschi – la diagnosi che tre illustri medici fecero al letto del malato Pinocchio [24]:” Se il malato non è morto, è segno indubbio che sia vivo” disse il Corvo; mentre la Civetta con sicurezza emise la sua diagnosi: “Se il malato non è vivo, è segno indubbio che sia morto”.

Che la storia che ci hanno raccontata per ammannirci il decreto “Salva Italia” sia una bugia come quelle di Pinocchio ? e a chi crescerà il naso ?

Ai posteri l’ardua sentenza [25].

:


[1] GiC, quasi 79 anni, è stato medico pediatra, Libero Docente in Pediatria; ha insegnato Farmacologia Clinica nelle Scuole di specializzazione in Medicina Interna e in Farmacologia alla Sapienza di Roma.

[2] Maastricht è nota per aver dato i natali a Jean Marie Farina, mercante settecentesco il cui nome è indissolubilmente legato alla Admirable Eau de Cologne. Il “Trattato di” è venuto molto dopo e non ha aumentato di molto la fama della città.

[3] Decreto n. 201/2011 convertito in legge il 22 dic 2011.

[4] Jean Martin Charcot: Leçons sur les maladies du système nerveux faites à la Salpetrière. Paris, 1872-87.

[5] Un esempio classico è quello antico delle “dieta di Kempner”: Walter Kempner: Treatment of hypertensive vascular disease with rice diet. N. Carol. Med. J., 1944, 5, 125-33.

[6] Gli esempi sono tratti da: Gordon H Guyatt et al.: User’s guide to the medical literature. Journal American Medical Association, vol. 270, n. 21, 2598-2601; e Idem, Journal American Medical Association, vol. 274, n. 20, 1630-32.

[7] Eurozone debt web: who owes what to whom ?

http://www.bbc.co.uk/news/business-1548696

[8] Al riguardo vedi il recentissimo articolo (non firmato) su “Il Foglio”, 27 dic 2011, pag. 1.

[9] Cfr ad es: Federico Rampini: La Repubblica, 12 gen 2008, pag. 55, citando l’economista francese Jean Pisani-Ferry.

[10] Corse dei cavalli sull’orlo del default. http://www.ilfattoquotidiano/tag/federippodromi

[11] All’ultimo momento mi accorgo di un dato apparso su “Il Sole 24 ore” il 26 aprile 2011, una data che poi vedrete è stata importante, e relativo al famosissimo parametro: rapporto deficit/PIL. Lo riassumo in breve dati in %): Germania 3,3; Italia 4,6; Francia 7; Lituania 7,1; Lettonia 7,7; Slovacchia 7,9; Portogallo 9,1; Spagna 9,2; UK 10,4; Grecia 10,5. Fonte: Archivio-radiocor.ilsole24ore.com. La mia confusione, soprattutto guardando il dato della Francia, aumenta.

[12] World Official Gold Holdings, Financial statistics, oct. 2011

[13] Senato della Repubblica, resoconto stenografico seduta del 21 dic 2011, pag.3 e 4.

http://www.senato.it/service

[15] Rassegna.Governo.it, da “Repubblica, 29 aprile 2011.

[16] Governo italiano: Home: Presidente: Comunicati, 25 aprile 2011

[17] Vedi tra l’altro l’articolo di P. la Porta: “Il cavaliere paga per il sogno di Mattei”. “su “Corriere della collera”, 28 gen 2011

[19] Blog.libero.it, 22 gen 2011

[20] A. Folliero, C. Lava: Attacco all’oro dell’Italia. www.finanzainchiaro.it, 18 lug 2011

[21]Gianfranco Fini interlocutore privilegiato degli USA”. In blitz quotidiano,it, sulla visita di Fini in USA nel feb 2011.

[22] AttilioFolliero.wordpress.com : Avevamo visto giusto.29 ago 2011

[23] Angelo Celli: “The history of malaria in the Roman campagna fron anciet times” Edited and enlarged by Anna Celli-Fraentzel, London 1933.

[24] Carlo Lorenzini (Collodi): Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino. Libreria Editrice Felice Paggi, 1883.

[25] A. Manzoni: Il cinque marzo.1821

CROSETTO (PDL) ALLA SETTE: PER RECUPERARE LIQUIDITA’ TOCCARE LE FONDAZIONI BANCARIE, L’ORO DI BANKITALIA E LA LIQUIDITA’ DELLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI. FINALMENTE!

