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ECCO IL SIGNOR STEPHEN MCINERNEY

Nel post del 29 ottobre, ” l’uomo della Primavera araba” ho accennato a Stephen Mcinerney come al direttore del progetto POMED col quale gli USA hanno creato i presupposti della ” spinta democratica” che ha fatto saltare tre regimi ben saldi e messo in forse l’esistenza di altri due ( almeno).
In realta’agenti il numero odierno di Foreign Policy ne cita altri sette tra i cattivi, includendo finalmente anche la Guinea Equatoriale.
Ho trovato la foto del Mcinerney e mi e’ parso giusto pubblicarla , se l’IPad mi assiste.
Non si direbbe un intellettuale, ma forse sbaglio. Non mi intendo di fisionomica.
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AFRICA: IL KENIA BOMBARDA LA SOMALIA( O QUEL CHE NE RESTA)

Il pretesto con cui l’Italia inizio’ l’invasione dell’Etiopia nel 1935, fu una serie di incidenti ai pozzi di UAL-UAL.
Da allora poco e’ cambiato se il pretesto keniota per bombardare un campo profughi e’ stato che c’è erano delle scorribande della organizzazione “as shabab”. In arabo: i ragazzi.
Tutta la vasta area tra la provincia etiopica del Ghemu Gofa, la Somalia a Ovest dei fiumi GIUBA e OMO ed il Kenia e’ zona di nomadi che vive di pastorizia ambulante. Quando un pastore ( e la sua famiglia) incontrano qualcuno, in genere avviene in corrispondenza di punti di abbeverata, spara qualche colpo in aria per far capire che e’ armato e disposto a combattere per non farsi depredare.
I confini sono incerti, ereditati dalle potenze coloniali che spesso hanno suddiviso un territorio senza tener conto della realtà’ secolare preesistente.
Dalla caduta del presidente somalo Siad Barre in poi, i confini sono diventati un concetto di tipo teologico. L’invasione etiopica del 2004/2005, finanziata dagli americani che si ritirarono, dopo uno sbarco in diretta TV, a causa dell’abbattimento di un elicottero ” Blackhawk” – ne hanno fatto un film- non ha aiutato a definire la situazione, i confini e le prospettive di questo paese .
Tutti vorrebbero mettere le cose a posto, ma nessuno e’ disposto a rischiare i due reggimenti ed i 50 carri armati necessari per prendere il controllo della situazione e ristabilire l’ordine.
Dopo aver cercato di combattere fino all’ultimo etiopico, gli occidentali adesso cercano di raggiungere i loro – evanescenti – obiettivi, impiegando i kenioti.
Il bilancio del primo bombardamento aereo e’ stato di 12 morti ( agenzia Italia di oggi) di cui 6
bambini.
Questo ritorno alle maniere forti segna l’entrata in scena dei francesi , dopo che numerosi tentativi di mediazione italiana si sono infranti sugli scogli del dover mettere di’ accordo una miriade di famiglie suddivise in decine di clan che a loro volta appartengono a più etnie.
Lo scoglio principale consiste nel fatto che non si può’ pretendere di far,e da giudice nei giorni feriali e poi nel week end tornare a Nairobi per distendersi un po’ o magari farsi le vacanze nel trentino.
Più’ un popolo e’ fiero e guerriero, più’ – se lo vuoi governare – devi viverci assieme.
Il paradosso e’ che ai somali il gusto del combattimento glielo abbiamo dato noi. fino alla campagna del 1935, i somali erano sempre stati sconfitti dagli etiopi. Graziani riuscì’ a farli marciare e vincere.
Il punto di equilibrio post bellico lo avevamo trovato in Siad Barre, ma poi un bel giorno gli USA fecero notare che dopo un certo numero di anni, bisognava dare democrazia anche a prezzo di un po’ di stabilita’.
Sono passati venti anni, ( come succederà’ in Libia) senza che si sia trovato un nuovo punto di equilibrio, bruciando periodicamente ogni candidatura anche grazie ad una sempre più potente mafia dei rifornimenti che imperversa nelle Nazioni Unite e crea campi profughi dove gli indigeni nomadi diventano stanziali e in cambio di cibo disimparano la sopravvivenza.
Gli si apre solo la prospettiva della rapina o la pirateria per mare.

