Archivi Categorie: Politica Estera

IL GASODOTTO IRAN-PAKISTAN-INDIA-CINA MINA L’EGEMONIA U.S.A. IN ASIA. UNA NUOVA FONTE DI CRISI. di Antonio de Martini

Gli Stati Uniti sembrano non riuscire a mettere la mordacchia all’Asia: adesso è la volta del Pakistan che in risposta all’atteggiamento ripetutamente sprezzante del governo USA nei suoi confronti, lo ha cornificato con il loro nemico principale in quest’area, l’Iran.

Chi ha seguito su questo blog il progredire della penetrazione russa in Pakistan e in India, sa
che ci è mancato poco che Putin in persona venisse a settembre ad inaugurare il nuovo corso della collaborazione che ha visto i russi portarsi via come regalo finale altri contratti per appalti senza gara per oltre 2,5 miliardi di dollari, che consacrano il loro consolidamento nel paese.

L’incursione di Abbottabad – di cui finiremo per conoscere anche i dettagli meno cinematografici – ha offerto ai pakistani un ulteriore pretesto per affermare la loro indipendenza rispetto all’ingombrante alleato a stelle e strisce e nel contempo porre mano al loro problema energetico a basso costo.

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L’ELEZIONE DEL NUOVO PONTEFICE E IL NUOVO ORDINE MONDIALE . di Antonio de Martini

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In tutti i conclavi del XX secolo (1903, 1914, 1922, 1939, 1958, 1963, 1978, 1978,) ci sono voluti, secondo il blog di J.M. Guenois, in media otto scrutini. Il Papa eletto potrebbe arrivare tra il pomeriggio e la fine del terzo giorno. Un venerdì.
Il primo conclave del XXI secolo, quello che ha eletto Ratzinger nel 2005 ha richiesto quattro scrutini, ma l’agonia del Papa polacco aveva dato a tutti il tempo per prepararsi all’evento.

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GERUSALEMME: I PALESTINESI E NETANYAHU SI PREPARANO ALLA VISITA DI BARAK OBAMA. di Antonio de Martini

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Benjamin Netanyahu sta per ricevere la paga per la fronda elettorale fatta a Obama e a quella a Chuck Hagel il nuovo segretario alla Difesa che oggi sbarca in Afganistan per non accompagnare il Presidente ? Fino a che punto questo precedente aggressivo di Netanyahu influirà nel tradizionale rapporto di alleanza?
Certo, Obama non poteva avere una situazione a lui più favorevole e Bibi avrebbe voluto ricevere la visita dell’uomo più potente del mondo dei prossimi quattro anni, in migliori condizioni.

A quasi due mesi dalle elezioni da cui è uscito indebolito e col ministro degli esteri ( Libermann) condannato dalla magistratura, non è ancora riuscito a presentare il governo al Presidente Shimon Perez ed alla Knesset, benché abbia rinunziato ai partiti religiosi – suoi tradizionali alleati – ed abbia dovuto imbarcare la sua avversaria Tzipi Livni ( alla giustizia, ma con anche la delega per le trattative di pace) ; il suo critico militare più autorevole Shaul Mohfaz, ex capo di SM contrario all’attacco all’Iran; il nuovo partito centrista.

Per colmare la misura, Barak Obama andrà anche in visita ad Abu Mazen a Ramallah ed ha rifiutato di presentarsi alla Knesset,

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GUERRA DI SIRIA: IL NEGOZIATO ENTRA NEL DETTAGLIO. di Antonio de Martini

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Alti esponenti del governo russo e statunitense si sono incontrati oggi a Londra per cercare di trovare un terreno comune di cronfronto sulla crisi siriana.
Da Mosca è arrivato il vice ministro degli Esteri, Mikhail Bogdanov, da Washington l’omologo, William Burns.

L’incontro e’ il primo risultato concreto della telefonata intercorsa venerdi’ scorso tra

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COME SEPARARCI DAI 4 PAESI CON AAA DI RATING E DARE VITA A UN EURO SOFT E FORTE. di Antonio de Martini

Chi avesse letto il post del 3 marzo ” La Germania ci offre una via di uscita,” avrà notato che ho definito l’Euro attuale ” una costruzione sbagliata”. Adesso perché non sembri una battuta – in un tempo in cui abbondano – vorrei fare la proposta alternativa che poi l’amico GIc caldeggia da sempre e ha anche fatto il nome di un propositore illustre che ora non ricordo.

Il signor Hans- Olaf Henkel – già presidente della Confindustria tedesca fino a pochi giorni fa – ha proposto una separazione , non so quanto la immagini consensuale, e la creazione di un “Euro del Nord”  assieme a Olanda, Finlandia e Austria.