L’ex sottosegretario alla Difesa Crosetto, parlando della crisi italiana finanziaria ha finalmente proposto di metter mano al patrimonio delle fondazioni bancarie – che ha valutato in 250 miliardi- ed ha rivendicato la proprietà’ pubblica dell’oro depositato presso la Banca d’Italia, chiedendo che si ponga mano anche a quello. Egli ha anche citato la liquidità della cassa depositi e prestiti.
La Signora Emanuela Palermi ( partito dei comunisti italiani) e il rappresentante del PD ( Orlando) si sono detti assolutamente d’accordo, mentre la onorevole Flavia Perina di FLI ha signorilmente sorvolato sulla questione che evidentemente le riusciva nuova.
Finalmente cominciamo a trovare qualcuno che abbia il coraggio di tirare fuori gli argomenti veramente importanti e divulgarli in televisione. Il problema dei problemi e’ quello di trovare rapidamente dei fondi e per avere quelli delle fondazioni bancarie basta un decreto.
La Perina ha cercato di spostare la conversazione – utilizzando un accenno della Palermi – distraendo l’uditorio parlando della corruzione che si annida negli enti pubblici. Verissimo.
Peccato che non si sia resa conto di trattare lo stesso argomento: le fondazioni bancarie sono i nidi in cui si allevano i pulcini del potere occulto – la signora Fornero e’ l ‘esempio classico essendo nella fondazione S Paolo – che non ha conquistato il denaro che amministra, non lo amministra se non nel proprio interesse , non ne risponde a nessuno e lo trasmette per cooptazione.
Si tratta di una parte del patrimonio pubblico.
Alberto Orioli vice direttore del SOLE 24 ORE difensore d’ufficio del governo, ha parlato del mercato del lavoro e del conflitto generazionale evitando di pronunziarsi sulle fondazioni bancarie, sull’oro di Bankitalia ecc. complimenti. Diventerà direttore.

VIVA LA DIFFERENZA ! I C…. SONO CAMBIATI, MA I C… SONO SEMPRE I NOSTRI.

Il governo ha annunziato una manovra da 30 miliardi di cui 13 di tagli.
I dodici miliardi di euro dell’EMPAM – l’inutile e impopolare ente falsoprevidenziale dei ” medici fascisti” come recita l’atto costitutivo, non verranno portati nelle casse dello stato, mandando a casa i centotre consiglieri di amministrazione.
L’INPGI, istituto previdenziale dei giornalisti, non e’ stato incorporato nell’Inps, benche’i privilegi dei giornalisti siano in più’ aspetti maggiori di quelli dei politici ( es. disoccupazione al 100% per un anno intero….)
Si annunzia l’eliminazione dell’inpdap ( decisa sei o sette anni fa) spacciandola per nuova.
L’IRAP , la tassa dichiarata illegittima dalla Unione Europea, rimane in vigore, ma la si potrà’ dedurre nel bilancio, perché’ fino ad oggi bisognava anche pagarci l’ IRPEG…
Sembra la canzone di Lucio Dalla ” l’anno che verra’ ” anche i muti potranno parlare, mentre i ciechi gia’ lo fanno.
In cambio ci e’ stata ammannita una scena da ” grande fratello” con la ministra Fornero cui scappa il pianterello così poco credibile che Monti – in perfetto stile Berlusconi – interviene e spiega la situazione che l’imbranata non ha fatto capire.
IL presidente francese Sarkosi ha proposto di tassare le transazioni finanziarie. Monti e’, non lo abbiamo dimenticato , uno dei saggi scelti dal presidente francese per consigliarlo.
La tassa sulle transazioni finanziarie, evidentemente non e’ farina del sacco del professor Monti.
Dopo le interviste di De Benedetti alla 7 e quella di Bernabé al primo canale, mi aspettavo l’annunzio della privatizzazione della Rai o almeno quella delle società’ energetiche municipalizzate. Nulla.
Se il 9 dicembre i leaders europei non varano gli euro bond, credo che il governo Monti finirà’ sbranato.