Antonio de Martini

I GRECI HANNO BUONA MEMORIA E CHIEDONO LA RESTITUZIONE DELL’ORO TRAFUGATO DAI TEDESCHI DURANTE LA GUERRA E MAI RESTITUITO. di Antonio de Martini

Teodoros Pangalos e’ il vice primo ministro greco in carica.
Deve essersi stancato di sentire i sermoni della Cancelliera Merkel sulle virtù’ del risparmio, la vita da cicale, la possibilità’ o meno di ripagare i debiti che ha la Grecia eccetera.
Ha deciso di rispondere ricordandosi di essere discendente di Leonida e di Temistocle ed ha deciso di mettere i puntini sulle i . La REUTERS ha prontamente ripreso la dichiarazione.
L’anniversario della “OXI” , il 28 ottobre data dell’inizio dell’invasione dell’Asse e il fatto che i vignettisti dei giornali non cessano di rappresentare gli ispettori della UE in uniformi militari tedesche, non aiuta a distendere l’atmosfera.
In buona sostanza, Panaglos, ha detto che il clima di austerità instaurato in Grecia a seguito della legislazione imposta dalle esigenze UE ( in realtà’ Franco-tedesche) ricorda il clima della occupazione nazista della Grecia durante la seconda guerra mondiale
Egli ed altri organi di opinione quali ad esempio il blog GREEK REPORTER, destinato in particolare ai greci d’oltremare, hanno sollevato il tema dei risarcimenti di guerra per i tre durissimi anni di occupazione, le requisizioni, il lavoro forzato e le vittime del controterrore.
L’ultima stoccata e’ stata la più’ forte: chiede la restituzione dell’oro della Banca Centrale Greca, sottratto dai tedeschi e mai più’ restituito.
La Reuters riferisce che il governo tedesco ha declinato di commentare questa dichiarazione.
Intanto si potrebbe suggerire a Berlusconi di dotarsi di un vice primo ministro – magari donna – capace di amichevole brutalità’ come il vice premier greco, in modo che lui possa continuare a sbaciucchiare la – sono parole sue – ” culona inchiavabile”.
Poi si potrebbe , a livello di cittadini dei nostri due paesi mediterranei, organizzare una raccolta di firme miranti a chiedere congiuntamente la restituzione dell’oro della Banca d’Italia e di quello greco, parimenti ” scomparso” .
Insomma , mentre per gli ebrei hanno rimborsato ogni singola persona e dato soddisfacenti indennizzi allo Stato che all.’epoca non esisteva, a Grecia e Italia non e’ stato restituito nemmeno l’oro della Banca Centrale, per non parlare delle opere di’ arte che ancora andiamo spigolando qua e la’. E gli inglesi potrebbero restituire il frontone del Partenone che andrebbe benissimo nel meraviglioso nuovo museo archeologico di Atene.
Se avete indirizzi di greci che si interessano di politica, e’ il momento di tirarli fuori e di creare il movimento mediterraneo congiunto per la restituzione dei beni sottratti dalla furia teutonica che adesso chiede il pagamento dei crediti, dopo aver sorvolato sui loro debiti da rapina per settanta anni.