Se attuata di comune accordo, la soluzione non solo è percorribile, ma cercherò di spiegare in maniera semplice perché la trovo vantaggiosa per tutti i paesi dell’area Euro che non hanno una tripla AAA di rating. Continua a leggere

LA GERMANIA CI OFFRE UNA VIA DI USCITA: NASCE UN PARTITO PER ABBANDONARE L’EURO CAPITANATO DAL PRESIDENTE DEGLI INDUSTRIALI. SAREBBE LA SALVEZZA PER TUTTI. di Carlo Massimo de Montis

Il primo effetto di paura tedesca provocato dal voto italiano è l’annunzio che ad aprile nascerà un nuovo partito con il programma di uscire dall’Euro.
Per noi è una buona notizia. L’Euro ” abbandonato” dalla Germania e da un paio di paesi satelliti, ma tenuto dagli altri paesi, subirebbe una svalutazione che si risolverebbe un un turbo per le esportazioni degli altri paesi ( Francia, Italia, Spagna, ecc). Sarebbe la fine di una costruzione finanziaria sbagliata, a mio giudizio, l’inizio della crisi delle esportazioni tedesche ( per la forte rivalutazione dell’Euro del nord e la contrapposizione internazionale con dollaro e rembimbi) e la salvezza dello stile di vita mediterraneo che è consustanziale alla nostra civiltà.
La frattura tra protestanti e cattolici si riprodurrebbe a livello economico e la Germania verrebbe risucchiata culturalmente dai paesi scandinavi e dai deliri della Walchiria Merkel.
A de M.

Questo post è tratto da rassegna.it.

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CONCESSIONI PETROLIFERE NEL GOLAN: ALTRO PEPE NEL MINESTRONE. di Antonio de Martini

Anche se in ben altre faccende indaffarato, il 28 febbraio, il ministero degli esteri siriano ha inviato una lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ed al segretario generale dell’ONU, protestando per la concessione petrolifera per esplorazione concessa da Israele ad una società americana ( Genie Energy) sulle alture del Golan che , a norma di diritto internazionale risultano ” territorio occupato”.
Nella lettera la decisione israeliana viene definita illegale e il governo siriano chiede ” misure serie atte a impedire a Israele di compiere ulteriori atti aggressivi e provocatori”.

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GUERRA DI SIRIA: INTESA IN VISTA TRA OBAMA E PUTIN. di Antonio de Martini

Benché alle prese con la minaccia di taglio automatico del bilancio statale USA per circa 86 miliardi di dollari se non interverrà entro un paio di giorni un accordo tra democratici e repubblicani che sembra lontano, Barak Obama ha telefonato a Putin.
Il tono della telefonata – a sentire l’Associated Press – è stato amichevole.
Obama avrebbe iniziato con apprezzamenti sul l’atteggiamento cooperativo della Russia nella gestione del contenzioso sulle ambizioni nucleari dell’Iran e sono poi passati ad esaminare la questione siriana che li vede schierati in posizioni antagonistiche.

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CROAZIA IN IMBARAZZO. GLI USA SPIFFERANO TUTTO METTENDOLI IN DIFFICOLTÀ. di Antonio de Martini

Zorin Milanovic, primo ministro Croato, ha dato ordine di ritirare le truppe croate ( una compagnia di cento uomini) dalla linea di demarcazione tra Siria e Israele, sulle alture del Golan.
Le truppe, messe a disposizione dell’ONU come corpo di osservazione per il mantenimento del
” cessate il fuoco” tra Tsahal – l’esercito israeliano – e le truppe siriane sono state messe in pericolo dall’articolo

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CIPRO: LIQUIDATO IL PRESIDENTE COMUNISTA ARRIVA IL CONSERVATORE CHE PROMETTE LA RIUNIFICAZIONE E LA FINE DELLA CRISI. INTANTO SFIDA LA UE CON UN GOVERNO SENZA DONNE.

Oggi il nuovo presidente eletto Nicos Anastasiades ha presentato il suo governo e domani si insedia.
La UE ha atteso questo cambio della guardia per poter ottenere dal nuovo governo una serie di privatizzazioni, più di principio che altro, data la modesta dimensione del paese, importante piu che altro strategicamente come base aerea con un sistema di aeroporti creato dagli inglesi negli anni della guerra fredda.
A questa posizione geopolitica si è aggiunta la posizione geografica privilegiata per i giacimenti di gas trovati i recente( Tamar e Leviathan).
Il nuovo Presidente ha voluto però iniziare con un momento di sfida indiretta: incurante delle raccomandazioni sul politically correct, ha presentato un ministero imposto da dodici persone. Tutti uomini.