500 ANNI DOPO GALILEO CI SENTIAMO ANCORA AL CENTRO DEL MONDO E CREDIAMO CHE LA CRISI L HA PROVOCATA BERLUSCONI E LA RISOLVERÀ MONTI. INTANTO CI SPOLPANO. DUE VOLTE. di Antonio de Martini

Due grossi errori di noi italiani: siamo provinciali e – paradossalmente – siamo ancora Tolemaici. Crediamo che nel mondo si occupino di noi. Quando gli affari andavano bene – anni 70 – gli investimenti USA in Italia rappresentavano il 2% del totale dei loro investimenti nel mondo. Il secondo errore – l’altra faccia della medaglia – e’ che crediamo che quel che accade in Italia abbia ripercussioni nel mondo. Spiamo la borsa di Tokyo per vedere che effetto ha fatto la nomina di Monti.
Ci chiediamo che effetto abbia fatto a Pechino o a Berlino e facciamo finta che tutto sia cambiato.
Sara’ il caso di vedere anche se il gattopardo ha colpito , mentre gli USA ci spolpano politicamente e la Francia economicamente.
La prima cosa che salta agli occhi e’ che Monti sta ripercorrendo – con altra cultura e conoscenza della lingua italiana – la stessa strategia errata di ” e’ arrivato il Messia” che Berlusconi lascio’ diffondere a suo tempo.
Entrambi hanno creato una tale atmosfera di aspettativa, da rendere inevitabile un altrettanto grande e crescente “effetto delusione” man mano che ci sarà’ lo scontro con la realtà’ .
La differenza sostanziale e’ che Monti , con la sua aria schiva – che un arguto amico ha definito da pesce lesso da trangugiare quando si e’ malati – e’ riuscito ad evitare l’antagonismo dei più’ e, abituato a tener conto delle personalità’ complesse dei cattedratici, ha saputo citare tutti e dare importanza a ciascuno.
L’accoglienza e’ stata imponente come la maggioranza raccolta alla Camera: quasi dieci a favore per ogni oppositore.
Anche questo e’ un punto in comune col Berlusconi che ritenne di avere ” la camera introvabile” con cento deputati di differenza con l’opposizione.
Nessuno dei due potrà’ addurre l’alibi del non consenso.
Il terzo punto in comune e’ il ” Ghe pensi mi” . Enzo Biagi scriveva che se avesse avuto le tette, Berlusconi avrebbe fatte anche l’annunziatrice nelle sue TV.
Monti ha riunito nella sua persona entrambe le funzioni di Berlusconi ( presidenza) e di Tremonti ( economia).
Entrambi hanno un atteggiamento personale patologico: l’uno troppo estroverso e l’altro troppo schivo.
Entrambi si sono circondati di persone ben conosciute, spacciandole per specialisti. Entrambi contano sui viaggi all’estero per crearsi una immagine alta in Patria.
Entrambi attenti piu’ all’immagine che alla sostanza. Oggi Monti e’ andato all’aeroporto per salutare il Papa in partenzaj per l’Africa, ricevendone in cambio il terzo apprezzamento ufficiale in tre giorni. Dal portavoce padre Lombardi, dopo la dichiarazione a favore del Vaticano ier l’altro e della CEI ieri.
Manca solo che il Cardinale arcivescovo di Milano annunzi che ha trovato “l’uomo della provvidenza” titolo dato prima d’ora a Mussolini e a Berlusconi.
Le differenze tra i due sono minime. Hanno entrambi studiato dai preti- uno dai salesiani, l’altro dai gesuiti. Uno si e’ trapiantato il toupet e l’altro ha una capigliatura folta.
Entrambi considerano il programma di governo un optional sul quale soffermarsi il meno possibile e entrambi parlano di aiutare i piu’ deboli, l’uno togliendo l’ICI e l’ altro aumentando le pensioni minime, ma ripristinando l’ICI.
Insomma una riforma a costo zero perché’, come mi ha spiegato il vecchio cameriere in pensione ( minima) del BAR EUCLIDE , pare che gli aumenteranno la pensione minima , il cui importo incrementale comunque dovrà’ versare come ICI, perché in una vita di lavoro, spesso precario, una casa l’ha comprata.
Gran lavorio di burocrazia per non ottenere granché’. Nessuno dei due ha scalfito ( o scalfirà’ ) i grandi interessi.
L’unica seria differenza tra i due e’ che Berlusconi ha incrementato i posti di lavoro – circa diecimila – nelle aziende sue e Monti ha tolto di mezzo una cinquantina di posti disponibili, accaparrandoseli lui .
Sono tanto simili che Berlusconi direbbe che sono quasi gemelli: Romolo e Remolo.
Vediamo il concreto.
Siamo tutti informati che Pechino ha il 30% del debito USA e tiene gli americani ” per le palle”, ma pochi hanno fatto mente locale al fatto che la Francia possiede il 35% del nostro debito e sta ottenendo col ricatto spazi immensi di dominio per i propri imprenditori.
Diamo un ‘ occhiata ?
ENERGIA

EDF ( Electricite’ de France )’ sta trattando una partecipazione con EDISON che e’ il secondo gruppo elettrico italiano. EDF gia’ controlla La Fenice spa che opera in Italia, Spagna, Polonia, Russia.
GDF SUEZ: ha una partecipazione in ACEA e controlla la TIRRENO POWER.