L’UOMO DELLA PRIMAVERA ARABA. DI Antonio de Martini

29 ottobre 2011. Gli americani amano a dismisura il loro ” stile di vita” , sono convinti che sia il migliore del mondo e questo e’ un bene per la loro felicita’ personale. Essi acconsentono a separarsi dal territorio e dallo stile di vita che ritengono il migliore per gravi ragioni.
Le due principali sono, il patriottismo e l’omosessualità.
L’omosessuale, si sente rifiutato dalla società’ americana e cerca rifugio psicologico all’estero , se può ‘ permetterselo ; il patriota, accetta di vivere all’estero per difendere l’ interesse nazionale da nemici interni ed esterni , come recita la formula del giuramento di fedeltà’ alla bandiera.
A guardare la foto di Stephen Mcinerney, frocio non lo si direbbe.
E’ un laureato di Stanford e , stando alla sua biografia, si e’ appassionato al mondo arabo insegnando matematica nel Katar. Un’ altra nota biografica- potrebbe essere integrativa- dice che ha insegnato alle Università Americane di Beirut e del Cairo e che ha vissuto per circa sei anni in quei paesi.
Questo fa di lui un esperto ed e’ diventato direttore del POMED ( Project , Middle East Democracy) che negli ultimi quattro anni ha speso una valanga di denaro nei paesi arabi per creare una consapevolezza democratica. Se andate a cercare su internet il sito, troverete il blog, i resoconti delle conferenze e quelli amministrativi da cui si evince che il 73% dei fondi sono andati a ” sicurezza e difesa” e l’ 1 soltanto in aiuti umanitari .
Strano modo di promuovere il giusto modo di governare.
Esiste una traduzione maccheronica del sito anche in italiano , google translator ha fatto passi da gigante negli ultimi tempi. La comprensione del mondo arabo nella sua essenza, ahimè’, no.
Se vi mettete a leggere, trovate tutte le cifre spese, paese per paese, voce per voce, programma per programma e troverete un rapporto diretto tra spesa e successo…militare.

Nota: ho inserito la data a inizio articolo perche’ ho visto che se non la metto, una mano caritatevole scrive ” tre giorni fa” tanto per dare una sensazione di freschezza al pezzo.
A de M

LA STRATEGIA USA VERSO LA CINA SCALA DI UN PASSO VERSO LA GUERRA, MA LA RISPOSTA SARA’ ECONOMICA O NON SARA’

29 ottobre 2011. Chi tra i lettori di questo blog si sia preso la briga di leggere i post della scorsa primavera, forse ricordera’ come abbia seguito con attenzione le mosse strategiche di Obama riguardo alla Cina e che riassumiamo:

