IL GASODOTTO IRAN-PAKISTAN-INDIA-CINA MINA L’EGEMONIA U.S.A. IN ASIA. UNA NUOVA FONTE DI CRISI. di Antonio de Martini

Gli Stati Uniti sembrano non riuscire a mettere la mordacchia all’Asia: adesso è la volta del Pakistan che in risposta all’atteggiamento ripetutamente sprezzante del governo USA nei suoi confronti, lo ha cornificato con il loro nemico principale in quest’area, l’Iran.

Chi ha seguito su questo blog il progredire della penetrazione russa in Pakistan e in India, sa
che ci è mancato poco che Putin in persona venisse a settembre ad inaugurare il nuovo corso della collaborazione che ha visto i russi portarsi via come regalo finale altri contratti per appalti senza gara per oltre 2,5 miliardi di dollari, che consacrano il loro consolidamento nel paese.

L’incursione di Abbottabad – di cui finiremo per conoscere anche i dettagli meno cinematografici – ha offerto ai pakistani un ulteriore pretesto per affermare la loro indipendenza rispetto all’ingombrante alleato a stelle e strisce e nel contempo porre mano al loro problema energetico a basso costo.

L’Iran offre la costruzione di un pipeline transasiatico che raggiunga la Cina attraversando i territori del Pakistan e dell’India. La Russia esegue la costruzione, dopo aver convinto i tradizionali avversari a collaborare in campo energetico sconvolgendo il monopolio strategico americano nella regione.
Si tratta di una formidabile alleanza geopolitica contro cui gli USA – col solito ritardo – cercano di correre ai ripari col solito pretesto delle sanzioni all’Iran.

Le considerazioni americane secondo cui collaborando con l’Iran avrebbero violato l’embargo esponendosi a loro volta a sanzioni che gli USA avrebbero dovuto, loro malgrado, applicare a un paese amico, hanno trovato una risposta degna della migliore diplomazia britannica: il portavoce pakistano si è detto certo che gli USA avrebbero tenuto nel giusto conto le esigenze di un paese amico quale il Pakistan.

L’allusione, nemmeno troppo velata, riguarda ” l’esonero” dalle sanzioni dato, obtorto collo, a India e Indonesia che avevano fatto notare l’impossibilità di rinunziare al petrolio iraniano senza paralizzare le loro economie assetate che l’India paga in derrate agricole. Se fate una eccezione per l’India, la farete anche per noi.

L’Agenzia russa di notizie RT ha citato il commento di un analista occidentale ( Stopimperialism.com) Eric Draitser, che ha identificato il cemento che ha solidificato l’alleanza Irano-pakistana nella comune sfiducia ( mistrust) nei confronti degli U.S.A.

Antony Skinner del Maplecroft risks consultancy, britannico, ha sottolineato come la Cina, attualmente non coinvolta ufficialmente nel progetto, vedrebbe realizzato il suo sogno di un approvvigionamento energetico via terra che integrerebbe la sua strategia marittima del ” filo di perle” a difesa dei suoi approvvigionamenti energetici per via marittima che l’occidente può interrompere in ogni momento.

Con un solo colpo, la Russia aiuta l’alleato Iraniano, acquista un nuovo amico , prende 2,5 miliardi di lavori cui puntavano gli USA, costruisce un pipeline essenziale alle economie indiana e cinese e riesce nel capolavoro di far collaborare a un progetto comune India e Pakistan. Il ” grande gioco” vede vincere i russi in questa fase. La vecchi volpe inglese inglese è scesa in campo proponendo frettolosamente una alleanza militare all’India: molti impegni e niente guadagno, ma almeno cerca di restare in gioco.

E gli USA fanno sempre più la figura di Ezechiele lupo scornato dai tre porcellini.

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Commenti

  • donato  Il marzo 15, 2013 alle 11:49 pm

    Penso che una prima risposta sia l’affermazione obamiana che entro 1 anno Iran avrà la Bomba.Solo 3 mesi fà dicevano che ne sarebbero occorsi 4 ,il termine si sposta avanti o indietro a seconda delle convenienze.

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