LUSSO: a settembre LVHM ha acquistato il 98% di BULGARI dopo aver rilevato i marchi PUCCI e FENDI.
PPR: ha comprato i marchi GUCCI, BOTTEGA VENETA , SERGIO ROSSI.
EURAZEO: ha comprato il 45% di MONTCLER che nel 2003 era stata comprata da un italiano.

BANCHE

BNP PARIBAS ha acquistato la BANCA NAZIONALE DEL LAVORO.
CREDIT AGRICOLE ha il controllo di CARIPARMA ( oltre mille sportelli) s FRIULADRIA ed e’ socio di BANCA INTESA S PAOLO.
VINCENT BOLLORE’ , compagno di merende di Sarkosi, attraverso la FINANCIERE DU PERGUET S.A. ha acquistato una forte partecipazione in GENERALI e in PREMAFIN .
DEXIA ha acquistato il 70% di CREDIOP.
GROUPAMA ha acquistato la NUOVA TIRRENA e una consistente partecipazione in MEDIOBANCA.
AXA ha il 50% del comparto assicurativo di MONTEPASCHI ( sei miliardi di raccolta).

ALIMENTARI

PARMALAT e’ l’acquisizione piu’ recente che va ad aggiungersi a DANONE E GALBANI.

TRASPORTI

La realizzazione della TAV TORINO LIONE ( che a noi non serve a nulla ) fa parte del pacchetto e ALITALIA e’ il prossimo boccone. Renault che e’ ancora pubblica finira’ per assalire Le industries che abbiamo privatizato e Che non difendiamo, in nome del Libero mercato.

Ditemi adesso se Monti con le sue frasette tra l’ovvio e il banale e Berlusconi con le sue senili rodomontate non fanno la figura dei polli Di Renzo nei ” Promessi sposi” , mentre I contraffattori cinesi e napoletani – a mio avviso – sono l’ultimo bastione del patriottismo Italiano e della attivita’ produttiva reale, contro l’avanzata degli strozzini d’oltralpe.
la conseguenza della internazionalizzazione del debito pubblico voluta da Ciampi e Draghi e’ che paghiamo due volte I Paesi sottoscrittori: quando paghiamo fior di interessi e quando cediamo alle pressioni di richieste di penetrazione commerciale.

Blitzkrieg alla Vesuviana. Napolitano ha fatto come Deng Xiao Ping. Ha preso il topo senza curarsi del colore del gatto. di Antonio de Martini

Accecato dalla cultura giovanilista – devo ammetterlo, ha influenzato anche me che giovane non sono e faccio ammenda – ho trascurato di seguire con la dovuta attenzione l’attività’ di Giorgio Napolitano al Quirinale. Ho attribuito a conservatorismo e cupidigia di servilismo l’adesione alla guerra di Libia, invece e’ riuscito con quella azione ad accreditarsi presso gli alleati come un partner affidabile che tiene fede ai patti anche se non gli conviene

.E’ stata la sua campagna di Crimea a premessa di una operazione cavouriana o per dirla piu’ modernamente, alla Deng Xiao Ping.

Ha esautorato gradualmente , con grande misura nella comunicazione, Berlusconi e soci, lasciato La Russa a giocare ai cow boy in Afganistan – la Crimea di Berlusconi e di Bush jr – delegittimato la lega con la celebrazione dell’Unita italiana, aggregato attorno a se le forze sociali ed imposto, senza forzare i toni o imporre nulla con la forza, il suo progetto.

Avremo quindi un esecutivo tecnico con un presidente ( della Repubblica) politico che gestisce con vera maestria la situazione.

E così’, abbiamo ottenuto anche il primo governo bipartisan della storia della Repubblica. Le consultazioni più’ rapide della storia della Repubblica e una conduzione della crisi e relativa soluzione, fatte con un tempismo da ” blitzkrieg”.