A) tutto lo staff militare della casa bianca proviene dall’ area del Pacifico .
B) i viaggi del presidente USA in India, Indonesia, Corea e Giappone , fatti in un ideale accerchiamento commerciale della Cina.
C) Il viaggio in America Latina a ridosso dei viaggi e accordi commerciali cinesi ( Brasile).
D) ho letto anche la campagna di Libia e il fomento della primavera araba in chiave di “containement” della Cina e della sua espansione commerciale.
E) ho anche segnalato le contromosse cinesi per tenersi libere le rotte commerciali ( un istmo bis rispetto a quello di Kra che e’ controllato da Singapore e un passaggio ferroviario sul territorio colombiano per poter fare a meno del canale di Panama. Investimenti questi di 70 e 40 miliardi di dollari rispettivamente.).
F) la “richiesta di spiegazioni ufficiali”alla Cina da parte degli USA alla notizia di forti investimenti miranti a far diventare la Cina una potenza militare anche marittima.
La mia imperizia fotografica ha fatto si che mandassi la foto del nuovo modello di portaerei cinese solo ai trecento ” abbonati” di cui posseggo l’ indirizzo mail e me ne scuso.
Vi basterà’ comunque sapere che gli ingegneri del celeste impero – pardon rossa repubblica – hanno avuto l’ idea semplice per eccellenza : fare una portaerei-catamarano.
Due scafi, quindi doppio ponte di volo, doppio degli aerei imbarcati, doppia velocità’ di messa in aria degli aerei e sopratutto, costo che e’ un terzo di quello americano per costruire una portaerei a ponte singolo.
La portaerei di nuova concezione entrerà’ in funzione nel 2015 e da quel momento la superiorità’ marittima degli USA sarà’ in pericolo, così’ come la sicurezza degli alleati dell’America nell’area.
La Clinton, reduce dal lifting col quale conta di vincere le prossime elezioni presentandosi al posto di Obama, ha immediatamente fatto un giro nell’ Asia ex sovietica ” i cinque stan” mettendoli in guardia contro il pericolo del fanatismo islamico , che da quelle parti non c’e mai stato, pronunziando la frase ” siamo tornati” che suona strana sulla bocca di un paese che mantiene da quaranta anni in Asia 6 delle 12 portaerei che possiede oltre a centomila uomini , senza contare i corpi di spedizione afgani e irakeni, oltre ad aver fissato a Bahrein la base della quinta flotta ( Oceano Indiano).
Obama si e’ fatto fotografare per la centesima volta con il Dalai Lama ( ma non si era dimesso da padreterno?)
Poi l’escalation militare ha preso il via: il. Giro dell’ Asia lo sta facendo Leon Panetta , segretario alla Difesa, che abbandonati i convenevoli di Washington coi mini alleati, ha iniziato a visitare una serie di paesi alleati, portando buone e cattive nuove.
A) la Corea del Sud e Okinawa sono state definite “indifendibili” in caso di conflitto e destinate al,
non immediato, abbandono, anche in forza dell’odio ormai radicato della popolazione dell’isola stanca dei soprusi dei militari di stanza in loco dal 1945.
Il probabile fronte arretra verso Giappone e Australia e Nuova Zelanda coi quali Leon Panetta ha avuto accenti tali da ricevere una rettifica dallo stesso Obama che lo ha invitato ad abbandonare i toni da anni cinquanta.
B) In occasione del sessantesimo anniversario della firma del loro primo accordo difensivo, Panetta e Clinton si sono incontrati coi loro omologhi australiani a S Francisco ed hanno deciso di intensificare le manovre aeronavali congiunte sia per quantità’ che per qualità’.
C) Panetta ha annunziato a Tokio, lo scorso giovedì il rafforzamento del dispositivo americano nel Pacifico , pur senza accennare alla necessita’ di aumentare il numero già alto di portaerei nel Pacifico. La parola miracolosa e’ ” rebalancing” del potere militare in zona, ma il vero punto e’ che gli USA devono vincere la battaglia dell’ economia asiatica se vogliono recuperare la credibilità’ perduta .
Gli interventi militari di “rebalancing” , la vendita di quasi 6 miliardi di aerei a Taiwan, l’intensificazione del ritmo delle manovre aeronavali nel sud ovest Pacifico , la decisione australiana di accettare le donne nelle unita’ combattenti entro cinque anni, le foto col Dalai Lama, non valgono il surplus finanziario della Cina di un solo anno. O l’America si inventa un nuovo plus tecnologico, o innova la produzione industriale nei processi e nei costi, o perderà’ ancora .
Intanto il dividendo della pace del ritiro USA da Irak e Afganistan, va in fumo per mantenere queste nuove posizioni, mentre avrebbe potuto essere impiegato nel rilancio economico.
In questa strategia globale , ancora troppo militare e poco economica, l’Africa e’ stata subappaltata ai suoi macellai di sempre : gli anglofrancesi. la Francia si sta segnalandosi per il suo attivismo anche nell’ Africa Orientale ( dopo Tchad, Senegal, Costa d’Avorio, Togo,)da dove si era prudentemente allontanata dopo aver causato la guerra civile tra Hutu e Tutsi che e’ costata oltre un milione di morti. Adesso Sta aiutando e incoraggiando il Kenia ad attaccare i somali e spera di fare altre forniture militari.
Come, ad esempio, quella che gli ha valso la denunzia della “Federazione Internazionale della Lega per i diritti dell’ Uomo” che ha scoperto che la società’ francese AMESYS aveva in appalto tutti i sistemi di sorveglianza informatica con i quali Gheddafi terrorizzava i libici, tenendoli in pugno. Voglio proprio vedere se la processeranno.
nonché sta triplice alleanza che ragiona con criteri ottocenteschi non capisce che la contesa deve essere combattuta sul piano sociale, finanziario ed economico, MA NON militare, se ad ogni successo dell’ economia cinese reagiranno con la forza, l’ aver condizionato con bombe e sovversione il nucleo base dei paesi “ex non allineati”, ( dalla ex Jugoslavia, all’ Italia, all’ Indonesia,) non basterà’ a coalizzare il mondo dalla loro parte quando sarà’ il momento.
Fanno i conti con o senza la Russia?