La magistratura politicizzata ne esce ridimensionata nel suo ruolo di condizionamento delle istituzioni, non essendo riuscita a scalzare il premier e il governo, pur avendo spesso rotto le regole di equilibrio con l’esecutivo. Questo ridimensiona anche di Pietro.

Il Presidente della Repubblica ha realizzato il suo ” veni, vidi, vici” su governo e opposizione con un piglio da monarca e una energia da
quarantenne benché’ privo della rappresentatività’ necessaria e politicamente irresponsabile in virtù della Costituzione che lo vuole tale.

L’aiuto principale ad assumere questo ruolo carismatico, glielo ha dato Silvio Berlusconi con la sua volatilità, la sua corte dei miracoli, la sua mancanza di
idee, la sua goliardia un po’ bausciona, la sua ansia di piacere, la sua incostanza, la sua cultura dell’apparire, la sua incapacità’ di amministrare , i suoi ministri-attendenti.

Per contrasto, Napolitano e’ apparso un uomo col senso dello Stato, indipendente, equilibrato, abile anche nel comunicare, poliglotta, scevro da interessi di bottega in virtù’ dell’eta’ e del palese buon senso del progetto.

La sua abitudine a fare politica come minoranza della minoranza, gli ha certamente giovato ed avrà’ fatto mordere i gomiti a tutti gli aspiranti alla leadership del P D che hanno dovuto fare buon viso alla sua iniziativa almeno tanto quanto il cavaliere. La base si starà’ chiedendo come mai il partito non abbia saputo usarlo.

COSA FARE?

Incassata la patente di Uomo di Stato ex ex premier rispettato ,datagli da una opposizione timorosa di una resistenza alla Gheddafi, Berlusconi si accontenti della tregua de facto con la magistratura e se, adesso vuole aiutare l’Italia, come dice, deve, ritirandosi, portando via con se i vari cacicchi infidi o incapaci , distinguere e’ inutile,
come La Russa, Frattini, Scajola, Pisanu, Gasparri, Matteoli, Calderoli , Galan, , Tajani, Quagliariello, per evitare che inquinino il movimento moderato cui deve dare il tempo
( quello della durata del governo Monti) e la possibilità’ di riorganizzarsi con metodo democratico.

Berlusconi pensi anche a dare un esempio di unione a destra , magari officiando personalità’ come Fini, Segni, Callegaris , Marzano , Martino, ed altri personaggi accantonati in questo solitario esercizio di potere.

Analogo invito andrebbe fatto all’opposizione PD-PP : svecchino, smettano i discorsi di incitazione all’odio e i toni rancorosi alla Manconi o Diliberto. Cerchino gente come Ignazio Marino, Morando, o anziani accantonati tipo Macaluso o Prodi e smettano di vedere nell’aiuto economico di D’Alema, l’unica ancora di salvezza.

La destra deve dimostrare che si e’ veramente riconciliata con la democrazia – coi congressi – e la sinistra deve dimostrare che il suo apprezzamento per la Nazione e’ autentico.

Possono entrambi farlo, riconoscendo assieme quale sia l’interesse nazionale e impegnandosi a far leva su questi , impegnandosi ad evitare di alimentare la polemica politica su questi temi e stigmatizzando congiuntamente chi viola questa regola.

Ottenuto l’allontanamento di Berlusconi – in un contesto inaspettato – Bersani si dichiari pago e eviti di partecipare alla contesa per la segreteria. Lasci la leadership a Prodi o a una donna capace di rappresentare una alternativa efficace agli occhi dell’elettorato. Questa mossa renderebbe obsolete le candidature da baraccone tipo Renzi o Vendola e darebbe a chi volesse metterla alla prova , la possibilità’ di puntare a sinistra. Il governo nuovo – se ci sara’ – non prometta mari e monti ( …) e si concentri a rendere possibile
la fine dell’aggressione finanziaria , l’adattamento della Costituzione alla nuova situazione e per finire, una nuova legge elettorale che regoli le candidature non solo dei militari – altro elemento vecchio di anni – ma di ogni altra categoria che possa usare lo Stato come sgabello.

LA SOLUZIONE DI UN PROBLEMA EUROPEO STA NELL’ EUROPA

Mi sono accorto che affrontando temi di politica interna, mi lascio trascinare tanto dalla indignazione per la mancanza di rispetto verso l’intelligenza dei cittadini che eccedo.
Torniamo a vedere le cose dal punto di vista il più’ coscienzioso possibile.
27 paesi , quasi tutti europei, si sono uniti in un processo di aggregazione continentale.
Di questi, 17 si sono saldati anche con l’adozione di una moneta comune.
L’ arroganza culturale ci ha fatto credere che il mondo avrebbe marciato al passo dell’Europa.
La realtà’ ci ha dimostrato il contrario e adesso non vogliamo fare marcia indietro per non ammettere le carenze strategiche del progetto e non vogliamo fare marcia avanti perché’ abbiamo paura, avendo capito che non abbiamo capito il nostro tempo.
L’euro soffre non perché’ e’ debole, ma perché i suoi bond vengono messi sul mercato a prezzi differenti a seconda del paese emittente.
E’ inevitabile che gli speculatori vogliano lucrare provocando scompensi.
Succedeva con le monete diverse ( il solito Soros) e una classe politica europea da Cottolengo, non ha pensato che sarebbe successo anche coi certificati di credito se questi avessero avuto delle differenze tra i tassi.Se ci pensate un momento, la cosa ha dell’incredibile.
I tedeschi avevano la leadership della operazione, l’esperienza dei due processi di unificazione tedesca con Otto von Bismarck e con poi con Helmut Kohl, ma , accecati dalla smania di guadagno e dal desiderio di non far scappare nessuno degli accalappiati, non previdero un piano “B” e acconsentirono alla proposta Prodi di immediato allargamento a tutti i paesi dell’est Europa.
In altre parole alla costruzione dell’Europa manca la scala antincendio e il regolamento di condominio. Grandi ingegneri….
Per unificare un continente che ha duemila anni di storia ( noi ne abbiamo tremila ), una mentalità da caserma non basto’ come non basterà’ la attuale mentalità’ da bottegai calvinisti.
L’ Europa e’ un salto di qualità’ o non e’.
I tedeschi stanno dimostrando che non hanno saputo gestire il processo di unificazione perché’ non hanno altra idea fondante che non sia la prevaricazione dei più’ deboli.
Al solito vinceranno un anno di battaglie e poi , al solito, rovineranno sotto il peso della loro arroganza, col solito politico nostrano che cercherà’ di riparare in Valtellina.
La politica – quella col senso della storia- suggerisce quattro strade per superare la crisi e a me quella dei tedeschi non piace. Abbiamo altre opzioni e dobbiamo farlo sapere a tutti.

LA PRIMA ( il sogno dei padri):spingere verso la creazione della federazione Europea, trasferendo al Parlamento Europeo il potere di approvazione di bilanci preventivi dei singoli paesi aderenti alla moneta unica, escludendo da questo momento decisionale i paesi come l’Inghilterra che non ne fanno parte e che avranno il fair play di astenersi. Sarebbe un grosso freno per i nostri reggitori nazionali, regionali e comunali.
A fronte di questa scelta, i certificati di debito potrebbero avere gli stessi tassi e la corsi sarebbe superata.
LA SECONDA( compromesso):fissare la quantita’ accettabile di indebitamento di ciascun paese e quella sarebbe garantita da tutti i partners. Le eccedenze sarebbero invece responsabilita’ del singolo stato nazionale che vedrebbe ridotta la possibilita’ di attingere a fondi europei in percentuale uguale a quella che si discosta dalle indicazioni comuni. ( se hai un 30% di fondi extra sconsigliati dal PE, avrai il 30% in meno di fondi europei rispetto a quanto concordato in precedenza e questi denari vanno a un fondo di stabilita’ europeo). Vantaggio per i virtuosi: il fondo di stabilita’ verrebbe alimentato dai paesi disobbedienti.

LA TERZA( la schiavitù’):seguire la via tedesca che sembra si stia per seguire di lacrime, sangue e di repressione sociale . Benché’ non esista prova nella storia del mondo che il rigore abbia generato sviluppo. Questa scelta ha sapore punitivo e di vendetta per i differenti stili di vita tra mediterraneo e paesi a cultura protestante. Alla fine di questa strada ci sara’ solo una nuova Norimberga per chi l’avrà voluta, perche’ una cosa che i popoli non perdonano, sono i sacrifici umani in nome di una idea fissa. ieri il Reich, oggi il rigore.