Antonio de Martini

IL FALSO PROBLEMA DEL DEBITO PUBBLICO. di Antonio de Martini

Mano a mano che il tempo passa, vediamo che Tremonti il montanaro ha partorito il topolino mentre le contraddizioni cominciano ad affiorare a tutti i livelli.

La Standard & Poors dopo aver tolto una serie di galloni ai singoli paesi della U E – Italia inclusa – ha dato la tripla A di debitore certamente solvibile al fondo salvastati , un fondo che , per ora , esiste solo sulla carta e che sara’ composto dai singoli stati declassati in precedenza.
Come dire che Gianni non e’ credibile e nemmeno Pinotto, ma faccio credito a Gianni e Pinotto.
Altra contraddizione , a mio modo di vedere, e’ data dai consigli e dai commenti di Barak Obama agli europei: il premio Nobel per la pace , indebitato fino al collo che da consigli di gestione economica e finanziaria agli altri.
Ancora. La banca X viene declassata perche’ lo stato che la ospita e’ troppo indebitato. Allora lo Stato interviene – indebitandosi ulteriormente – sostiene la banca con un finanziamento e tutto rientra nella normalita’. Delirante.
Tutti questi stati predicano trasparenza, dicono che la BCE e’ indipendente dai governi e poi pretendono che uno dei consiglieri eletto alla unanimità’ ( Bini Smaghi ) debba dimettersi per fare posto a un non meglio identificato rappresentante del governo francese. Ci vorranno dire almeno di chi si tratta? Come si chiama questo atteso Salvatore dell’ Europa? Non sarà’ Sarkosi jr visto l’impegno del papa’?
Un mezzo vantaggio gli italiani lo hanno avuto da tutta questa pagliacciata: il governo ha decretato che se si pagano interessi passivi a una banca, questi possono essere interamente dedotti ai fini della composizione del bilancio. Grazie. Ma non e ‘ un incentivo a fare debiti mentre ci si accusa di averne troppi ?
Credo che la intera vicenda debba essere riletta così: nel caso di un individuo, se questo muore senza patrimonio, il debito muore con lui. in tal caso e’ normale classificare le persone a seconda della solvibilità’ .
Ma se si tratta di uno stato o una comunità’ , questi non muoiono mai e quindi il pagamento di un debito E’ SOLO QUESTIONE DI TEMPO.
Se uno Stato ha contratto troppi debiti promettendo il rimborso , mettiamo, in un decennio, lo pagherà’ in quindici o venti anni e nei periodi di prolungamento delle rate, l’accesso al nuovo credito andrebbe razionato e il governo ipso facto dimissionato, indicendo nuove elezioni.
Che l’attuale sistema creditizio internazionale sia inadatto, e’ dimostrato dall’ Argentina che ha pagato i suoi debiti al 25% degli importi e l’Islanda che ha bellamente rifiutato di rimborsare le banche, dopo un referendum che chiede di punire chi ha contratto il debito, non tutti i cittadini.
Nessuno ha preso provvedimenti a loro carico.
Se la sono presa tutti con la Grecia – oggi- con un altro – domani- al solo fine di aumentare gli interessi che si percepiscono dal loro certificati di credito.
La Germania ha sbraitato contro l’Italia ed ha ottenuto di percepire più’ interessi dai nostri BOT e CCT.
Altra contraddizione: le banche centrali che regolano i flussi monetari, stanno alla chetichella diventando ASSOCIAZIONI PRIVATE i cui utili non si capisce bene dove finiscano.
La legge italiana e lo stesso statuto della Banca d’Italia dichiarano che la banca e’ pubblica, ma il dettato della legge non viene rispettato e NESSUNO INTERVIENE.
Altra contraddizione: e’ un assioma che i governanti sono quelli che preparano il futuro.
Orbene, tra sei mesi Sarkosi e la Merkel (li chiamano Sarkel) saranno al museo delle cere trombati dai rispettivi elettorati.
Al prossimo gennaio Obama ( col 75% di insoddisfatti tra i cittadini USA ) farà’ trionfare la previsione di Steve Jobs del ” presidente da un solo mandato” e sarà’ ricordato come il solo premio Nobel per la pace che fece tre ( forse quattro?) guerre e tutte ingiuste.
Berlusconi finirà’ nella annetoddica politica come l’ emulo della torre di Pisa.
Zapatero ha già’ dato forfait. Cameron e’ già’ ai ferri corti coi liberali, ha perso il ministro della Difesa. – in piena guerra – perché’ questi non sapeva difendere con decisione i suoi accessi posteriori ed i fondi dello stato dai focosi attacchi del suo amichetto.
Insomma l’ Europa e’ senza un leader capace di durare, senza una visione del futuro e senza idee.
Che futuro ci stanno preparando?
Continuano a riunirsi, baciarsi, posare davanti alle telecamere, fare comunicati contraddittori e incomprensibili e chiedersi quando e’ che Carla’ ci farà’ vedere quel che ha saputo fare suo marito in un settennato.
A controllare i conti di tutti, una serie di contabili di origine indiana o di Sri Lanka annidati nelle società’ di revisione e di consulenza, i cui campioni abbiamo incontrato nel post di ieri grazie all ‘ interessamento dell’ F.B.I.
Possibile che nessuno se ne interessi e che tutti siano ormai rassegnati o comprati?