LA QUARTA( la voce grossa): sfruttare il fatto che nell’accordo di Maastricht non esiste un sistema di espulsione dei membri recalcitranti e cancellare o sospendere le leggi nazionali che proibiscono alla Banca d’Italia di finanziare il governo e la rendono indipendente.
Riprendiamo il finanziamento dei piani di sviluppo governativo ( serio pero’) e apriamo una trattativa con i tedeschi per rivedere gli accordi.
Ci seguirebbero almeno dieci dei diciassette paesi dell’euro e a quel punto la leadership della Germania e le sue manie rigoriste andrebbero a remengo assieme ai suoi Quisling locali che risalirebbero “in disordine e senza speranza ” le tre valli varesine che ieri hanno disceso con orgogliosa sicurezza.

Oggi e’ San Martino. Mr. B anche “mazziato”?

L’ occorrente per un colpo di Stato , e’ cinquanta persone, una macchina da scrivere , un’ ambulanza e un passaggio per il traghetto verso Ponza. Ah, dimenticavo: un capo dello Stato disponibile a interpretare le regole.
Mussolini fu liquidato così’: cinquanta carabinieri al comando del tenente colonnello Frignani;un mandato di cattura battuto a macchina dal maggiore De Francesco ( che fini la carriera da comandante generale dell’Arma, mentre Frignani fini alle Fosse Ardeatine); un’ambulanza per non dare nell’occhio e un comunicato radio fatto leggere a un diciottenne alle prime armi ( che divenne il famoso Corrado scomparso qualche anno fa).
Liquidato , Mussolini divenne il capro espiatorio.
Questa volta il progresso e’ consistito nel convincere il soggetto a farsi da parte grazie ad una orchestrazione media-banche perfetta, o quasi. Anche lui sarà’ il capro espiatorio e i soggetti peggiori del suo sistema, si ricicleranno.
Per entrambi vale il detto : “volle essere Cesare. Fu Vespasiano” , mentre i più’ laidi tra i seguaci si perpetueranno infettando il nuovo ciclo. Il parallelo non finisce qui. Per disfarsi di entrambi si sono violate le regole.
Resta il fatto che Berlusconi , vincitore delle elezioni, dovrebbe dimettersi cedendo il posto a un privato cittadino nominato senatore con una forzatura costituzionale ( inaugurata da Francesco Cossiga) in quanto la Costituzione prevede cinque senatori a vita mentre c’e chi ritiene che ogni presidente possa nominarne cinque.
Il secondo elemento di “Costituzione materiale ” consiste nella prassi ( iniziata da Gronchi) che stabilisce che il governo e’ tale NON quando ha ricevuto la fiducia del Parlamento , ma a partire dal momento che presta giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
La differenza ?
Un bel 2% di elettorato.
Come?
Semplice: il Presidente nomina il nuovo premier , nomina i ministri e il governo ha dieci giorni di tempo per andare alle Camere per ottenere la fiducia.
Se il governo del Presidente ottiene la fiducia, nulla quaestio, se il governo viene bocciato, il Presidente ha il solo obbligo di sentire i presidenti delle due Camere e poi può’ sciogliere il Parlamento indicendo nuove elezioni.
Queste elezioni vengono gestite, ovviamente, dal governo bocciato che resta in carica per l’ordinaria amministrazione e , appunto, la gestione delle elezioni che – secondo gli specialisti- vale un 2% di voti grazie al fatto che chi detiene il potere, sia pure in ordinaria amministrazione, e’ in grado di normare una serie di elementi che vanno da qualche appalto alla scelta degli scrutatori, fino a favorire qualche ente locale più’ amico di un altro al quale si possono sospendere i finanziamenti ecc.
Alla Camera la Lega, il PDL e IDV si sono dichiarati contrari al governo Monti, ancor prima che venga indicato come premier.
Al Senato il PDL e’ in maggioranza ad onta del nuovo arrivo .
Questa e’ la strada che verra’ percorsa e posizione chiave sarà’ il ministero dell’interno.
Se ci va Pisanu, il cavaliere ha fatto la frittata.
Dopo le elezioni – e la distruzione definitiva in campagna elettorale del cavaliere –
Nascerà’ il problema: riuscirà’ la classe media italiana a trovare una rappresentanza politica efficace o continuerà’ a farsi spennare da tremila plutocrati di cui otto/dieci italiani?
Quel che e’ certo, e che il sistema di farsi difendere da un miliardario, non ha funzionato.