QUEL CHE BERLUSCONI NON FARA’, L’HA FATTO UNA DONNA CON GLI ATTRIBUTI

Berlusconi ha la faccia tosta di dare la colpa della indisponibilita’ dei franco-tedeschi nei confronti di dell’Italia a Bini Smaghi, un furbetto raccattato su consiglio di qualche cacicco.
Ma il furbetto ha ragione: se e’ vero che la BCE e’ indipendente dagli Stati Nazionali, non c’e’ ragione che dia le dimissioni e spero che resti.
Sarkosi doveva chiedere il cambio della guardia tra italiani prima della nomina di Draghi. Se siamo tutti europei, non c’e ragione di cambiare un europeo con un altro. se non siamo europei, ma nazionalisti, vale l’articolo quinto ( chi c’ha i soldi in mano ha vinto) e questa gaffe va imputata al presidente francese.
In realtà la indisponibilità dei franco tedeschi e’ dovuta in gran parte alla eccessiva disponibilità di chi ha saputo solo mettersi a novanta gradi di fronte a una signora ormai senza base elettorale e un ungherese prestato alla Francia – come Dreyfus – per il quale e’ già iniziato il rigetto.
La caccia spasmodica di Berlusconi alle donne e’ un simbolo evidente delle sue insicurezze e Tremonti – dall’opposto versante – non e’ da meno.
Invece di piagnucolare, B e T dovrebbero chiedersi quale considerazione si debba avere di gente che viola un trattato liberamente sottoscritto ( non dare basi per attacco alla Libia), che si rivela incapace di imporre una mediazione per un conflitto nel mediterraneo, che finiscono sputtanati per debolezze sessuali su tutti i giornali , che litigano tra loro come comari e che definiscono il premier tedesco una ” culona inchiavabile” e non riesce a imporre il segreto in base all’ art 270 della legge sul segreto di stato, per evitare il diffondersi di pettegolezzi nocivi per lo stato.
Casini complice, invece, si grida alla lesa Italia. Si vuole nuovamente ricreare il mito della “vittoria mutilata ” che si ebbe dopo la prima guerra mondiale.
La realtà e’ che Vittorio Emanuele Orlando non spiccicava una parola di inglese, lingua dei colloqui, mentre Wilson, Clemenceau e Lloyd George si esprimevano in quell ‘idioma.
Conseguenza: nei colloqui piu’ privati l’italiano si accontentava di brandelli di interessata traduzione che Clemenceau centellinava… Leggere per credere a pag 40 , edito da Adelphi , “Le conseguenze economiche della pace” di John Maynard Keynes .
Nel capitolo sulla conferenza di pace di Versailles si scoprirà anche che il giorno in cui si doveva parlare delle riparazioni di guerra, il rappresentante italiano era assente ingiustificato e l’Italia non fece richiesta di indennizzi per le distruzioni causate dalla guerra in Veneto.
Se Berlusconi cerca un trionfo elettorale all’altezza delle sue ambizioni megalomaniche, può prendere esempio da una donna che difendendo la parte meno fortunata del suo popolo , per un terzo di origine italiana, ha visto una vittoria elettorale decisa dopo aver trattato il Fondo monetario internazionale come andrebbe trattato. Pare che il fenomeno si chiami ” post peronismo”. Non si capisce perché ” post”.
Si e’ limitata a dare il fatto loro ai banchieri di casa e di fuori.
Berlusconi, Tremonti, Kircner. L’unico vero uomo e’ la signora.

PAKISTAN E TOGO NEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL’ ONU

Il nuovo turno biennale del Consiglio di Sicurezza dell’ONU si e’ arricchito di due perle: ll Togo – che non si sa quale sia la posizione politica e il Pakistan la cui fermezza nella lotta al terrorismo e a favore dei diritti umani non puo’ essere discussa a meno che non si voglia subire un attentato.

A commento di queste notizie confortanti per il futuro della pace, possiamo aggiungere che poco tempo fa, la Libia fu chiamata a presiedere la Commissione per I diritti umani in seno alle Nazioni Unite
Se fossi il Pakistan, comincerei a guardarmi le spalle e non mi sentirei sicuro nemmeno in Consiglio, visto che tra i membri siede anche l’India, notoriamente in contrasto coi pakistani coi quali ha già fatto due guerre.
La terza ( guerra) qualcuno vuole farla contro la Cina, facendo alleare i due rivali tradizionali.
Da seguire con attenzione le dichiarazioni di voto di entrambi.

LE ELEZIONI IN TUNISIA. di Antonio de Martini

Oggi, a dieci mesi dallo scoppio della primavera araba, i tunisini vanno alle urne per eleggere la loro assemblea costituente che sara’ composta da 217persone. Sono scesi in lizza oltre cento partiti che hanno avuto a disposizione tre minuti ciascuno nelle due reti TV.
Le liste sono oltre 1500, I candidati quasi 11.000.
In realta’ l’interesse generale e’ piuttosto puntato sulle probabilità di vittoria dello schieramento dei religiosi o quello dei progressisti.
I sette milioni di tunisini – 600.000 dei quali residenti in Francia- scelgono il loro destino senza incidenti, il vecchio partito unico si e’ riciclato con Chi con un nuovo nome e chi nelle liste indipendenti, ma chiunque abbia avuto incarichi di qualche rilievo nel passato regime, non puo’ candidarsi.
L’esito dipende da alcuni fattori classici: gli analfabeti , quasi 2 milioni, i reduci del passato regime, e I ” francesi” , ossia, gli emigrati che hanno votato per corrispondenza.
La forza politica piu’ organizzata e’ rappresentata dai gruppi che si appoggiano alle moschee.
Il sistema elettorale prescelto e’ quello proporzionale, talche’ ne verra’ fuori l ‘esigenza assoluta di una coalizione di governo che per forza di cose non sara’ stabile ne’ autorevole.
Insomma, non sarà una democrazia come lItalia, ma sara’ comunque un bel casino

Nota bene: mi scuso per gli ” errori di ritorno” che avvengono con l’IPad. Sembra che cambiando lingua alla tastiera, avvengano stravolgimenti ortografici a posteriori. Se qualcuno sapesse cosa fare per evitarli e lo comunicasse, gli sarei grato. Ndr

PRIMAVERA ARABA e AUTUNNO DELLA FIDUCIA: COMINCIA IL RIGETTO?

Il presidente afgano Karzai, durante una intervista alla TV privata pakistana GEO, ha rilasciato una dichiarazione ripresa dalla agenzie REUTERS : ” nel caso in cui- Dio non voglia- ci fosse un conflitto tra USA e Pakistan, l’Afganistan si schiererebbe a fianco di quest’ultimo”.
L’ipotesi e’ remota, ma segna il momento a partire dal quale l’Asia ( di cui il vicino oriente fa parte) prende le distanze dal Grande Fratello Armato .
E’ indicativo che la prima presa di posizione sia stata fatta da quello che e’ considerato, a ragione, il Quisling piu’ più Quisling tra i satelliti della politica estera USA. ( nota per i piu’ giovani: Q. Viene dal nome del primo ministro norvegese incaricato da Hitler di costituire un ” governo fantoccio” nel 1940 ed ora e’ usato per antonomasia).
Un ‘ altra reazione di rigetto e’ l’irrigidimento del governo iracheno verso la pretesa degli Stati Uniti di installare basi permanenti in quel paese.
Anche il premier iracheno , Nuri al Maliki , scelto per doti di particolare mansuetudine, ha rifiutato il protettorato sfacciato e Obama ha preso la palla -elettorale -al balzo annunziando il ritiro completo delle truppe. Per al Maliki la decisione e’ suonata come una condanna a morte: il suo governo e l’esercito, non reggerebbero senza l’inquadramento di istruttori occidentali.
Il nuovo primo ministro iracheno – se gli americani sgombrassero entro l’anno- sarebbe il comandante della unita’ corazzata più vicina alla capitale e il gioco ricomincerebbe.
Ciononostante, al Maliki non ha perso la calma ed ha ribadito che istruttori ne avrebbe accettati e basi permanenti, no.
L’interesse USA per una base permanente, e’ di appoggio e legittimazione alle basi in Arabia Saudita che sono sempre meno tollerate dai sauditi e lo saranno ancora di piu’ quando vedranno che gli iracheni – considerati ” inferiori” si saranno affrancati.
L’abbandono di tutte le basi, anche saudite, aprirebbe la via a un confronto aspro tra il potere sunnita e quello sciita in Irak.
La stessa esecuzione di Muammar Gheddafi – certamente frutto del timore inglese di un processo pubblico che avrebbe potuto coinvolgere la corona inglese- ha avuto una componente “indipendentista” rispetto alle richieste NATO di sottoporre al tribunale penale internazionale il dittatore deposto.
Anche nel Levante i segni di insofferenza si notano: il presidente iraniano Ahmadinejad e’ venuto in visita in Libano su invito del Patriarca maronita ( cattolici di rito orientale) , Israele ha violato
L’embargo americano sulle Organizzazioni terroriste” censite dal governo americano, trattando con Hamas ( per aver salutato con un abbraccio , all’uso orientale un dirigente di Hezbollah, D’Alema e’ stato messo in croce dai media) la liberazione del caporale Shalit.
La Siria fa spallucce alle minacce occidentali ( leggi USA) e prosegue nella politica di repressione del contesto interno.
La segretaria di stato Clinton , fa un giro di due giorni nei paesi dall’Asia ex sovietica per mettere in guardia “contro l’ estremismo islamico” , nella generale indifferenza degli interessati.
La Turchia ha ripreso i bombardamenti aerei verso i curdi, per difendere i quali gli USA Avevano creato la NO FLY ZONE contro Saddam Hussein.
L’Egitto sta trattando la restituzione di una spia , arrestata a giugno, con passaporto USA a Israele ( che gli rende 81 prigionieri) e non agli Stati Uniti ( che gli da tre miliardi l’anno).
Sono tutti segni di disagio legati al trattamento inferto al leader libico così mal ripagato per la sua collaborazione economica e antiterroristica.
In oriente non sono quisquilie, sono tutte mancanze di rispetto e in oriente, il rispetto e’ tutto.

Antonio de Martini